Eventi di maggio a Casa Pasolini

Giovedì 7 maggio Online il quarto episodio del videopodcast Casa Pasolini Prosegue CASA PASOLINI, il videopodcast ufficiale del museo inaugurato nella prima residenza romana a Rebibbia di Pier Paolo Pasolini. Promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo, il progetto è a cura di Antonio Valerio Spera e Alba Serino e prodotto da Blue Mirror Production nell’ambito del progetto didattico di Passo Civico ETS. Il podcast proporrà un episodio ogni tre settimane, intrecciando memoria e presente, voci del quartiere, studiosi e artisti. Un viaggio per raccontare Pasolini senza celebrazioni, ma come punto vivo da cui osservare il mondo di oggi. Disponibile in formato audio e video sulle principali piattaforme: Youtube (@casapasolini), Spotify (Casa Pasolini). Domenica 10 maggio, ore 12.00 e 16.00 Visita teatralizzata Pasolini: la voce della madre In occasione della Festa della Mamma, la Casa Pasolini propone una visita teatralizzata che attraversa uno dei legami più profondi e luminosi nella vita di Pier Paolo Pasolini: quello con la madre, Susanna Colussi. Ideato e condotto da Alba Serino insieme all’attore Fernando Coringa, “Pasolini: la voce della madre” diventa in questa occasione un racconto intimo, fatto di parole sussurrate, memorie e presenze che ritornano. Nei testi scelti, la figura materna affiora come radice dello sguardo, rifugio e origine, luogo in cui la poesia si fa corpo e voce. Il percorso prende avvio dalla Casa Museo e si estende nello spazio immediatamente circostante, dove un frammento del quartiere di Rebibbia diventa scena e memoria condivisa. Qui la parola prende spazio tra le case, si posa sui muri, attraversa i gesti, restituendo alla figura della madre una dimensione universale, capace di parlare a ciascuno. È un’esperienza che non si limita a raccontare, ma invita ad ascoltare: un attraversamento raccolto, in cui la presenza materna emerge come filo invisibile che tiene insieme vita e opera, passato e presente. La visita, della durata di circa un’ora, include l’accesso alla Casa Museo e sarà proposta in due turni, alle ore 12:00 e alle ore 16:00. I posti limitati. Per partecipare occorre soltanto prenotare il biglietto gratuito per il museo alle ore 12.00 oppure alle ore 16.00 sulla piattaforma www.museiitaliani.it e trovarsi di fronte al museo per iniziare la visita all’esterno. Il progetto è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e prodotto da Passo Civico ETS. Domenica 17 maggio, ore 10.00 e ore 12.00 Visita guidata Rebibbia e la Casa Pasolini: un territorio da raccontare La visita guidata nasce per inserire la Casa Museo Pasolini nel contesto urbano e culturale che la circonda, offrendo ai partecipanti uno sguardo più ricco e consapevole sulla storia del territorio. Partendo dall’esterno del museo, esploreremo Rebibbia ricostruendone l’evoluzione urbanistica e le trasformazioni sociali. Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici della street art come forma di riqualificazione cittadina, con riferimenti ad artisti di fama internazionale come Blu, e con una passeggiata nei pressi delle zone rese celebri da Zerocalcare: proprio lì dove compare il suo iconico “mammut” … che, come scopriremo insieme, mammut non è davvero. La visita si concluderà all’interno della Casa Museo Pasolini, il cuore dell’esperienza, che potrà essere così apprezzato ancora di più grazie al quadro storico e territoriale appena condiviso. La visita ha la durata di un’ora e un quarto ed è a titolo gratuito per un massimo di 15 partecipanti per turno. Per partecipare occorre soltanto prenotare il biglietto gratuito per il museo alle ore 10.00 oppure alle ore 12.00 e trovarsi di fronte al museo per iniziare la visita all’esterno. La visita guidata è promossa dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposta da Passo Civico Comitato per Roma ETS a cura di Alba Serino. Domenica 17 maggio, ore 15.30-17.30 Sesto incontro del gruppo di lettura PPP – pagine di Pasolini Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise. A chi si rivolge? Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini. Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale. Questo sesto incontro sarà dedicato a “Petrolio”. L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa). Il gruppo di lettura, a cura di Chiara Mazza, è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini. Giovedì 28 maggio Online il quinto episodio del videopodcast Casa Pasolini Prosegue CASA PASOLINI, il videopodcast ufficiale del museo inaugurato nella prima residenza romana a Rebibbia di Pier Paolo Pasolini. Promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo, il progetto è a cura di Antonio Valerio Spera e Alba Serino e prodotto da Blue Mirror Production nell’ambito del progetto didattico di Passo Civico ETS. Il podcast proporrà un episodio ogni tre settimane, intrecciando memoria e presente, voci del quartiere, studiosi e artisti. Un viaggio per raccontare Pasolini senza celebrazioni, ma come punto vivo da cui osservare il mondo di oggi. Disponibile in formato audio e video sulle principali piattaforme: Youtube (@casapasolini), Spotify (Casa Pasolini).
Visite guidate al Pantheon – maggio 2026

Per il mese di maggio il Pantheon propone al pubblico un ricco calendari di visite guidate: 1 maggio ore 11:00 – Festa dei LavoratoriPasseggiando nella Rotonda visita guidata a cura di Chiara Federica Pinto 1 maggio ore 16:00 – Festa dei LavoratoriItinerario artistico-teologico della Via Crucis e degli arredi sacrivisita guidata a cura di Annalisa Mucerino 2 maggio ore 11:00Passeggiando nella Rotonda (in lingua inglese)visita guidata a cura di Manuel Ruta Florio 9 maggio ore 11:00Passeggiando nella Rotonda (in lingua spagnola)visita guidata a cura di Manuel Ruta Florio 10 maggio ore 12:00 – Festa della mammaPasseggiando nella Rotondavisita guidata a cura di Fernando Pace 10 maggio ore 16:00 – Festa della mammaIl Pantheon spiegato ai bambini visita guidata a cura di Laura Piazza 16 maggio ore 11:00Passeggiando nella Rotonda visita a cura di Annalisa Mucerino 17 maggio ore 12:00Passeggiando nella Rotondavisita guidata a cura di Fernando Pace 22 maggio ore 16:00Passeggiando nella Rotonda (in lingua inglese)visita guidata a cura di Laura Piazza 23 maggio ore 14:00Visita guidata per persone con disabilità visivavisita guidata a cura di Laura Piazza e Annalisa Mucerino 24 maggio ore 17:00Visita guidata per persone con disabilità visivavisita guidata a cura di Manuel Ruta Florio 25 maggio ore 11:00Passeggiando nella Rotondavisita guidata a cura di Fernando Pace 30 maggio ore 11:00Passeggiando nella Rotonda visita guidata a cura di Chiara Federica Pinto Le visite, gratuite e associate al costo del solo biglietto d’ingresso, sono prenotabili al link https://www.museiitaliani.it, previa registrazione sulla piattaforma digitale di acquisto.
#domenicalmuseo – 3 maggio

Domenica 3 maggio torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon(9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30)Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45)Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi.I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini(10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo
1 maggio, Festa dei Lavoratori

Venerdì 1 maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori, i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali saranno aperti al pubblico con i consueti orari e modalità di accesso. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line oppure ritirare i biglietti cartacei presso la biglietteria in sede. Pantheon(9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei presso il totem automatico in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00)È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini(09.00 – 14.00 / ultimo ingresso ore 13.30)Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/1-maggio-2026/
Omaggio a Emilio Pucci

Giornata nazionale del Made in Italy15 aprile – 10 maggio 2026 Omaggio a Emilio Puccia cura di Maria Ciccarella e Francesca Quarantini In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma guidata da Luca Mercuri, espone gli abiti di Emilio Pucci, donati dalla giornalista e scrittrice Nicoletta Pietravalle nel 2013 al Museo Boncompagni Ludovisi. La Giornata Nazionale del Made in Italy, istituita nel 2023 e celebrata il 15 aprile, nasce per valorizzare le eccellenze produttive italiane, simbolo di creatività, qualità e innovazione. Le origini della moda italiana contemporanea risalgono al 1951, quando Giovanni Battista Giorgini organizzò a Firenze, nella sua residenza di Villa Torrigiani, la prima sfilata di alta moda italiana. L’evento, che vide protagoniste le migliori sartorie del tempo, ottenne un successo internazionale e grazie alla visione di Giorgini, l’Italia si affermò come alternativa autorevole alla tradizione francese. Tra gli atelier di moda che parteciparono alla sfilata del 1951 e alle successive che si tennero nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, emerge il nome di Emilio Pucci, pioniere di un nuovo linguaggio estetico e primo stilista a trasformare la propria firma in un elemento distintivo del marchio. Nato a Napoli nel 1914 da famiglia nobile fiorentina, Pucci intraprese la carriera nella moda negli anni Quaranta, dopo esperienze come atleta olimpico e aviatore durante la Seconda Guerra Mondiale. Le sue creazioni si distinguono per l’uso di colori vivaci e motivi grafici ispirati al Mediterraneo: forme astratte, onde e figure stilizzate che esaltano una femminilità moderna, dinamica e libera. Innovatore anche sul piano tecnico, fu tra i primi a sperimentare i tessuti stretch, introducendo capi leggeri e confortevoli in contrasto con la rigidità della moda degli anni Cinquanta. Nel corso della sua carriera, Pucci ampliò la propria produzione includendo accessori e oggetti di design, contribuendo alla diffusione di uno stile di vita contemporaneo e accessibile. Significative le sue collaborazioni con la NASA per la missione Apollo 15 e la realizzazione di uniformi per il settore dell’aviazione civile. Dopo la sua scomparsa, nel 1992, la maison è passata sotto la guida della figlia Laudomia Pucci, che ne preserva e rinnova l’eredità. Comunicato stampa
Roberto Ferri. La forza del corpo

Dal 27 aprile al 19 luglio 2026 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen presenta la mostra Roberto Ferri. La forza del corpo, curata da Diletta Branchini. Il progetto espositivo intende tematizzare la questione della rappresentazione visiva del corpo, nei suoi aspetti figurativi, estetici, etici e ideologici, attraverso il confronto tra le opere di Hendrik Christian Andersen, programmaticamente ispirate a un ideale eroico e canonico che voleva farsi normativamente moderno, e i dipinti dell’artista Roberto Ferri (Taranto, 1978), che torna a misurarsi con il problema oggi più che mai attuale e controverso della corporeità, lacerata tra la sopravvivenza di un modello ideale e i segni, o i sogni, inquietanti di una metamorfosi che la minaccia e ne prospetta una dimensione ambigua e spesso oscura. In un’epoca in cui il dibattito sul problema del nostro aspetto corporeo torna ad accendersi cocente, tra istanze diverse e opposte, dalle esaltazioni consumistiche alle censure e i rischi del body shaming, la mostra aspira a sollevare interrogativi che muovono da prospettive complementari, tanto più se possiamo ancora dar credito a Merleau-Ponty, per il quale “il corpo non può essere paragonato all’oggetto fisico, ma piuttosto all’opera d’arte”. Cosa è allora lecito rappresentare del corpo e, soprattutto, quali corpi sono oggi rappresentabili? In quali forme? In quali contesti? E per converso, in che termini il tema del corpo e della nudità ci consente di mettere allo scoperto alcune questioni – anche quelle più imbarazzanti – che toccano da vicino il ruolo della cultura e delle arti visive contemporanee? Il “corpo a corpo” tra le opere di Hendrik Andersen, animate da un’utopia apparentemente anacronica, e la pittura lucidamente visionaria e tempestivamente provocatoria di Roberto Ferri può dunque profilarsi come un’opportunità per fornire a quella riflessione sul destino odierno della rappresentazione della nostra corporeità un’inedita occasione critica, tutt’altro che semplicemente accademica. Il progetto di mostra prevede l’esposizione di un nucleo di opere pittoriche di Roberto Ferri, realizzate nel corso degli ultimi dieci anni, nel salone del piano terreno e nel salone centrale del secondo piano, oltre a una selezione di disegni e studi preparatori dello stesso artista. Si ringrazia Liquid Art System. Inaugurazione 27 aprile dalle ore 17.30 alle ore 19.30 Comunicato stampa
TURBANTI

Dal 23 marzo al 30 aprile 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra fotografica Turbanti. La mostra sarà presentata dall’Onorevole Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati. La mostra è organizzata e sostenuta da Accademia del Lusso e dalla Onlus Modelli si Nasce con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi di Roma Capitale. Ideata e curata dall’artista, stylist e docente Cosmo Muccino Amatulli, con le fotografie di Roberto Autuori, la mostra nasce dall’incontro tra formazione, creatività e inclusione. Racconta storie visive, trasformando l’immagine in uno spazio di espressione e riconoscimento. Cuore dell’esposizione sono i copricapi esclusivi creati in Accademia dagli studenti di Fashion Styling & Communication e indossati dalle modelle e dai modelli dell’Associazione. Le fotografie restituiscono ritratti intensi e profondi, capaci di catturare l’essenza dei giovani protagonisti, la personalità, i punti di forza e le fragilità. “Il turbante – spiega Cosmo Muccino Amatulli – è segno di protezione, forza e autodeterminazione, un elemento simbolico che pone al centro la persona e le sue qualità irripetibili in un percorso che invita a superare stereotipi e semplificazioni. Il titolo della mostra esprime un duplice significato: da un lato i turbanti come simbolo di identità, dall’altro il verbo turbare come sfida alle convenzioni e alle aspettative sociali per generare un nuovo ordine fondato sull’accettazione e sulla valorizzazione delle differenze”. Turbanti diventa così la rappresentazione della capacità di rinnovare lo sguardo e cambiare prospettiva. “In questi anni – commenta Laura Gramigna, direttrice di Accademia del Lusso Roma – abbiamo realizzato tanti progetti con l’Associazione Modelli si Nasce, tra mostre, allestimenti, sfilate e film. Tutte iniziative in cui abbiamo potuto apprezzare la professionalità e l’entusiasmo dei ragazzi coinvolti”. Aggiunge Maria Giuseppina Di Monte, direttrice della Casa Museo Boncompagni Ludovisi: “Siamo felici di ospitare una mostra che coniuga la ricerca estetica con la volontà di rendere protagonisti i ragazzi dell’Associazione Modelli si Nasce e gli studenti dell’Accademia del Lusso, che hanno lavorato insieme con slancio e professionalità al progetto”. Silvia Cento, presidente di Modelli si Nasce, spiega: “Abbiamo fondato Modelli si Nasce con un obiettivo preciso: dare identità e dignità alle persone autistiche. Troppo spesso si parla di autismo in modo generico, dimenticando l’unicità e le peculiarità di ogni persona. Ognuno dei nostri ragazzi ha un quid che merita di emergere: è ciò che Cosmo Muccino Amatulli e Roberto Autuori hanno valorizzato attraverso fotografie artistiche personalizzate. La forza del progetto è stata la collaborazione tra gli studenti di Accademia del Lusso e i nostri modelli. Durante gli shooting si sono incontrati, conosciuti e hanno condiviso momenti di Crescita, Formazione e Arte. Tutto questo è stato possibile grazie alla direttrice di Accademia del Lusso, Laura Gramigna che ancora una volta ha creduto nelle potenzialità dei nostri ragazzi”. L’apertura al pubblico della mostra “Turbanti” è prevista per il 23 marzo 2026 alle 17.00, con un evento inaugurale alla presenza dei promotori, del curatore, degli studenti e dei giovani protagonisti del progetto. Un momento di condivisione che intende sottolineare il valore artistico e sociale dell’iniziativa e rilanciare il tema dell’inclusione come responsabilità collettiva. Comunicato stampa
Fernanda Pessolano. FIABE ITALIANE. Teatro in miniatura

La mostra Fernanda Pessolano. FIABE ITALIANE. Teatro in miniatura, a cura di Fernanda Pessolano e Maria Sole Cardulli espone le opere di Fernanda Pessolano ispirate alla letteratura per ragazzi. I testi che accompagnano la mostra sono di Lorenzo Cantatore, le audioletture di Caterina Acampora. Si tratta di un esercizio immaginativo e narrativo, tra arte e artigianato, che ricostruisce un palcoscenico in miniatura attraverso giochi di scena, oggetti evocativi, boccascena tridimensionali, arredi, quinte e personaggi/marionette di carta fisse e mobili. È una ricerca che recupera la tradizione e l’iconografia del teatro in miniatura e che affonda nell’interazione tra libri e lettura, cartotecnica e giocattoli di carta, gioco e apprendimento. Il dialogo con il luogo che ospita la mostra è particolarmente significativo. Giacomo Manzù, infatti, noto soprattutto come scultore, lavorò anche per il teatro come scenografo, collaborando a produzioni musicali che spaziano da Stravinsky a Petrassi fino a Strauss. Presso il museo sono conservati i bozzetti polimaterici realizzati nell’ambito di questa produzione meno nota, che la mostra consente di riscoprire e approfondire. Mettere in scena la letteratura per l’infanzia, classica e contemporanea, attraverso l’arte del teatro in miniatura diventa così un modo per rinnovarla e restituirle tutta la forza immaginativa del teatro. Un teatro che nasce dal gioco, ma che – come accade nell’esperienza dei bambini – è sempre anche una cosa seria. Il Museo Giacomo Manzù Dedicato allo scultore Giacomo Manzù, il museo, che ospita le opere donate dall’artista allo Stato italiano, fu aperto al pubblico nel 1981. La Raccolta Amici di Manzù fu inizialmente ideata nel 1965 dalla moglie dell’artista, Inge Schabel, affiancata dal Comitato Amici di Manzù (di cui facevano parte, tra gli altri, Cesare Brandi e Alexandre Rosenberg). Il cantiere architettonico ebbe inizio nel 1967, mentre la Raccolta venne inaugurata ufficialmente nel 1969. Il museo, che ha sede nell’edificio voluto da Manzù stesso per la sua Raccolta, si trova sulla via Laurentina, sotto la rocca tufacea su cui sorge Ardea. Conserva un consistente nucleo di opere, tra le quali una novantina di sculture – quasi tutti bronzi, due grandi opere in ebano, una scultura in alabastro e un bassorilievo in stucco – oltre a timbri, medaglie e a una collezione di trecentotrenta opere grafiche, disegni, incisioni, bozzetti teatrali. La ricchezza della collezione consente di apprezzare quella continua rimeditazione formale e contenutistica che caratterizza la produzione di Giacomo Manzù. La maggior parte delle opere riguarda il periodo della maturità del maestro, tra il 1950 e il 1970. Alcuni esemplari degli anni iniziali dell’artista, come il bassorilievo in bronzo Adamo ed Eva del 1929 o il David del 1939, si uniscono ai più noti Cardinali, dalla fine degli anni Cinquanta, e alle famose Crocefissioni, realizzate dal 1939 e proseguite nel dopoguerra. Le Porte di Salisburgo (1958) e di Rotterdam (1968) sono rappresentate da due bozzetti, mentre di quelle di San Pietro (1964) si possono vedere le borchie con i simboli degli animali dorati, il pannello in bronzo della Morte per violenza, che riprende l’iconografia della Morte del partigiano, e uno della Morte di Papa Giovanni. Più recenti creazioni degli anni Ottanta, come il Cestino di frutta, evidente omaggio a Caravaggio, confermano la sempre più raffinata tecnica raggiunta dall’artista. Dal 1954, anno dell’incontro di Giacomo Manzù con Inge Schabel, il tema del pittore e della modella si viene ad intrecciare con l’immagine della donna sua futura moglie e quasi unica musa. Alle grandi sculture degli Amanti, si unisce il tema del gioco e della gioia nella serie di Giulia e Mileto in carrozza, ispirata agli affetti familiari, realizzata dopo la nascita dei due figli. Il Museo Giacomo Manzù assicura la valorizzazione dell’opera di Giacomo Manzù e del territorio di riferimento, in coerenza con la scelta dell’artista dei luoghi dove istituire il museo, nonché dell’arte contemporanea o che dimostri attinenza con l’opera di Giacomo Manzù. È costituito da due grandi sale collegate, che ospitano sezioni tematiche. L’attuale ordinamento risponde all’esigenza di tracciare un percorso unitario articolato in sezioni che illustrano, da una parte, lo sviluppo della personalità dell’artista e, dall’altra, le scelte e gli orientamenti generali della sua produzione. L’artista Fernanda Pessolano, artista, costumista per la danza contemporanea, crea piccole e grandi installazioni con carta o altri materiali accompagnate da azioni site specific. Costruisce teatri in miniatura e burattini, recupera la tradizione del teatrino di carta attraverso il gioco del teatro e piccole narrazioni sceniche, promuove la letteratura e la lettura attraverso manifestazioni culturali, laboratori, spettacoli. La mostra è visitabile fino all’8 giugno 2026 ed è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo o all’abbonamento annuale. Comunicato stampa
Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia

Questo pomeriggio è stata inaugurata a Castel Sant’Angelo, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs la mostra “Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia”, aperta al pubblico fino al 30 giugno 2026. La mostra è frutto di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Cultura italiano che fa capo ad Alessandro Giuli e il Vice-Ministero della Cultura della Repubblica di Cipro guidato da Vasiliki Kassianidou e si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea 2026. Curata da Anastasia Christophilopoulou, l’esposizione è stata realizzata dalla Direzione generale Musei del MiC e dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma insieme al Dipartimento per la Cultura Contemporanea di Cipro, con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni culturali italiane e cipriote. Il percorso espositivo racconta le connessioni storiche e culturali nel Mediterraneo tra Cipro e l’Italia in una prospettiva storica di lungo periodo, con particolare attenzione alla Sicilia e alla Sardegna. Attraverso oggetti e materiali archeologici provenienti da musei italiani e ciprioti, vengono esplorati i processi di scambio culturale, le rotte marittime e la trasmissione delle conoscenze, mettendo in luce dinamiche di interazione che, fin dalle fasi più antiche, all’alba della storia, hanno contribuito a definire l’orizzonte mediterraneo. Cipro, Sicilia, Sardegna e Italia sono presentate come nodi strategici del Mediterraneo, luoghi privilegiati di contatto, nei quali si sviluppano scambi, commerci e forme di circolazione di persone, oggetti e saperi. La mostra riunisce circa 120 oggetti, che guidano il visitatore attraverso temi quali la vita quotidiana, le pratiche funerarie, l’arte, la mobilità, il progresso delle tecnologie e i processi di osmosi culturale. Tra i più rappresentativi, il pendaglio in pietra con figurina a forma di croce dal sito di Souskiou-Laona, a Cipro, la navicella in bronzo rinvenuta a Orroli in Sardegna, i pettini in avorio da Frattesina, in Veneto, il carrello di Bisenzio del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le figurine cruciformi della cultura di Castelluccio e il sigillo in steatite, dalla Sicilia. Particolare attenzione è riservata alla circolazione dei metalli e delle tecnologie, ambito privilegiato per comprendere le relazioni tra i diversi popoli del Mediterraneo. Un rilievo specifico è attribuito al ruolo della metallurgia cipriota e sarda e all’azione svolta da Fenici e Greci nei processi di scambio e trasmissione di modelli culturali. Il percorso è arricchito da installazioni multimediali che integrano il racconto archeologico, offrendo al visitatore la possibilità di esplorare le rotte, i paesaggi costieri e le reti di contatto, restituendo la dimensione dinamica di questo spazio condiviso. Attraverso il racconto delle reti di scambio e delle relazioni tra territori e comunità, la mostra mette in luce il ruolo del Mediterraneo antico come luogo di connessioni, centrale nella costruzione di un orizzonte culturale comune, destinato a contribuire, nel lungo periodo, alla formazione dell’identità europea. Comunicato stampa Foto Emanuele A. Minerva e Agnese Sbaffi © Ministero della Cultura
Sinestesie dal Mondo

Al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali un nuovo percorso museale inclusivo e accessibile dedicato alla musica dei cinque continenti Ci sono molti modi per ascoltare, suonare, toccare, raccontare e percepire la musica. È da questa pluralità di esperienze che nasce Sinestesie dal Mondo, il nuovo percorso inclusivo e accessibile aperto al pubblico il 30 gennaio 2026 presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, diretto da Sonia Martone e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidato da Luca Mercuri. Il nuovo allestimento propone un modo diverso di attraversare il museo: non solo osservare gli strumenti, ma ascoltarli, percepirli, esplorarli attraverso più sensi, riconoscendo che la musica può essere compresa e vissuta secondo modalità differenti, personali, inclusive. Il progetto è il risultato di un approccio interdisciplinare che mette in dialogo musica, musicologia e organologia con arte, tecnologia e linguaggi multimediali, dando forma a un insieme di installazioni immersive e interattive. Al centro di questo dialogo è il concetto di sinestesia, intesa come possibilità di attivare più canali percettivi – sonori, visivi, tattili – per potenziare l’accessibilità dei contenuti museali e ampliare l’esperienza di visita. La sinestesia, fenomeno sensoriale-percettivo in cui uno stimolo ne evoca un altro di natura diversa, diventa qui uno strumento narrativo e conoscitivo: un modo per raccontare strumenti, suoni e contesti culturali coinvolgendo pubblici con differenti modalità percettive, riducendo barriere fisiche e cognitive e, allo stesso tempo, stimolando la curiosità di chi si avvicina per la prima volta a un museo musicale. Le nuove sale al piano terra sono dedicate agli strumenti musicali dei cinque continenti, con un’attenzione particolare all’Italia. Il percorso è scandito da aree tematiche che offrono momenti di approfondimento sonoro, tattile e visivo, e consentono di accedere a contenuti descrittivi e accessibili anche in lingua dei segni, tramite QR code o attraverso il sito web del Museo. Il progetto, curato dalla Direttrice Sonia Martone, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Dipartimento di Lettere e Culture Moderne de La Sapienza Università di Roma, del Dipartimento di Studi Orientali dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e della Faculty of Cultural Studies della Kyoto Sangyō University. Un dialogo internazionale che trova espressione anche nella sezione dedicata al water drumming, interpretato da rappresentanti delle comunità Baka del Camerun, della Repubblica Centrafricana e del Congo, che attraverso Global Music Exchange hanno trasformato un gesto tradizionale in un potente messaggio performativo. Un contributo fondamentale è venuto inoltre da professionisti esperti nei percorsi di accessibilità e dai referenti della Commissione Cultura dell’Unione Italiana dei Ciechi, che hanno collaborato alla realizzazione dei contenuti tattili e sonori. L’AES – Accademia Europea Sordi e la Cooperativa Sociale CREI hanno fornito un apporto prezioso per la sezione dedicata alla lingua dei segni, insieme a partner di rilievo internazionale come il National Theatre of the Deaf e la Gallaudet University, unica università al mondo interamente dedicata alla formazione delle persone sorde. Il nuovo percorso si innesta nella lunga storia del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, inaugurato nel 1974 e sviluppatosi a partire dalla collezione acquistata dallo Stato nel 1949 dal tenore Evan Gorga (1865–1957). Nel tempo, il patrimonio si è arricchito grazie a trasferimenti da altri musei statali, acquisti, donazioni e importanti comodati, consentendo di ripercorrere la storia della musica dagli strumenti del mondo antico greco e romano fino alla contemporaneità, dalle tradizioni popolari e colte a quelle religiose e militari, fino alle culture musicali extraeuropee. Tra le acquisizioni più recenti e simboliche figurano la bandura donata dal Ministero della Cultura e delle Comunicazioni Strategiche dell’Ucraina, cinque strumenti donati dall’Ambasciata del Giappone in Italia, il violino wixarica donato dall’Ambasciata del Messico con la Fondazione Hermes Music, il nay donato da docenti e studenti di Ca’ Foscari e la fisarmonica donata dalle sorelle Pascucci. Al secondo piano, dalla collezione di bassi elettrici di Pablo Echaurren nasce la sezione “There Let Be Bass”, un gioco di parole che trasforma il celebre “Let there be light” in un omaggio alla creatività e all’energia del basso elettrico, strumento rivoluzionato negli anni Cinquanta da Leo Fender. Grazie alla collaborazione con RAI Teche, la sezione dedicata all’Italia si arricchisce di un filmato della regista Giulia Randazzo, realizzato con materiali d’archivio degli anni Sessanta e Ottanta, che restituiscono un patrimonio prezioso di testimonianze orali e musicali legate alla vita quotidiana, al lavoro e alle feste tradizionali. Di particolare suggestione è anche la sezione dedicata al mandolino, che conduce il visitatore all’interno del laboratorio del liutaio: un’esperienza immersiva in cui è possibile percepire suoni e vibrazioni, smontare e rimontare lo strumento e ammirare alcuni dei circa cento esemplari conservati dal Museo. Infine, al piano superiore, “Risonanze Cinema” inaugura un nuovo percorso trasversale che esplora il dialogo tra musica, cinema e arti, reso possibile dalla collaborazione con la Direzione Generale Cinema, la Direzione Generale Spettacolo e il Centro Sperimentale di Cinematografia. La prima installazione, Parlami d’amore Mariù, è dedicata al celebre film Gli uomini, che mascalzoni… (1932) di Mario Camerini e al pianoforte a cilindro conservato nelle collezioni del Museo. Comunicato stampa