Giornate Europee dell’Archeologia. 12, 13 e 14 giugno 2026

Il 12, 13 e 14 giugno 2026 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento annuale dedicato al patrimonio archeologico promosso dall’Inrap – Institut national de recherches archéologiques préventives sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Le Giornate sono organizzate in Italia dal Ministero della Cultura – Direzione generale Musei e Direzione generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio al fine di sensibilizzare i pubblici e le comunità sui temi della protezione e promozione del patrimonio archeologico nazionale. L’Istituto aderisce all’iniziativa con le seguenti proposte: CASTEL SANT’ANGELO Per info: CASA MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN Per info: CASA PASOLINI Per info: CASA MUSEO MARIO PRAZ Per info: Per saperne di più: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026
Vanessa Noel – Dream Shoes

Dal 5 giugno al 6 settembre 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte (Commissario della mostra) ospita la mostra Vanessa Noel – Dream Shoes. La mostra, a cura di Vanessa Noel, Luca Lo Sicco e Giulia Innocentini, è realizzata in collaborazione con il Noel Shoe Museum di New York e The American University of Rome ed è patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo, dal Dipartimento di Fisica e Chimica, dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e dal Consorzio Interuniversitario per lo sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase. L’esposizione propone una riflessione ampia e suggestiva sulla scarpa intesa non solo come accessorio di moda, ma come autentico oggetto culturale, capace di attraversare epoche, geografie e linguaggi, incarnando identità e visioni creative. La mostra si configura come un racconto stratificato in cui arte, artigianato e memoria prendono corpo negli spazi della Casa Museo Boncompagni Ludovisi intrecciando un dialogo muto e intimo con gli oggetti della collezione valorizzandone aspetti e dettagli. Il percorso espositivo mette in relazione una selezione delle creazioni più emblematiche della designer americana, espressione di oltre quarant’anni di carriera, con una serie di calzature storiche provenienti dalla collezione del Noel Shoe Museum, istituzione fondata dalla stessa Noel con l’intento di preservare, studiare e diffondere la cultura della calzatura nei suoi molteplici aspetti storici, artistici e socio-culturali. Ne emerge una narrazione in cui la scarpa si rivela, di volta in volta, simbolo di autorità e rappresentazione del potere, strumento di emancipazione e libertà, testimonianza di innovazioni tecniche e al contempo oggetto carico di valori estetici, artistici e simbolici. In questo dialogo tra passato e contemporaneità, tra documento storico e creazione artistica, la mostra invita il visitatore a interrogarsi sul significato profondo di un elemento apparentemente quotidiano, che nel corso dei secoli ha contribuito a definire ruoli sociali, appartenenze e immaginari collettivi. “Dimmi quali scarpe indossi e ti dirò chi sei” diventa così non solo una suggestione evocativa, ma una chiave di lettura attraverso cui comprendere la relazione tra individuo e rappresentazione di sé. Dream Shoes vuole valorizzare il design della calzatura focalizzando l’attenzione sul Made in Italy e riconoscendo alla calzatura non solo i suoi aspetti storici e socio-culturali ma un vero statuto di forma d’arte. La mostra si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, con particolare attenzione alle nuove generazioni, proponendo un’esperienza capace di coniugare conoscenza e coinvolgimento, tradizione e contemporaneità. Con questa iniziativa, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi rinnova la propria vocazione a essere luogo di ricerca e valorizzazione dei linguaggi della moda e delle arti applicate, offrendo uno spazio di confronto in cui la dimensione estetica si intreccia con quella storica e culturale. Inaugurazione: 5 giugno ore 11.00-19.30 Comunicato stampa
CAMBELLOTTI. TUTTO DIVENTA FORMA

Dal 20 maggio 2026 riaprono al pubblico a Castel Sant’Angelo le Sale Cambellotti – la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria – decorate da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della Prima Guerra Mondiale. La riapertura di questi ambienti, di straordinaria valenza storico-artistica, coincide con un doppio anniversario: il 150° dalla nascita dell’artista (1876–1960) e il centenario della decorazione. La mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, con la collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli, propone una nuova lettura del percorso formativo dell’artista. L’esposizione mette in dialogo le volte dipinte con una selezione di opere provenienti dall’Archivio – sculture, tempere, disegni, manifesti – affiancate dai tessili appartenuti all’artista, donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro ed esposti al pubblico dopo il loro restauro. «La riapertura delle Sale Cambellotti rappresenta una nuova tappa nel percorso di progressiva restituzione al pubblico di spazi storici di Castel Sant’Angelo, dopo l’apertura dell’Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo» – dichiara Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. «Questo progetto si inserisce inoltre nel lavoro avviato con la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’Alba di un Museo, dedicata alla stagione delle grandi esposizioni retrospettive che contribuirono alla nascita del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia, il cui manifesto era proprio opera di Duilio Cambellotti. Oggi torniamo sull’artista con un progetto volutamente raccolto e costruito in dialogo diretto con le sale da lui decorate, più vicino a un racconto di formazione e di immagini che a una tradizionale mostra monografica. Le stoffe donate da Francesco Tetro, esposte al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, permettono inoltre di entrare nel laboratorio visivo di Cambellotti e di leggere la sua formazione attraverso materiali, suggestioni e geografie che hanno alimentato il suo immaginario decorativo». «Questa mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio» – dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. «La donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l’attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilità sempre più ampie e diversificate, con particolare attenzione all’accessibilità cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l’esperienza del patrimonio culturale anche all’interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi». «La riapertura delle Sale Cambellotti a Castel Sant’Angelo consente di accedere nuovamente ai cicli decorativi realizzati dall’artista. Questa mostra permette di cogliere la continuità tra la dimensione monumentale delle sale e la ricerca più intima e quotidiana che emerge nei disegni, nei progetti e nelle sculture conservati dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. Accanto alle opere, trovano spazio anche gli elementi che hanno alimentato il suo immaginario, come stoffe e ceramiche da lui collezionate, attraverso cui Cambellotti ha costruito un linguaggio unico e riconoscibile, capace ancora oggi di parlare al presente», sottolinea il Comitato scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. UN AUTODIDATTA TRA EPOCHE E GEOGRAFIE Nel 1940 Duilio Cambellotti si definì con sobrietà “un autodidatta”. Figura centrale delle arti decorative in Italia, costruì il proprio linguaggio per assorbimento continuo: dalle ceramiche raccolte a Costantinopoli ai ricami di sete cinesi, fino ai motivi geometrici della moda parigina degli anni Venti. Senza aderire a scuole, attraversò epoche e geografie diverse, traducendo storia e natura in un repertorio di forme essenziali – l’albero, lo scudo, il cavallo – che ricorrono in tutta la sua produzione. Nelle sale di Castel Sant’Angelo questa visione trova la propria sintesi: fronde e cavalli, panoplie e vessilli, drappi e bandiere appartengono al medesimo ordine. Non c’è gerarchia tra natura e guerra: tutto diventa ornamento. I TESSILI, PER LA PRIMA VOLTA ESPOSTI Nella Sala delle Colonne, sotto la corona d’alloro dipinta a trompe-l’œil, i due piani della mostra si incontrano senza sovrapporsi: le opere dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti dialogano con la decorazione della volta, mentre i tessili, tra cui le stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimoniano la ricerca silenziosa da cui quel linguaggio è nato. Sono le tracce di un apprendimento condotto fuori dalle accademie, di un autodidatta che guarda il mondo e lo restituisce trasformato. PAESAGGI SONORI Il percorso espositivo è accompagnato da due composizioni sonore concepite come paesaggi immersivi articolati su piani distinti. Il primo nasce dalla fusione di una texture elettroacustica – ottenuta dal suono del violoncello eseguito in sautillé, con arco leggero e balzato – e di elementi elettronici astratti e armonici. Il secondo è costruito a partire da suoni naturali: bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo, nitriti e sbuffi, trasformati attraverso un riverbero spaziale che restituisce una percezione lontana e immersiva, proveniente da un ambiente ampio e sospeso nel tempo. ACCESSIBILITÀ Tenendo conto delle caratteristiche architettoniche del monumento, che rendono alcuni ambienti di Castel Sant’Angelo non agevolmente accessibili alle persone con difficoltà motoria, l’esposizione sarà visitabile anche attraverso un virtual tour immersivo consultabile sui propri dispositivi. L’attenzione all’accessibilità costituisce inoltre un elemento centrale del progetto espositivo. In collaborazione con Handy Systems Onlus, al percorso visivo della mostra si affiancano i paesaggi sonori, la riproduzione tridimensionale di alcuni elementi decorativi delle sale e la traslitterazione in Braille dei contenuti, con l’obiettivo di restituire al visitatore anche un’esperienza tattile e sonora dell’esposizione. UNA FORMAZIONE, UN’IDENTITÀ La mostra propone Cambellotti come figura esemplare di un’Italia che costruisce la propria identità visiva attraverso l’incontro con l’altro, la pratica delle arti applicate e la tensione costante tra forma e significato. È inserita nel cartellone delle iniziative per la Giornata Nazionale del
ECHI DI PALAZZO. Concerti

Rassegna di spettacoli dal vivo ECHI DI PALAZZOCinque concerti alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi tra storia, musica e memoria 23 maggio – 26 settembre 2026a cura del Centro di Cultura Domus Danae APS Dal 23 maggio al 26 settembre 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita Echi di Palazzo, una rassegna musicale di straordinario prestigio che, attraverso cinque appuntamenti concertistici, accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio sonoro nella storia della famiglia Boncompagni – Ludovisi, dalla seconda metà del Cinquecento fino al Novecento. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale della Casa Museo, trasformandola in uno spazio vivo di incontro tra musica, arti decorative, costume e memoria. Le sale del museo diventeranno così un palcoscenico d’eccezione, capace di restituire al pubblico le atmosfere, i fasti e le suggestioni di una delle più importanti famiglie nobiliari italiane. La rassegna si distingue per l’originalità del suo impianto artistico: strumenti storici quali archi, clavicembalo, flauti, arpa e percussioni dialogheranno con sonorità contemporanee, in particolare quelle del sassofono, in un percorso musicale che attraversa oltre quattro secoli di storia. Un ponte ideale tra passato e presente, tra tradizione e innovazione. Particolare rilievo sarà dedicato alla figura di Wolfgang Amadeus Mozart, legata alla storia della famiglia Boncompagni – Ludovisi e al celebre concerto che il giovane compositore tenne a Roma nel 1770 presso Palazzo Altemps. La rassegna intende inoltre rendere omaggio al mecenatismo del Cardinale Ignazio Gaetano Boncompagni – Ludovisi, protagonista della vita culturale romana del Settecento. Ad arricchire ulteriormente il programma, la presenza di Sandro Cappelletto, autorevole storico della musica, che accompagnerà alcuni concerti con letture e approfondimenti, offrendo al pubblico preziose chiavi di ascolto. Echi di Palazzo rappresenta un progetto di alto valore culturale, capace di coniugareeccellenza artistica, divulgazione e valorizzazione del patrimonio. La Casa Museo Boncompagni Ludovisi non sarà semplice cornice degli eventi, ma protagonista essa stessa di una narrazione che intreccia musica, storia e identità. L’incontro tra i capolavori del repertorio europeo, gli ambienti museali e le arti performative trasformerà ogni concerto in un’esperienza immersiva, restituendo al pubblico il senso profondo della continuità culturale tra le epoche. Una rassegna che conferma la vocazione della Casa Museo quale luogo di interpretazione, reinvenzione e dialogo con il pubblico contemporaneo, nel segno della grande tradizione culturale della famiglia Boncompagni – Ludovisi. Il programma Ad inaugurare la rassegna, in occasione della Notte dei Musei del 23 maggio, sarà il prestigioso Quartetto Guadagnini, una delle formazioni cameristiche più apprezzate a livello internazionale, con un programma dedicato al repertorio del Settecento e dell’Ottocento, con particolare attenzione a Mozart. Il secondo appuntamento, previsto per il 20 giugno, vedrà protagonista il raffinato Duo Nova – Castini (flauto e arpa), con un concerto dedicato alle musiche da ballo del Cinquecento e del Seicento che animavano i ricevimenti nobiliari dell’epoca. L’esecuzione sarà impreziosita dalla partecipazione della Compagnia Italiana di Teatro e Danza, i cui artisti, in abiti storici, sfileranno e danzeranno sulle note delle melodie rinascimentali e barocche. Il 17 luglio il terzo concerto sarà affidato all’eclettico Apeiron Sax Quartet, che proporrà una suggestiva rilettura delle musiche del Settecento e di Mozart attraverso le sonorità moderne del sassofono, in un dialogo originale tra epoche e linguaggi musicali. Il quarto appuntamento (13 settembre) sarà dedicato alla musica contemporanea con il celebre ensemble di percussioni Ars Ludi, insignito del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2022, che guiderà il pubblico nel cuore delle sperimentazioni sonore del Novecento. Il 26 settembre chiuderà la rassegna il coinvolgente Neos Saxophone Ensemble, doppio quartetto di sassofoni che offrirà un ideale compendio dell’intero percorso, dal repertorio settecentesco fino alle espressioni musicali contemporanee. Gli orari degli eventi saranno indicati e diffusi sul sito web dell’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e sui canali social della Casa Museo Boncompagni Ludovisi. Comunicato stampa
Sinestesie dal Mondo

Al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali un nuovo percorso museale inclusivo e accessibile dedicato alla musica dei cinque continenti Ci sono molti modi per ascoltare, suonare, toccare, raccontare e percepire la musica. È da questa pluralità di esperienze che nasce Sinestesie dal Mondo, il nuovo percorso inclusivo e accessibile aperto al pubblico il 30 gennaio 2026 presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, diretto da Sonia Martone e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidato da Luca Mercuri. Il nuovo allestimento propone un modo diverso di attraversare il museo: non solo osservare gli strumenti, ma ascoltarli, percepirli, esplorarli attraverso più sensi, riconoscendo che la musica può essere compresa e vissuta secondo modalità differenti, personali, inclusive. Il progetto è il risultato di un approccio interdisciplinare che mette in dialogo musica, musicologia e organologia con arte, tecnologia e linguaggi multimediali, dando forma a un insieme di installazioni immersive e interattive. Al centro di questo dialogo è il concetto di sinestesia, intesa come possibilità di attivare più canali percettivi – sonori, visivi, tattili – per potenziare l’accessibilità dei contenuti museali e ampliare l’esperienza di visita. La sinestesia, fenomeno sensoriale-percettivo in cui uno stimolo ne evoca un altro di natura diversa, diventa qui uno strumento narrativo e conoscitivo: un modo per raccontare strumenti, suoni e contesti culturali coinvolgendo pubblici con differenti modalità percettive, riducendo barriere fisiche e cognitive e, allo stesso tempo, stimolando la curiosità di chi si avvicina per la prima volta a un museo musicale. Le nuove sale al piano terra sono dedicate agli strumenti musicali dei cinque continenti, con un’attenzione particolare all’Italia. Il percorso è scandito da aree tematiche che offrono momenti di approfondimento sonoro, tattile e visivo, e consentono di accedere a contenuti descrittivi e accessibili anche in lingua dei segni, tramite QR code o attraverso il sito web del Museo. Il progetto, curato dalla Direttrice Sonia Martone, è stato realizzato grazie alla collaborazione del Dipartimento di Lettere e Culture Moderne de La Sapienza Università di Roma, del Dipartimento di Studi Orientali dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e della Faculty of Cultural Studies della Kyoto Sangyō University. Un dialogo internazionale che trova espressione anche nella sezione dedicata al water drumming, interpretato da rappresentanti delle comunità Baka del Camerun, della Repubblica Centrafricana e del Congo, che attraverso Global Music Exchange hanno trasformato un gesto tradizionale in un potente messaggio performativo. Un contributo fondamentale è venuto inoltre da professionisti esperti nei percorsi di accessibilità e dai referenti della Commissione Cultura dell’Unione Italiana dei Ciechi, che hanno collaborato alla realizzazione dei contenuti tattili e sonori. L’AES – Accademia Europea Sordi e la Cooperativa Sociale CREI hanno fornito un apporto prezioso per la sezione dedicata alla lingua dei segni, insieme a partner di rilievo internazionale come il National Theatre of the Deaf e la Gallaudet University, unica università al mondo interamente dedicata alla formazione delle persone sorde. Il nuovo percorso si innesta nella lunga storia del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, inaugurato nel 1974 e sviluppatosi a partire dalla collezione acquistata dallo Stato nel 1949 dal tenore Evan Gorga (1865–1957). Nel tempo, il patrimonio si è arricchito grazie a trasferimenti da altri musei statali, acquisti, donazioni e importanti comodati, consentendo di ripercorrere la storia della musica dagli strumenti del mondo antico greco e romano fino alla contemporaneità, dalle tradizioni popolari e colte a quelle religiose e militari, fino alle culture musicali extraeuropee. Tra le acquisizioni più recenti e simboliche figurano la bandura donata dal Ministero della Cultura e delle Comunicazioni Strategiche dell’Ucraina, cinque strumenti donati dall’Ambasciata del Giappone in Italia, il violino wixarica donato dall’Ambasciata del Messico con la Fondazione Hermes Music, il nay donato da docenti e studenti di Ca’ Foscari e la fisarmonica donata dalle sorelle Pascucci. Al secondo piano, dalla collezione di bassi elettrici di Pablo Echaurren nasce la sezione “There Let Be Bass”, un gioco di parole che trasforma il celebre “Let there be light” in un omaggio alla creatività e all’energia del basso elettrico, strumento rivoluzionato negli anni Cinquanta da Leo Fender. Grazie alla collaborazione con RAI Teche, la sezione dedicata all’Italia si arricchisce di un filmato della regista Giulia Randazzo, realizzato con materiali d’archivio degli anni Sessanta e Ottanta, che restituiscono un patrimonio prezioso di testimonianze orali e musicali legate alla vita quotidiana, al lavoro e alle feste tradizionali. Di particolare suggestione è anche la sezione dedicata al mandolino, che conduce il visitatore all’interno del laboratorio del liutaio: un’esperienza immersiva in cui è possibile percepire suoni e vibrazioni, smontare e rimontare lo strumento e ammirare alcuni dei circa cento esemplari conservati dal Museo. Infine, al piano superiore, “Risonanze Cinema” inaugura un nuovo percorso trasversale che esplora il dialogo tra musica, cinema e arti, reso possibile dalla collaborazione con la Direzione Generale Cinema, la Direzione Generale Spettacolo e il Centro Sperimentale di Cinematografia. La prima installazione, Parlami d’amore Mariù, è dedicata al celebre film Gli uomini, che mascalzoni… (1932) di Mario Camerini e al pianoforte a cilindro conservato nelle collezioni del Museo. Comunicato stampa
Oltre il Pantheon. Un nuovo percorso di visita negli spazi della Basilica di Nettuno

Da martedì 25 novembre sarà possibile vivere una nuova esperienza di visita al Pantheon: apre al pubblico il percorso “Oltre il Pantheon”, che permette di accedere agli ambienti della Basilica di Nettuno, spazi finora quasi sconosciuti che si sviluppano dietro la Rotonda e che, attraverso le loro stratificazioni, restituiscono “in controluce” la storia del monumento dall’età romana fino ai nostri giorni. Questi spazi custodiscono testimonianze significative della storia millenaria del Pantheon e del paesaggio che lo circondava: frammenti marmorei, elementi decorativi, affreschi, architetture liturgiche che, nel corso dei secoli, sono stati via via rimossi dalla Rotonda per far posto a nuovi assetti ed esigenze del culto. Accanto a questi materiali trovano posto i reperti archeologici provenienti soprattutto dagli scavi di isolamento di fine Ottocento, che documentano non solo le trasformazioni del Pantheon, ma anche quelle della Basilica di Nettuno e, in generale, del Campo Marzio. Da questo insieme ricco e stratificato nasce oggi un percorso che affianca ricomposizioni architettoniche, modelli tridimensionali accurati, ricostruzioni digitali e dispositivi immersivi, restituendo una lettura più ampia e articolata della storia del monumento e del suo contesto urbano. Un percorso tra Pantheon romano e Pantheon cristiano L’itinerario si apre con un videomapping immersivo proiettato sulla parete che separa gli ambienti del percorso dalla Rotonda. La “scomposizione” visiva del diaframma murario diventa qui un vero dispositivo narrativo: un gioco di luci e proiezioni quasi cinematografico che ricostruisce con rigore gli “effetti speciali” dell’Oculus, mostrando come il Pantheon fosse concepito come una sorta di grande strumento cosmico. Il pubblico assiste così al viaggio della luce attraverso l’edificio nei momenti più significativi del calendario antico, percependo il monumento nel suo rapporto originario con il tempo, il cielo e il ritmo dell’anno solare. La prima parte del percorso è dedicata al Pantheon degli imperatori e al paesaggio antico che lo circondava. L’uso integrato di modelli tridimensionali, ricostruzioni digitali e materiali provenienti dagli scavi consente di seguire l’evoluzione del tempio nelle sue diverse fasi, di vedere ricomporre la Basilica di Nettuno nelle sue volumetrie originarie e di leggere, attraverso una grande proiezione interattiva, le trasformazioni del Campo Marzio nel corso dei secoli. Un tavolo multimediale accompagna il visitatore nella ricostruzione delle fasi edilizie e delle metamorfosi del complesso monumentale, offrendo al pubblico un’esplorazione attiva dell’evoluzione architettonica del Pantheon. La seconda sezione è dedicata al Pantheon cristiano e si apre con un insieme di opere che restituiscono, con forza evocativa, la storia del tempio dopo la consacrazione del 609. Cuore della sala è la ricostruzione quasi a grandezza reale del ciborio di VIII secolo, con i suoi eleganti pavoni affrontati — simbolo di eternità e rinascita — riportati alla leggibilità grazie a un attento lavoro di studio e ricomposizione. Accanto, un affresco staccato nel corso degli interventi per la realizzazione delle tombe reali rivelano frammenti preziosi della decorazione originaria, mentre la ricostruzione dell’edicola seicentesca, smontata negli anni Sessanta e conservata in frammenti negli ambienti retrostanti, torna oggi nella sua monumentalità: per la prima volta il pubblico può coglierne la forma compiuta e immaginare la presenza dell’icona della Madonna del Pantheon che vi era custodita. Grazie all’installazione di un nuovo ascensore interno, il percorso è oggi accessibile anche alle persone con difficoltà motorie, ampliando la fruibilità degli spazi e garantendo un’esperienza inclusiva. Modalità di visita Le visite al percorso “Oltre il Pantheon” si svolgono tutti i giorni, con esclusione della prima domenica del mese, in gruppi contingentati di massimo 25 persone. Ogni visita ha una durata di 45 minuti. Biglietti individuali Il biglietto individuale comprende: Visita speciale negli spazi della Basilica di Nettuno (45 minuti): 10,00 € (non sono previste riduzioni; unica gratuità ammessa: under 18) Ingresso al Pantheon con fruizione non accompagnata: 5,00 €, con riduzioni e gratuità di legge L’ingresso alla Rotonda avviene attraverso un accesso dedicato posto all’interno degli spazi della Basilica di Nettuno. I biglietti individuali sono acquistabili tramite l’app e la piattaforma Musei Italiani, disponibile per sistemi iOS e Android e tramite il totem dedicato sul posto Informazioni per le guide turistiche Il percorso “Oltre il Pantheon” è organizzato come visita tematica accompagnata a cura dell’Istituto e, nei turni ordinari, non prevede spiegazioni da parte di guide esterne. Slot orari: 08:30, 09:30, 15:30 dal lunedì al venerdì ; 08:30, 09:30 il sabato ; 13.30, 14.30 la domenica Le guide con piccoli gruppi che acquistano i biglietti individuali possono: scegliere di partecipare alla visita speciale insieme ai propri visitatori, purché senza interventi esplicativi durante il percorso; oppure usufruire del proprio ingresso gratuito al Pantheon, accogliendo il gruppo all’interno della Rotonda al termine della visita dedicata alla Basilica di Nettuno. Per le guide turistiche dell’Unione Europea che desiderino condurre il proprio gruppo anche negli spazi della Basilica di Nettuno sono disponibili slot dedicati (08:30, 09:30, 15:30 dal lunedì al venerdì ; 08:30, 09:30 il sabato ; 13.30, 14.30 la domenica) prenotabili telefonicamente al numero 06.39.96.79.50. Il costo per la prenotazione dell’intero turno è di 150,00 euro, ai quali vanno aggiunti i titoli d’ingresso ordinario al Pantheon per la guida (gratuito) e per ciascun partecipante. Gli slot sono riservati a gruppi fino a 25 persone più la guida e devono essere prenotati entro tre giorni dalla data prescelta. Come prenotare Biglietti individuali: tramite app Musei Italiani e totem in sede Slot per guide turistiche esterne: telefono 06.39.96.79.50
Giornate Europee dell’Archeologia. 13,14 e 15 giugno 2025

Il 13, 14 e 15 giugno 2025 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento annuale dedicato al patrimonio archeologico promosso dall’Inrap – Institut national de recherches archéologiques préventives sotto l’egida del Ministero della Cultura francese, con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Le Giornate sono organizzate in Italia dal Ministero della Cultura – Direzione generale Musei e Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio al fine di sensibilizzare i pubblici e le comunità sui temi della protezione e promozione del patrimonio archeologico nazionale. L’Istituto aderisce all’iniziativa con le seguenti proposte: CASTEL SANT’ANGELO Condividere l’Archeologia³ Narrazione, divulgazione, partecipazione Conferenze 13 giugno ore 16.30 e ore 20.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/condividere-larcheologia3-narrazione-divulgazione-partecipazione Apertura serale di Castel Sant’Angelo 13 giugno dalle ore 19.30 alle ore 23.30 (ultimo ingresso e biglietto 22.30) Per info: https://cultura.gov.it/evento/apertura-serale-di-castel-sant-angelo-in-occasione-delle-giornate-europee-dell-archeologia Adriano e i luoghi della memoria Conferenza 15 giugno ore 17.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/adriano-e-i-luoghi-della-memoria CASA MUSEO MARIO PRAZ L’archeologia raffigurata nella collezione di Mario Praz Visita guidate 13 giugno ore 19.00, 20.00, 21.00 e 22.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/larcheologia-raffigurata-nella-collezione-di-mario-praz- CASA MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI Memorie e tracce dell’antico: dagli Horti Sallustiani a Villa Ludovisi Percorso di visita 13, 14 e 15 giugno Per info: https://cultura.gov.it/evento/memorie-e-tracce-dellantico-dagli-horti-sallustiani-a-villa-ludovisi CASA MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN Hendrik C. Andersen e l’antico Visita guidata 13 giugno ore 19.30 Per info: https://cultura.gov.it/evento/hendrik-c-andersen-e-lantico Per saperne di più: https://journees-archeologie.eu/fru-3013/c-2025/lg-it/Italia/le-giornate-dell-archeologia-in-Europa https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2025
A SWINGIN’ CHRISTMAS SMILE ORCHESTRA

8 dicembre 2024 Castel Sant’Angelo, RomaSala Paolina ore 15.00 A SWINGIN’ CHRISTMASSMILE ORCHESTRA Diretta dal M° Catalin Montanaro In occasione delle festività natalizie, Castel Sant’Angelo prosegue il suo impegno nell’integrazione tra arti performative e luoghi di cultura, offrendo esperienze capaci di coinvolgere il pubblico in modo unico e suggestivo. Nel corso degli anni, le sale del Museo hanno ospitato diverse tipologie di musica, spaziando tra generi e stili. Questa volta la protagonista sarà la Smile Orchestra, che proporrà un programma speciale dedicato all’energia e all’eleganza senza tempo delle orchestre swing degli anni ’30. L’ensemble, composto da 19 musicisti, si esibirà sotto la direzione del Maestro Catalin Montanaro. Fondata nel 2016, la Smile Orchestra si è affermata come protagonista di importanti festival internazionali e viene regolarmente invitata a partecipare a prestigiosi eventi istituzionali in tutta Europa. Il concerto sarà registrato e trasmesso online sui canali social della Direzione Musei Nazionali di Roma. L’evento è curato e organizzato da Anna Selvi. In collaborazione con: Siae Il concerto è incluso nel biglietto d’ingresso a Castel Sant’Angelo ed i visitatori potranno accedere alla sala fino ad esaurimento dei posti disponibili. Biglietti acquistabili in loco oppure al seguente link: https://ecm.coopculture.it/index.phpoptioncom_snappviewproductssnappTemplatetemplate3catalogidDC4BA52F-38B6-C624-3EE4-019349DCB9E6langitcartSessionId Gratuità di legge per le persone con disabilità + accompagnatori. Stante la particolare conformazione dei percorsi all’interno di Castel Sant’Angelo, il personale volontario della protezione civile sarà a disposizione per supportare i visitatori con difficoltà motorie.
PROGETTO E OGGETTO: ARCHITETTURA E CULTURA. Modelli di fruizione e accessibilità tra musei storici e contemporanei

Venerdì 6 dicembre alle ore 16.00 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidato dal Prof. Massimo Osanna ospita il seminario Progetto e Oggetto. Architettura e cultura. Modelli di fruizione e accessibilità tra musei storici e contemporanei in collaborazione con lo Studio Jadric Architektur. Mladen Jadric Giulio Carlo Argan intendeva il design come un “metodo per la progettazione sia dell’oggetto che della città” e come componente essenziale per l’integrazione sociale: “l’obiettivo è ridurre il divario tra valore estetico e valore economico che devono essere mantenuti in un’adeguata proporzione qualitativa e quantitativa grazie al metodo di progettazione” vuole essere un focus sul concetto di progettazione collettiva che sta destando sempre più interesse fra gli studiosi poiché progettare è un’attività complessa che implica una collaborazione interdisciplinare e necessita del dialogo sia sul piano teorico che su quello pratico. È stata proprio questa l’esperienza vissuta durante la progettazione del Museo della Fotografia a Seoul: senza l’impegno e la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti non sarebbe stato possibile raggiungere un tale risultato. Il progetto è stato realizzato grazie alla sinergia tra due architetti: Mladen Jadric e Yoon Gun-Ju e i loro rispettivi studi di architettura: Jadric Architektur con sede a Vienna in Austria, e 1990uao con sede a Seoul in Corea del Sud, nonché grazie all’apporto di tutti i professionisti coinvolti in questo progetto: curatori d’arte, grafici, membri dei due gruppi di lavoro. Ognuno ha contribuito con la propria sensibilità e il proprio impegno a beneficio della città di Seoul e della fotografia coreana. La comunicazione ha giocato un ruolo cruciale nella cooperazione interculturale e nella pianificazione. Strategie di comunicazione efficaci come visual communication, storytelling and visual representation hanno permesso di superare le barriere linguistiche e promuovere la comprensione reciproca. Federica Dal Falco La concezione contemporanea dei Musei prevede un’innovativa visione della fruizione inclusiva ed accessibile, dove oltre alla tradizionale acquisizione di conoscenze, la visita può essere estesa a fattori empatici ed esperienziali, anche considerando lo sviluppo delle tecnologie digitali. Avviato nel 2016, nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Design Comunicazione visiva e multimediale della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con la Casa Museo Andersen, Museum Experience Design è il progetto interdisciplinare e inter-istituzionale in condivisione tra didattica e ricerca, che propone reinterpretazioni multimediali e interattive dei luoghi e delle opere conservate nelle Istituzioni museali. L’obiettivo è di creare nuovi formati narrativi e relazionali tra visitatori, patrimonio culturale e spazi istituzionali, aprendo la dimensione museale a pubblici sempre più ampi. Il seminario, a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Giuseppe Carci, nella Casa Museo Hendrik Christian Andersen è l’occasione per avviare un dibattito sul tema dell’architettura museale e dell’accessibilità, affrontando questioni molto urgenti e attuali come appunto la fruizione degli spazi pubblici, in particolare museali, che dovrebbero essere sempre più a servizio della comunità, dell’inclusione, integrazione e sostenibilità: temi già considerati fondamentali da Hendrik Andersen negli anni ’30 dello scorso secolo e oggi più che mai emergenziali. Il confronto fra musei contemporanei e musei storici è l’occasione per discutere sulle caratteristiche, peculiarità e prerogative dei vecchi e dei nuovi musei. Intervengono: Mladen Jadric, docente di Progettazione Architettonica e fondatore di JADRIC ARCHITEKTUR ZT (intervento in lingua inglese) Federica Dal Falco, docente di Design presso la Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma. (intervento in lingua italiana) Moderano: Maria Giuseppina Di Monte, Direttore della Casa Museo H.C. Andersen Maddalena Paolillo, Funzionario architetto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma
Giornate Europee dell’Archeologia. 14-16 giugno 2024

Il 14, 15 e 16 giugno 2024 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento annuale dedicato al patrimonio archeologico promosso dall’Inrap – Institut national de recherches archéologiques préventives sotto l’egida del Ministero della Cultura francese, con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Le Giornate sono organizzate in Italia dal Ministero della Cultura – Direzione generale Musei e Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio al fine di sensibilizzare i pubblici e le comunità sui temi della protezione e promozione del patrimonio archeologico nazionale. L’Istituto aderisce all’iniziativa con le seguenti proposte: Castel Sant’Angelo 14, 15 e 16 giugno Le Giornate Europee dell’Archeologia a Castel Sant’Angelo Conferenze e visite guidate Per info: https://cultura.gov.it/evento/le-giornate-europee-dellarcheologia-a-castel-santangelo Pantheon 15 giugno I fossati, la Basilica di Nettuno e i percorsi archeologici del Pantheon Visita guidata Per info: https://cultura.gov.it/evento/i-fossati-la-basilica-di-nettuno-e-i-percorsi-archeologici-del-pantheon Galleria Spada 14 giugno La collezione Spada di antichità: le forme di acquisizione e le vicende storiche Visita guidata Per info: https://cultura.gov.it/evento/la-collezione-spada-di-antichita-le-forme-di-acquisizione-e-le-vicende-storiche 15 giugno La antichità degli Spada: la statua del Filosofo, un’eredità di arte antica e di cultura moderna Visita guidata Per info: https://cultura.gov.it/evento/la-antichita-degli-spada-la-statua-del-filosofo-uneredita-di-arte-antica-e-di-cultura-moderna 16 giugno La collezione Spada di antichità: il rapporto con il passato nel collezionismo a Roma tra Manierismo e Barocco Visita guidata Per info: https://cultura.gov.it/evento/la-collezione-spada-di-antichita-il-rapporto-con-il-passato-nel-collezionismo-a-roma-tra-manierismo-e-barocco Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 14, 15 e 16 giugno La musica nell’antichità Visita guidata Per info: https://cultura.gov.it/evento/la-musica-nellantichita Casa Museo Boncompagni Ludovisi 14, 15 e 16 giugno Immagini dell’antico, la collezione Ludovisi Percorso didattico Per info: https://cultura.gov.it/evento/immagini-dellantico-la-collezione-ludovisi Casa Museo Hendrik Christian Andersen 14 giugno, 15 giugno e 16 giugno Ettore Ferrari e l’antico. Visita ai depositi della casa museo Hendrik Christian Andersen Visite guidate Per info: https://cultura.gov.it/evento/ettore-ferrari-e-lantico-visita-ai-depositi-della-casa-museo-hendrik-christian-andersen Casa Museo Mario Praz 14, 15 e 16 giugno L’archeologia raffigurata nella collezione di Mario Praz Visita guidata Per info: https://cultura.gov.it/evento/larcheologia-raffigurata-nella-collezione-di-mario-praz Per saperne di più: https://journees-archeologie.eu/c-2024/lg-it/Italia/mappa https://cultura.gov.it/evento/gea2024