#domenicalmuseo – 7 giugno

Domenica 7 giugno torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon(9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45)Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi.I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini(10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo
“Felicità” a Castel Sant’Angelo

La campagna “Felicità” del Ministero della Cultura fa tappa a Castel Sant’Angelo Al centro dell’evento, una conversazione condotta da Michela Giraud con il Direttore generale Musei Massimo Osanna, il regista Luca Finotti e il Direttore di Pantheon e Castel Sant’Angelo Luca Mercuri su patrimonio culturale e accessibilità Roma, 5 giugno 2026 – Dopo il primo appuntamento ospitato al Museo di Palazzo Grimani di Venezia, la campagna di comunicazione Felicità, promossa dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura per raccontare l’app Musei Italiani, ha fatto tappa mercoledì 3 giugno a Castel Sant’Angelo. Protagonista della serata è stata l’opera video Felicità, scritta e diretta da Luca Finotti e cuore della campagna. A partire dalla proiezione, Michela Giraud, tra le più apprezzate stand-up comedian italiane, ha guidato una conversazione dinamica e coinvolgente con il Direttore generale Musei Massimo Osanna, il regista Luca Finotti e il Direttore di Pantheon e Castel Sant’Angelo Luca Mercuri sui temi dell’accessibilità, dell’inclusione e della partecipazione culturale. Alla conversazione hanno inoltre preso parte alcuni dei protagonisti dell’opera video e rappresentanti del mondo dell’associazionismo, tra cui Roberta Pirone, co-fondatrice dell’associazione “Ruote a Spasso”, che promuove un turismo inclusivo, e Davide Nicolini della Fondazione Gli Artisti del Sorriso – Manuela Di Santo ETS, impegnata nella diffusione dell’arte e della cultura e nella promozione della ricerca, dello sviluppo e della divulgazione delle cure palliative per persone affette da malattie terminali e croniche. L’evento è stato promosso dalla Direzione generale Musei e da Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. «L’accessibilità è ormai una dimensione strutturale del Sistema museale nazionale – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – e rappresenta un principio guida delle politiche promosse dal Ministero della Cultura per ampliare la partecipazione alla vita culturale del Paese. In questa prospettiva, l’app Musei Italiani rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare i visitatori nella scoperta dei luoghi della cultura, offrendo informazioni, servizi e percorsi in un ambiente digitale integrato, semplice da utilizzare e aperto a tutti. In questi mesi la campagna di comunicazione Felicità ha accompagnato i pubblici nel racconto di questo progetto attraverso un linguaggio contemporaneo, inclusivo e immediato, capace di avvicinare nuovi pubblici al patrimonio culturale e di dialogare in modo particolare con le nuove generazioni. Coinvolgere i giovani significa investire nel futuro della partecipazione culturale e rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio culturale.» «Castel Sant’Angelo è stato uno dei protagonisti della campagna Felicità – commenta il Direttore di Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri – e si riconosce pienamente nella visione che essa racconta. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per rendere il Castello e il suo straordinario patrimonio sempre più accessibili, aperti e accoglienti, capaci di dialogare con pubblici diversi e di offrire esperienze di visita sempre più coinvolgenti. I luoghi della cultura non sono soltanto spazi di conservazione, ma ambienti vivi, nei quali conoscenza, partecipazione e benessere culturale possono incontrarsi. Per questo siamo particolarmente lieti di accogliere qui uno dei momenti più significativi del percorso di Felicità: un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti finora e per continuare, attraverso tutti gli strumenti e le opportunità di cui disponiamo, a costruire musei sempre più inclusivi, dinamici e vicini alle persone.» Dopo il talk, l’evento è proseguito con un momento di convivialità e animazione. Gli ospiti hanno potuto usufruire di visite guidate speciali dedicate a tutti i pubblici e assistere a performance artistiche e musicali che hanno scandito la serata negli ambienti più significativi del museo: nella Sala Paolina, Daniele Sibilli ha danzato sulle note di “Ca Mira” di Daniela Pes; nella Sala di Apollo, Brunella Piucci e Giovanni Di Guida hanno recitato l’“Inno all’amore” di San Paolo; nel Cortile dell’Angelo, Fellow ha interpretato “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina. Costumi e creazioni sono stati realizzati dagli studenti dell’Accademia Costume e Moda di Roma. La campagna Felicità è stata lanciata lo scorso 24 febbraio sui canali digitali del Ministero della Cultura, della Direzione generale Musei e dei musei italiani ed è in rotazione negli spazi RAI dedicati alla comunicazione istituzionale, con tre spot per il grande pubblico. Centro della campagna è l’opera video di Luca Finotti, un lungo racconto corale che attraversa idealmente l’Italia da nord a sud, coinvolgendo nelle riprese circa quaranta musei e luoghi della cultura nazionali. «Sono partito dallo sguardo di un bambino, dallo stupore delle gite scolastiche – ha dichiarato il regista Luca Finotti – cercando di restituire quella purezza visiva attraverso il coinvolgimento di protagonisti che vivono il museo come luogo di crescita personale». L’opera ha preso forma grazie alla collaborazione con l’art director Paola Manfrin e al contributo di talenti internazionali, tra cui l’editor Federica Intelisano, i digital artist Humberto Cruz, Vlady Dupuy e Spacekkabbi e il collettivo Team Rolfes. Tra i volti noti del mondo della musica, del cinema, della danza, dello sport e di tante altre persone di ogni età e provenienza che compaiono nel video, spiccano Achille Lauro – protagonista proprio delle riprese ambientate a Castel Sant’Angelo –, Alba Rohrwacher, Andrea Astarita, Michelangelo Placido, Ambra Sabatini e Nyle DiMarco, tutti uniti dal ritmo del celebre brano “Felicità, tà tà” di Raffaella Carrà. Musei Italiani Alla piattaforma digitale ufficiale del Sistema museale nazionale, sviluppata dalla Direzione generale Musei nell’ambito del PNRR Accessibilità, è possibile accedere tramite il portale istituzionale museiitaliani.it oppure scaricando gratuitamente l’app Musei Italiani dai principali store digitali. Così, in un unico ambiente digitale, è possibile accedere con facilità a informazioni trasparenti, sicure e affidabili sui musei, i complessi monumentali, le aree e i parchi archeologici italiani: aperture e orari aggiornati, servizi per l’accessibilità, schede di approfondimento, mostre in corso e in programma, proposte di visita, suggerimenti di itinerari e canali ufficiali di biglietteria online. L’obiettivo di Musei Italiani è offrire uno strumento utile ad accompagnare il visitatore lungo tutto il percorso di scoperta, consentendogli di programmare la propria esperienza in modo informato, consapevole e personalizzato. LINK VIDEO FELICITÀ Comunicato stampa
Vanessa Noel – Dream Shoes

Dal 5 giugno al 6 settembre 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte (Commissario della mostra) ospita la mostra Vanessa Noel – Dream Shoes. La mostra, a cura di Vanessa Noel, Luca Lo Sicco e Giulia Innocentini, è realizzata in collaborazione con il Noel Shoe Museum di New York e The American University of Rome ed è patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo, dal Dipartimento di Fisica e Chimica, dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e dal Consorzio Interuniversitario per lo sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase. L’esposizione propone una riflessione ampia e suggestiva sulla scarpa intesa non solo come accessorio di moda, ma come autentico oggetto culturale, capace di attraversare epoche, geografie e linguaggi, incarnando identità e visioni creative. La mostra si configura come un racconto stratificato in cui arte, artigianato e memoria prendono corpo negli spazi della Casa Museo Boncompagni Ludovisi intrecciando un dialogo muto e intimo con gli oggetti della collezione valorizzandone aspetti e dettagli. Il percorso espositivo mette in relazione una selezione delle creazioni più emblematiche della designer americana, espressione di oltre quarant’anni di carriera, con una serie di calzature storiche provenienti dalla collezione del Noel Shoe Museum, istituzione fondata dalla stessa Noel con l’intento di preservare, studiare e diffondere la cultura della calzatura nei suoi molteplici aspetti storici, artistici e socio-culturali. Ne emerge una narrazione in cui la scarpa si rivela, di volta in volta, simbolo di autorità e rappresentazione del potere, strumento di emancipazione e libertà, testimonianza di innovazioni tecniche e al contempo oggetto carico di valori estetici, artistici e simbolici. In questo dialogo tra passato e contemporaneità, tra documento storico e creazione artistica, la mostra invita il visitatore a interrogarsi sul significato profondo di un elemento apparentemente quotidiano, che nel corso dei secoli ha contribuito a definire ruoli sociali, appartenenze e immaginari collettivi. “Dimmi quali scarpe indossi e ti dirò chi sei” diventa così non solo una suggestione evocativa, ma una chiave di lettura attraverso cui comprendere la relazione tra individuo e rappresentazione di sé. Dream Shoes vuole valorizzare il design della calzatura focalizzando l’attenzione sul Made in Italy e riconoscendo alla calzatura non solo i suoi aspetti storici e socio-culturali ma un vero statuto di forma d’arte. La mostra si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, con particolare attenzione alle nuove generazioni, proponendo un’esperienza capace di coniugare conoscenza e coinvolgimento, tradizione e contemporaneità. Con questa iniziativa, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi rinnova la propria vocazione a essere luogo di ricerca e valorizzazione dei linguaggi della moda e delle arti applicate, offrendo uno spazio di confronto in cui la dimensione estetica si intreccia con quella storica e culturale. Inaugurazione: 5 giugno ore 11.00-19.30 Comunicato stampa
Eventi di giugno a Casa Pasolini

12-14 giugno Casa Pasolini: il patrimonio archeologico di Rebibbia In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, Casa Pasolini propone un fine settimana dedicato alla scoperta del patrimonio archeologico del territorio di Ponte Mammolo, per raccontare una storia meno nota ma profondamente intrecciata con il paesaggio urbano contemporaneo. Per tutta la durata dell’iniziativa, negli orari di apertura del museo (venerdì 9.00–14.00; sabato e domenica 10.00–18.00), i visitatori potranno vedere all’interno di Casa Pasolini un video dedicato alle testimonianze archeologiche del quartiere: immagini, luoghi e tracce che restituiscono profondità storica a un territorio spesso conosciuto soltanto nella sua dimensione più recente. Domenica 14 giugno alle ore 10.00 si terrà inoltre la visita guidata gratuita “Rebibbia archeologica: tracce antiche nel paesaggio contemporaneo”, un percorso all’esterno del museo per leggere il territorio con uno sguardo nuovo e ricostruire le molte stratificazioni storiche dell’area. Domenica 14 giugno ore 10.00 Visita guidata “Rebibbia archeologica: tracce antiche nel paesaggio contemporaneo” In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, Casa Pasolini vi accompagna in un percorso all’esterno del museo per leggere il territorio con uno sguardo nuovo e ricostruire le molte stratificazioni storiche dell’area. Attraverso toponimi che conservano il ricordo di antichi ritrovamenti e riferimenti alle più recenti scoperte archeologiche del vicino territorio di Pietralata e al Museo del Pleistocene, la visita guidata condotta dall’archeologa Alba Serino offrirà l’occasione per riflettere su come il passato continui ancora oggi a emergere e dialogare con il quartiere, lasciando tracce ancora riconoscibili nel paesaggio contemporaneo. La visita ha una durata di circa un’ora e un quarto ed è a titolo gratuito per un massimo di 15 partecipanti. Per partecipare occorre prenotare il biglietto gratuito del museo per domenica 14 giugno alle ore 10.00 e presentarsi all’ingresso di Casa Pasolini per l’inizio del percorso. Un’occasione per scoprire Rebibbia da una prospettiva diversa e riconoscere nel territorio che attraversiamo ogni giorno le tracce di una storia molto più antica. Domenica 14 giugno ore 15.30-17.30 Settimo incontro del gruppo di lettura “PPP – pagine di Pasolini” (L’Odore dell’India) Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise. A chi si rivolge? Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini. Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale. Questo settimo incontro sarà dedicato a “L’Odore dell’India”. L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it. L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa). Il gruppo di lettura, a cura di Chiara Mazza, è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini.
2 giugno 2026 – Festa della Repubblica

Martedì 2 giugno 2026 Festa della Repubblica è previsto l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. Il nostro istituto aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiuso mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Non effettua riposo settimanale. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiuso mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiuso mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Non effettua riposo settimanale. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani). Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiusura mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 /ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione. Non effettua riposo settimanale. https://cultura.gov.it/evento/2-giugno-2026
LEGÀMI. L’ANIMA EUROPEA DELLA MUSICA UCRAINA. OMAGGIO ALLA MUSICA UCRAINA

SCALETTA SALUTI ISTITUZIONALI: ALFONSINA RUSSO, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale DiVA IHOR BRUSULO, Ambasciatore d’Ucraina in Italia LUCA MERCURI, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma IL FILM RIASSUNTO del progetto “LEGAMI. L’anima europea dell’Ucraina” (15 min) PARTE MUSICALE LE RADICI EUROPEE DELLA MUSICA UCRAINA – percorso a cura di Zhanna Stankovych, musicista, compositrice, ricercatrice (tot. 15 min) Zhanna Stankovych “Fabula Pysanka – trittico” Zhanna Stankovych (pianoforte) (5 min) Mykola Leontovych (1877-1921) “Shchedryk” Kostiantyn Kozachevskyi (pianoforte) (2 min) Autore di musica sconosciuto Taras Schevchenko (1814-1861) “Bandurista, caro mio” Maksym Zhykovskyy (baritono) Marianna Volkova (bandura) (3:40 min) Mykola Dremliuha (1917-1998) “Pensiero” (frammento dalla suite per bandura №2) Marianna Volkova (bandura) (4 min) Kyrylo Stetsenko (1882-1922) Lesya Ukrainka (Larysa Kosach-Kvitka) (1871-1913) “Restai ad ascoltare la primavera” Marianna Volkova (soprano, bandura) (2:10 min) CONSEGNA DELLA BANDURA AL MUSEO Stepan Charnetskyi (1881-1944) (anno 1914, sulla base di una canzone cosacca del XVII sec.) “Oh, nel prato c’è un viburno rosso…” Marianna Volkova (soprano, bandura) Maksym Zhykovskyy (baritono) (3:20 min) VISITA GUIDATA DEL PERCORSO MUSEALE
NOTTE EUROPEA DEI MUSEI 2026

Sabato 23 maggio torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che si svolge in contemporanea in tutta Europa al fine di favorire la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea. L’appuntamento prevede l’apertura straordinaria serale di istituti e luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge). Il nostro istituto aderisce con i seguenti istituti e orari: Castel Sant’Angelo 19.30 – 23.30 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.30) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-a-castel-santangelo Pantheon 19.00 – 23.00 (ultimo ingresso biglietteria online 22.30; chiusura casse interne ore 22.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-pantheon-e-basilica-di-santa-maria-ad-martyres Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 18.30 – 22.30 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 21.30) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-museo-nazionale-degli-strumenti-musicali Casa Museo Boncompagni Ludovisi 18.30 – 22.30 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-alla-casa-museo-boncompagni-ludovisi Casa Museo Hendrik Christian Andersen 18.45 – 22.45 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.15) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-alla-casa-museo-hendrik-christian-andersen Casa Museo Mario Praz 19.00 – 23.00 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.30) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-museo-mario-praz Museo Giacomo Manzù 19.00 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-museo-giacomo-manzu Casa Pasolini 17.30 – 21.30 (ultimo ingresso ore 20.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-alla-casa-pasolini Raccomandiamo di verificare ai link indicati gli orari, le modalità di accesso e le eventuali prenotazioni necessarie per la partecipazione alle iniziative. Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026
CAMBELLOTTI. TUTTO DIVENTA FORMA

Dal 20 maggio 2026 riaprono al pubblico a Castel Sant’Angelo le Sale Cambellotti – la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria – decorate da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della Prima Guerra Mondiale. La riapertura di questi ambienti, di straordinaria valenza storico-artistica, coincide con un doppio anniversario: il 150° dalla nascita dell’artista (1876–1960) e il centenario della decorazione. La mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, con la collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli, propone una nuova lettura del percorso formativo dell’artista. L’esposizione mette in dialogo le volte dipinte con una selezione di opere provenienti dall’Archivio – sculture, tempere, disegni, manifesti – affiancate dai tessili appartenuti all’artista, donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro ed esposti al pubblico dopo il loro restauro. «La riapertura delle Sale Cambellotti rappresenta una nuova tappa nel percorso di progressiva restituzione al pubblico di spazi storici di Castel Sant’Angelo, dopo l’apertura dell’Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo» – dichiara Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. «Questo progetto si inserisce inoltre nel lavoro avviato con la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’Alba di un Museo, dedicata alla stagione delle grandi esposizioni retrospettive che contribuirono alla nascita del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia, il cui manifesto era proprio opera di Duilio Cambellotti. Oggi torniamo sull’artista con un progetto volutamente raccolto e costruito in dialogo diretto con le sale da lui decorate, più vicino a un racconto di formazione e di immagini che a una tradizionale mostra monografica. Le stoffe donate da Francesco Tetro, esposte al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, permettono inoltre di entrare nel laboratorio visivo di Cambellotti e di leggere la sua formazione attraverso materiali, suggestioni e geografie che hanno alimentato il suo immaginario decorativo». «Questa mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio» – dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. «La donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l’attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilità sempre più ampie e diversificate, con particolare attenzione all’accessibilità cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l’esperienza del patrimonio culturale anche all’interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi». «La riapertura delle Sale Cambellotti a Castel Sant’Angelo consente di accedere nuovamente ai cicli decorativi realizzati dall’artista. Questa mostra permette di cogliere la continuità tra la dimensione monumentale delle sale e la ricerca più intima e quotidiana che emerge nei disegni, nei progetti e nelle sculture conservati dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. Accanto alle opere, trovano spazio anche gli elementi che hanno alimentato il suo immaginario, come stoffe e ceramiche da lui collezionate, attraverso cui Cambellotti ha costruito un linguaggio unico e riconoscibile, capace ancora oggi di parlare al presente», sottolinea il Comitato scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. UN AUTODIDATTA TRA EPOCHE E GEOGRAFIE Nel 1940 Duilio Cambellotti si definì con sobrietà “un autodidatta”. Figura centrale delle arti decorative in Italia, costruì il proprio linguaggio per assorbimento continuo: dalle ceramiche raccolte a Costantinopoli ai ricami di sete cinesi, fino ai motivi geometrici della moda parigina degli anni Venti. Senza aderire a scuole, attraversò epoche e geografie diverse, traducendo storia e natura in un repertorio di forme essenziali – l’albero, lo scudo, il cavallo – che ricorrono in tutta la sua produzione. Nelle sale di Castel Sant’Angelo questa visione trova la propria sintesi: fronde e cavalli, panoplie e vessilli, drappi e bandiere appartengono al medesimo ordine. Non c’è gerarchia tra natura e guerra: tutto diventa ornamento. I TESSILI, PER LA PRIMA VOLTA ESPOSTI Nella Sala delle Colonne, sotto la corona d’alloro dipinta a trompe-l’œil, i due piani della mostra si incontrano senza sovrapporsi: le opere dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti dialogano con la decorazione della volta, mentre i tessili, tra cui le stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimoniano la ricerca silenziosa da cui quel linguaggio è nato. Sono le tracce di un apprendimento condotto fuori dalle accademie, di un autodidatta che guarda il mondo e lo restituisce trasformato. PAESAGGI SONORI Il percorso espositivo è accompagnato da due composizioni sonore concepite come paesaggi immersivi articolati su piani distinti. Il primo nasce dalla fusione di una texture elettroacustica – ottenuta dal suono del violoncello eseguito in sautillé, con arco leggero e balzato – e di elementi elettronici astratti e armonici. Il secondo è costruito a partire da suoni naturali: bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo, nitriti e sbuffi, trasformati attraverso un riverbero spaziale che restituisce una percezione lontana e immersiva, proveniente da un ambiente ampio e sospeso nel tempo. ACCESSIBILITÀ Tenendo conto delle caratteristiche architettoniche del monumento, che rendono alcuni ambienti di Castel Sant’Angelo non agevolmente accessibili alle persone con difficoltà motoria, l’esposizione sarà visitabile anche attraverso un virtual tour immersivo consultabile sui propri dispositivi. L’attenzione all’accessibilità costituisce inoltre un elemento centrale del progetto espositivo. In collaborazione con Handy Systems Onlus, al percorso visivo della mostra si affiancano i paesaggi sonori, la riproduzione tridimensionale di alcuni elementi decorativi delle sale e la traslitterazione in Braille dei contenuti, con l’obiettivo di restituire al visitatore anche un’esperienza tattile e sonora dell’esposizione. UNA FORMAZIONE, UN’IDENTITÀ La mostra propone Cambellotti come figura esemplare di un’Italia che costruisce la propria identità visiva attraverso l’incontro con l’altro, la pratica delle arti applicate e la tensione costante tra forma e significato. È inserita nel cartellone delle iniziative per la Giornata Nazionale del
Essere un corpo vissuto. Una prospettiva neofenomenologica. Presentazione del libro

20 maggio 2026, ore 17.00 – 19.00 Il 20 maggio 2026 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la presentazione del libro Essere un corpo vissuto, Una prospettiva neofenomenologica (Edizioni ETS, 2026), di Tonino Griffero, nell’ambito della mostra La forza del corpo di Roberto Ferri. Il libro prende le mosse da una constatazione fondamentale: tutto ciò che facciamo, pensiamo e proviamo accade anzitutto nel corpo per come lo viviamo, e solo in parte nel corpo inteso in senso organico-anatomico. Può accadere, ad esempio, che una persona avverta una condizione di malessere pur essendo clinicamente sana; in questi casi, tale esperienza è spesso ricondotta superficialmente a fattori di natura psicologica. Partendo da questa evidenza, l’autore affronta in chiave neofenomenologica le principali teorie del corpo vissuto sviluppate nel corso del Novecento. L’indagine si fonda su un approccio filosofico che privilegia le esperienze elementari e corporee della vita quotidiana – come respirare, mangiare, dormire, ecc. – estendendosi alle dimensioni ecologiche, ambientali e situazionali, che le attraversano. Punto di riferimento teorico è il progetto della Nuova Fenomenologia sviluppato da Hermann Schmitz. Il volume muove dalla critica del processo millenario di progressiva marginalizzazione del corpo vissuto a favore della psiche e del corpo anatomico, mettendo in luce l’esigenza di una riflessione più articolata su tale ambito. Lo studio si inserisce nel progetto di un’estetica patica e atmosferologica, fondata sull’ipotesi che i sentimenti non siano meri stati interiori, ma forze diffuse nello spazio vissuto e che risuonano nel corpo (vissuto, appunto) di chi le prova. L’autore si interroga pertanto sulla distinzione tra corpo fisico e corpo vissuto, chiedendosi se essa sia, almeno in parte, una questione linguistica, e mette in discussione la capacità delle neuroscienze di rendere conto adeguatamente del corpo per come viene sentito. Il percorso teorico si confronta con la tradizione filosofica (specialmente fenomenologica) del Novecento, ma muovendo, tra l’altro, dalla concezione nietzscheana del corpo come “Grande Ragione” e dal noto silenzio heideggeriano sul tema, fino a delineare le successive teorie fenomenologiche del Leib, ovvero del corpo vissuto. Distinguendo tra il corpo che siamo (corpo-soggetto) e il corpo che abbiamo (corpo-oggetto), il libro sostiene la tesi secondo cui è proprio attraverso il corpo vissuto che l’essere umano è essenzialmente nel mondo. In questa prospettiva, il corpo si configura come il luogo in cui si riflettono le impressioni dell’ambiente. A partire da interrogativi semplici quanto radicali – di quale corpo parliamo quando siamo allegri o tristi, pimpanti o stressati? Quando non ci sentiamo bene, nonostante le analisi mediche non rilevino nulla di patologico? Quando tentiamo di descrivere come ci sentiamo qui e ora? – il volume ripercorre la storia della distinzione filosofica tra corpo vissuto e corpo fisico, da Schopenhauer a Schmitz, passando per Nietzsche, Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, e molti altri, offrendo altresì una propria interpretazione della contemporanea teoria della “risonanza”. Per il suo rigore teorico e l’ampiezza della prospettiva, Essere un corpo vissuto si propone come uno strumento di supporto indispensabile per qualsiasi disciplina – dalla filosofia alla teoria sociale, dall’antropologia alla psicopatologia – che intenda esplorare in chiave fenomenologica la dimensione dell’embodiment, prescindendo sia dal costruttivismo culturalista sia dal riduzionismo neuroscientifico. Introducono Giampiero Moretti, Professore Ordinario di Critica letteraria e Letterature comparate presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, e Gilberto Di Petta, Psichiatra e psicopatologo, direttore della Scuola di Psicoterapia Fenomenologico-Dinamica di Firenze e dirigente medico presso il SPDC del P.O. “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Sarà presente l’autore. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Comunicato stampa
ECHI DI PALAZZO. Concerti

Rassegna di spettacoli dal vivo ECHI DI PALAZZOCinque concerti alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi tra storia, musica e memoria 23 maggio – 26 settembre 2026a cura del Centro di Cultura Domus Danae APS Dal 23 maggio al 26 settembre 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita Echi di Palazzo, una rassegna musicale di straordinario prestigio che, attraverso cinque appuntamenti concertistici, accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio sonoro nella storia della famiglia Boncompagni – Ludovisi, dalla seconda metà del Cinquecento fino al Novecento. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale della Casa Museo, trasformandola in uno spazio vivo di incontro tra musica, arti decorative, costume e memoria. Le sale del museo diventeranno così un palcoscenico d’eccezione, capace di restituire al pubblico le atmosfere, i fasti e le suggestioni di una delle più importanti famiglie nobiliari italiane. La rassegna si distingue per l’originalità del suo impianto artistico: strumenti storici quali archi, clavicembalo, flauti, arpa e percussioni dialogheranno con sonorità contemporanee, in particolare quelle del sassofono, in un percorso musicale che attraversa oltre quattro secoli di storia. Un ponte ideale tra passato e presente, tra tradizione e innovazione. Particolare rilievo sarà dedicato alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart, legata alla storia della famiglia Boncompagni – Ludovisi e al celebre concerto che il giovane compositore tenne a Roma nel 1770 presso Palazzo Altemps. La rassegna intende inoltre rendere omaggio al mecenatismo del Cardinale Ignazio Gaetano Boncompagni – Ludovisi, protagonista della vita culturale romana del Settecento. Ad arricchire ulteriormente il programma, la presenza di Sandro Cappelletto, autorevole storico della musica, che accompagnerà alcuni concerti con letture e approfondimenti, offrendo al pubblico preziose chiavi di ascolto. Echi di Palazzo rappresenta un progetto di alto valore culturale, capace di coniugareeccellenza artistica, divulgazione e valorizzazione del patrimonio. La Casa Museo Boncompagni Ludovisi non sarà semplice cornice degli eventi, ma protagonista essa stessa di una narrazione che intreccia musica, storia e identità. L’incontro tra i capolavori del repertorio europeo, gli ambienti museali e le arti performative trasformerà ogni concerto in un’esperienza immersiva, restituendo al pubblico il senso profondo della continuità culturale tra le epoche. Una rassegna che conferma la vocazione della Casa Museo quale luogo di interpretazione, reinvenzione e dialogo con il pubblico contemporaneo, nel segno della grande tradizione culturale della famiglia Boncompagni – Ludovisi. Il programma Ad inaugurare la rassegna, in occasione della Notte dei Musei del 23 maggio, sarà il prestigioso Quartetto Guadagnini, una delle formazioni cameristiche più apprezzate a livello internazionale, con un programma dedicato al repertorio del Settecento e dell’Ottocento, con particolare attenzione a Mozart. Il secondo appuntamento, previsto per il 20 giugno, vedrà protagonista il raffinato Duo Nova – Castini (flauto e arpa), con un concerto dedicato alle musiche da ballo del Cinquecento e del Seicento che animavano i ricevimenti nobiliari dell’epoca. L’esecuzione sarà impreziosita dalla partecipazione della Compagnia Italiana di Teatro e Danza, i cui artisti, in abiti storici, sfileranno e danzeranno sulle note delle melodie rinascimentali e barocche. Il 17 luglio il terzo concerto sarà affidato all’eclettico Apeiron Sax Quartet, che proporrà una suggestiva rilettura delle musiche del Settecento e di Mozart attraverso le sonorità moderne del sassofono, in un dialogo originale tra epoche e linguaggi musicali. Il quarto appuntamento (13 settembre) sarà dedicato alla musica contemporanea con il celebre ensemble di percussioni Ars Ludi, insignito del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2022, che guiderà il pubblico nel cuore delle sperimentazioni sonore del Novecento. Il 26 settembre chiuderà la rassegna il coinvolgente Neos Saxophone Ensemble, doppio quartetto di sassofoni che offrirà un ideale compendio dell’intero percorso, dal repertorio settecentesco fino alle espressioni musicali contemporanee. Gli orari degli eventi saranno indicati e diffusi sul sito web dell’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e sui canali social della Casa Museo Boncompagni Ludovisi. Comunicato stampa