Artiste contemporanee a Casa Andersen. Il corpo come dimora

29 settembre 2026 | 22 novembre 2026 Dal 29 settembre al 22 novembre 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la mostra “Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il corpo come dimora”. La mostra, a cura di Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci e Giuseppe Simone Modeo, è stata ideata e organizzata dall’Associazione Ars Nova per la Casa Museo Hendrik Christian Andersen. Villa Hélène, costruita dallo stesso Hendrik Christian Andersen a partire dal 1922, non fu concepita soltanto come dimora e studio, ma come parte di una visione più ampia, legata al progetto di una “città mondiale” nella quale arte, scienza e pensiero potessero concorrere alla costruzione di una società armonica. Anche la sua produzione scultorea riflette questa tensione verso una figura umana ideale, monumentale e universale. È proprio in relazione a questa concezione del corpo che si inserisce il lavoro delle 42 artiste protagoniste della mostra. Al corpo idealizzato e armonico di Andersen si affiancano corpi attraversati dall’esperienza, dalla memoria, dall’identità, dalla vulnerabilità, dal desiderio e dalla trasformazione. Il progetto si inserisce in un più ampio programma di ricerca dedicato alla produzione artistica delle donne nel secondo Novecento e nella contemporaneità che, attraverso un ciclo di mostre e incontri, mette in dialogo generazioni, linguaggi e pratiche differenti e approfondisce le forme della loro presenza nella storia dell’arte recente. Attraversando il piano terra, le sale del primo piano e lo spazio espositivo del secondo, la mostra costruisce una sorta di città temporanea e plurale, nella quale opere, corpi e sguardi entrano in relazione con l’architettura della casa e con la presenza monumentale delle sculture di Andersen. La ricerca di Andersen è profondamente radicata nella centralità del corpo. Le sue sculture, fortemente influenzate dalla tradizione classica e dalla monumentalità michelangiolesca, restituiscono un’immagine ideale e armonica della figura umana. Il corpo diventa misura, equilibrio, tensione verso un ordine superiore e si fa portatore di una visione dell’arte intesa come strumento di elevazione individuale e collettiva. È a partire da questa concezione, insieme estetica e simbolica, che il progetto espositivo mette in relazione il corpo monumentale e ideale di Andersen con pratiche artistiche contemporanee che hanno progressivamente trasformato il corpo in luogo di esperienza, identità, memoria, relazione e confronto. Nel panorama artistico del secondo Novecento e della contemporaneità, il corpo non è più soltanto oggetto di rappresentazione, ma diventa materia, linguaggio ed esperienza. In particolare, molte artiste hanno fatto del corpo uno spazio attraverso cui interrogare la propria presenza nel mondo, le forme dell’identità, la memoria individuale e collettiva, la vulnerabilità e la trasformazione. Le opere selezionate restituiscono la pluralità di queste ricerche attraverso linguaggi e pratiche differenti: pittura, scultura, fotografia, performance, installazione e sperimentazione concettuale. Il corpo emerge così non come immagine unitaria e definitiva, ma come spazio mobile, attraversato da esperienze e significati molteplici. Il progetto espone opere e pratiche di: Renee Adams, Lidia Bachis, Vanessa Beecroft, Barbara Boekelman, Louise Bourgeois, Rosemarie Castoro, Valeria Catania, Giulia Cenci, Valentina De’Mathà, Paola Di Bello, Annalaura di Luggo, Marlene Dumas, Tracey Emin, EVA & ADELE, Esther Ferrer, Leonor Fini, Sylvie Fleury, Maike Freess, Valentine Hugo, Silvia Iorio, Martha Jungwirth, Natalia LL, Catherine Long, Sarah Lucas, Loren MacIver, Eva Marisaldi, Elisabeth Masé, Monica Mazzone, Veronica Montanino, Meret Oppenheim, ORLAN, Gina Pane, Elizabeth Peyton, Loreal Prystaj, Carol Rama, Pipilotti Rist, Miriam Schapiro, Nora Schultz, Kiki Smith, Annegret Soltau, Iv Toshain, Claudia Virginia Vitari. In tutto, 42 artiste e 60 opere esposte all’interno della Casa Museo Hendrik Christian Andersen danno vita a confronti e dialoghi di particolare intensità con la collezione permanente e con gli spazi di Villa Hélène. Se Andersen immaginava una città ideale fondata sull’armonia e sull’ordine, la mostra restituisce una pluralità di sguardi, esperienze e linguaggi, facendo del corpo il punto da cui interrogare il presente e ripensare il rapporto tra individuo, spazio e mondo. Comunicato Stampa Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.
Mondi Sonori. Rassegna al MNSM

Nell’ambito delle attività di valorizzazione promosse dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, diretto da Sonia Martone, presenta dal 12 settembre al 19 dicembre 2026 la seconda edizione di Mondi Sonori, la rassegna dedicata alla musica come esperienza trasversale, capace di intrecciare suono, parola, storia e immaginazione. Un progetto che attraversa mondi culturali e linguaggi diversi con concerti, incontri e spettacoli, con l’ideazione della direttrice del Museo, Sonia Martone. La nuova edizione, con la supervisione artistica di Stefano Saletti, si articola nelle due sezioni Scenari Sonori e Atlanti Sonori – Musica e Parole dalla tradizione al contemporaneo, accomunate dal dialogo tra suono e parola, musica e letteratura, e da un percorso che attraversa la tradizione musicale e teatrale italiana ed europea fino alle espressioni contemporanee. Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si configura sempre più come luogo in cui il patrimonio custodito nelle sue collezioni entra in dialogo con la musica dal vivo, il teatro e la letteratura, mettendo in relazione epoche, linguaggi e stili artistici. Scenari Sonori propone cinque spettacoli e concerti (tutti con inizio alle ore 20) dedicati al rapporto tra testo letterario, scrittura musicale ed esecuzione dal vivo, mettendo in relazione sulla scena la parola degli attori e degli interpreti con la musica. Ad aprire la rassegna, sabato 12 settembre, sarà Massimo Popolizio con Pilato, da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Popolizio dà voce alle pagine dedicate al procuratore romano Ponzio Pilato e al suo incontro a Gerusalemme con Jeshua Hanozri. La narrazione si intreccia al tessuto sonoro creato da Stefano Saletti, all’oud, bouzouki ed electronics, e Barbara Eramo, voce, con composizioni originali e musiche che attingono alla tradizione mediterranea ed ebraico-sefardita. Sabato 26 settembre sarà la volta di Ascanio Celestini con alcuni dei racconti del suo ultimo romanzo Poveri Cristi. Accompagnato per la prima volta da Danilo Blaiotta, pianista e compositore tra i più interessanti talenti italiani. La parola si intreccia alla musica nelle storie di persone e vite ai margini, da sempre al centro della ricerca narrativa di Celestini, mettendo in relazione scrittura, memoria e realtà. Sabato 3 ottobre, Enrico Lo Verso sarà protagonista di Resta diva – Omaggio a Maria Callas, con le musiche di Mirko Lodedo. Lo spettacolo ripercorre la vita della Callas attraverso lo sguardo degli uomini che l’hanno amata e segnata, da Meneghini a Pasolini e Onassis, in un viaggio tra musica, amori, fragilità e successo. Giovedì 29 ottobre arriva Pamela Villoresi con Mitiche donne. Dalle donne del mito alle nostre vite, recital diretto e interpretato dall’attrice. Attraverso le parole delle grandi eroine classiche, da Medea a Fedra, Antigone e Cassandra, lo spettacolo attraversa duemila anni di letteratura interrogando figure e miti sui dilemmi e i passaggi cruciali dell’esistenza femminile. Le musiche sono composte ed eseguite da Stefano Saletti, con Barbara Eramo alla voce. A chiudere Scenari Sonori, sabato 21 novembre, sarà Flo con Brave ragazze, accompagnata alla chitarra da Cristiano Califano. Un lavoro di ricerca e rielaborazione di classici del patrimonio musicale del Sud Italia e di brani dell’area mediterranea e latina tradotti in italiano, scelti soprattutto per il punto di vista femminile delle autrici e delle interpreti che li hanno portati al successo. Accanto agli spettacoli, Atlanti Sonori propone cinque incontri (tutti con inizio alle ore 17.30) dedicati alla conoscenza degli strumenti musicali, alla loro costruzione, alle tecniche esecutive e alla loro storia, mettendoli in relazione con i territori e le culture da cui provengono. Protagonisti saranno: sabato 31 Ottobre Mauro Palmas e Giacomo Verdeu con il liuto cantabile e la Sardegna; domenica 22 Novembre, Nando Citarella con i tamburi a cornice e i rituali vesuviani; sabato 5 dicembre Giuliana De Donno e Gabriella Aiello con l’arpa viggianese e la Basilicata; sabato 12 dicembre Mànu Théron e Damien Toumi/Duo Lavoa Lapo con il canto occitano; sabato 19 dicembre Ettore Castagna con la chitarra battente, la lira e la tradizione della Calabria. Mondi Sonori ospiterà inoltre la XIII edizione del Festival Popolare Italiano, diretto da Stefano Saletti (realizzato all’interno della “Programmazione Puglia Sounds 2026” e con il contributo del Nuovo Imaie) con quattro appuntamenti dedicati alle diverse espressioni della musica popolare e contemporanea, tutti con inizio alle ore 17.30. Sabato 10 ottobre apre Malutempu, il progetto ideato dal polistrumentista e compositore Antonio Olivo, che intreccia tradizione popolare calabrese, suggestioni mediterranee e sensibilità contemporanee. Sabato 17 ottobre sarà la volta di Bronagh Slevin, cantautrice e polistrumentista irlandese, tra voce, violoncello e pianoforte, la cui musica unisce le radici irlandesi alle sonorità mediterranee. Sabato 7 novembre protagonista sarà Maria Mazzotta, una delle voci più riconosciute della world music italiana, con una ricerca che parte dalle tradizioni musicali del Sud Italia e del Mediterraneo per incontrare linguaggi e sonorità contemporanee. Chiude, sabato 14 novembre, La Banda del Sud, orchestra di musica popolare nata nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del Dipartimento per le Attività culturali, che riunisce musicisti, cantori e danzatori provenienti da diverse regioni del Sud Italia. Il progetto, con la direzione artistica di Gigi Di Luca e la direzione musicale di Mario Crispi, proporrà Tracce Mediterranee, in cui tradizione orale e scrittura contemporanea, tra canti di lavoro, invocazioni rituali, danze arcaiche e nuove composizioni, si fondono in una musica fisica, pulsante e profondamente partecipata. Comunicato stampa
Il contemporaneo di Mario Praz

10 ottobre 2026 | ore 19:00 – 23:00 (ultimo ingresso ore 22:00) In occasione della Giornata del Contemporaneo, la Casa Museo Mario Praz propone visite guidate dedicate a un aspetto meno noto della collezione: il rapporto di Mario Praz con l’arte contemporanea. Conosciuto soprattutto come raffinato collezionista di opere e oggetti neoclassici, Praz intrattenne rapporti significativi con alcuni dei principali artisti e critici d’arte del suo tempo. Una parte della raccolta di arte contemporanea, composta prevalentemente da opere donategli da amici — tra cui Fabrizio Clerici, Leonor Fini, Stanislao Lepri, Romano Parmeggiani — è esposta nell’ambiente d’ingresso della casa-museo, quasi a costituire uno spazio autonomo all’interno del percorso. Altre opere, normalmente non visibili al pubblico, sono conservate nei depositi. Tra queste spicca la serie di cinque serigrafie di arte cinetica realizzate per Esso Rivista da Alviani, Carmi, Gaul, Grignani e Lorenzetti, con prefazione di Giulio Carlo Argan, acquistata da Praz negli anni Settanta presso la Galleria Segnapassi di Pesaro. La presenza di queste opere all’interno di una collezione prevalentemente ottocentesca può apparire, a prima vista, inattesa e incongruente; tuttavia, essa sottolinea la curiosità e la libertà del gusto di Praz, capace di riconoscere il valore di alcune tra le più innovative sperimentazioni artistiche del Novecento. Modalità di visita L’ingresso alla casa-museo avviene esclusivamente con visita guidata alle ore 19:00, 20:00, 21:00 e 22:00 (ultimo biglietto e ingresso), per gruppi di massimo 12 persone. È pertanto consigliata la prenotazione. I biglietti possono essere acquistati in sede, presso il totem automatico (abilitato POS) situato all’ingresso, oppure online scaricando l’App “Musei Italiani” (disponibile su App Store o Google Play) o sul sito web https://portale.museiitaliani.it/b2c/#it/buyTicketless/ca3d21d0-7fea-4be1-ad29-b4ee3ba055ea.
Eventi di ottobre al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Nel corso del mese di ottobre le attività del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali proseguono con una ricca programmazione culturale. Il progetto Mondi Sonori affronta l’intersezione “linguistica” tra teatro e musica in due interessanti appuntamenti con Enrico Lo Verso e Pamela Villoresi, rispettivamente il 3 e il 29 ottobre. Sempre all’interno di Mondi Sonori, che si compone di tre sezioni, giunge la tredicesima edizione del Festival popolare italiano: il 10 ottobre con Malutempu in concerto ed il 17 ottobre con Bronagh Slevin. Restando all’interno dei linguaggi musicali del mondo, sono previsti altri due appuntamenti della rassegna Voci, gesti e strumenti musicali del mondo in collaborazione con ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente). L’incontro di domenica 11 ottobre è incentrato sul mandolino e sull’impiego dello strumento nel repertorio classico. L’appuntamento del 18 ottobre si basa sul “Meticciato sonoro” derivante dalle migrazioni umane che determinano scontri-incontri da cui scaturiscono sonorità inconsuete in un concerto dove suoneranno assieme due strumenti asiatici, uno strumento africano ed uno europeo (Sho, Tabla, Oud e Tromba). La proposta classica del Museo è molto interessante e spazia nelle proposte e nei repertori. Il 4 ottobre, prima domenica del mese ad ingresso gratuito, è in programma il concerto Sonate per flauto e basso di autori milanesi del XVIII secolo a cura di A.Gi.Mus con i Maestri Enrico Casularo e Andrea Coen. I Solisti di Toscana presentano l’8 ottobre uno spettacolo di musica e danza inclusiva con musiche di Piazzolla, Morricone, Rota e Molinelli, eseguite al bandoneon da Giancarlo Paena. Si rinnova l’appuntamento con gli Itinerari cameristici, a cura del Maestro Marco Grisanti, che stavolta propone un repertorio francese a cavallo tra ‘800 e primi ‘900 per pianoforte e due flauti, con musiche di Poulenc, Fauré e Debussy. Il 18 ottobre, a cura di A.Gi.Mus, Letizia Michielon esegue le sonate op. 109, 110 e 111 per pianoforte di L.V. Beethoven sullo Steinway del Museo. Il virtuoso Alexis Kossenko presenta il 25 ottobre un concerto dal corposissimo repertorio, variando tra diversi modelli di flauti storici. Chiude il mese, infine, il primo appuntamento di Atlanti sonori: cinque incontri dedicati alla conoscenza degli strumenti musicali, alla loro costruzione, alle tecniche esecutive e alla loro storia, in relazione ai territori e alle culture da cui provengono. Si inizia il 31 ottobre con Mauro Palmas e Giacomo Verdeu e il liuto cantabile sardo. MNSMCALENDARIO DI OTTOBRE Sabato 3 ottobre#MondisonoriOre 20:00 Enrico Lo Verso in Resta diva – Omaggio a Maria Callas Domenica 4 ottobre#PrimadomenicalMNSMOre 17:00 Concerto Sonate per flauto di autori milanesi del XVIII secoloa cura di Enrico Casularo e Andrea Coen Giovedì 8 ottobre#GiovedìalMNSMOre 18:00 Concerto – Solisti di Toscana Classica Astor Piazzolla da Roma a Buenos Aires Sabato 10 ottobre#FestivalpopolareitalianoOre 17:30 Festival Popolare Italiano XIII edizione Malutempu in concerto con il polistrumentista e compositore Antonio Olivo Domenica 11 ottobre #DomenicalmuseoOre 10:00 Visita guidata Mille strumenti, duemila anni di storiaOre 11:30 Voci, gesti e strumenti musicali del mondo: Ripensare il mandolino. Tradizione, stereotipi e nuovi repertori. In collaborazione con ISMEO.Ore 17:00 Concerto – Itinerari Cameristici: Due pianisti e due flautisti per la Francia fin de siècle, a cura di Marco Grisanti Sabato 17 ottobre#FestivalpopolareitalianoOre 17:30 Festival Popolare Italiano XIII edizione – Bronagh Slevin, polistrumentista irlandese. Domenica 18 ottobre#DomenicalmuseoOre 10:00 Visita guidata Mille strumenti, duemila anni di storiaOre 11:30 Voci, gesti e strumenti musicali del mondo: Pentaktē , canti da rive lontane (Eurasia)Ore 17:00 Concerto Letizia Michielon esegue al pianoforte le sonate 109,110 e111 di L. V. Beethoven. In collaborazione con A.Gi.Mus Domenica 25 ottobre#DomenicalmuseoOre 11:00 – Concerto: Il flauto attraverso i secoli, con Alexis Kossenko Giovedì 29 ottobre#MondisonoriOre 20:00 Pamela Villoresi va in scena con Mitiche donne Sabato 31 ottobre#MondisonoriOre 17:30 Concerto con Mauro Palmas e Giacomo Verdeu: Il liuto cantabile e la Sardegna Prenotazione consigliata – ingresso fino ad esaurimento dei posti disponibili: 06 7014796, dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it Scarica il programma
Ottobre, Mese internazionale di sensibilizzazione sui tumori del seno. Ingresso gratuito al museo per i donatori Komen

Nel corso di ottobre, Mese internazionale della sensibilizzazione sui tumori del seno, con una donazione a sostegno dei progetti per la salute femminile di Komen Italia è possibile entrare gratuitamente in numerosi musei e luoghi della cultura statali diffusi su tutto il territorio nazionale, tra cui i seguenti musei del nostro istituto: Castel Sant’Angelo Pantheon Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Per l’ingresso gratuito in questi musei è sufficiente presentare la ricevuta rilasciata da Komen Italia comprovante l’effettuata donazione. Nell’ambito della campagna promossa dal Ministero della Cultura e Komen Italia per promuovere la tutela della salute femminile riscoprendo al contempo i luoghi della cultura italiani, Castel Sant’Angelo, il Pantheon e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si sono illuminati di rosa il 29 e il 30 settembre, in una staffetta ideale che sta attraversando tutto il territorio nazionale. Per maggiori informazioni: www.prevenzione.komen.it
Eventi di ottobre a Casa Pasolini

Domenica 4 ottobre, ore 15.30-17.30Nono incontro del gruppo di lettura “PPP- pagine di Pasolini” (Lettere Luterane) Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise.A chi si rivolge? Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini. Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale.Questo nono incontro sarà dedicato a “Lettere Luterane”. L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it.L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa).Il gruppo di lettura, a cura di Chiara Mazza, è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini. Sabato 10 ottobre, ore 15.30Tavola rotonda “IL CORAGGIO DI OSARE. Pasolini e le sfide del cinema italiano contemporaneo” A partire dallo sguardo di Pasolini, una riflessione sulla libertà di fare cinema oggi: un cinema personale, capace di rischiare e di cercare nuove strade.Quale spazio hanno autori e registi nell’attuale sistema cinematografico? Come si può coltivare uno sguardo originale e coraggioso tra logiche produttive, piattaforme e nuovi modelli di fruizione?Dal documentario alla finzione, un confronto sul cinema italiano di oggi e sulla possibilità di continuare a osare. Intervengono:Alessandro Greco (produttore)Maria Iovine (regista e montatrice)Daniela Ceselli (sceneggiatrice)Samuele Sestieri (regista)Federico Francioni (regista) Saluti istituzionali: Matilde Amaturo (referente Casa Pasolini)Introduce: Alba Serino (Passo Civico ETS)Modera: Antonio Valerio Spera (Passo Civico ETS) La tavola rotonda sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube di Casa Pasolini (@casapasolini) ed è aperta al pubblico in presenza- fino a esaurimento posti – con prenotazione obbligatoria scrivendo a cultura@passocivico.org.L’evento è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e a cura di Antonio Valerio Spera per Passo Civico ETS. Domenica 11 ottobre, ore 11.00Roma Tre Orchestra, Concerto raccontato J. S. BachSuite per violoncello solo n. 2 in re minore BWV 1008 (versione per viola)Suite per violoncello solo n. 4 in mi bemolle maggiore BWV 1010 Lorenzo Rundo, violaAlessandro Guaitolini, violoncello Le sei Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach rappresentano uno dei vertici assoluti della musica occidentale: pagine senza tempo, tra le più amate ed eseguite dell’intero repertorio bachiano.Autore profondamente caro a Pier Paolo Pasolini, Bach attraversa come una presenza costante il suo universo poetico e cinematografico, diventando voce interiore, memoria e tensione spirituale.In questo concerto, Lorenzo Rundo e Alessandro Guaitolini propongono un percorso d’ascolto originale e suggestivo: le Suites prendono vita in una doppia dimensione sonora, attraverso il timbro intimo della viola e quello profondo del violoncello, in un dialogo che rinnova la percezione di questo capolavoro.Ne nasce un’esperienza musicale intensa e raccolta, capace di unire fedeltà alla tradizione e ricerca interpretativa, restituendo alle Suites una luce nuova — forse proprio quella che Pasolini avrebbe saputo immaginare. Il concerto sarà trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube di Casa Pasolini (@casapasolini) ed è aperto al pubblico in presenza – fino a esaurimento posti – con prenotazione obbligatoria scrivendo a cultura@passocivico.org.L’evento promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo è a cura di Valerio Vicari e proposto da Roma Tre Orchestra in collaborazione con Passo Civico ETS. Sabato 17 ottobre, ore 16.00 “Ciak si gioca!” laboratorio didattico per bambiniE se per un’ora poteste guardare il mondo con gli occhi di un regista?“Ciak si gioca!” è un laboratorio pensato per bambini dai 6 ai 10 anni e i loro accompagnatori, per scoprire in modo divertente come si costruisce una storia attraverso immagini, inquadrature e parole.Attraverso giochi e piccole attività creative, i partecipanti sperimenteranno alcuni concetti base del linguaggio cinematografico: cosa scegliere di mostrare, da quale punto di vista, come un’inquadratura può cambiare il significato di una scena e come immagini e parole possono aiutare a raccontare una storia.Niente lezioni frontali e niente tecnicismi: si lavorerà insieme, giocando con fotografie, immagini, parole e brevi scenette, fino a costruire e mettere in scena una piccola storia.Un laboratorio per allenare sguardo, fantasia e capacità di raccontare, proprio come fanno i registi… ma giocando!L’attività è promossa dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposta da Passo Civico Comitato per Roma ETS a cura di Alba Serino. Durata: 1 oraEtà: 6–10 anniPosti disponibili: massimo 16 partecipanti tra bambini e adulti(è obbligatoria la presenza di 1 adulto ogni 2 bambini)Costo: gratuito Come partecipare:Per iscriversi scrivere a cultura@passocivico.org, indicando nell’oggetto “Laboratorio didattico” e specificando nome e cognome dei bambini e dell’adulto accompagnatore. Domenica 18 ottobre, ore 10.00 e ore 12.00, Visita guidata “Rebibbia e la Casa Pasolini: un territorio da raccontare”La visita guidata nasce per inserire la Casa Museo Pasolini nel contesto urbano e culturale che la circonda, offrendo ai partecipanti uno sguardo più ricco e consapevole sulla storia del territorio. Partendo dall’esterno del museo, esploreremo Rebibbia ricostruendone l’evoluzione urbanistica e le trasformazioni sociali.Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici della street art come forma di riqualificazione cittadina, con riferimenti ad artisti di fama internazionale come Blu, e con una passeggiata nei pressi delle zone rese celebri da Zerocalcare: proprio lì dove compare il suo iconico “mammut” … che, come scopriremo insieme, mammut non è davvero.La visita si concluderà all’interno della Casa Museo Pasolini, il cuore dell’esperienza, che potrà essere così apprezzato ancora di più grazie al quadro storico e territoriale appena condiviso. La visita ha la durata di un’ora
I lunedì di Castello 2026. Dal 3 agosto aperture straordinarie a Castel Sant’Angelo ogni primo lunedì del mese

Dal 3 agosto 2026 tornano le aperture straordinarie a Castel Sant’Angelo ogni primo lunedì del mese. Fino alla fine dell’anno Castel Sant’Angelo propone l’iniziativa I lunedì di Castello: ogni primo lunedì pomeriggio del mese, in quella che è normalmente la giornata di chiusura settimanale, il monumento sarà eccezionalmente aperto al pubblico dalle ore 14.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00), alla tariffa speciale di 5 euro. I biglietti sono acquistabili esclusivamente in biglietteria e non sono previste prenotazioni. Non sono ammessi gruppi. Un’occasione speciale per cittadini e turisti per visitare il Castello in un momento inedito della settimana, con la possibilità di vivere gli spazi monumentali in una diversa atmosfera e con maggiore tranquillità. https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2025/10/Angelo-Montelupo-3.mp4
Ercolano. L’arte di vivere

La mostra è prorogata fino al 1 novembre 2026. Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell’antica città preservata dall’eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant’Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L’arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della città vesuviana, fermata per sempre dall’eruzione del Vesuvio. L’esposizione è a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant’Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L’esperienza della mostra Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antichità, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall’alimentazione alla vita quotidiana dell’antica Ercolano, ed è arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra. Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una «camera delle meraviglie» ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualità della vita nell’antica città alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l’obiettivo non è soltanto esporre, ma suscitare stupore. Il visitatore entra quindi nel cuore dell’evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all’eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell’immaginario del vulcano nell’Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attirò a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa. Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la città viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti più sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall’eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell’intimità della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici – cereali e legumi restituiti dagli scavi – documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi. Il racconto prosegue con il vino, tra le attività economiche più floride della Campania antica – Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini più rinomati del suo tempo – e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilità e dell’ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell’alimentazione antica – ientaculum, prandium e cena – tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l’oggetto forse più peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevità della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio. La scelta di Castel Sant’Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma – da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo – offre l’occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacità di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investì Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attività lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico. «Con questa iniziativa – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e curatore della mostra – Castel Sant’Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualità, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant’Angelo è motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realtà di straordinario valore e propone ai visitatori un’esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre più ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.» «Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una città romana – commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali e curatore della mostra –. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall’eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d’uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attività, le abitudini alimentari e le forme della convivialità dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della
Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas

Fino al 22 novembre 2026 l’appartamento del Castellano a Castel Sant’Angelo ospita la mostra “Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas”. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con il Lithuanian National Museum of Art, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Anno culturale Lituania–Italia 2026 e sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026. L’iniziativa intende valorizzare i rapporti culturali tra Italia e Lituania, offrendo una nuova chiave di lettura della storia di Castel Sant’Angelo e di Roma, nonché del fascino che il monumento e la città hanno esercitato sugli artisti europei nel corso dei secoli. La mostra presenta una selezione di dipinti di Kanutas Ruseckas, uno dei più importanti artisti lituani del XIX secolo e uno dei principali rappresentanti della pittura romantica. Ruseckas fu tra i fondatori della comunità di artisti lituani e polacchi residenti a Roma. Egli credeva che questa terra, cinta dagli allori della gloria passata e segnata dalle tracce dell’eroismo, sarebbe stata per loro una stella guida. Le opere esposte provengono dal Lithuanian National Museum of Art e sono inserite nel percorso museale di Castel Sant’Angelo dedicato alla tradizione della Girandola, con il quale entrano in dialogo. I dipinti evidenziano infatti lo sguardo che l’artista lituano rivolse a Roma nel corso del suo soggiorno italiano, dove immortalò le vestigia capitoline come il Colosseo, e uno degli eventi più celebri della vita cittadina romana: la Girandola di Castel Sant’Angelo. Organizzata ogni anno il 29 giugno in onore dei Santi Pietro e Paolo, lo spettacolo pirotecnico – fin dall’epoca rinascimentale – ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Castel Sant’Angelo viene dipinto da Ruseckas da un punto di osservazione situato presso lo scomparso Porto Leonino, costruito da Papa Leone XII nel 1827 sulla riva destra del Tevere, nei pressi del Vaticano. L’effetto è così vivido da far percepire non solo le fontane di fuoco che si innalzano dal castello nel cielo notturno di Roma, ma quasi anche il fragore dei fuochi d’artificio che accompagna lo spettacolo.
PANOPLIӔ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo inaugura la mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere e riapre le Sale Farnesiane Dal 20 giugno 2026 Castel Sant’Angelo presenta due importanti novità nel percorso di visita: l’apertura della mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo, dedicata alle collezioni di armi storiche del museo, e la riapertura al pubblico delle Sale Farnesiane, con un nuovo allestimento che ricrea l’atmosfera e le funzioni di un appartamento papale rinascimentale. La mostra: Panopliæ. Armi, ingegno e potere La mostra, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’istituto, e di Mario Scalini, studioso di armi antiche e già dirigente del Ministero della Cultura, nasce per riportare alla luce un importante patrimonio conservato per lungo tempo nei depositi del museo. Dopo un’ampia campagna di ricognizione, studio e restauro, una prima selezione delle armi storiche del museo è ora nuovamente a disposizione del pubblico. Il ritorno delle armi è anche un ritorno a casa: in occasione di Panopliæ, infatti, le armi tornano negli ambienti che furono allestiti come Armeria agli esordi del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, restituendo a questi spazi una funzione profondamente legata alla storia del Castello e delle sue collezioni. Nato come mausoleo dell’imperatore Adriano e trasformato nei secoli in fortezza, residenza papale, prigione di Stato e presidio militare per poi diventare Museo Nazionale nel 1925, Castel Sant’Angelo è il luogo ideale per accogliere questo racconto. Le collezioni si sono formate nel corso del Novecento attraverso acquisizioni, donazioni e trasferimenti da altri istituti. Tra gli apporti più significativi figurano la raccolta del collezionista Umberto Zanvettori, acquisita nel 1927, i pezzi provenienti dal conoscitore Remo Fedi negli anni Trenta e Quaranta del Novecento e numerosi manufatti giunti da Palazzo Venezia, dal Bargello, dal Museo Artistico Industriale di Roma e da Capodimonte. Il percorso espositivo si snoda in sei sale e attraversa oltre un millennio di storia, proponendo una lettura per temi ed epoche: il mondo eroico medievale, i grandi committenti del Rinascimento, le corti e le marine del Seicento, la rivoluzione delle armi da fuoco. Tra i pezzi che il visitatore incontrerà lungo il percorso figurano gli elmi corinzi del VI e V secolo a.C., i reperti più antichi esposti; l’elmetto con visiera a ventaglia forse appartenuto a Roberto Sanseverino, condottiero al servizio della Repubblica di Venezia caduto a Calliano nel 1487, presentato accanto a una riproduzione della sua lastra tombale conservata nel Duomo di Trento; una rara Hakenbüchse tedesca del primo Cinquecento, tra le prime armi da fuoco destinate a trasformare le tecniche di guerra; le armature legate alle grandi dinastie italiane, tra cui il corsaletto da barriera del cardinale Odoardo Farnese attribuito al celebre armoraro Pompeo della Cesa e il morione della guardia personale di Pierluigi Farnese. Nella sezione dedicata alla tradizione Medici si segnala, invece, grazie al prestito del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, il ricongiungimento di un petto con la croce di Malta a due pregiate manopole della collezione di Castel Sant’Angelo riconosciute e restaurate come parte di una medesima armatura realizzata per il giovane Giovan Carlo de’ Medici (1611–1663), presentata in dialogo con il suo ritratto proveniente dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi. Non mancano le armi utilizzate dalle milizie pontificie, quelle riferibili alla tradizione milanese, napoletana e veneziana, fino alla scatola del revolver donato nel 1864 a Giuseppe Garibaldi dalla scrittrice Caroline Giffard Phillipson, testimonianza dell’ammirazione che la figura di Garibaldi suscitava nel mondo anglosassone. «Panopliæ – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – nasce dalla volontà di restituire a Castel Sant’Angelo una delle funzioni che ne hanno caratterizzato la storia museale: le armi tornano infatti negli spazi dell’Armeria, riallacciando il legame tra le collezioni e il monumento che le ospita. La mostra è il risultato di un importante lavoro di studio, ricerca e restauro delle raccolte conservate nei depositi, oggi nuovamente accessibili al pubblico. Castel Sant’Angelo, fortezza e presidio militare al centro di vicende cruciali come il Sacco di Roma del 1527, rappresenta il contesto ideale per raccontare il mondo di corti, dinastie e conflitti cui molti degli oggetti esposti rimandano. La riapertura delle Sale Farnesiane completa questo percorso, restituendo ambienti che tornano a raccontare la propria storia attraverso il dialogo tra architetture, arredi e opere d’arte.» I restauri – condotti da Merj Nesi per l’occasione e, precedentemente, da Antonio Mignemi, Nicola Salvioli e Mari Yanagashita – hanno consentito il recupero di nuclei di grande pregio, dei quali è stata ricostruita la provenienza, restituendo alle raccolte di Castel Sant’Angelo un rilievo di assoluto significato anche in un contesto di straordinaria ricchezza quale è Roma. La riapertura delle Sale Farnesiane Contestualmente riaprono al pubblico le Sale Farnesiane, parte dell’appartamento fatto realizzare da papa Paolo III Farnese negli anni Quaranta del Cinquecento. Le sale sono state oggetto di interventi conservativi, di ritinteggiatura e di un nuovo allestimento. Nelle sale di Amore e Psiche e del Perseo che affiancano la sala di maggior rappresentanza – la Sala Paolina – si è voluta rievocare la funzione originaria degli ambienti all’interno dell’appartamento papale. Arredi, dipinti e oggetti d’epoca ricostruiscono l’atmosfera di una residenza rinascimentale, restituendo alle stanze la loro identità storica, concependo gli spazi come period rooms secondo i più moderni criteri museografici. La Sala di Amore e Psiche, tradizionalmente interpretata come camera da letto del pontefice, è oggi allestita come una camera rinascimentale: al centro si trova un grande letto da pompa in noce di manifattura romana con stemma Farnese, affiancato da un inginocchiatoio per la preghiera privata, un leggio, un tabernacolo con crocifisso e una cassettiera in radica di noce. Alle pareti figurano opere di grande pregio come Il Bagno di Dosso Dossi e la Giovane donna con unicorno di Luca Longhi, nella quale molti riconoscono i tratti di Giulia Farnese, la celebre “Giulia la Bella”, sorella di Paolo III. La Sala del Perseo, probabile studiolo privato di Paolo III, è invece dedicata alla dimensione dello studio e della rappresentazione del potere. Una copia del ritratto di Pierluigi Farnese campeggia al centro sopra una