Ray Pitrè. Mediterranean Souls – Anime mediterranee

Dal 25 luglio al 22 settembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, Commissario della mostra, e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita nello spazio espositivo del secondo piano, la mostra Ray Pitrè. Mediterranean Souls – Anime mediterranee, a cura di Sandro Debono e con la collaborazione di Veronica Brancati. Il progetto espositivo è promosso e organizzato dall’Ambasciata della Repubblica di Malta in Italia ed è realizzato con il sostegno del Culture Diplomacy Fund del Ministero degli Affari Esteri ed Europei della Repubblica di Malta.

Quella che presentiamo è la prima mostra internazionale dedicata a Ray Pitrè (1940–2024) dopo la morte dell’artista e propone una rilettura del contributo dell’autore maltese alla storia dell’arte novecentesca. L’esposizione si concentra su una selezione di ritratti che tracciano il suo percorso creativo, dagli anni Settanta agli anni Novanta. Le opere selezionate sono inedite e provengono dalla collezione della famiglia.

La mostra presenta opere su carta, dipinti su supporto ligneo e tela oltre a un diario personale dell’artista da cui sono tratti alcuni acquerelli realizzati contecnica mista sui fogli dello stesso diario. L’insieme racconta un aspetto poco noto della produzione di Ray Pitrè, esponente dell’arte povera nel contesto maltese ma riconosciuto come ritrattista d’eccezione grazie al suo repertorio essenzialmente classico. Le opere esposte rivelano aspetti e caratteristiche personali e inedite dell’artista.

Pittore, scultore, scrittore e tra i più importanti ritrattisti di Malta, Pitrè si identifica con l’anima meridionale europea al centro della sua ricerca. La sensibilità mediterranea, plasmata da una stratificazione culturale, di memoria e di complessità, è testimoniata dalla pennellatura fitta e intensa e dai colori densi e impastati che modellano fisionomie capaci di mettere in dialogo permanenza e fragilità, costruzione ed erosione, presenza materiale e dimensione interiore. Attraverso superfici sovrapposte, segni essenziali e processi di progressiva decostruzione dell’immagine, l’artista affronta temi universali quali il trauma, la memoria, la mortalità e la condizione umana.

I ritratti anonimi degli anni Sessanta rappresentano le prime riflessioni di Pitrè sulla figura umana. Nel corso del tempo queste immagini si trasformano progressivamente in presenze frammentate e stratificate, come se l’artista sottraesse, strato dopo strato, la superficie per arrivare all’essenziale, rivelando così il mondo interiore del ritrattato. La fisionomia non è più semplice rappresentazione, ma diventa un’immagine attraverso cui l’artista cerca di raggiungere ciò che egli stesso definiva i propri “demoni interiori”. In questa ricerca incessante emerge una visione dell’identità profondamente mediterranea. Le figure diventano anime, frutto di un’accumulazione incessante di tensioni e trasformazioni. 

La mostra conduce alla riscoperta di un aspetto poco noto dell’opera di Ray Pitrè, lontano dalla produzione ufficiale dei ritratti su commissione che gli valse notorietà nazionale. Riunendo lavori in gran parte inediti, documenti personali e materiali di studio, il progetto restituisce la complessità di una figura centrale della cultura maltese contemporanea e invita a riflettere sul rapporto tra memoria individuale, identità mediterranea ed esperienza universale dell’essere umano.

Biografia

Raymond Pitrè (1940–2024) è stato uno dei più importanti artisti maltesi del secondo Novecento. Attivo nei campi della pittura, del disegno, della scultura e della scrittura, ha sviluppato una ricerca incentrata sulla condizione umana, la memoria e il trauma, attraverso linguaggi che spaziano dal ritratto all’assemblaggio sperimentale. Tra i primi interpreti dell’Arte Povera a Malta, ha rappresentato il suo Paese alla Biennale di Venezia nel 1999 e ha esposto in varie sedi internazionali. Accanto alla sua celebre attività di ritrattista ufficiale, ha realizzato un corpus di opere profondamente personali che testimoniano la sua costante riflessione sull’identità, sul paesaggio mediterraneo e sull’esperienza umana.

Inaugurazione: 25 luglio ore 17.30