Mistral FDB. Dall’ombra alla luce

14 – 24 settembre 2026 Dal 14 al 24 settembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidata da Luca Mercuri, presenta Dall’ombra alla luce, intervento site-specific dell’artista Mistral FDB, a cura di Massimo Magurano, e con il coordinamento della segreteria organizzativa della mostra di Veronica Brancati. L’intervento segna il primo momento pubblico istituzionale di un percorso artistico avviato nel 2022, articolato nei tre cicli Mitologia, Letteratura e Contemporaneità. Figure e vicende appartenenti a tempi differenti vengono ricondotte a interrogativi ancora profondamente attuali: il rapporto tra individuo e società, il silenzio di fronte alla violenza e all’ingiustizia, la responsabilità personale e collettiva, la memoria e la coscienza. È all’interno di questa ricerca che prende forma Crime Visions, progetto artistico itinerante destinato a svilupparsi attraverso differenti contesti museali e istituzionali. Al centro della ricerca di Mistral FDB è la figura femminile, attraversata non come soggetto iconografico, ma come luogo simbolico nel quale passato e presente continuano a riflettersi. Il mito e la letteratura perdono così la loro distanza storica e diventano strumenti attraverso cui osservare il contemporaneo, facendo emergere meccanismi, ferite e responsabilità che mutano forma senza necessariamente scomparire. Alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen questa ricerca entra in relazione con la visione di Hendrik Christian Andersen e con l’identità degli ambienti che ne custodiscono l’opera. Al corpo ideale, universale e spirituale immaginato dall’artista si affianca quello contemporaneo di Mistral FDB: vulnerabile, frammentato, attraversato dalla memoria e progressivamente ricomposto. Il dialogo non nasce quindi da una sovrapposizione formale, ma dal confronto tra due differenti modi di interrogare l’essere umano e la sua possibilità di trasformazione. Artista calabrese, Mistral FDB affonda le radici della propria ricerca nella cultura della Magna Grecia e nel rapporto con il mare Ionio, trasformandone memoria, movimento e stratificazioni in un linguaggio contemporaneo. Il moto incessante del mare ritorna nella costruzione pittorica e nel gesto, mentre il mito diventa materia viva attraverso cui leggere il presente. Elemento ricorrente del suo lavoro è anche la scrittura, che attraversa le opere come traccia, frammento e codice. Parole, lettere e segni non hanno sempre il compito di essere immediatamente decifrati: abitano piuttosto quella zona sospesa tra ciò che viene detto e ciò che rimane nascosto, tra comunicazione e incomunicabilità. Ne deriva una sorta di memoria emotiva, costruita attraverso pittura, materia, stratificazione e segno. Per Dall’ombra alla luce questa ricerca supera la superficie dell’opera e si estende nello spazio, trasformando gli ambienti della Casa Museo in parte integrante del lavoro. La presentazione, concepita in chiave site-specific e site-responsive, costruisce un percorso attraverso pittura, scultura, scrittura, luce e suono, chiamando lo spettatore non soltanto a osservare, ma ad attraversare fisicamente l’opera. Due ambienti immersivi conducono all’interno di una dimensione oscurata. In uno, Babel Turris entra in relazione con lettere, segni e scritture che oltrepassano la tela e si propagano nello spazio, costruendo una dimensione sospesa tra linguaggio e incomunicabilità. Nell’altro, l’installazione scultorea sviluppa il tema dell’emersione, attraverso elementi progressivi che conducono fino alla definizione del mezzo busto. La luce diviene materia stessa dell’intervento: rivela ciò che nell’illuminazione ordinaria rimane invisibile, modifica la percezione delle superfici e rende leggibile una comunicazione criptica sospesa tra visibile e invisibile, detto e non detto. Il passaggio dall’ombra alla luce diventa così un’esperienza fisica e percettiva prima ancora che metaforica: un attraversamento nel quale immersione ed emersione non definiscono una direzione obbligata, ma diventano possibilità soggettive. Come in un tunnel, entrare o uscire, procedere verso l’ombra o verso la luce dipende dal punto dal quale si sceglie di attraversarlo. Il percorso lascia così allo spettatore la possibilità di costruire la propria esperienza tra visibile e invisibile, silenzio e coscienza. Dagli ambienti oscurati il percorso si apre alla sezione pittorica e successivamente al terrazzo, ampliando ulteriormente la relazione tra opera, spazio e percezione. Con questa prima presentazione istituzionale prende avvio un percorso itinerante che proseguirà attraverso successive sedi museali e istituzionali, assumendo di volta in volta configurazioni e declinazioni differenti in relazione ai luoghi che lo accoglieranno. Comunicato Stampa
Artiste contemporanee a Casa Andersen. Il corpo come dimora

29 settembre 2026 | 22 novembre 2026 Dal 29 settembre al 22 novembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra “Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il corpo come dimora”. La mostra, a cura di Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci e Giuseppe Simone Modeo, è stata ideata e organizzata dall’Associazione Ars Nova per la Casa Museo Hendrik Christian Andersen. Villa Hélène, costruita dallo stesso Hendrik Christian Andersen a partire dal 1922, non fu concepita soltanto come dimora e studio, ma come parte di una visione più ampia, legata al progetto di una “città mondiale” nella quale arte, scienza e pensiero potessero concorrere alla costruzione di una società armonica. Anche la sua produzione scultorea riflette questa tensione verso una figura umana ideale, monumentale e universale. È proprio in relazione a questa concezione del corpo che si inserisce il lavoro delle 42 artiste protagoniste della mostra. Al corpo idealizzato e armonico di Andersen si affiancano corpi attraversati dall’esperienza, dalla memoria, dall’identità, dalla vulnerabilità, dal desiderio e dalla trasformazione. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di ricerca dedicato alla produzione artistica delle donne nel secondo Novecento e nella contemporaneità che, attraverso un ciclo di mostre e incontri, mette in dialogo generazioni, linguaggi e pratiche differenti e approfondisce le forme della loro presenza nella storia dell’arte recente. Attraversando il piano terra, le sale del primo piano e lo spazio espositivo del secondo, la mostra costruisce una sorta di città temporanea e plurale, nella quale opere, corpi e sguardi entrano in relazione con l’architettura della casa e con la presenza monumentale delle sculture di Andersen. La ricerca di Andersen è profondamente radicata nella centralità del corpo. Le sue sculture, fortemente influenzate dalla tradizione classica e dalla monumentalità michelangiolesca, restituiscono un’immagine ideale e armonica della figura umana. Il corpo diventa misura, equilibrio, tensione verso un ordine superiore e si fa portatore di una visione dell’arte intesa come strumento di elevazione individuale e collettiva. È a partire da questa concezione, insieme estetica e simbolica, che il progetto espositivo mette in relazione il corpo monumentale e ideale di Andersen con pratiche artistiche contemporanee che hanno progressivamente trasformato il corpo in luogo di esperienza, identità, memoria, relazione e confronto. Nel panorama artistico del secondo Novecento e della contemporaneità, il corpo non è più soltanto oggetto di rappresentazione, ma diventa materia, linguaggio ed esperienza. In particolare, molte artiste hanno fatto del corpo uno spazio attraverso cui interrogare la propria presenza nel mondo, le forme dell’identità, la memoria individuale e collettiva, la vulnerabilità e la trasformazione. Le opere selezionate restituiscono la pluralità di queste ricerche attraverso linguaggi e pratiche differenti: pittura, scultura, fotografia, performance, installazione e sperimentazione concettuale. Il corpo emerge così non come immagine unitaria e definitiva, ma come spazio mobile, attraversato da esperienze e significati molteplici. Il progetto espone opere e pratiche di: Renee Adams, Lidia Bachis, Vanessa Beecroft, Barbara Boekelman, Louise Bourgeois, Rosemarie Castoro, Valeria Catania, Giulia Cenci, Valentina De’Mathà, Paola Di Bello, Annalaura di Luggo, Marlene Dumas, Tracey Emin, EVA & ADELE, Esther Ferrer, Leonor Fini, Sylvie Fleury, Maike Freess, Valentine Hugo, Silvia Iorio, Martha Jungwirth, Natalia LL, Catherine Long, Sarah Lucas, Loren MacIver, Eva Marisaldi, Elisabeth Masé, Monica Mazzone, Veronica Montanino, Meret Oppenheim, ORLAN, Gina Pane, Elizabeth Peyton, Loreal Prystaj, Carol Rama, Pipilotti Rist, Miriam Schapiro, Nora Schultz, Kiki Smith, Annegret Soltau, Iv Toshain, Claudia Virginia Vitari. In tutto, 42 artiste e 60 opere esposte all’interno della Casa Museo Hendrik Christian Andersen danno vita a confronti e dialoghi di particolare intensità con la collezione permanente e con gli spazi di Villa Hélène. Se Andersen immaginava una città ideale fondata sull’armonia e sull’ordine, la mostra restituisce una pluralità di sguardi, esperienze e linguaggi, facendo del corpo il punto da cui interrogare il presente e ripensare il rapporto tra individuo, spazio e mondo. Comunicato Stampa Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.
Abitare il contemporaneo

5 ottobre 2026 | dalle ore 15:00 alle 19:00 In occasione dell’apertura straordinaria al pubblico, Casa Andersen invita a scoprire Artiste contemporanee a Casa Andersen. Il corpo come dimora, una mostra che porta le opere di artiste contemporanee negli spazi della storica Casa Museo, creando un dialogo tra arte contemporanea, architettura e memoria. Le opere si inseriscono negli ambienti della Casa e ne rinnovano la percezione, offrendo nuove prospettive per guardare, attraversare e vivere questi spazi. Attraverso linguaggi, pratiche e sensibilità differenti, le artiste in mostra propongono una riflessione sul corpo come luogo da abitare: uno spazio intimo e, al tempo stesso, aperto alla relazione con il mondo. Una dimora in continua trasformazione, fatta di esperienze, memoria, identità e relazioni. Durante l’apertura straordinaria, i visitatori potranno esplorare la mostra in autonomia e approfondire le opere attraverso apposite schede di sala, pensate per accompagnare la visita e offrire informazioni e chiavi di lettura sui lavori esposti. Un’occasione per avvicinarsi alla ricerca delle artiste e scoprire le molteplici forme attraverso cui il corpo può diventare luogo, memoria e dimora.
#domenicalmuseo – 4 ottobre

Domenica 4 ottobre torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede.(A partire dalle ore 19.30 sarà possibile accedere al Castello per l’ultima apertura straordinaria serale prevista, con bigliettazione ordinaria (18 euro, salvo riduzioni e gratuità di legge). L’ingresso serale sarà consentito fino alle ore 22.30. I biglietti per lo spettacolo serale “Francesco, l’angelo degli ultimi” sono esauriti.) Pantheon(9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45)Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi.I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini(10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani)
Avvio della procedura per l’affidamento del servizio di custodia e casierato per la Casa Museo Hendrik Christian Andersen
Bando di assegnazione del servizio di custodia e casierato presso la Casa Museo H.C. AndersenScarica i documenti del bando Nomina Commissione Scarica il Decreto nomina commissioneScarica il Decreto nomina RUP Esito della proceduraScarica il Decreto di assegnazione casierato
Gea Casolaro. Momenti e paesaggi

Gea Casolaro. Momenti e paesaggi Gea Casolaro. Moments and Landscapes a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Michela Sena Dal 6 al 9 settembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, presenta 5 fotografie di Gea Casolaro acquisite attraverso il bando “Strategia Fotografia 2025”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC, nell’ambito del Dipartimento per le attività culturali. Per celebrare l’acquisizione, le fotografie saranno esposte al primo piano accanto agli ambienti della Casa Museo. Entrate stabilmente a far parte della collezione dell’istituto, potranno essere successivamente valorizzate attraverso diversi progetti espositivi e culturali. Strategia Fotografia 2025 ha consentito alla Casa Museo, attraverso la vincita del bando omonimo, di procedere concretamente nella realizzazione del progetto, al cui centro sta la riflessione sull’atmosfera, intesa come “momento” peculiare e ideal-tipico, per usare l’espressione coniata da Max Weber. Felice ed efficace la convergenza fra titolo delle opere e progetto, una scelta quella di riprendere il titolo delle foto nella sintesi del progetto che evoca e suggerisce l’incontro spazio-temporale fra luogo e vissuto individuale/collettivo, in cui si fa esperienza comune del medesimo oggetto (paesaggio) nello stesso lasso temporale che è quello dello scatto che lo riproduce. La Casa Museo è da intendersi in questa accezione e soprattutto da vivere in questa dimensione, di “momento” e di “memento”, ovvero di ricordo che si attualizza, riflesso di qualcosa che è stato e che improvvisamente emerge dal passato verso il presente storico. Il paesaggio delle fotografie di Gea Casolaro è il passato delle architetture, talvolta delle rovine, e al contempo è il presente di una storia che si rinnova negli occhi e nella percezione dei passanti, dei turisti e dei cittadini, usi a frequentare i luoghi immortalati negli scatti, viandanti spesso sono ignari o disattenti ma che, nonostante ciò, partecipano di sensazioni ed emozioni che nascano dal comune substrato ovvero dalla presenza o co-presenza nello stesso luogo e nello stesso momento e che in virtù di ciò condividono l’esperienza del genio di quel luogo, per richiamare l’antico motto che meglio di ogni altra descrizione spiega il mistero e la singolarità del paesaggio vissuto. L’inaugurazione sarà l’occasione per presentare il catalogo bilingue italiano/inglese edito da Manfredi Maretti con un testo del Direttore Maria Giuseppina Di Monte e un’intervista di Michela Sena a Gea Casolaro. Comunicato stampa
#domenicalmuseo – 6 settembre

Domenica 6 settembre torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini (10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani)
#domenicalmuseo – 2 agosto

Domenica 2 agosto torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. (A partire dalle ore 19.00 sarà possibile accedere al Castello per l’apertura straordinaria serale, con bigliettazione ordinaria (18 euro, salvo riduzioni e gratuità di legge). L’ingresso serale sarà consentito fino alle ore 22.30. Allo stesso costo del biglietto ordinario (18 euro), alle ore 19.30 e alle ore 21.30 sarà inoltre possibile assistere allo spettacolo circense itinerante “Il Castello degli angeli ostinati”, ideato e curato da Giacomo Costantini, scegliendo al momento dell’acquisto la formula “biglietto + spettacolo”, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per acquistare on line o presso la biglietteria in sede) Pantheon (9.00 – 23.00 / ultimo ingresso ore 22.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini (9.00 – 14.00 / ultimo ingresso ore 13.30) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani)
Ferragosto al museo 2026

In occasione della festività di Ferragosto, i musei dell’Istituto saranno regolarmente aperti al pubblico. Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 agosto sarà possibile visitare con i consueti orari e modalità di visita: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Pantheon (9.00 – 23.00 / ultimo ingresso ore 22.30) Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Casa Pasolini (sabato 10.00 – 18.00 /ultimo ingresso ore 17.30 e domenica 9.00 – 14.00 / ultimo ingresso ore 13.30) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/ferragosto-al-museo-2026
Ray Pitrè. Mediterranean Souls – Anime mediterranee

Dal 25 luglio al 22 settembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, Commissario della mostra, e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita nello spazio espositivo del secondo piano, la mostra Ray Pitrè. Mediterranean souls – Anime mediterranee, a cura di Sandro Debono e con la collaborazione di Veronica Brancati. Il progetto espositivo è promosso e organizzato dall’Ambasciata della Repubblica di Malta in Italia ed è realizzato con il sostegno del Culture Diplomacy Fund del Ministero degli Affari Esteri e Europei della Repubblica di Malta e il sostegno di Arts Council Malta. La prima mostra internazionale postuma dedicata a Ray Pitrè (1940–2024) propone una rilettura del contributo dell’artista maltese alla storia dell’arte del Novecento. L’esposizione si concentra su una selezione di ritratti e fisionomie che tracciano il percorso creativo dell’artista, dagli anni settanta agli anni novanta. La scelta curata di opere inedite proviene dalla collezione di famiglia. La mostra presenta opere su carta, dipinti su supporto ligneo e tela oltre ad un diario personale dell’artista al quale corrispondono una scelta di acquerelle e tecnica mista su fogli tagliati dal diario. L’assieme racconta un lato poco conosciuto dell’artista maltese, esponente dell’arte povera sull’isola ma spesso riconosciuto come ritrattista d’eccezione grazie al suo repertorio essenzialmente classico. Le opere in mostra raccontano il lato più personale e profondo dell’artista. Artista, scultore, scrittore e tra i più importanti ritrattisti di Malta, Pitrè si riconosce nell’uomo meridionale Europea. La sua sensibilità mediterranea, plasmata da una stratificazione culturale, di memoria e di complessità si narra attraverso la sua pennellatura fitta ed intensa, colori densi ed impastati che modellano fisionomie che mettono in dialogo permanenza e fragilità, costruzione ed erosione, presenza materiale e dimensione interiore. Attraverso superfici sovrapposte, segni essenziali e processi di progressiva decostruzione dell’immagine, l’artista affronta temi universali quali il trauma, la memoria, la mortalità e la condizione umana. I ritratti anonimi degli anni Sessanta rappresentano le prime riflessioni di Pitrè sulla figura umana. Nel corso del tempo queste immagini si trasformano progressivamente in presenze frammentate e stratificate, come se l’artista pelasse strato dopo strato per arrivare all’essenziale, fino a diventare uno scavo psicologico. La fisionomia non è più semplice rappresentazione, ma diventa una superficie attraverso cui l’artista cerca di raggiungere ciò che egli stesso definiva i propri “demoni interiori”. In questa ricerca incessante emerge una visione dell’identità profondamente mediterranea. Diventano anime, frutto di un’accumulazione incessante di tensioni e trasformazioni. La mostra porta alla riscoperta di un aspetto poco noto dell’opera di Ray Pitrè, lontano dalla produzione ufficiale dei ritratti su commissione che gli valse notorietà nazionale. Riunendo lavori in gran parte inediti, documenti personali e materiali di studio, il progetto restituisce la complessità di una figura centrale della cultura maltese contemporanea e invita a riflettere sul rapporto tra memoria individuale, identità mediterranea ed esperienza universale dell’essere umano. Ray Pitrè (1940–2024) è stato uno dei più importanti artisti maltesi del secondo Novecento. Attivo nei campi della pittura, del disegno, della scultura e della scrittura, ha sviluppato una ricerca incentrata sulla condizione umana, la memoria e il trauma, attraverso linguaggi che spaziano dal ritratto all’assemblaggio sperimentale. Tra i primi interpreti dell’Arte Povera a Malta, ha rappresentato il suo Paese alla Biennale di Venezia nel 1999 e ha esposto in vari sedi internazionali. Accanto alla sua celebre attività di ritrattista ufficiale, ha realizzato un corpus di opere profondamente personali che ne testimoniano la costante riflessione sull’identità, sul paesaggio mediterraneo e sull’esperienza umana. Inaugurazione: 25 luglio ore 17.30 Comunicato stampa