Eventi di novembre a Casa Pasolini

Sabato 7 novembre, ore 16.00-17.30Tavola rotonda “Pasolini dopo Pasolini. Da Accattone a Non essere cattivo e oltre” Pasolini ha cambiato il modo di guardare e raccontare la realtà, lasciando un segno profondo nella storia del cinema italiano. Il suo linguaggio e la sua visione del mondo continuano a essere un terreno di confronto per chi oggi sceglie di fare cinema. Da Claudio Caligari fino alle nuove generazioni di autori, il dialogo con Pasolini assume forme e significati sempre diversi. Ma cosa significa misurarsi con la sua eredità? E in che modo il suo pensiero e il suo immaginario continuano a interrogare e ispirare il cinema italiano contemporaneo? Partecipano: Camilla Nesbitt (produttrice)Pietro Valsecchi (produttore)Mario Martone (regista)Vinicio Marchioni (attore)Simone Isola (produttore)Andrea Minuz (storico del cinema) Moderano: Michele Masneri (scrittore e giornalista)Antonio Valerio Spera (Passo Civico ETS) Saluti istituzionali: Matilde Amaturo (Referente MIC Casa Pasolini) È possibile partecipare all’evento in presenza contattando via email cultura@passocivico.org (posti limitati). L’evento verrà inoltre trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Casa Pasolini (@casapasolini). Sabato 14 novembre, ore 10.30-13.30Laboratorio di scrittura del documentario Il laboratorio, strutturato in 4 incontri frontali, è dedicato ai processi di ideazione e scrittura del documentario, dal rapporto con la realtà alla costruzione del racconto. Un percorso tra linguaggi, approcci e forme differenti: dal cinema del reale al documentario d’osservazione, dall’inchiesta al racconto biografico.Il laboratorio sarà condotto dal regista e docente Antonio Valerio Spera (Life is (not) a Game, Ancora è presto) Dove Museo Casa Pasolini – RomaQuando 14 novembre, 21 novembre, 12 dicembre, 19 dicembre (orario 10.30-13.30)Corso gratuito – posti limitati Le iscrizioni saranno accettate in ordine di arrivo delle richieste fino a esaurimento dei posti disponibili, scrivendo a cultura@passocivico.org.Il laboratorio è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo ed è a cura di Passo Civico ETS per Casa Pasolini. Sabato 14 novembre, ore 16.00-17.30La casa, la strada, la vita- Visita teatralizzata con Fernando Coringa e Sarah Nicolucci Che cosa resta di una vita in una casa? E quante storie può custodire un quartiere? Nel mese in cui ricordiamo la scomparsa di Pier Paolo Pasolini e celebriamo l’apertura di Casa Pasolini come museo, vi invitiamo a un’esperienza speciale tra le strade di Rebibbia e gli spazi della casa in cui il poeta visse con sua madre Susanna nei primi anni romani. Guidati dalle voci e dalle interpretazioni di Fernando Coringa e Sarah Nicolucci, attraverseremo luoghi, ricordi e parole per avvicinarci a Pasolini non soltanto come intellettuale e artista, ma come uomo: ai suoi incontri, alla sua quotidianità e allo sguardo con cui seppe riconoscere nelle periferie e nelle persone che le abitavano un mondo da raccontare. Un percorso teatrale intimo, in cui la strada incontra la letteratura e la memoria si intreccia con il presente. Perché una casa non conserva soltanto le tracce di chi l’ha abitata: può tornare a vivere attraverso le storie che continua a generare e le persone che accoglie. Non una commemorazione della fine, ma un incontro con la vita. Per riscoprire Pasolini a partire da un luogo e da un quartiere che ancora oggi hanno molto da raccontare. La visita è promossa dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e a cura di Alba Serino per Passo Civico ETS. Informazioni e prenotazioni La partecipazione è gratuita, con posti limitati e prenotazione obbligatoria. Per partecipare, è necessario prenotare il biglietto gratuito delle ore 16:00 sul sito www.museiitaliani.it Domenica 15 novembre, ore 15.30-17.30Decimo incontro del gruppo di lettura “PPP- pagine di Pasolini” (Ceneri di Gramsci) Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise. A chi si rivolge? Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini. Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale. Questo decimo incontro sarà dedicato a “Le Ceneri di Gramsci”. L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it. L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa). Il gruppo di lettura, a cura di Chiara Mazza, è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini. Domenica 22 novembre, ore 10.00 e ore 12.00Visita guidata “Rebibbia e la Casa Pasolini: un territorio da raccontare” La visita guidata nasce per inserire la Casa Museo Pasolini nel contesto urbano e culturale che la circonda, offrendo ai partecipanti uno sguardo più ricco e consapevole sulla storia del territorio. Partendo dall’esterno del museo, esploreremo Rebibbia ricostruendone l’evoluzione urbanistica e le trasformazioni sociali. Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici della street art come forma di riqualificazione cittadina, con riferimenti ad artisti di fama internazionale come Blu, e con una passeggiata nei pressi delle zone rese celebri da Zerocalcare: proprio lì dove compare il suo iconico “mammut” … che, come scopriremo insieme, mammut non è davvero.La visita si concluderà all’interno della Casa Museo Pasolini, il cuore dell’esperienza, che potrà essere così apprezzato ancora di più grazie al quadro storico e territoriale appena condiviso. La visita ha la durata di un’ora e un quarto ed è a titolo gratuito per un massimo di 15 partecipanti per turno.Per partecipare occorre soltanto prenotare il biglietto gratuito per il museo delle ore 10.00 oppure delle ore 12.00 e trovarsi di fronte
Luchino Visconti e la messa in scena della storia

Castel Sant’Angelo17 ottobre – 29 novembre 2026 In occasione dei centoventi anni dalla nascita e dei cinquanta dalla morte di Luchino Visconti, la mostra ripercorre l’intera attività del grande regista attraverso documenti, fotografie, costumi, sceneggiature, figurini e materiali d’archivio. Realizzata a Castel Sant’Angelo, un luogo che custodisce la storia e ha da sempre attirato la fantasia dei cineasti, l’esposizione ricostruisce il percorso creativo di Visconti e il lavoro dei numerosi professionisti che contribuirono alla realizzazione delle sue opere. La mostra è curata da Caterina d’Amico e Gian Luca Farinelli e promossa da Castel Sant’Angelo, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Cinecittà – Archivio Luce, Fondazione Cineteca di Bologna, Titanus, Fondazione Gramsci ETS, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma. Particolare attenzione è dedicata a Il Gattopardo – dalla trasposizione del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – dalla lavorazione sul set fino alla sua progressiva consacrazione nella storia del cinema. Il percorso espositivo ripercorre il lavoro degli sceneggiatori, dello scenografo, dell’arredatore, del costumista, delle grandi sartorie, del compositore. Tutti lavoravano a quello che sarebbe diventato un vero e proprio monumento della storia del cinema italiano e mondiale, che trova nelle sale di Castel Sant’Angelo una collocazione naturale. Oltre all’assonanza “monumentale” tra questo luogo e il film è da ricordare che proprio qui Visconti ha mosso i primi passi cinematografici in Italia con Tosca e realizzato una sequenza del film storico Senso. A suggello della relazione tra Castel Sant’Angelo e Il Gattopardo sono stati selezionati, dalle collezioni del museo, dei cimeli garibaldini contemporanei alla spedizione dei Mille, evento storico che attraversa la pellicola del film.
Elvi Ratti – AUREA

19 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 Dal 19 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra Elvi Ratti. AUREA a cura di Tiziano M. Todi, Elisa Ciafrei e Maria Ciccarella. Commissario interno Maria Giuseppina Di Monte. Gioielli, sculture e una selezione di bozzetti accompagnano il visitatore attraverso le sale espositive della Casa Museo dove le creazioni, dagli anni ’40 fino a oggi, restituiscono l’ampiezza di una ricerca nella quale Elvi Ratti ha continuato a interrogare la forma, sperimentando tecniche e materiali diversi. Non si tratta di una successione di oggetti preziosi, ogni sala rivela un passaggio del suo lavoro e, insieme, una diversa possibilità di incontro con gli ambienti e la collezione permanente. Il gioiello è il cuore di AUREA. Nelle opere di Elvi Ratti l’oro e l’argento vengono fusi, piegati, traforati e lavorati in fili e lastre; pietre, coralli, perle e smalti entrano nella costruzione di forme che chiedono di essere osservate da vicino, ma anche immaginate sul corpo. Anelli, spille, collane e pendenti superano la sola funzione ornamentale, diventano sculture da indossare, nelle quali un movimento o un equilibrio si concentra in pochi centimetri. I bozzetti esposti accanto ad alcuni gioielli permettono di entrare nel processo creativo dell’artista. Rendono visibile il passaggio dall’intuizione disegnata alla materia, le scelte e le trasformazioni attraverso cui un segno acquista volume. Le sculture in bronzo ampliano questa lettura, dove curve, nastri, torsioni e figure attraversano scale differenti e mostrano la continuità di un linguaggio che non si lascia definire dai confini di una singola disciplina. L’estensione della mostra lungo le sale della Casa Museo Boncompagni Ludovisi è parte essenziale del progetto. Ratti entra in dialogo con una casa divenuta museo e con le sue collezioni di arti decorative. Il visitatore incontra così le opere in relazione agli spazi, agli arredi, gali abiti e agli oggetti permanenti, seguendo un percorso che unisce il tempo della creazione artistica a quello della vita della Casa Museo. «In AUREA abbiamo voluto mostrare quanto sia vasto il mondo racchiuso nei gioielli di Elvi Ratti. I bozzetti ne svelano la nascita e le sculture ne sviluppano il linguaggio nello spazio. Attraversando le sale della Casa Museo Boncompagni Ludovisi queste opere entrano in una relazione viva con la storia del museo e permettono di leggere, in un unico percorso, decenni di invenzione», dichiarano i curatori. «I gioielli di Elvi Ratti, allieva del grande scultore Umberto Mastroianni, di cui la Casa conserva alcuni preziosi, dalle spille agli anelli disegnati per Palma Bucarelli, sono la testimonianza che in arte tutto resta e che ogni artista respira l’atmosfera della sua epoca e del suo contesto culturale e la restituisce nel proprio linguaggio senza perdere l’aura del passato ma anche anticipando quella del futuro». Comunicato Stampa
ENEA. L’avventura di restare

9 ottobre 2026 – 9 febbraio 2027 Dal 9 ottobre 2026 al 9 febbraio 2027 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte (Commissario della mostra) e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita l’opera “Enea – L’avventura di restare”. L’esposizione, a cura di Francesca Quarantini e Alice Falsaperla, è realizzata in collaborazione con Galleria La Nuvola. La Casa Museo presenta nel proprio giardino la scultura marmorea di Reinhard Pfingst, scultore pittore e scrittore tedesco attivo da diversi anni sulla scena artistica italiana ed europea, il cui stile fonde elementi nordici e mediterranei e si configura nella corrente astrattista. L’opera, ispirata al mito di Enea, nelle sue forme astratte, musicali, nasce da un modo di procedere “in direttissima”, scolpendo la pietra con strumenti a mano e basandosi solo sulla traccia spaziale di un fragile modello di carta indicativo. L’intento dell’artista è quello di esprimere un sentire moderno con l’utilizzo di materiali e di tecniche antiche, nel solco della tradizione rinascimentale, che conservino il primato dell’intervento manuale dell’uomo sulla tecnologia più avanzata. L’Enea di Pfingst inizia a prendere forma nel 2020 e attraversa un lungo e articolato processo di lavorazione, che si conclude nel 2025, prima di essere installato nel giardino del Villino Boncompagni Ludovisi, dove si impone come protagonista assoluto dello spazio esterno, assumendo un forte ruolo catalizzatore. Al contempo, la presenza della scultura valorizza il contesto naturalistico circostante, evocando la memoria del celebre parco della seicentesca Villa Ludovisi, un tempo custode di una significativa collezione di sculture classiche provenienti dai preesistenti Horti Sallustiani. Come l’eroe troiano che sfidando le avversità, nel suo viaggio per mare, approda sulle coste laziali e dal quale discenderà la stirpe fondatrice di Roma, l’installazione di Pfingst dunque sembra volere restare per rendere omaggio alla storia del luogo, instaurando con esso una relazione capace di coniugare memoria e contemporaneità, che manifesta il legame dell’artista con la Città Eterna. L’avventura di restare, citando i versi del poeta Elio Pecora, si esprime nel concetto stesso della materia: il blocco marmoreo dal quale si sviluppa il dinamismo della scultura, sfidandone la staticità e muovendosi verso l’alto, con le sue forme avvitate, invita lo sguardo dell’osservatore a una interazione e una contemplazione a tutto tondo. Comunicato Stampa
CLAUDIA PEILL. EXTENSION alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi

30 settembre 2026 – 10 gennaio 2027 Dal 30 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra Claudia Peill. Extension a cura di Maria Giuseppina Monte e Martina Casadio. La proposta espositiva s’inserisce nel contesto museale al fine di valorizzare il patrimonio in esso custodito proponendo una riflessione e interpretazione contemporanea dell’arazzo, di cui la Casa Museo vanta un’ampia e significativa collezione risalente al ‘600. Il progetto presenterà al pubblico un corpus di opere, quasi tutte inedite, risalenti agli ultimi due anni di ricerca, dal 2024 al 2026, ispirata alle nuvole e al cielo sul concetto di indefinito. Sarà inoltre esposta un‘opera tessile, un arazzo/tappeto, realizzato site-specific, in relazione alla mission del Museo Boncompagni e nel rispetto della sua peculiare collezione dedicata alle arti decorative, arricchendo così l’esperienza espositiva con un’opera che fonde arte contemporanea e tradizione. Le ragioni di questo progetto espositivo nascono dalla volontà dell’artista Claudia Peill di misurarsi con la Casa Museo Ludovisi Boncompagni al fine di animare un confronto tra la sua ricerca di artista contemporanea, dedicata all’esplorazione dei linguaggi tra la fotografia e la pittura, e la collezione di una Casa Museo, dove il nucleo delle opere collezionate è già connotato e di forte identità. L’incontro e il dialogo con le opere del museo mirano a valorizzare il museo stesso con la sua collezione e ad arricchire la vitalità delle opere dell’artista, a riprova di come il suo immaginario e la sua voce si possano estendere e sconfinare nel contesto che li ospita. Nella serie EXTENSION, la ricerca più recente di Claudia Peill si concentra sulla dimensione del cielo, che diventa progressivamente parte del suo universo visivo. L’artista invita a rivolgere lo sguardo verso l’alto, in un percorso ascendente che mette in relazione la percezione umana con l’immensità del cielo e dello spazio, alla ricerca delle forme che emergono in questa dimensione sconfinata e impossibile da misurare. È proprio a partire dal ciclo Extension che nasce il progetto dell’arazzo/tappeto ORO-ROSA. Come afferma la Direttrice della Casa Museo Maria Giuseppina Di Monte non si tratta di “traduzione ma di generazione perché le cose originano una dall’altra in una concatenazione che non è possibile prevedere in quanto latente e subliminale ma che l’artista sa cogliere e riconoscere.” L’astrazione del cielo nella sua mutevolezza si fa luogo abitabile e calpestabile, quasi a ridisegnare un “camminare sulle nuvole” come sotto titolo. Con questa iniziativa, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi rinnova la propria vocazione a essere luogo di ricerca e valorizzazione dei linguaggi dell’arte contemporanea e delle arti applicate, offrendo uno spazio di confronto in cui la dimensione estetica si intreccia con quella storica e culturale. Comunicato stampa
Artiste contemporanee a Casa Andersen. Il corpo come dimora

29 settembre 2026 | 22 novembre 2026 Dal 29 settembre al 22 novembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra “Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il corpo come dimora”. La mostra, a cura di Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci e Giuseppe Simone Modeo, è stata ideata e organizzata dall’Associazione Ars Nova per la Casa Museo Hendrik Christian Andersen. Villa Hélène, costruita dallo stesso Hendrik Christian Andersen a partire dal 1922, non fu concepita soltanto come dimora e studio, ma come parte di una visione più ampia, legata al progetto di una “città mondiale” nella quale arte, scienza e pensiero potessero concorrere alla costruzione di una società armonica. Anche la sua produzione scultorea riflette questa tensione verso una figura umana ideale, monumentale e universale. È proprio in relazione a questa concezione del corpo che si inserisce il lavoro delle 42 artiste protagoniste della mostra. Al corpo idealizzato e armonico di Andersen si affiancano corpi attraversati dall’esperienza, dalla memoria, dall’identità, dalla vulnerabilità, dal desiderio e dalla trasformazione. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di ricerca dedicato alla produzione artistica delle donne nel secondo Novecento e nella contemporaneità che, attraverso un ciclo di mostre e incontri, mette in dialogo generazioni, linguaggi e pratiche differenti e approfondisce le forme della loro presenza nella storia dell’arte recente. Attraversando il piano terra, le sale del primo piano e lo spazio espositivo del secondo, la mostra costruisce una sorta di città temporanea e plurale, nella quale opere, corpi e sguardi entrano in relazione con l’architettura della casa e con la presenza monumentale delle sculture di Andersen. La ricerca di Andersen è profondamente radicata nella centralità del corpo. Le sue sculture, fortemente influenzate dalla tradizione classica e dalla monumentalità michelangiolesca, restituiscono un’immagine ideale e armonica della figura umana. Il corpo diventa misura, equilibrio, tensione verso un ordine superiore e si fa portatore di una visione dell’arte intesa come strumento di elevazione individuale e collettiva. È a partire da questa concezione, insieme estetica e simbolica, che il progetto espositivo mette in relazione il corpo monumentale e ideale di Andersen con pratiche artistiche contemporanee che hanno progressivamente trasformato il corpo in luogo di esperienza, identità, memoria, relazione e confronto. Nel panorama artistico del secondo Novecento e della contemporaneità, il corpo non è più soltanto oggetto di rappresentazione, ma diventa materia, linguaggio ed esperienza. In particolare, molte artiste hanno fatto del corpo uno spazio attraverso cui interrogare la propria presenza nel mondo, le forme dell’identità, la memoria individuale e collettiva, la vulnerabilità e la trasformazione. Le opere selezionate restituiscono la pluralità di queste ricerche attraverso linguaggi e pratiche differenti: pittura, scultura, fotografia, performance, installazione e sperimentazione concettuale. Il corpo emerge così non come immagine unitaria e definitiva, ma come spazio mobile, attraversato da esperienze e significati molteplici. Il progetto espone opere e pratiche di: Renee Adams, Lidia Bachis, Vanessa Beecroft, Barbara Boekelman, Louise Bourgeois, Rosemarie Castoro, Valeria Catania, Giulia Cenci, Valentina De’Mathà, Paola Di Bello, Annalaura di Luggo, Marlene Dumas, Tracey Emin, EVA & ADELE, Esther Ferrer, Leonor Fini, Sylvie Fleury, Maike Freess, Valentine Hugo, Silvia Iorio, Martha Jungwirth, Natalia LL, Catherine Long, Sarah Lucas, Loren MacIver, Eva Marisaldi, Elisabeth Masé, Monica Mazzone, Veronica Montanino, Meret Oppenheim, ORLAN, Gina Pane, Elizabeth Peyton, Loreal Prystaj, Carol Rama, Pipilotti Rist, Miriam Schapiro, Nora Schultz, Kiki Smith, Annegret Soltau, Iv Toshain, Claudia Virginia Vitari. In tutto, 42 artiste e 60 opere esposte all’interno della Casa Museo Hendrik Christian Andersen danno vita a confronti e dialoghi di particolare intensità con la collezione permanente e con gli spazi di Villa Hélène. Se Andersen immaginava una città ideale fondata sull’armonia e sull’ordine, la mostra restituisce una pluralità di sguardi, esperienze e linguaggi, facendo del corpo il punto da cui interrogare il presente e ripensare il rapporto tra individuo, spazio e mondo. Comunicato Stampa Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.
Mondi Sonori. Rassegna al MNSM

Nell’ambito delle attività di valorizzazione promosse dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, diretto da Sonia Martone, presenta dal 12 settembre al 19 dicembre 2026 la seconda edizione di Mondi Sonori, la rassegna dedicata alla musica come esperienza trasversale, capace di intrecciare suono, parola, storia e immaginazione. Un progetto che attraversa mondi culturali e linguaggi diversi con concerti, incontri e spettacoli, con l’ideazione della direttrice del Museo, Sonia Martone. La nuova edizione, con la supervisione artistica di Stefano Saletti, si articola nelle due sezioni Scenari Sonori e Atlanti Sonori – Musica e Parole dalla tradizione al contemporaneo, accomunate dal dialogo tra suono e parola, musica e letteratura, e da un percorso che attraversa la tradizione musicale e teatrale italiana ed europea fino alle espressioni contemporanee. Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si configura sempre più come luogo in cui il patrimonio custodito nelle sue collezioni entra in dialogo con la musica dal vivo, il teatro e la letteratura, mettendo in relazione epoche, linguaggi e stili artistici. Scenari Sonori propone cinque spettacoli e concerti (tutti con inizio alle ore 20) dedicati al rapporto tra testo letterario, scrittura musicale ed esecuzione dal vivo, mettendo in relazione sulla scena la parola degli attori e degli interpreti con la musica. Ad aprire la rassegna, sabato 12 settembre, sarà Massimo Popolizio con Pilato, da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Popolizio dà voce alle pagine dedicate al procuratore romano Ponzio Pilato e al suo incontro a Gerusalemme con Jeshua Hanozri. La narrazione si intreccia al tessuto sonoro creato da Stefano Saletti, all’oud, bouzouki ed electronics, e Barbara Eramo, voce, con composizioni originali e musiche che attingono alla tradizione mediterranea ed ebraico-sefardita. Sabato 26 settembre sarà la volta di Ascanio Celestini con alcuni dei racconti del suo ultimo romanzo Poveri Cristi. Accompagnato per la prima volta da Danilo Blaiotta, pianista e compositore tra i più interessanti talenti italiani. La parola si intreccia alla musica nelle storie di persone e vite ai margini, da sempre al centro della ricerca narrativa di Celestini, mettendo in relazione scrittura, memoria e realtà. Sabato 3 ottobre, Enrico Lo Verso sarà protagonista di Resta diva – Omaggio a Maria Callas, con le musiche di Mirko Lodedo. Lo spettacolo ripercorre la vita della Callas attraverso lo sguardo degli uomini che l’hanno amata e segnata, da Meneghini a Pasolini e Onassis, in un viaggio tra musica, amori, fragilità e successo. Giovedì 29 ottobre arriva Pamela Villoresi con Mitiche donne. Dalle donne del mito alle nostre vite, recital diretto e interpretato dall’attrice. Attraverso le parole delle grandi eroine classiche, da Medea a Fedra, Antigone e Cassandra, lo spettacolo attraversa duemila anni di letteratura interrogando figure e miti sui dilemmi e i passaggi cruciali dell’esistenza femminile. Le musiche sono composte ed eseguite da Stefano Saletti, con Barbara Eramo alla voce. A chiudere Scenari Sonori, sabato 21 novembre, sarà Flo con Brave ragazze, accompagnata alla chitarra da Cristiano Califano. Un lavoro di ricerca e rielaborazione di classici del patrimonio musicale del Sud Italia e di brani dell’area mediterranea e latina tradotti in italiano, scelti soprattutto per il punto di vista femminile delle autrici e delle interpreti che li hanno portati al successo. Accanto agli spettacoli, Atlanti Sonori propone cinque incontri (tutti con inizio alle ore 17.30) dedicati alla conoscenza degli strumenti musicali, alla loro costruzione, alle tecniche esecutive e alla loro storia, mettendoli in relazione con i territori e le culture da cui provengono. Protagonisti saranno: sabato 31 Ottobre Mauro Palmas e Giacomo Verdeu con il liuto cantabile e la Sardegna; domenica 22 Novembre, Nando Citarella con i tamburi a cornice e i rituali vesuviani; sabato 5 dicembre Giuliana De Donno e Gabriella Aiello con l’arpa viggianese e la Basilicata; sabato 12 dicembre Mànu Théron e Damien Toumi/Duo Lavoa Lapo con il canto occitano; sabato 19 dicembre Ettore Castagna con la chitarra battente, la lira e la tradizione della Calabria. Mondi Sonori ospiterà inoltre la XIII edizione del Festival Popolare Italiano, diretto da Stefano Saletti (realizzato all’interno della “Programmazione Puglia Sounds 2026” e con il contributo del Nuovo Imaie) con quattro appuntamenti dedicati alle diverse espressioni della musica popolare e contemporanea, tutti con inizio alle ore 17.30. Sabato 10 ottobre apre Malutempu, il progetto ideato dal polistrumentista e compositore Antonio Olivo, che intreccia tradizione popolare calabrese, suggestioni mediterranee e sensibilità contemporanee. Sabato 17 ottobre sarà la volta di Bronagh Slevin, cantautrice e polistrumentista irlandese, tra voce, violoncello e pianoforte, la cui musica unisce le radici irlandesi alle sonorità mediterranee. Sabato 7 novembre protagonista sarà Maria Mazzotta, una delle voci più riconosciute della world music italiana, con una ricerca che parte dalle tradizioni musicali del Sud Italia e del Mediterraneo per incontrare linguaggi e sonorità contemporanee. Chiude, sabato 14 novembre, La Banda del Sud, orchestra di musica popolare nata nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del Dipartimento per le Attività culturali, che riunisce musicisti, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia. Il progetto, con la direzione artistica di Gigi Di Luca e la direzione musicale di Mario Crispi, proporrà Tracce Mediterranee, in cui tradizione orale e scrittura contemporanea, tra canti di lavoro, invocazioni rituali, danze arcaiche e nuove composizioni, si fondono in una musica fisica, pulsante e profondamente partecipata. Comunicato stampa
I lunedì di Castello 2026. Dal 3 agosto aperture straordinarie a Castel Sant’Angelo ogni primo lunedì del mese

Dal 3 agosto 2026 tornano le aperture straordinarie a Castel Sant’Angelo ogni primo lunedì del mese. Fino alla fine dell’anno Castel Sant’Angelo propone l’iniziativa I lunedì di Castello: ogni primo lunedì pomeriggio del mese, in quella che è normalmente la giornata di chiusura settimanale, il monumento sarà eccezionalmente aperto al pubblico dalle ore 14.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00), alla tariffa speciale di 5 euro. I biglietti sono acquistabili esclusivamente in biglietteria e non sono previste prenotazioni. Non sono ammessi gruppi. Un’occasione speciale per cittadini e turisti per visitare il Castello in un momento inedito della settimana, con la possibilità di vivere gli spazi monumentali in una diversa atmosfera e con maggiore tranquillità. https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2025/10/Angelo-Montelupo-3.mp4
Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas

Fino al 22 novembre 2026 l’appartamento del Castellano a Castel Sant’Angelo ospita la mostra “Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas”. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con il Lithuanian National Museum of Art, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Anno culturale Lituania–Italia 2026 e sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026. L’iniziativa intende valorizzare i rapporti culturali tra Italia e Lituania, offrendo una nuova chiave di lettura della storia di Castel Sant’Angelo e di Roma, nonché del fascino che il monumento e la città hanno esercitato sugli artisti europei nel corso dei secoli. La mostra presenta una selezione di dipinti di Kanutas Ruseckas, uno dei più importanti artisti lituani del XIX secolo e uno dei principali rappresentanti della pittura romantica. Ruseckas fu tra i fondatori della comunità di artisti lituani e polacchi residenti a Roma. Egli credeva che questa terra, cinta dagli allori della gloria passata e segnata dalle tracce dell’eroismo, sarebbe stata per loro una stella guida. Le opere esposte provengono dal Lithuanian National Museum of Art e sono inserite nel percorso museale di Castel Sant’Angelo dedicato alla tradizione della Girandola, con il quale entrano in dialogo. I dipinti evidenziano infatti lo sguardo che l’artista lituano rivolse a Roma nel corso del suo soggiorno italiano, dove immortalò le vestigia capitoline come il Colosseo, e uno degli eventi più celebri della vita cittadina romana: la Girandola di Castel Sant’Angelo. Organizzata ogni anno il 29 giugno in onore dei Santi Pietro e Paolo, lo spettacolo pirotecnico – fin dall’epoca rinascimentale – ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Castel Sant’Angelo viene dipinto da Ruseckas da un punto di osservazione situato presso lo scomparso Porto Leonino, costruito da Papa Leone XII nel 1827 sulla riva destra del Tevere, nei pressi del Vaticano. L’effetto è così vivido da far percepire non solo le fontane di fuoco che si innalzano dal castello nel cielo notturno di Roma, ma quasi anche il fragore dei fuochi d’artificio che accompagna lo spettacolo.
Sinestesie dal Mondo

Al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali un nuovo percorso museale inclusivo e accessibile dedicato alla musica dei cinque continenti Ci sono molti modi per ascoltare, suonare, toccare, raccontare e percepire la musica. È da questa pluralità di esperienze che nasce Sinestesie dal Mondo, il nuovo percorso inclusivo e accessibile aperto al pubblico il 30 gennaio 2026 presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, diretto da Sonia Martone e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidato da Luca Mercuri. Il nuovo allestimento propone un modo diverso di attraversare il museo: non solo osservare gli strumenti, ma ascoltarli, percepirli, esplorarli attraverso più sensi, riconoscendo che la musica può essere compresa e vissuta secondo modalità differenti, personali, inclusive. Il progetto è il risultato di un approccio interdisciplinare che mette in dialogo musica, musicologia e organologia con arte, tecnologia e linguaggi multimediali, dando forma a un insieme di installazioni immersive e interattive. Al centro di questo dialogo è il concetto di sinestesia, intesa come possibilità di attivare più canali percettivi – sonori, visivi, tattili – per potenziare l’accessibilità dei contenuti museali e ampliare l’esperienza di visita. La sinestesia, fenomeno sensoriale-percettivo in cui uno stimolo ne evoca un altro di natura diversa, diventa qui uno strumento narrativo e conoscitivo: un modo per raccontare strumenti, suoni e contesti culturali coinvolgendo pubblici con differenti modalità percettive, riducendo barriere fisiche e cognitive e, allo stesso tempo, stimolando la curiosità di chi si avvicina per la prima volta a un museo musicale. Le nuove sale al piano terra sono dedicate agli strumenti musicali dei cinque continenti, con un’attenzione particolare all’Italia. Il percorso è scandito da aree tematiche che offrono momenti di approfondimento sonoro, tattile e visivo, e consentono di accedere a contenuti descrittivi e accessibili anche in lingua dei segni, tramite QR code o attraverso il sito web del Museo. Il progetto, curato dalla Direttrice Sonia Martone, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Dipartimento di Lettere e Culture Moderne de La Sapienza Università di Roma, del Dipartimento di Studi Orientali dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e della Faculty of Cultural Studies della Kyoto Sangyō University. Un dialogo internazionale che trova espressione anche nella sezione dedicata al water drumming, interpretato da rappresentanti delle comunità Baka del Camerun, della Repubblica Centrafricana e del Congo, che attraverso Global Music Exchange hanno trasformato un gesto tradizionale in un potente messaggio performativo. Un contributo fondamentale è venuto inoltre da professionisti esperti nei percorsi di accessibilità e dai referenti della Commissione Cultura dell’Unione Italiana dei Ciechi, che hanno collaborato alla realizzazione dei contenuti tattili e sonori. L’AES – Accademia Europea Sordi e la Cooperativa Sociale CREI hanno fornito un apporto prezioso per la sezione dedicata alla lingua dei segni, insieme a partner di rilievo internazionale come il National Theatre of the Deaf e la Gallaudet University, unica università al mondo interamente dedicata alla formazione delle persone sorde. Il nuovo percorso si innesta nella lunga storia del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, inaugurato nel 1974 e sviluppatosi a partire dalla collezione acquistata dallo Stato nel 1949 dal tenore Evan Gorga (1865–1957). Nel tempo, il patrimonio si è arricchito grazie a trasferimenti da altri musei statali, acquisti, donazioni e importanti comodati, consentendo di ripercorrere la storia della musica dagli strumenti del mondo antico greco e romano fino alla contemporaneità, dalle tradizioni popolari e colte a quelle religiose e militari, fino alle culture musicali extraeuropee. Tra le acquisizioni più recenti e simboliche figurano la bandura donata dal Ministero della Cultura e delle Comunicazioni Strategiche dell’Ucraina, cinque strumenti donati dall’Ambasciata del Giappone in Italia, il violino wixarica donato dall’Ambasciata del Messico con la Fondazione Hermes Music, il nay donato da docenti e studenti di Ca’ Foscari e la fisarmonica donata dalle sorelle Pascucci. Al secondo piano, dalla collezione di bassi elettrici di Pablo Echaurren nasce la sezione “There Let Be Bass”, un gioco di parole che trasforma il celebre “Let there be light” in un omaggio alla creatività e all’energia del basso elettrico, strumento rivoluzionato negli anni Cinquanta da Leo Fender. Grazie alla collaborazione con RAI Teche, la sezione dedicata all’Italia si arricchisce di un filmato della regista Giulia Randazzo, realizzato con materiali d’archivio degli anni Sessanta e Ottanta, che restituiscono un patrimonio prezioso di testimonianze orali e musicali legate alla vita quotidiana, al lavoro e alle feste tradizionali. Di particolare suggestione è anche la sezione dedicata al mandolino, che conduce il visitatore all’interno del laboratorio del liutaio: un’esperienza immersiva in cui è possibile percepire suoni e vibrazioni, smontare e rimontare lo strumento e ammirare alcuni dei circa cento esemplari conservati dal Museo. Infine, al piano superiore, “Risonanze Cinema” inaugura un nuovo percorso trasversale che esplora il dialogo tra musica, cinema e arti, reso possibile dalla collaborazione con la Direzione Generale Cinema, la Direzione Generale Spettacolo e il Centro Sperimentale di Cinematografia. La prima installazione, Parlami d’amore Mariù, è dedicata al celebre film Gli uomini, che mascalzoni… (1932) di Mario Camerini e al pianoforte a cilindro conservato nelle collezioni del Museo. Comunicato stampa