Dal 17 al 26 luglio torna l’iniziativa “EFFETTO NOTTE”

Dal 17 al 26 luglio 2026 torna a Roma, nell’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, Effetto Notte, la rassegna cinematografica a ingresso gratuito promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, con il contributo della Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, l’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo- Direzione Musei nazionali della Città di Roma e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. L’edizione 2026 si apre il 17 luglio con una serata dedicata ai documentari: Uncovered Rome di Giulia Randazzo e Parlami di me. Roma e il suo fiume di Bruno Restuccia, due opere che raccontano Roma attraverso l’archeologia, la memoria e il cinema, valorizzando il patrimonio storico e culturale della Capitale. Dal 18 luglio prende il via la rassegna Il futuro è donna. Sguardi di cinema al femminile tra libertà e innovazione, un percorso dedicato alle grandi registe italiane che hanno contribuito a rinnovare linguaggi e immaginario cinematografico. Da Lina Wertmüller a Liliana Cavani, da Francesca Archibugi alle sorelle Cristina e Francesca Comencini, fino ad Alice Rohrwacher, Susanna Nicchiarelli, Costanza Quatriglio e Giuliana Gamba, la rassegna propone un viaggio attraverso oltre cinquant’anni di cinema italiano al femminile. Nell’ambito della manifestazione sarà inoltre celebrato l’ottavo centenario della morte di San Francesco con la proiezione di Francesco di Liliana Cavani e Chiara di Susanna Nicchiarelli, due opere che rileggono la figura del Santo e quella di Santa Chiara con uno sguardo contemporaneo. Il ricco programma propone inoltre cortometraggi, esercitazioni e saggi di diploma realizzati dalle giovani registe del Centro Sperimentale di Cinematografia, valorizzando il ruolo della Scuola come luogo di formazione, ricerca e sperimentazione e mettendo in dialogo le nuove generazioni con le grandi autrici del cinema italiano. La rassegna sarà accompagnata da incontri con registe, autrici e protagonisti del mondo del cinema, moderati da Silvia Pezzopane. Accanto alle proiezioni, Effetto Notte propone anche visite guidate all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme e al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio storico e culturale della Capitale. IL PROGRAMMA: Venerdì 17 luglio – Preapertura Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme.Ore 21.00 – Inaugurazione e saluti istituzionali della Direzione generale Cinema e audiovisivo e del Centro Sperimentale di Cinematografia. Incontro con Alessio De Cristofaro e Giulia Randazzo. Uno a uno, episodio di Uncovered Rome di Giulia Randazzo (2025, 23′). Ore 21.40 – Incontro con Alessandra Fassio. Parlami di me. Roma e il suo fiume di Bruno Restuccia (2025, 48′). Sabato 18 luglio Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme.Ore 21.00 – Incontro con Grazia Tricarico. Persefone di Grazia Tricarico (2014, 18′), saggio di diploma, triennio accademico 2011-2013. Ore 21.40 – Incontro con Sergio Bruno e Steve Della Casa. Rita la zanzara di Lina Wertmüller (1966, 115′). Domenica 19 luglio Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Ore 21.00 – Incontro con Liliana Cavani. Incontro di notte di Liliana Cavani (1961, 10′). Francesco di Liliana Cavani (1989, 158′). Lunedì 20 luglio Ore 21.00 – Incontro con Francesca Archibugi. La guerra appena finita di Francesca Archibugi (1983, 19′), saggio di diploma, biennio accademico 1980-1982. Mignon è partita di Francesca Archibugi (1988, 96′). Martedì 21 luglio Ore 21.00 – Incontro con Maria Tilli. Tutte le cose sono piene di lei di Maria Tilli (2015, 22′), saggio di diploma, triennio accademico 2012-2014. Ore 21.40 – Incontro con Cristina Comencini. Qualcosa di nuovo di Cristina Comencini (2016, 93′). Mercoledì 22 luglio Ore 21.00 – Incontro con Francesca Mazzoleni. 1989 di Francesca Mazzoleni (2015, 30′), saggio di diploma, triennio accademico 2012-2014. Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini (2017, 92′). Giovedì 23 luglio Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Il linguaggio dell’amore di Susanna Nicchiarelli (2002, 16′), esercitazione II anno, triennio accademico 2000-2003. Chiara di Susanna Nicchiarelli (2022, 106′). Venerdì 24 luglio Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. Ore 21.00 – Incontro con Costanza Quatriglio. Il giorno che ho ucciso il mio amico soldato di Costanza Quatriglio (1999, 16′), saggio di diploma, triennio accademico 1996-1999. Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio (2018, 103′). Sabato 25 luglio Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme. La santa che dorme di Laura Samani (2016, 19′), saggio di diploma, triennio accademico 2013-2015. Le meraviglie di Alice Rohrwacher (2014, 106′). Domenica 26 luglio Ore 17.00 e ore 18.00 – Visita guidata all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme.Ore 21.00 – Incontro con Francesca Marino. L’uomo senza paura di Francesca Marino (2013, 18′), saggio di diploma, triennio accademico 2011-2013. Ore 21.40 – Incontro con Giuliana Gamba. Burraco fatale di Giuliana Gamba (2020, 90′).   Le proiezioni sono gratuite e l’ingresso è consentito fino a esaurimento posti. Le visite guidate all’Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme sono gratuite e senza prenotazione. Si svolgeranno alle ore 17.00 e alle ore 18.00 nelle giornate del 17, 18, 19, 23, 24, 25 e 26 luglio. La durata della visita è di circa 40 minuti. L’appuntamento è in Piazza Santa Croce in Gerusalemme, a sinistra della basilica (inizio strada in salita). Le visite saranno guidate dalla direttrice della sede della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Santa Croce in Gerusalemme, dott.ssa Simona Morretta. Le visite guidate al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si terranno il 18 luglio, il 22 luglio e il 24 luglio alle ore 19.30. Nelle giornate del 18, 22 e 24 luglio il museo sarà aperto fino alle ore 22.00, con ultimo ingresso alle ore 21.00. Le visite sono gratuite e incluse nel costo del biglietto del museo. È consigliata la prenotazione: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it; tel. 06 7014796. Scarica il programma della rassegna.

Quartetto Paone. Concerto alla Casa Museo Mario Praz

QUARTETTO PAONE Clarinetti soprani: Augusto Travagliati, Amedeo Ricci e Giulia LeonardoClarinetto basso: Marco Luchetti Evento a cura di Anna SelviCasa Museo Mario Praz, 19 luglio ore 19.00   Il “Quartetto Paone” nasce in onore del clarinettista Ulderico Paone, figura di rilievo nel panorama musicale italiano del ‘900. E’ un ensemble di musicisti composto da tre clarinetti soprani (Augusto Travagliati, Amedeo Ricci e Giulia Leonardo) e un clarinetto basso (Marco Luchetti), che da molti anni, sia in gruppo che singolarmente svolgono un’intensa e prestigiosa attività concertistica e da camera, con esibizioni in numerosi e variegati contesti musicali, capaci di variare dalla musica classica al jazz al pop.   Il concerto è incluso nel biglietto d’ingresso alla Casa Museo fino a esaurimento posti. I biglietti sono acquistabili on line sulla piattaforma Musei Italiani o in sede tramite il totem abilitato POS.La Casa Museo chiuderà alle ore 21.00.

La Bibbia del Belli. Spettacolo al Pantheon

LA BIBBIA DEL BELLI di e con Massimo Verdastrodai “sonetti biblici” di Giuseppe Gioacchino Belli Musiche a cura di Francesca Della Monica e Marco OrtolaniSuono di Marco OrtolaniLuci di Marcello D’Agostino Evento a cura di Anna Selvi Pantheon, 17 luglio 2026 ore 20.00 L’attore e regista Massimo Verdastro interpreta alcuni episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, concepiti dalla penna di Giuseppe Gioachino Belli e descritti con la modalità e il sentimento del popolo di Roma: partendo dalla creazione del mondo si arriva al giudizio universale. I sonetti biblici del Belli sono materia magmatica, ironica, irriverente, comica e violenta e nello stesso tempo incredibilmente vitale e presente. Roma con le sue piazze e le sue strade è il teatro nel quale prendono vita le storie bibliche. Il grande poeta romano, tra i più illustri del secolo diciannovesimo, costruisce i suoi sonetti con la lingua del popolo: a volte potente, iconoclasta, profana, seppur pervasa da un sentimento di profonda religiosità, ma l’intento non è mai descrittivo o illustrativo, tantomeno didascalico o macchiettistico. L’opera del Belli è una delle vette più alte della poesia europea del secondo Ottocento. Biglietti acquistabili online sulla piattaforma Musei Italiani. Posti a sedere: 300. La sera del 17 luglio il Pantheon sarà aperto al pubblico dalle ore 19.30 alle ore 23.00 (ultimo acquisto cassa ore 22.00; ultimo ingresso ore 22.30). Si ricorda che, per i cittadini residenti nel Comune di Roma, l’ingresso al Pantheon è gratuito.

Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas

Fino al 22 novembre 2026 l’appartamento del Castellano a Castel Sant’Angelo ospita la mostra “Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas”. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con il Lithuanian National Museum of Art, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Anno culturale Lituania–Italia 2026 e sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026. L’iniziativa intende valorizzare i rapporti culturali tra Italia e Lituania, offrendo una nuova chiave di lettura della storia di Castel Sant’Angelo e di Roma, nonché del fascino che il monumento e la città hanno esercitato sugli artisti europei nel corso dei secoli. La mostra presenta una selezione di dipinti di Kanutas Ruseckas, uno dei più importanti artisti lituani del XIX secolo e uno dei principali rappresentanti della pittura romantica. Ruseckas fu tra i fondatori della comunità di artisti lituani e polacchi residenti a Roma. Egli credeva che questa terra, cinta dagli allori della gloria passata e segnata dalle tracce dell’eroismo, sarebbe stata per loro una stella guida. Le opere esposte provengono dal Lithuanian National Museum of Art e sono inserite nel percorso museale di Castel Sant’Angelo dedicato alla tradizione della Girandola, con il quale entrano in dialogo. I dipinti evidenziano infatti lo sguardo che l’artista lituano rivolse a Roma nel corso del suo soggiorno italiano, dove immortalò le vestigia capitoline come il Colosseo, e uno degli eventi più celebri della vita cittadina romana: la Girandola di Castel Sant’Angelo. Organizzata ogni anno il 29 giugno in onore dei Santi Pietro e Paolo, lo spettacolo pirotecnico – fin dall’epoca rinascimentale – ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Castel Sant’Angelo viene dipinto da Ruseckas da un punto di osservazione situato presso lo scomparso Porto Leonino, costruito da Papa Leone XII nel 1827 sulla riva destra del Tevere, nei pressi del Vaticano. L’effetto è così vivido da far percepire non solo le fontane di fuoco che si innalzano dal castello nel cielo notturno di Roma, ma quasi anche il fragore dei fuochi d’artificio che accompagna lo spettacolo.

SYNTHETIC HISTORIES & POINTS OF VIEW. Mostre alla Casa Museo Andersen

SYNTHETIC HISTORIES. ARTEFATTI, MEMORIE E NARRAZIONI CONTROFATTUALI Mostra a cura di Chiara Canali nell’ambito di Rome New Media Week – Edizione Zero. Con la collaborazione di Veronica Brancati e con il patrocinio della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e POINTS OF VIEW. NUOVE PROSPETTIVE MEDIALI SUL PATRIMONIO Mostra a cura di Luca Martinelli nell’ambito di Rome New Media Week – Edizione Zero. Presenting partner: Fotonica. Con la collaborazione di Veronica Brancati e con il patrocinio della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale Dal 6 al 12 luglio 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, Commissario della mostra, e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri ospita, nelle sale del piano terra, le mostre Synthetic Histories. Artefatti, memorie e narrazioni controfattuali, a cura di Chiara Canali in collaborazione con Rome New Media Week (RNMW) e Points of View curata da Luca Martinelli in collaborazione con Fotonica. Le esposizioni sono state coordinate da Veronica Brancati e patrocinate dalla Regione Lazio e dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale. I due progetti si inseriscono nel programma dell’Edizione Zero della Rome New Media Week (RNMW), rassegna annuale diretta da Luca Martinelli, che coinvolge artisti, gallerie e curatori in un percorso di esplorazione e mappatura dei temi e dei network dei nuovi media artistici. Nel percorso espositivo Points of View, gli artisti Torin Blankensmith e Lyell Hintz (Dotsimulate) presentano un’installazione interattiva realizzata con TouchDesigner, composta da una serie di schermi-portale che instaurano un dialogo visivo con la scultura La Notte di Hendrik C. Andersen. Attraverso elaborazioni digitali in tempo reale, l’installazione offre prospettive molteplici e invita il pubblico a osservare i gessi del museo da punti di vista inediti. Synthetic Histories. Artefatti, memorie e narrazioni controfattuali riunisce i lavori di quattro artiste pioniere nell’impiego della digital art, appartenenti a generazioni e contesti geografici differenti: Giuliana Cunéaz propone la scultura Attrazione magnetica insieme a Matter Waves; Chiara Passa dà vita a un ambiente immersivo in realtà virtuale dal titolo Crying at the Gypsotheque; Auriea Harvey espone la serie scultorea The Mystery, mentre Ana Maria Caballero e Alex Estorick firmano il progetto artifacts. Le opere riflettono su come intelligenza artificiale, realtà virtuale, modellazione tridimensionale e sistemi generativi stiano ridefinendo il nostro rapporto con la storia, la memoria e la costruzione delle immagini. La scelta della Casa Museo H.C. Andersen ha un forte valore simbolico: il monumentale progetto dello scultore per un “Centro Mondiale di Comunicazione” trovava infatti il suo fulcro nella Torre del Progresso, concepita come una vera e propria antenna globale per irradiare e diffondere la conoscenza in tutto il mondo. Questa utopia di una trasmissione universale anticipa a tutti gli effetti la struttura del World Wide Web e delle reti digitali, offrendo la cornice ideale a Synthetic Histories per indagare le nuove forme di creazione e diffusione delle immagini nell’era dell’IA. Comunicato stampa

#domenicalmuseo – 5 luglio

Domenica 5 luglio torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:  Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini (10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo

I SEGNI E LE STORIE. Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento.

A Castel Sant’Angelo apre al pubblico il Bastione di San Marco con la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento” Roma, 26 giugno 2026 – È aperta al pubblico da ieri, 25 giugno, la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”, allestita nel Bastione di San Marco a Castel Sant’Angelo, uno spazio che entra da oggi nel percorso di visita del Monumento. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei, l’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre 2026. La mostra mette in dialogo un prezioso nucleo di documenti dell’Archivio di Stato di Roma, individuati da Franco Russo nel corso delle sue ricerche, con una selezione di coltelli storici della sua collezione e con gli spazi, le collezioni e la storia di Castel Sant’Angelo. Carte processuali, bandi, verbali e atti giudiziari, datati tra il 1611 e il 1865, raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane, spesso accompagnati da sorprendenti sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze: tracce che oggi dialogano con gli oggetti esposti, in particolare con gli esemplari ottocenteschi, restituendo corpo e materia a storie custodite per secoli negli archivi. Questo dialogo permette di osservare l’evoluzione del coltello romano, il tradizionale serratore, che conserva, pur tra adattamenti e trasformazioni, le caratteristiche già documentate nelle fonti seicentesche fino all’Unità d’Italia. Allo stesso tempo, le ricerche condotte sui documenti dell’Archivio di Stato di Roma restituiscono uno spaccato della vita quotidiana nella Roma papale: dai verbali dei tribunali emerge il racconto della strada, con le sue tensioni, i conflitti e gli episodi di sopraffazione; dai bandi, il punto di vista delle autorità. Dallo scarto tra queste due prospettive nasce una delle chiavi di lettura più significative della mostra, che mette in luce il rapporto tra cultura materiale, norme e identità collettiva. Vite comuni, questioni d’onore, episodi di violenza, trasgressioni e necessità compongono così una narrazione corale della Roma popolare, restituendo il volto meno ufficiale della città e uno sguardo ravvicinato su uomini e donne spesso assenti dai grandi racconti storici. Castel Sant’Angelo non è soltanto la cornice della mostra, ma uno dei suoi protagonisti: nelle sue prigioni furono rinchiusi molti personaggi simili a quelli descritti nei documenti. Tra le figure che accompagnano il percorso espositivo vi è il brigante Antonio Gasbarrone, guida simbolica di un’epoca di tensioni e contraddizioni, evocato dalla porta originale di una cella del Castello – restaurata per l’occasione – e dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli, tra i più significativi interpreti della Roma ottocentesca. A suggellare questo legame tra luogo e racconto, un pugnale delle collezioni di Castel Sant’Angelo si aggiunge ai materiali esposti, creando un collegamento ideale con Panopliae, la mostra allestita nell’Armeria Superiore: se questa racconta le armi legate alla guerra e alle corti, I segni e le storie restituisce la dimensione quotidiana dei conflitti. Due percorsi complementari che trovano in Castel Sant’Angelo il contesto ideale per riflettere sul rapporto tra violenza, controllo sociale e convivenza civile. Al centro del progetto restano le fonti archivistiche: grazie alla collaborazione tra Castel Sant’Angelo e l’Archivio di Stato di Roma, documenti normativi e processuali diventano strumenti per comprendere la complessità della società romana tra età moderna e contemporanea, ben oltre la loro funzione amministrativa. I segni e le storie è così un invito a leggere tra le righe della storia, osservando da vicino le tracce di uomini e donne spesso dimenticati dalle narrazioni ufficiali, e a riscoprire, nelle pieghe della memoria archivistica, la complessità di una città e della sua umanità. Comunicato stampa

La Girandola di Castel Sant’Angelo

Il 29 giugno 2026 torna a Castel Sant’Angelo la Girandola, l’iconico spettacolo pirotecnico che affonda le proprie radici nella storia della città. Documentata fin dal 1481 e per secoli legata alla festa dei Santi Pietro e Paolo e alle più solenni celebrazioni della Roma pontificia, la Girandola ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.30 e illuminerà il cielo sopra Castel Sant’Angelo e il Tevere, facendo rivivere uno degli spettacoli più celebri della tradizione romana, riproposto con approccio filologico a partire dalle fonti storiche. Alle ore 21.30 cittadini e turisti potranno godere dello straordinario spettacolo di fuochi d’artificio dal Lungotevere Tor di Nona e dai Ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I.

PANOPLIӔ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo inaugura la mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere e riapre le Sale Farnesiane   Dal 20 giugno 2026 Castel Sant’Angelo presenta due importanti novità nel percorso di visita: l’apertura della mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo, dedicata alle collezioni di armi storiche del museo, e la riapertura al pubblico delle Sale Farnesiane, con un nuovo allestimento che ricrea l’atmosfera e le funzioni di un appartamento papale rinascimentale. La mostra: Panopliæ. Armi, ingegno e potere La mostra, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’istituto, e di Mario Scalini, studioso di armi antiche e già dirigente del Ministero della Cultura, nasce per riportare alla luce un importante patrimonio conservato per lungo tempo nei depositi del museo. Dopo un’ampia campagna di ricognizione, studio e restauro, una prima selezione delle armi storiche del museo è ora nuovamente a disposizione del pubblico. Il ritorno delle armi è anche un ritorno a casa: in occasione di Panopliæ, infatti, le armi tornano negli ambienti che furono allestiti come Armeria agli esordi del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, restituendo a questi spazi una funzione profondamente legata alla storia del Castello e delle sue collezioni. Nato come mausoleo dell’imperatore Adriano e trasformato nei secoli in fortezza, residenza papale, prigione di Stato e presidio militare per poi diventare Museo Nazionale nel 1925, Castel Sant’Angelo è il luogo ideale per accogliere questo racconto. Le collezioni si sono formate nel corso del Novecento attraverso acquisizioni, donazioni e trasferimenti da altri istituti. Tra gli apporti più significativi figurano la raccolta del collezionista Umberto Zanvettori, acquisita nel 1927, i pezzi provenienti dal conoscitore Remo Fedi negli anni Trenta e Quaranta del Novecento e numerosi manufatti giunti da Palazzo Venezia, dal Bargello, dal Museo Artistico Industriale di Roma e da Capodimonte. Il percorso espositivo si snoda in sei sale e attraversa oltre un millennio di storia, proponendo una lettura per temi ed epoche: il mondo eroico medievale, i grandi committenti del Rinascimento, le corti e le marine del Seicento, la rivoluzione delle armi da fuoco. Tra i pezzi che il visitatore incontrerà lungo il percorso figurano gli elmi corinzi del VI e V secolo a.C., i reperti più antichi esposti; l’elmetto con visiera a ventaglia forse appartenuto a Roberto Sanseverino, condottiero al servizio della Repubblica di Venezia caduto a Calliano nel 1487, presentato accanto a una riproduzione della sua lastra tombale conservata nel Duomo di Trento; una rara Hakenbüchse tedesca del primo Cinquecento, tra le prime armi da fuoco destinate a trasformare le tecniche di guerra; le armature legate alle grandi dinastie italiane, tra cui il corsaletto da barriera del cardinale Odoardo Farnese attribuito al celebre armoraro Pompeo della Cesa e il morione della guardia personale di Pierluigi Farnese. Nella sezione dedicata alla tradizione Medici si segnala, invece, grazie al prestito del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, il ricongiungimento di un petto con la croce di Malta a due pregiate manopole della collezione di Castel Sant’Angelo riconosciute e restaurate come parte di una medesima armatura realizzata per il giovane Giovan Carlo de’ Medici (1611–1663), presentata in dialogo con il suo ritratto proveniente dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi. Non mancano le armi utilizzate dalle milizie pontificie, quelle riferibili alla tradizione milanese, napoletana e veneziana, fino alla scatola del revolver donato nel 1864 a Giuseppe Garibaldi dalla scrittrice Caroline Giffard Phillipson, testimonianza dell’ammirazione che la figura di Garibaldi suscitava nel mondo anglosassone. «Panopliæ – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – nasce dalla volontà di restituire a Castel Sant’Angelo una delle funzioni che ne hanno caratterizzato la storia museale: le armi tornano infatti negli spazi dell’Armeria, riallacciando il legame tra le collezioni e il monumento che le ospita. La mostra è il risultato di un importante lavoro di studio, ricerca e restauro delle raccolte conservate nei depositi, oggi nuovamente accessibili al pubblico. Castel Sant’Angelo, fortezza e presidio militare al centro di vicende cruciali come il Sacco di Roma del 1527, rappresenta il contesto ideale per raccontare il mondo di corti, dinastie e conflitti cui molti degli oggetti esposti rimandano. La riapertura delle Sale Farnesiane completa questo percorso, restituendo ambienti che tornano a raccontare la propria storia attraverso il dialogo tra architetture, arredi e opere d’arte.» I restauri – condotti da Merj Nesi per l’occasione e, precedentemente, da Antonio Mignemi, Nicola Salvioli e Mari Yanagashita – hanno consentito il recupero di nuclei di grande pregio, dei quali è stata ricostruita la provenienza, restituendo alle raccolte di Castel Sant’Angelo un rilievo di assoluto significato anche in un contesto di straordinaria ricchezza quale è Roma. La riapertura delle Sale Farnesiane Contestualmente riaprono al pubblico le Sale Farnesiane, parte dell’appartamento fatto realizzare da papa Paolo III Farnese negli anni Quaranta del Cinquecento. Le sale sono state oggetto di interventi conservativi, di ritinteggiatura e di un nuovo allestimento. Nelle sale di Amore e Psiche e del Perseo che affiancano la sala di maggior rappresentanza – la Sala Paolina – si è voluta rievocare la funzione originaria degli ambienti all’interno dell’appartamento papale. Arredi, dipinti e oggetti d’epoca ricostruiscono l’atmosfera di una residenza rinascimentale, restituendo alle stanze la loro identità storica, concependo gli spazi come period rooms secondo i più moderni criteri museografici. La Sala di Amore e Psiche, tradizionalmente interpretata come camera da letto del pontefice, è oggi allestita come una camera rinascimentale: al centro si trova un grande letto da pompa in noce di manifattura romana con stemma Farnese, affiancato da un inginocchiatoio per la preghiera privata, un leggio, un tabernacolo con crocifisso e una cassettiera in radica di noce. Alle pareti figurano opere di grande pregio come Il Bagno di Dosso Dossi e la Giovane donna con unicorno di Luca Longhi, nella quale molti riconoscono i tratti di Giulia Farnese, la celebre “Giulia la Bella”, sorella di Paolo III. La Sala del Perseo, probabile studiolo privato di Paolo III, è invece dedicata alla dimensione dello studio e della rappresentazione del potere. Una copia del ritratto di Pierluigi Farnese campeggia al centro sopra una

Festa della Musica 2026

Per la 32ª edizione della manifestazione, dedicata al tema “La voce dei luoghi”, l’Istituto propone un calendario di appuntamenti che prenderà avvio sabato 20 giugno 2026 presso la Casa Museo Boncompagni Ludovisi e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e proseguirà domenica 21 giugno nelle sedi di Casa Museo Mario Praz, Casa Pasolini, Castel Sant’Angelo, Museo Giacomo Manzù, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e Pantheon. «La Festa della Musica rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare il patrimonio dei nostri musei attraverso uno dei linguaggi culturali più universali – dichiara Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo –. I musei dell’Istituto, molto diversi tra loro per storia, architettura e collezioni, partecipano quest’anno con proposte che spaziano dalla musica antica alla contemporaneità, confermando la volontà di offrire ai visitatori occasioni sempre nuove di conoscenza, partecipazione e incontro». Tutti gli eventi musicali sono gratuiti e inclusi nel normale biglietto di ingresso dei musei. PROGRAMMA Casa Museo Boncompagni Ludovisi Sabato 20 giugno ore 18.00 Concerto dedicato alle musiche da ballo del Cinquecento e del Seicento Duo Nova–Castini (flauto e arpa) Con la partecipazione della Compagnia Italiana di Teatro e Danza Concerto dedicato alle musiche da ballo che animavano i ricevimenti nobiliari del Cinquecento e del Seicento. Le melodie saranno eseguite dal flautista Beppe Nova e dall’arpista Elena Castini. L’esecuzione sarà accompagnata dalla partecipazione della Compagnia Italiana di Teatro e Danza, i cui artisti, in abiti storici, danzeranno sulle note delle musiche rinascimentali e barocche. Il concerto è parte della rassegna di spettacoli dal vivo ECHI DI PALAZZO, a cura del Centro di Cultura Domus Danae APS. Casa Museo Mario Praz Domenica 21 giugno ore 17.00 Airport GAD – Live Set [Computer / Controllers / SoundCard / Solenoids] Demetrio Castellucci a cura di Anna Selvi Demetrio Castellucci è compositore e sound designer attivo tra musica, teatro, danza e arti performative. Con il progetto Airport GAD sviluppa una ricerca sonora che combina musica ambient, sperimentazione elettronica e installazione performativa. Biglietti acquistabili online sul portale Musei Italiani, tramite l’app ufficiale o in sede tramite il totem digitale abilitato POS. Casa Pasolini Domenica 21 giugno ore 11.00 Suggestioni sonore. Un viaggio attraverso epoche e stili musicali Concerto per flauto e arpa Andrea Salvi, flauto Giulia Bigioni, arpa a cura di Anna Selvi Un percorso musicale attraverso repertori e atmosfere differenti, affidato al dialogo tra flauto e arpa. Prenotazione obbligatoria. Castel Sant’Angelo Domenica 21 giugno ore 21.30 SOLO H.E.R. Concerto per voce e violino a cura di Anna Selvi H.E.R., violinista, cantante e compositrice, presenta SOLO, concerto per voce e violino nel quale, grazie all’utilizzo di loop station ed effetti elettronici, costruisce paesaggi sonori che ampliano le possibilità espressive dei due strumenti. Museo Giacomo Manzù Domenica 21 giugno ore 17.30 Concerto del Solstizio d’Estate – II edizione a cura della Pro Loco Tor San Lorenzo Massimiliano Drapello, tenore Raffaella Pelella, soprano Fabio Montani, pianoforte Arie dal melodramma e dalla tradizione popolare italiana accompagnate da letture poetiche dedicate all’estate. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Sabato 20 giugno ore 16.30 Aspettando la Festa della Musica! Visita guidata alla collezione di clavicembali del Museo a cura del Maestro Enrico Baiano Sabato 20 giugno ore 17.30 Tutti pazzi per la danza a cura del Maestro Enrico Baiano in collaborazione con il Conservatorio di Musica Santa Cecilia Prenotazione obbligatoria a dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it – tel 06. 7014796 Domenica 21 giugno ore 20.30 Omaggio a Federico García Lorca Un tributo alla poesia e alla musica del poeta Ensemble Vocale Tesaurus Alberto Galletti, direttore Stefano Mingo, chitarra In collaborazione con AGiMus Pantheon Domenica 21 giugno ore 19.15 Sacro e classico Sinfonia n. 49 in Fa minore La passione di F. J. Haydn Concerto per clarinetto e orchestra K 622 di W. A. Mozart Orchestra Latina Philharmonia Francesco Belli, direttore Marco Bonfigli, clarinetto a cura di Anna Selvi L’Orchestra Latina Philharmonia è una formazione orchestrale stabile nata per valorizzare i talenti musicali del territorio pontino. Nel corso degli anni ha sviluppato un’intensa attività concertistica affrontando il grande repertorio sinfonico, cameristico e solistico e collaborando con numerosi interpreti italiani e internazionali. Posti a sedere limitati. Comunicato stampa