Eventi di novembre a Casa Pasolini

Sabato 7 novembre, ore 16.00-17.30Tavola rotonda “Pasolini dopo Pasolini. Da Accattone a Non essere cattivo e oltre” Pasolini ha cambiato il modo di guardare e raccontare la realtà, lasciando un segno profondo nella storia del cinema italiano. Il suo linguaggio e la sua visione del mondo continuano a essere un terreno di confronto per chi oggi sceglie di fare cinema. Da Claudio Caligari fino alle nuove generazioni di autori, il dialogo con Pasolini assume forme e significati sempre diversi. Ma cosa significa misurarsi con la sua eredità? E in che modo il suo pensiero e il suo immaginario continuano a interrogare e ispirare il cinema italiano contemporaneo? Partecipano: Camilla Nesbitt (produttrice)Pietro Valsecchi (produttore)Mario Martone (regista)Vinicio Marchioni (attore)Simone Isola (produttore)Andrea Minuz (storico del cinema) Moderano: Michele Masneri (scrittore e giornalista)Antonio Valerio Spera (Passo Civico ETS) Saluti istituzionali: Matilde Amaturo (Referente MIC Casa Pasolini) È possibile partecipare all’evento in presenza contattando via email cultura@passocivico.org (posti limitati). L’evento verrà inoltre trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Casa Pasolini (@casapasolini).   Sabato 14 novembre, ore 10.30-13.30Laboratorio di scrittura del documentario  Il laboratorio, strutturato in 4 incontri frontali, è dedicato ai processi di ideazione e scrittura del documentario, dal rapporto con la realtà alla costruzione del racconto. Un percorso tra linguaggi, approcci e forme differenti: dal cinema del reale al documentario d’osservazione, dall’inchiesta al racconto biografico.Il laboratorio sarà condotto dal regista e docente Antonio Valerio Spera (Life is (not) a Game, Ancora è presto) Dove Museo Casa Pasolini – RomaQuando 14 novembre, 21 novembre, 12 dicembre, 19 dicembre (orario 10.30-13.30)Corso gratuito – posti limitati Le iscrizioni saranno accettate in ordine di arrivo delle richieste fino a esaurimento dei posti disponibili, scrivendo a cultura@passocivico.org.Il laboratorio è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo ed è a cura di Passo Civico ETS per Casa Pasolini.   Sabato 14 novembre, ore 16.00-17.30La casa, la strada, la vita- Visita teatralizzata con Fernando Coringa e Sarah Nicolucci Che cosa resta di una vita in una casa? E quante storie può custodire un quartiere? Nel mese in cui ricordiamo la scomparsa di Pier Paolo Pasolini e celebriamo l’apertura di Casa Pasolini come museo, vi invitiamo a un’esperienza speciale tra le strade di Rebibbia e gli spazi della casa in cui il poeta visse con sua madre Susanna nei primi anni romani. Guidati dalle voci e dalle interpretazioni di Fernando Coringa e Sarah Nicolucci, attraverseremo luoghi, ricordi e parole per avvicinarci a Pasolini non soltanto come intellettuale e artista, ma come uomo: ai suoi incontri, alla sua quotidianità e allo sguardo con cui seppe riconoscere nelle periferie e nelle persone che le abitavano un mondo da raccontare. Un percorso teatrale intimo, in cui la strada incontra la letteratura e la memoria si intreccia con il presente. Perché una casa non conserva soltanto le tracce di chi l’ha abitata: può tornare a vivere attraverso le storie che continua a generare e le persone che accoglie. Non una commemorazione della fine, ma un incontro con la vita. Per riscoprire Pasolini a partire da un luogo e da un quartiere che ancora oggi hanno molto da raccontare. La visita è promossa dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e a cura di Alba Serino per Passo Civico ETS. Informazioni e prenotazioni La partecipazione è gratuita, con posti limitati e prenotazione obbligatoria. Per partecipare, è necessario prenotare il biglietto gratuito delle ore 16:00 sul sito www.museiitaliani.it   Domenica 15 novembre, ore 15.30-17.30Decimo incontro del gruppo di lettura “PPP- pagine di Pasolini” (Ceneri di Gramsci)  Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise. A chi si rivolge?  Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini.  Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale. Questo decimo incontro sarà dedicato a “Le Ceneri di Gramsci”. L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it. L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa). Il gruppo di lettura, a cura di Chiara Mazza, è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini.   Domenica 22 novembre, ore 10.00 e ore 12.00Visita guidata “Rebibbia e la Casa Pasolini: un territorio da raccontare” La visita guidata nasce per inserire la Casa Museo Pasolini nel contesto urbano e culturale che la circonda, offrendo ai partecipanti uno sguardo più ricco e consapevole sulla storia del territorio. Partendo dall’esterno del museo, esploreremo Rebibbia ricostruendone l’evoluzione urbanistica e le trasformazioni sociali. Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici della street art come forma di riqualificazione cittadina, con riferimenti ad artisti di fama internazionale come Blu, e con una passeggiata nei pressi delle zone rese celebri da Zerocalcare: proprio lì dove compare il suo iconico “mammut” … che, come scopriremo insieme, mammut non è davvero.La visita si concluderà all’interno della Casa Museo Pasolini, il cuore dell’esperienza, che potrà essere così apprezzato ancora di più grazie al quadro storico e territoriale appena condiviso. La visita ha la durata di un’ora e un quarto ed è a titolo gratuito per un massimo di 15 partecipanti per turno.Per partecipare occorre soltanto prenotare il biglietto gratuito per il museo delle ore 10.00 oppure delle ore 12.00 e trovarsi di fronte

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate – 4 novembre 2026

Mercoledì 4 novembre 2026, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente.  L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:     Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede.  Pantheon(9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede.  Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45)Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi.I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede.  Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (https://www.museiitaliani.it/ o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede.  Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00)Prenotazione obbligatoria (https://www.museiitaliani.it/ o app Musei Italiani)  Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (https://www.museiitaliani.it/ o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede.  Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 /ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (https://www.museiitaliani.it/ o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede.   Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/4-novembre-2026

#domenicalmuseo – 1 novembre

Domenica 1 novembre torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:    Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon(9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45)Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi.I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini(10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani)

Luchino Visconti e la messa in scena della storia

Castel Sant’Angelo17 ottobre – 29 novembre 2026 In occasione dei centoventi anni dalla nascita e dei cinquanta dalla morte di Luchino Visconti, la mostra ripercorre l’intera attività del grande regista attraverso documenti, fotografie, costumi, sceneggiature, figurini e materiali d’archivio. Realizzata a Castel Sant’Angelo, un luogo che custodisce la storia e ha da sempre attirato la fantasia dei cineasti, l’esposizione ricostruisce il percorso creativo di Visconti e il lavoro dei numerosi professionisti che contribuirono alla realizzazione delle sue opere. La mostra è curata da Caterina d’Amico e Gian Luca Farinelli e promossa da Castel Sant’Angelo, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Cinecittà – Archivio Luce, Fondazione Cineteca di Bologna, Titanus, Fondazione Gramsci ETS, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma. Particolare attenzione è dedicata a Il Gattopardo – dalla trasposizione del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – dalla lavorazione sul set fino alla sua progressiva consacrazione nella storia del cinema. Il percorso espositivo ripercorre il lavoro degli sceneggiatori, dello scenografo, dell’arredatore, del costumista, delle grandi sartorie, del compositore. Tutti lavoravano a quello che sarebbe diventato un vero e proprio monumento della storia del cinema italiano e mondiale, che trova nelle sale di Castel Sant’Angelo una collocazione naturale. Oltre all’assonanza “monumentale” tra questo luogo e il film è da ricordare che proprio qui Visconti ha mosso i primi passi cinematografici in Italia con Tosca e realizzato una sequenza del film storico Senso. A suggello della relazione tra Castel Sant’Angelo e Il Gattopardo sono stati selezionati, dalle collezioni del museo, dei cimeli garibaldini contemporanei alla spedizione dei Mille, evento storico che attraversa la pellicola del film.

Elvi Ratti – AUREA

19 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 Dal 19 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra Elvi Ratti. AUREA a cura di Tiziano M. Todi, Elisa Ciafrei e Maria Ciccarella. Commissario interno Maria Giuseppina Di Monte. Gioielli, sculture e una selezione di bozzetti accompagnano il visitatore attraverso le sale espositive della Casa Museo dove le creazioni, dagli anni ’40 fino a oggi, restituiscono l’ampiezza di una ricerca nella quale Elvi Ratti ha continuato a interrogare la forma, sperimentando tecniche e materiali diversi. Non si tratta di una successione di oggetti preziosi, ogni sala rivela un passaggio del suo lavoro e, insieme, una diversa possibilità di incontro con gli ambienti e la collezione permanente. Il gioiello è il cuore di AUREA. Nelle opere di Elvi Ratti l’oro e l’argento vengono fusi, piegati, traforati e lavorati in fili e lastre; pietre, coralli, perle e smalti entrano nella costruzione di forme che chiedono di essere osservate da vicino, ma anche immaginate sul corpo. Anelli, spille, collane e pendenti superano la sola funzione ornamentale, diventano sculture da indossare, nelle quali un movimento o un equilibrio si concentra in pochi centimetri. I bozzetti esposti accanto ad alcuni gioielli permettono di entrare nel processo creativo dell’artista. Rendono visibile il passaggio dall’intuizione disegnata alla materia, le scelte e le trasformazioni attraverso cui un segno acquista volume. Le sculture in bronzo ampliano questa lettura, dove curve, nastri, torsioni e figure attraversano scale differenti e mostrano la continuità di un linguaggio che non si lascia definire dai confini di una singola disciplina. L’estensione della mostra lungo le sale della Casa Museo Boncompagni Ludovisi è parte essenziale del progetto. Ratti entra in dialogo con una casa divenuta museo e con le sue collezioni di arti decorative. Il visitatore incontra così le opere in relazione agli spazi, agli arredi, gali abiti e agli oggetti permanenti, seguendo un percorso che unisce il tempo della creazione artistica a quello della vita della Casa Museo. «In AUREA abbiamo voluto mostrare quanto sia vasto il mondo racchiuso nei gioielli di Elvi Ratti. I bozzetti ne svelano la nascita e le sculture ne sviluppano il linguaggio nello spazio. Attraversando le sale della Casa Museo Boncompagni Ludovisi queste opere entrano in una relazione viva con la storia del museo e permettono di leggere, in un unico percorso, decenni di invenzione», dichiarano i curatori. «I gioielli di Elvi Ratti, allieva del grande scultore Umberto Mastroianni, di cui la Casa conserva alcuni preziosi, dalle spille agli anelli disegnati per Palma Bucarelli, sono la testimonianza che in arte tutto resta e che ogni artista respira l’atmosfera della sua epoca e del suo contesto culturale e la restituisce nel proprio linguaggio senza perdere l’aura del passato ma anche anticipando quella del futuro». Comunicato Stampa

ENEA. L’avventura di restare

9 ottobre 2026 – 9 febbraio 2027 Dal 9 ottobre 2026 al 9 febbraio 2027 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte (Commissario della mostra) e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita l’opera “Enea – L’avventura di restare”. L’esposizione, a cura di Francesca Quarantini e Alice Falsaperla, è realizzata in collaborazione con Galleria La Nuvola. La Casa Museo presenta nel proprio giardino la scultura marmorea di Reinhard Pfingst, scultore pittore e scrittore tedesco attivo da diversi anni sulla scena artistica italiana ed europea, il cui stile fonde elementi nordici e mediterranei e si configura nella corrente astrattista. L’opera, ispirata al mito di Enea, nelle sue forme astratte, musicali, nasce da un modo di procedere “in direttissima”, scolpendo la pietra con strumenti a mano e basandosi solo sulla traccia spaziale di un fragile modello di carta indicativo. L’intento dell’artista è quello di esprimere un sentire moderno con l’utilizzo di materiali e di tecniche antiche, nel solco della tradizione rinascimentale, che conservino il primato dell’intervento manuale dell’uomo sulla tecnologia più avanzata. L’Enea di Pfingst inizia a prendere forma nel 2020 e attraversa un lungo e articolato processo di lavorazione, che si conclude nel 2025, prima di essere installato nel giardino del Villino Boncompagni Ludovisi, dove si impone come protagonista assoluto dello spazio esterno, assumendo un forte ruolo catalizzatore. Al contempo, la presenza della scultura valorizza il contesto naturalistico circostante, evocando la memoria del celebre parco della seicentesca Villa Ludovisi, un tempo custode di una significativa collezione di sculture classiche provenienti dai preesistenti Horti Sallustiani. Come l’eroe troiano che sfidando le avversità, nel suo viaggio per mare, approda sulle coste laziali e dal quale discenderà la stirpe fondatrice di Roma, l’installazione di Pfingst dunque sembra volere restare per rendere omaggio alla storia del luogo, instaurando con esso una relazione capace di coniugare memoria e contemporaneità, che manifesta il legame dell’artista con la Città Eterna. L’avventura di restare, citando i versi del poeta Elio Pecora, si esprime nel concetto stesso della materia: il blocco marmoreo dal quale si sviluppa il dinamismo della scultura, sfidandone la staticità e muovendosi verso l’alto, con le sue forme avvitate, invita lo sguardo dell’osservatore a una interazione e una contemplazione a tutto tondo. Comunicato Stampa

CLAUDIA PEILL. EXTENSION alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi

30 settembre 2026 – 10 gennaio 2027 Dal 30 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra Claudia Peill. Extension a cura di Maria Giuseppina Monte e Martina Casadio. La proposta espositiva s’inserisce nel contesto museale al fine di valorizzare il patrimonio in esso custodito proponendo una riflessione e interpretazione contemporanea dell’arazzo, di cui la Casa Museo vanta un’ampia e significativa collezione risalente al ‘600. Il progetto presenterà al pubblico un corpus di opere, quasi tutte inedite, risalenti agli ultimi due anni di ricerca, dal 2024 al 2026, ispirata alle nuvole e al cielo sul concetto di indefinito.  Sarà inoltre esposta un‘opera tessile, un arazzo/tappeto, realizzato site-specific, in relazione alla mission del Museo Boncompagni e nel rispetto della sua peculiare collezione dedicata alle arti decorative, arricchendo così l’esperienza espositiva con un’opera che fonde arte contemporanea e tradizione. Le ragioni di questo progetto espositivo nascono dalla volontà dell’artista Claudia Peill di misurarsi con la Casa Museo Ludovisi Boncompagni al fine di animare un confronto tra la sua ricerca di artista contemporanea, dedicata all’esplorazione dei linguaggi tra la fotografia e la pittura, e la collezione di una Casa Museo, dove il nucleo delle opere collezionate è già connotato e di forte identità. L’incontro e il dialogo con le opere del museo mirano a valorizzare il museo stesso con la sua collezione e ad arricchire la vitalità delle opere dell’artista, a riprova di come il suo immaginario e la sua voce si possano estendere e sconfinare nel contesto che li ospita. Nella serie EXTENSION, la ricerca più recente di Claudia Peill si concentra sulla dimensione del cielo, che diventa progressivamente parte del suo universo visivo. L’artista invita a rivolgere lo sguardo verso l’alto, in un percorso ascendente che mette in relazione la percezione umana con l’immensità del cielo e dello spazio, alla ricerca delle forme che emergono in questa dimensione sconfinata e impossibile da misurare. È proprio a partire dal ciclo Extension che nasce il progetto dell’arazzo/tappeto ORO-ROSA. Come afferma la Direttrice della Casa Museo Maria Giuseppina Di Monte non si tratta di “traduzione ma di generazione perché le cose originano una dall’altra in una concatenazione che non è possibile prevedere in quanto latente e subliminale ma che l’artista sa cogliere e riconoscere.” L’astrazione del cielo nella sua mutevolezza si fa luogo abitabile e calpestabile, quasi a ridisegnare un “camminare sulle nuvole” come sotto titolo. Con questa iniziativa, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi rinnova la propria vocazione a essere luogo di ricerca e valorizzazione dei linguaggi dell’arte contemporanea e delle arti applicate, offrendo uno spazio di confronto in cui la dimensione estetica si intreccia con quella storica e culturale. Comunicato stampa

GIORGI SISAURI. IL TOCCO DEL PARADISO ATTRAVERSO L’UNICITA’ DELL’ALFABETO GEORGIANO

22 – 25 settembre 2026 Dal 22 al 25 settembre 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi ospiterà la mostra “IL TOCCO DEL PARADISO ATTRAVERSO L’UNICITA’ DELL’ALFABETO GEORGIANO” dell’artista e calligrafo georgiano Giorgi Sisauri. La mostra, organizzata dall’Ambasciata della Georgia presso la Repubblica Italiana nell’ambito della Rome Future Week®, sarà aperta al pubblico dal 22 al 25 settembre. Oggetto dell’esposizione è la collezione di 38 opere create da Giorgi Sisauri, che presenta l’alfabeto georgiano attraverso le lettere mkhedruli. Nel linguaggio artistico dell’autore, l’alfabeto georgiano non è più soltanto un sistema di scrittura: si trasforma in immagine, simbolo e universo artistico autonomo. L’alfabeto di Sisauri si fonda sulla memoria culturale plurisecolare della scrittura georgiana, ma il suo obiettivo non è ripetere le forme storiche. L’artista considera ogni lettera come una forma viva, cercandovi movimento, ritmo, spazio, simmetria, la figura umana e simboli spirituali. In questo processo, la lettera oltrepassa gradualmente i confini del proprio significato diretto e si trasforma in un segno visivo. La natura grafica della scrittura georgiana si fonde qui con le tradizioni del manoscritto georgiano medievale, dell’iconografia cristiana e della miniatura, ma il risultato finale dà vita a un linguaggio artistico del tutto contemporaneo e individuale.  In questo modo, “IL TOCCO DEL PARADISO ATTRAVERSO L’UNICITA’ DELL’ALFABETO GEORGIANO” può essere percepita come la poesia visibile dell’alfabeto: un tentativo di riportare il segno, prima che diventi parola, al suo stato primordiale, quasi misterioso, quando la lettera era al tempo stesso suono, significato, immagine e simbolo. Per Sisauri, l’alfabeto georgiano non è soltanto un segno storico del patrimonio culturale. È un materiale vivo, attraverso il quale è possibile collegare passato e presente, spirituale e materiale, testo e immagine. Giorgi Sisauri è un artista poliedrico: pittore, calligrafo, miniaturista, poeta e scrittore. Ha iniziato a dipingere all’età di sette anni e nel 2009, all’età di 13 anni, si è tenuta a Tbilisi la sua prima mostra personale. Dal 2014 al 2018 ha studiato presso l’Accademia Statale d’Arte di Tbilisi e, dal 2022, è cofondatore dell’Associazione dei Calligrafi della Georgia. Le sue opere sono state presentate presso la Biblioteca di Alessandria, in spazi culturali del Cairo, alla Fiera del Libro di Francoforte e in diversi spazi espositivi internazionali. Mostre personali si sono tenute a Sofia, Milano, Roma e San José. In collaborazione con Rome Future Week. Comunicato Stampa

Mistral FDB. Dall’ombra alla luce

14 – 24 settembre 2026 Dal 14 al 24 settembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidata da Luca Mercuri, presenta Dall’ombra alla luce, intervento site-specific dell’artista Mistral FDB, a cura di Massimo Magurano, e con il coordinamento della segreteria organizzativa della mostra di Veronica Brancati. L’intervento segna il primo momento pubblico istituzionale di un percorso artistico avviato nel 2022, articolato nei tre cicli Mitologia, Letteratura e Contemporaneità. Figure e vicende appartenenti a tempi differenti vengono ricondotte a interrogativi ancora profondamente attuali: il rapporto tra individuo e società, il silenzio di fronte alla violenza e all’ingiustizia, la responsabilità personale e collettiva, la memoria e la coscienza. È all’interno di questa ricerca che prende forma Crime Visions, progetto artistico itinerante destinato a svilupparsi attraverso differenti contesti museali e istituzionali. Al centro della ricerca di Mistral FDB è la figura femminile, attraversata non come soggetto iconografico, ma come luogo simbolico nel quale passato e presente continuano a riflettersi. Il mito e la letteratura perdono così la loro distanza storica e diventano strumenti attraverso cui osservare il contemporaneo, facendo emergere meccanismi, ferite e responsabilità che mutano forma senza necessariamente scomparire. Alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen questa ricerca entra in relazione con la visione di Hendrik Christian Andersen e con l’identità degli ambienti che ne custodiscono l’opera. Al corpo ideale, universale e spirituale immaginato dall’artista si affianca quello contemporaneo di Mistral FDB: vulnerabile, frammentato, attraversato dalla memoria e progressivamente ricomposto. Il dialogo non nasce quindi da una sovrapposizione formale, ma dal confronto tra due differenti modi di interrogare l’essere umano e la sua possibilità di trasformazione. Artista calabrese, Mistral FDB affonda le radici della propria ricerca nella cultura della Magna Grecia e nel rapporto con il mare Ionio, trasformandone memoria, movimento e stratificazioni in un linguaggio contemporaneo. Il moto incessante del mare ritorna nella costruzione pittorica e nel gesto, mentre il mito diventa materia viva attraverso cui leggere il presente. Elemento ricorrente del suo lavoro è anche la scrittura, che attraversa le opere come traccia, frammento e codice. Parole, lettere e segni non hanno sempre il compito di essere immediatamente decifrati: abitano piuttosto quella zona sospesa tra ciò che viene detto e ciò che rimane nascosto, tra comunicazione e incomunicabilità. Ne deriva una sorta di memoria emotiva, costruita attraverso pittura, materia, stratificazione e segno. Per Dall’ombra alla luce questa ricerca supera la superficie dell’opera e si estende nello spazio, trasformando gli ambienti della Casa Museo in parte integrante del lavoro. La presentazione, concepita in chiave site-specific e site-responsive, costruisce un percorso attraverso pittura, scultura, scrittura, luce e suono, chiamando lo spettatore non soltanto a osservare, ma ad attraversare fisicamente l’opera. Due ambienti immersivi conducono all’interno di una dimensione oscurata. In uno, Babel Turris entra in relazione con lettere, segni e scritture che oltrepassano la tela e si propagano nello spazio, costruendo una dimensione sospesa tra linguaggio e incomunicabilità. Nell’altro, l’installazione scultorea sviluppa il tema dell’emersione, attraverso elementi progressivi che conducono fino alla definizione del mezzo busto. La luce diviene materia stessa dell’intervento: rivela ciò che nell’illuminazione ordinaria rimane invisibile, modifica la percezione delle superfici e rende leggibile una comunicazione criptica sospesa tra visibile e invisibile, detto e non detto. Il passaggio dall’ombra alla luce diventa così un’esperienza fisica e percettiva prima ancora che metaforica: un attraversamento nel quale immersione ed emersione non definiscono una direzione obbligata, ma diventano possibilità soggettive. Come in un tunnel, entrare o uscire, procedere verso l’ombra o verso la luce dipende dal punto dal quale si sceglie di attraversarlo. Il percorso lascia così allo spettatore la possibilità di costruire la propria esperienza tra visibile e invisibile, silenzio e coscienza. Dagli ambienti oscurati il percorso si apre alla sezione pittorica e successivamente al terrazzo, ampliando ulteriormente la relazione tra opera, spazio e percezione. Con questa prima presentazione istituzionale prende avvio un percorso itinerante che proseguirà attraverso successive sedi museali e istituzionali, assumendo di volta in volta configurazioni e declinazioni differenti in relazione ai luoghi che lo accoglieranno. Comunicato Stampa

Artiste contemporanee a Casa Andersen. Il corpo come dimora

29 settembre 2026 | 22 novembre 2026 Dal 29 settembre al 22 novembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra “Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il corpo come dimora”. La mostra, a cura di Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci e Giuseppe Simone Modeo, è stata ideata e organizzata dall’Associazione Ars Nova per la Casa Museo Hendrik Christian Andersen. Villa Hélène, costruita dallo stesso Hendrik Christian Andersen a partire dal 1922, non fu concepita soltanto come dimora e studio, ma come parte di una visione più ampia, legata al progetto di una “città mondiale” nella quale arte, scienza e pensiero potessero concorrere alla costruzione di una società armonica. Anche la sua produzione scultorea riflette questa tensione verso una figura umana ideale, monumentale e universale. È proprio in relazione a questa concezione del corpo che si inserisce il lavoro delle 42 artiste protagoniste della mostra. Al corpo idealizzato e armonico di Andersen si affiancano corpi attraversati dall’esperienza, dalla memoria, dall’identità, dalla vulnerabilità, dal desiderio e dalla trasformazione. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di ricerca dedicato alla produzione artistica delle donne nel secondo Novecento e nella contemporaneità che, attraverso un ciclo di mostre e incontri, mette in dialogo generazioni, linguaggi e pratiche differenti e approfondisce le forme della loro presenza nella storia dell’arte recente. Attraversando il piano terra, le sale del primo piano e lo spazio espositivo del secondo, la mostra costruisce una sorta di città temporanea e plurale, nella quale opere, corpi e sguardi entrano in relazione con l’architettura della casa e con la presenza monumentale delle sculture di Andersen. La ricerca di Andersen è profondamente radicata nella centralità del corpo. Le sue sculture, fortemente influenzate dalla tradizione classica e dalla monumentalità michelangiolesca, restituiscono un’immagine ideale e armonica della figura umana. Il corpo diventa misura, equilibrio, tensione verso un ordine superiore e si fa portatore di una visione dell’arte intesa come strumento di elevazione individuale e collettiva. È a partire da questa concezione, insieme estetica e simbolica, che il progetto espositivo mette in relazione il corpo monumentale e ideale di Andersen con pratiche artistiche contemporanee che hanno progressivamente trasformato il corpo in luogo di esperienza, identità, memoria, relazione e confronto. Nel panorama artistico del secondo Novecento e della contemporaneità, il corpo non è più soltanto oggetto di rappresentazione, ma diventa materia, linguaggio ed esperienza. In particolare, molte artiste hanno fatto del corpo uno spazio attraverso cui interrogare la propria presenza nel mondo, le forme dell’identità, la memoria individuale e collettiva, la vulnerabilità e la trasformazione. Le opere selezionate restituiscono la pluralità di queste ricerche attraverso linguaggi e pratiche differenti: pittura, scultura, fotografia, performance, installazione e sperimentazione concettuale. Il corpo emerge così non come immagine unitaria e definitiva, ma come spazio mobile, attraversato da esperienze e significati molteplici. Il progetto espone opere e pratiche di: Renee Adams, Lidia Bachis, Vanessa Beecroft, Barbara Boekelman, Louise Bourgeois, Rosemarie Castoro, Valeria Catania, Giulia Cenci, Valentina De’Mathà, Paola Di Bello, Annalaura di Luggo, Marlene Dumas, Tracey Emin, EVA & ADELE, Esther Ferrer, Leonor Fini, Sylvie Fleury, Maike Freess, Valentine Hugo, Silvia Iorio, Martha Jungwirth, Natalia LL, Catherine Long, Sarah Lucas, Loren MacIver, Eva Marisaldi, Elisabeth Masé, Monica Mazzone, Veronica Montanino, Meret Oppenheim, ORLAN, Gina Pane, Elizabeth Peyton, Loreal Prystaj, Carol Rama, Pipilotti Rist, Miriam Schapiro, Nora Schultz, Kiki Smith, Annegret Soltau, Iv Toshain, Claudia Virginia Vitari. In tutto, 42 artiste e 60 opere esposte all’interno della Casa Museo Hendrik Christian Andersen danno vita a confronti e dialoghi di particolare intensità con la collezione permanente e con gli spazi di Villa Hélène. Se Andersen immaginava una città ideale fondata sull’armonia e sull’ordine, la mostra restituisce una pluralità di sguardi, esperienze e linguaggi, facendo del corpo il punto da cui interrogare il presente e ripensare il rapporto tra individuo, spazio e mondo. Comunicato Stampa Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.