IL SUONO DEI GESTI

Nell’ambito delle attività di valorizzazione promosse dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, diretto da Sonia Martone, presenta dal 14 al 18 giugno 2026 Il Suono dei Gesti, progetto realizzato in collaborazione con il Centro Regionale Danza Lazio (CRDL) ed Europa InCanto, dedicato al dialogo tra danza contemporanea, musica e patrimonio culturale. L’iniziativa è finanziata dalla Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura nell’ambito del bando per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo negli istituti e nei luoghi della cultura, finalizzato a promuovere nuove forme di fruizione del patrimonio attraverso il dialogo tra arti performative e musei. Il progetto esplora il rapporto tra gesto, suono e movimento, mettendo in dialogo danza contemporanea, musica dal vivo e patrimonio museale. Per cinque giorni il Museo diventerà uno spazio di incontro tra artisti, visitatori e comunità, attraverso laboratori, prove aperte e performance ideate appositamente per gli ambienti del complesso museale. Tra gli appuntamenti principali figurano Gesti al Tramonto, nuova produzione multidisciplinare presentata in prima nazionale il 16 giugno con replica il 17 giugno, e Oltre il Tramonto, percorso performativo integrato negli spazi del Museo. Danza contemporanea e musica dal vivo attraverseranno le sale, il portico, il parco e le architetture del complesso, invitando il pubblico a scoprire il patrimonio del Museo attraverso modalità di fruizione inedite e partecipative. «Progetti come Il Suono dei Gesti – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – testimoniano una visione del museo sempre più aperta al dialogo con la contemporaneità e con i diversi pubblici. I musei afferenti all’Istituto, di cui fa parte anche il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, sono chiamati a essere non soltanto luoghi di conservazione e ricerca, ma spazi vivi di partecipazione culturale, capaci di attivare nuove forme di relazione tra patrimonio, creatività e comunità. In questo percorso, lo spettacolo dal vivo rappresenta uno strumento particolarmente efficace per ampliare le occasioni di conoscenza e favorire un accesso sempre più inclusivo e dinamico al patrimonio culturale». «Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali – dichiara Sonia Martone, Direttrice del Museo – custodisce una delle più importanti collezioni italiane dedicate alla storia della musica e degli strumenti musicali. Iniziative come Il Suono dei Gesti consentono di valorizzare questo patrimonio attraverso linguaggi contemporanei capaci di mettere in relazione le collezioni, gli spazi del museo e il pubblico. La musica e il movimento diventano così strumenti per vivere il Museo in modo nuovo e per rafforzarne il ruolo come luogo di conoscenza, partecipazione e incontro». GESTI AL TRAMONTO è una nuova produzione multidisciplinare che debutterà in prima nazionale il 16 giugno, con replica il 17 giugno, alle ore 19.15. Lo spettacolo nasce dall’incontro tra CRDL Lab e GDO UDA Company per la danza ed Europa InCanto per la musica. In scena l’étoile Emanuela Bianchini, insieme al primo ballerino Damiano Grifoni e a trenta danzatori, dialogherà con il direttore d’orchestra Germano Neri alla guida di trenta musicisti di Europa InCanto. Ne nascerà una performance originale al tramonto in cui danza, musica dal vivo e patrimonio culturale si incontrano in un’esperienza scenica immersiva, mettendo in relazione artisti affermati e giovani interpreti all’inizio del proprio percorso professionale. OLTRE IL TRAMONTO è un progetto ideato appositamente per il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. L’iniziativa crea una relazione tra gli spazi architettonici del Museo, la luce naturale del tramonto, la musica e il movimento. Da questa interazione prende forma un percorso immersivo che accompagna il pubblico dalla performance all’aperto alla visita all’interno del Museo. Gli artisti di CRDL Lab e GDO UDA Company, insieme ai musicisti di Europa InCanto, guideranno i visitatori attraverso le sale del Museo, mettendo in dialogo il patrimonio musicale conservato nelle collezioni con il linguaggio della danza e della performance contemporanea. Una parte fondamentale del progetto è rappresentata dai laboratori di ritmo e movimento per bambini e ragazzi, che offrono occasioni di partecipazione diretta rivolte a famiglie, giovani e nuovi pubblici. Attraverso il corpo, il ritmo e la musica, i partecipanti saranno invitati a entrare in relazione con il patrimonio del Museo in modo attivo e coinvolgente. I laboratori saranno condotti dai professionisti di CRDL Lab, GDO UDA Company ed Europa InCanto, con l’obiettivo di promuovere una fruizione condivisa, accessibile e partecipata del patrimonio culturale. Tutti gli eventi saranno curati e realizzati da CRDL Lab, con la direzione artistica dell’étoile internazionale Emanuela Bianchini, ed Europa InCanto, con la direzione artistica del direttore d’orchestra Germano Neri. Per la danza prenderà parte al progetto anche la GDO UDA Company. Le realtà coinvolte, attraverso la loro esperienza nei campi della danza, della musica e della formazione, contribuiranno ad ampliare le occasioni di incontro tra il Museo e il pubblico, rafforzandone il ruolo come luogo di partecipazione, formazione e produzione culturale. «Per me Il Suono dei Gesti è un progetto molto concreto: mettere in dialogo il corpo dei danzatori con la musica dal vivo e con gli spazi del Museo. La collaborazione con l’orchestra di Europa InCanto e con Germano Neri ci permette di costruire una vera performance multidisciplinare, in cui danza e suono nascono insieme, si ascoltano e si trasformano a vicenda. È un lavoro pensato per avvicinare il pubblico a un’esperienza viva, emozionale e accessibile, dove il Museo diventa scena, memoria e luogo di creazione», afferma Emanuela Bianchini. Calendario degli appuntamenti 14 GIUGNO Ore 11.00 – 13.00Laboratori ritmo e movimento per bambiniSala auditoriumDanza e Musica – solisti del CRDL Lab, GDO UDA Company ed Europa InCanto Ore 16.00 – 19.00Prove aperte Portico del MuseoDanza e Musica – solisti del CRDL Lab, GDO UDA Company ed Europa InCanto 16 GIUGNO Ore 19.15 – 20.15Gesti al Tramonto – Spettacolo originale multidisciplinare in prima nazionaleArea Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di RomaDanza – étoile Emanuela Bianchini, primo ballerino Damiano Grifoni, solisti del CRDL Lab e GDO UDA CompanyMusica – direttore M°Germano Neri, orchestra Europa InCanto Ore 20.30
L’ANGELO E LA LUNA – edizione 2026

Torna anche quest’anno L’Angelo e la luna, il Festival di circo contemporaneo, danza, musica e teatro promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri: un ciclo di eventi serali che intrecciano linguaggi contemporanei e patrimonio culturale, offrendo nuove modalità di fruizione degli spazi monumentali di Castel Sant’Angelo. Dal 2 luglio al 4 ottobre 2026, il Festival, curato da Anna Selvi, propone quindici spettacoli (quarantuno repliche) di artisti nazionali e internazionali che animeranno i molteplici ambienti del Castello: dalla Corte di Alessandro VI alla Sala Paolina, dal Bastione San Matteo alla Sala Apollo, dal Cortile dell’Angelo alla Terrazza panoramica. Attraverso spettacoli, concerti, performance itineranti, danza e circo contemporaneo, la rassegna coinvolgerà progressivamente l’intero percorso di visita, valorizzando gli spazi di Castel Sant’Angelo attraverso forme espressive capaci di mettere in relazione patrimonio, contemporaneità e nuovi pubblici. Castel Sant’Angelo è oggi sempre più un luogo di produzione culturale e di partecipazione – commenta il Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri – capace di affiancare alla visita nuove occasioni di esperienza e conoscenza. Con L’Angelo e la luna il Castello prosegue il proprio dialogo con i linguaggi della contemporaneità, offrendo nuove modalità per conoscere e vivere uno dei monumenti più significativi del patrimonio culturale italiano. La musica, il teatro, la danza e il circo contemporaneo ampliano le forme di fruizione del monumento, rafforzandone il rapporto con la città e contribuendo a coinvolgere pubblici sempre più ampi e diversificati. Il primo appuntamento (giovedì 2 luglio ore 21.00) sarà con il concerto della band Baba Yaga, fra le realtà emergenti più interessanti della scena internazionale, che con la loro musica autentica e il sound energico e virtuosistico portano a Roma il loro ultimo album dal titolo Grenzenlos, tra brani balcanici, melodie klezmer, swing vivace e jazz gitano. Segue lo spettacolo teatrale di Lorenzo Gioielli, con Marco Cavalcoli e Lorenzo Tomio dal titolo L’anima del mondo. Per Adriano imperatore, nostro contemporaneo (venerdì 10 luglio ore 21.00): un racconto reale, ma anche un omaggio poetico e musicale all’imperatore Adriano, ideatore del mausoleo da cui ebbe origine Castel Sant’Angelo. Uno spettacolo che intreccia racconto, musica e riflessione, il cui titolo evoca un principio antico, ovvero l’idea che esista una forza creatrice che non domina il mondo, ma lo plasma, lo ordina, lo rende degno di essere abitato. Non manca il consueto appuntamento per i più piccoli, a cui è dedicato lo spettacolo di danza Cuor di Coniglio (per bambini dai 6 anni in su, giovedì 16 luglio ore 21.00), una favola moderna realizzata dalla Compagnia Dimitri / Canessa che, attraverso il linguaggio del teatro fisico e della clownerie, invita a riflettere sull’accettazione di sé e delle proprie fragilità. Segnando un nuovo passaggio della consolidata collaborazione artistica di Michelangelo Lupone e Ricky Bonavita, Segni – Excursus (giovedì 23 luglio 2026 ore 21.00) porterà a Castel Sant’Angelo una serata di musica e danza contemporanea, con un’articolata regia musicale e coreografica, diverse azioni sulla scena e altrettanti personaggi che la popolano. Per cinque giorni, dal 28 al 30 luglio e ancora il 1° e 2 agosto, Il castello degli angeli ostinati, spettacolo di circo, musica e storie di ostinata meraviglia ideato dal drammaturgo circense Giacomo Costantini, tra i protagonisti del circo contemporaneo italiano, darà vita a un racconto itinerante che integra le molteplici forme espressive del circo con la musica dal vivo, il teatro e la letteratura. Il progetto è vincitore per la seconda volta del bando della Direzione Generale Spettacolo per la valorizzazione degli spettacoli dal vivo nei musei. A seguire (mercoledì 5, giovedì 6 agosto ore 19.00 e 21.45) Promenade, creazione itinerante site-specific di e con Ambra Senatore, coreografa e direttrice del Centro Coreografico Nazionale di Nantes dal 2016 al 2025, in complicità con gli interpreti. Anche questo lavoro è particolarmente adatto ai bambini dagli 8 anni in su. Nelle stesse date ma sul palcoscenico (mercoledì 5, giovedì 6 agosto ore 20.30) Ambra propone Partita, relazione giocosa fra la coreografia e la musica del compositore Jonathan Kingsley Seilman, che si dispiega sulla variazione e sull’interpretazione, tra musica, danza e parola, partendo dal pretesto della memoria. In scena anche 100 Miles – The Journey Continues (mercoledì 12 agosto 2026 ore 21.00), concerto in cui il sestetto formato da Nico Gori, Dario Cecchini, Fabrizio Savino, Cettina Donato, Dario Rosciglione e Mimmo Campanale cerca di dare risposta alla domanda: “Che musica avrebbe immaginato oggi Miles Davis, immerso nei linguaggi sonori e nelle influenze del nostro tempo?”. Da Parigi il danzatore e coreografo Gennaro Lauro, vincitore del bando Residenze 2025 e del bando CollaborAction#3 di Anticorpi XL, porta in scena, nella Sala Paolina, Mondo (mercoledì 26 agosto 2026 ore 19.00 e 21.30): epilogo del suo attuale lavoro di ricerca su ciò che egli stesso definisce la “supremazia del risultato”, la smania di compimento, il desiderio di una narrazione accurata che possa valere per sempre. Mentre dalla Svizzera arrivano i coreografi e danzatori Sasha Riva e Simone Repele, attivi da anni in un comune percorso artistico, con una coinvolgente Soirée accompagnati dal violinista Leonardo Mazzarotto (mercoledì 2 settembre 2026 ore 19.00 e 21.30). Il Festival prosegue (mercoledì 9 settembre 2026 ore 21.00) con Filippo Nigro, protagonista e regista assieme a Fabrizio Arcuri, che portano in scena un racconto di autofiction scandito da “liste di cose per cui vale la pena vivere”: questo è Every Brilliant Thing. A seguire (mercoledì 16 settembre 2026 ore 19.00 e ore 21.30) AeReA del duo Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, progetto vincitore del Premio Hermès Danza Triennale Milano, si realizza attorno a un oggetto simbolo di appartenenza e nel contempo di separazione: la bandiera. Attraverso un approfondito studio cinetico dell’antica tradizione dello sbandieramento – pratica nata sui campi di battaglia e poi evoluta in pratica coreografica – la performance ne rielabora il codice, facendo luce sul valore simbolico della bandiera all’interno della contemporaneità. Il 23 e 24 settembre (ore 21.00) ancora due serate dedicate al grande teatro con il
“Felicità” a Castel Sant’Angelo

La campagna “Felicità” del Ministero della Cultura fa tappa a Castel Sant’Angelo Al centro dell’evento, una conversazione condotta da Michela Giraud con il Direttore generale Musei Massimo Osanna, il regista Luca Finotti e il Direttore di Pantheon e Castel Sant’Angelo Luca Mercuri su patrimonio culturale e accessibilità Roma, 5 giugno 2026 – Dopo il primo appuntamento ospitato al Museo di Palazzo Grimani di Venezia, la campagna di comunicazione Felicità, promossa dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura per raccontare l’app Musei Italiani, ha fatto tappa mercoledì 3 giugno a Castel Sant’Angelo. Protagonista della serata è stata l’opera video Felicità, scritta e diretta da Luca Finotti e cuore della campagna. A partire dalla proiezione, Michela Giraud, tra le più apprezzate stand-up comedian italiane, ha guidato una conversazione dinamica e coinvolgente con il Direttore generale Musei Massimo Osanna, il regista Luca Finotti e il Direttore di Pantheon e Castel Sant’Angelo Luca Mercuri sui temi dell’accessibilità, dell’inclusione e della partecipazione culturale. Alla conversazione hanno inoltre preso parte alcuni dei protagonisti dell’opera video e rappresentanti del mondo dell’associazionismo, tra cui Roberta Pirone, co-fondatrice dell’associazione “Ruote a Spasso”, che promuove un turismo inclusivo, e Davide Nicolini della Fondazione Gli Artisti del Sorriso – Manuela Di Santo ETS, impegnata nella diffusione dell’arte e della cultura e nella promozione della ricerca, dello sviluppo e della divulgazione delle cure palliative per persone affette da malattie terminali e croniche. L’evento è stato promosso dalla Direzione generale Musei e da Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. «L’accessibilità è ormai una dimensione strutturale del Sistema museale nazionale – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – e rappresenta un principio guida delle politiche promosse dal Ministero della Cultura per ampliare la partecipazione alla vita culturale del Paese. In questa prospettiva, l’app Musei Italiani rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare i visitatori nella scoperta dei luoghi della cultura, offrendo informazioni, servizi e percorsi in un ambiente digitale integrato, semplice da utilizzare e aperto a tutti. In questi mesi la campagna di comunicazione Felicità ha accompagnato i pubblici nel racconto di questo progetto attraverso un linguaggio contemporaneo, inclusivo e immediato, capace di avvicinare nuovi pubblici al patrimonio culturale e di dialogare in modo particolare con le nuove generazioni. Coinvolgere i giovani significa investire nel futuro della partecipazione culturale e rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio culturale.» «Castel Sant’Angelo è stato uno dei protagonisti della campagna Felicità – commenta il Direttore di Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri – e si riconosce pienamente nella visione che essa racconta. Negli ultimi anni abbiamo lavorato per rendere il Castello e il suo straordinario patrimonio sempre più accessibili, aperti e accoglienti, capaci di dialogare con pubblici diversi e di offrire esperienze di visita sempre più coinvolgenti. I luoghi della cultura non sono soltanto spazi di conservazione, ma ambienti vivi, nei quali conoscenza, partecipazione e benessere culturale possono incontrarsi. Per questo siamo particolarmente lieti di accogliere qui uno dei momenti più significativi del percorso di Felicità: un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti finora e per continuare, attraverso tutti gli strumenti e le opportunità di cui disponiamo, a costruire musei sempre più inclusivi, dinamici e vicini alle persone.» Dopo il talk, l’evento è proseguito con un momento di convivialità e animazione. Gli ospiti hanno potuto usufruire di visite guidate speciali dedicate a tutti i pubblici e assistere a performance artistiche e musicali che hanno scandito la serata negli ambienti più significativi del museo: nella Sala Paolina, Daniele Sibilli ha danzato sulle note di “Ca Mira” di Daniela Pes; nella Sala di Apollo, Brunella Piucci e Giovanni Di Guida hanno recitato l’“Inno all’amore” di San Paolo; nel Cortile dell’Angelo, Fellow ha interpretato “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina. Costumi e creazioni sono stati realizzati dagli studenti dell’Accademia Costume e Moda di Roma. La campagna Felicità è stata lanciata lo scorso 24 febbraio sui canali digitali del Ministero della Cultura, della Direzione generale Musei e dei musei italiani ed è in rotazione negli spazi RAI dedicati alla comunicazione istituzionale, con tre spot per il grande pubblico. Centro della campagna è l’opera video di Luca Finotti, un lungo racconto corale che attraversa idealmente l’Italia da nord a sud, coinvolgendo nelle riprese circa quaranta musei e luoghi della cultura nazionali. «Sono partito dallo sguardo di un bambino, dallo stupore delle gite scolastiche – ha dichiarato il regista Luca Finotti – cercando di restituire quella purezza visiva attraverso il coinvolgimento di protagonisti che vivono il museo come luogo di crescita personale». L’opera ha preso forma grazie alla collaborazione con l’art director Paola Manfrin e al contributo di talenti internazionali, tra cui l’editor Federica Intelisano, i digital artist Humberto Cruz, Vlady Dupuy e Spacekkabbi e il collettivo Team Rolfes. Tra i volti noti del mondo della musica, del cinema, della danza, dello sport e di tante altre persone di ogni età e provenienza che compaiono nel video, spiccano Achille Lauro – protagonista proprio delle riprese ambientate a Castel Sant’Angelo –, Alba Rohrwacher, Andrea Astarita, Michelangelo Placido, Ambra Sabatini e Nyle DiMarco, tutti uniti dal ritmo del celebre brano “Felicità, tà tà” di Raffaella Carrà. Musei Italiani Alla piattaforma digitale ufficiale del Sistema museale nazionale, sviluppata dalla Direzione generale Musei nell’ambito del PNRR Accessibilità, è possibile accedere tramite il portale istituzionale museiitaliani.it oppure scaricando gratuitamente l’app Musei Italiani dai principali store digitali. Così, in un unico ambiente digitale, è possibile accedere con facilità a informazioni trasparenti, sicure e affidabili sui musei, i complessi monumentali, le aree e i parchi archeologici italiani: aperture e orari aggiornati, servizi per l’accessibilità, schede di approfondimento, mostre in corso e in programma, proposte di visita, suggerimenti di itinerari e canali ufficiali di biglietteria online. L’obiettivo di Musei Italiani è offrire uno strumento utile ad accompagnare il visitatore lungo tutto il percorso di scoperta, consentendogli di programmare la propria esperienza in modo informato, consapevole e personalizzato. LINK VIDEO FELICITÀ Comunicato stampa
Giornate Europee dell’Archeologia. 12, 13 e 14 giugno 2026

Il 12, 13 e 14 giugno 2026 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento annuale dedicato al patrimonio archeologico promosso dall’Inrap – Institut national de recherches archéologiques préventives sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Le Giornate sono organizzate in Italia dal Ministero della Cultura – Direzione generale Musei e Direzione generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio al fine di sensibilizzare i pubblici e le comunità sui temi della protezione e promozione del patrimonio archeologico nazionale. L’Istituto aderisce all’iniziativa con le seguenti proposte: CASTEL SANT’ANGELO Per info: CASA MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN Per info: CASA PASOLINI Per info: CASA MUSEO MARIO PRAZ Per info: Per saperne di più: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026
Vanessa Noel – Dream Shoes

Dal 5 giugno al 6 settembre 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte (Commissario della mostra) ospita la mostra Vanessa Noel – Dream Shoes. La mostra, a cura di Vanessa Noel, Luca Lo Sicco e Giulia Innocentini, è realizzata in collaborazione con il Noel Shoe Museum di New York e The American University of Rome ed è patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo, dal Dipartimento di Fisica e Chimica, dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e dal Consorzio Interuniversitario per lo sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase. L’esposizione propone una riflessione ampia e suggestiva sulla scarpa intesa non solo come accessorio di moda, ma come autentico oggetto culturale, capace di attraversare epoche, geografie e linguaggi, incarnando identità e visioni creative. La mostra si configura come un racconto stratificato in cui arte, artigianato e memoria prendono corpo negli spazi della Casa Museo Boncompagni Ludovisi intrecciando un dialogo muto e intimo con gli oggetti della collezione valorizzandone aspetti e dettagli. Il percorso espositivo mette in relazione una selezione delle creazioni più emblematiche della designer americana, espressione di oltre quarant’anni di carriera, con una serie di calzature storiche provenienti dalla collezione del Noel Shoe Museum, istituzione fondata dalla stessa Noel con l’intento di preservare, studiare e diffondere la cultura della calzatura nei suoi molteplici aspetti storici, artistici e socio-culturali. Ne emerge una narrazione in cui la scarpa si rivela, di volta in volta, simbolo di autorità e rappresentazione del potere, strumento di emancipazione e libertà, testimonianza di innovazioni tecniche e al contempo oggetto carico di valori estetici, artistici e simbolici. In questo dialogo tra passato e contemporaneità, tra documento storico e creazione artistica, la mostra invita il visitatore a interrogarsi sul significato profondo di un elemento apparentemente quotidiano, che nel corso dei secoli ha contribuito a definire ruoli sociali, appartenenze e immaginari collettivi. “Dimmi quali scarpe indossi e ti dirò chi sei” diventa così non solo una suggestione evocativa, ma una chiave di lettura attraverso cui comprendere la relazione tra individuo e rappresentazione di sé. Dream Shoes vuole valorizzare il design della calzatura focalizzando l’attenzione sul Made in Italy e riconoscendo alla calzatura non solo i suoi aspetti storici e socio-culturali ma un vero statuto di forma d’arte. La mostra si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, con particolare attenzione alle nuove generazioni, proponendo un’esperienza capace di coniugare conoscenza e coinvolgimento, tradizione e contemporaneità. Con questa iniziativa, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi rinnova la propria vocazione a essere luogo di ricerca e valorizzazione dei linguaggi della moda e delle arti applicate, offrendo uno spazio di confronto in cui la dimensione estetica si intreccia con quella storica e culturale. Inaugurazione: 5 giugno ore 11.00-19.30 Comunicato stampa
Eventi di giugno a Casa Pasolini

12-14 giugno Casa Pasolini: il patrimonio archeologico di Rebibbia In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, Casa Pasolini propone un fine settimana dedicato alla scoperta del patrimonio archeologico del territorio di Ponte Mammolo, per raccontare una storia meno nota ma profondamente intrecciata con il paesaggio urbano contemporaneo. Per tutta la durata dell’iniziativa, negli orari di apertura del museo (venerdì 9.00–14.00; sabato e domenica 10.00–18.00), i visitatori potranno vedere all’interno di Casa Pasolini un video dedicato alle testimonianze archeologiche del quartiere: immagini, luoghi e tracce che restituiscono profondità storica a un territorio spesso conosciuto soltanto nella sua dimensione più recente. Domenica 14 giugno alle ore 10.00 si terrà inoltre la visita guidata gratuita “Rebibbia archeologica: tracce antiche nel paesaggio contemporaneo”, un percorso all’esterno del museo per leggere il territorio con uno sguardo nuovo e ricostruire le molte stratificazioni storiche dell’area. Domenica 14 giugno ore 10.00 Visita guidata “Rebibbia archeologica: tracce antiche nel paesaggio contemporaneo” In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, Casa Pasolini vi accompagna in un percorso all’esterno del museo per leggere il territorio con uno sguardo nuovo e ricostruire le molte stratificazioni storiche dell’area. Attraverso toponimi che conservano il ricordo di antichi ritrovamenti e riferimenti alle più recenti scoperte archeologiche del vicino territorio di Pietralata e al Museo del Pleistocene, la visita guidata condotta dall’archeologa Alba Serino offrirà l’occasione per riflettere su come il passato continui ancora oggi a emergere e dialogare con il quartiere, lasciando tracce ancora riconoscibili nel paesaggio contemporaneo. La visita ha una durata di circa un’ora e un quarto ed è a titolo gratuito per un massimo di 15 partecipanti. Per partecipare occorre prenotare il biglietto gratuito del museo per domenica 14 giugno alle ore 10.00 e presentarsi all’ingresso di Casa Pasolini per l’inizio del percorso. Un’occasione per scoprire Rebibbia da una prospettiva diversa e riconoscere nel territorio che attraversiamo ogni giorno le tracce di una storia molto più antica. Domenica 14 giugno ore 15.30-17.30 Settimo incontro del gruppo di lettura “PPP – pagine di Pasolini” (L’Odore dell’India) Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise. A chi si rivolge? Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini. Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale. Questo settimo incontro sarà dedicato a “L’Odore dell’India”. L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it. L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa). Il gruppo di lettura, a cura di Chiara Mazza, è promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo e proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini.
2 giugno 2026 – Festa della Repubblica

Martedì 2 giugno 2026 Festa della Repubblica è previsto l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. Il nostro istituto aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiuso mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Non effettua riposo settimanale. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiuso mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiuso mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Non effettua riposo settimanale. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani). Aperto lunedì 1° giugno con i consueti costi e orari. Chiusura mercoledì 3 giugno per riposo settimanale. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 /ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione. Non effettua riposo settimanale. https://cultura.gov.it/evento/2-giugno-2026
NOTTE EUROPEA DEI MUSEI 2026

Sabato 23 maggio torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che si svolge in contemporanea in tutta Europa al fine di favorire la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea. L’appuntamento prevede l’apertura straordinaria serale di istituti e luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge). Il nostro istituto aderisce con i seguenti istituti e orari: Castel Sant’Angelo 19.30 – 23.30 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.30) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-a-castel-santangelo Pantheon 19.00 – 23.00 (ultimo ingresso biglietteria online 22.30; chiusura casse interne ore 22.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-pantheon-e-basilica-di-santa-maria-ad-martyres Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 18.30 – 22.30 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 21.30) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-museo-nazionale-degli-strumenti-musicali Casa Museo Boncompagni Ludovisi 18.30 – 22.30 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-alla-casa-museo-boncompagni-ludovisi Casa Museo Hendrik Christian Andersen 18.45 – 22.45 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.15) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-alla-casa-museo-hendrik-christian-andersen Casa Museo Mario Praz 19.00 – 23.00 (ultimo ingresso e ultimo biglietto ore 22.30) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-museo-mario-praz Museo Giacomo Manzù 19.00 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-al-museo-giacomo-manzu Casa Pasolini 17.30 – 21.30 (ultimo ingresso ore 20.00) https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026-alla-casa-pasolini Raccomandiamo di verificare ai link indicati gli orari, le modalità di accesso e le eventuali prenotazioni necessarie per la partecipazione alle iniziative. Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/notte-europea-dei-musei-2026
CAMBELLOTTI. TUTTO DIVENTA FORMA

Dal 20 maggio 2026 riaprono al pubblico a Castel Sant’Angelo le Sale Cambellotti – la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria – decorate da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della Prima Guerra Mondiale. La riapertura di questi ambienti, di straordinaria valenza storico-artistica, coincide con un doppio anniversario: il 150° dalla nascita dell’artista (1876–1960) e il centenario della decorazione. La mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, con la collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli, propone una nuova lettura del percorso formativo dell’artista. L’esposizione mette in dialogo le volte dipinte con una selezione di opere provenienti dall’Archivio – sculture, tempere, disegni, manifesti – affiancate dai tessili appartenuti all’artista, donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro ed esposti al pubblico dopo il loro restauro. «La riapertura delle Sale Cambellotti rappresenta una nuova tappa nel percorso di progressiva restituzione al pubblico di spazi storici di Castel Sant’Angelo, dopo l’apertura dell’Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo» – dichiara Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma. «Questo progetto si inserisce inoltre nel lavoro avviato con la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’Alba di un Museo, dedicata alla stagione delle grandi esposizioni retrospettive che contribuirono alla nascita del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’Unità d’Italia, il cui manifesto era proprio opera di Duilio Cambellotti. Oggi torniamo sull’artista con un progetto volutamente raccolto e costruito in dialogo diretto con le sale da lui decorate, più vicino a un racconto di formazione e di immagini che a una tradizionale mostra monografica. Le stoffe donate da Francesco Tetro, esposte al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, permettono inoltre di entrare nel laboratorio visivo di Cambellotti e di leggere la sua formazione attraverso materiali, suggestioni e geografie che hanno alimentato il suo immaginario decorativo». «Questa mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio» – dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. «La donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l’attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilità sempre più ampie e diversificate, con particolare attenzione all’accessibilità cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l’esperienza del patrimonio culturale anche all’interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi». «La riapertura delle Sale Cambellotti a Castel Sant’Angelo consente di accedere nuovamente ai cicli decorativi realizzati dall’artista. Questa mostra permette di cogliere la continuità tra la dimensione monumentale delle sale e la ricerca più intima e quotidiana che emerge nei disegni, nei progetti e nelle sculture conservati dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. Accanto alle opere, trovano spazio anche gli elementi che hanno alimentato il suo immaginario, come stoffe e ceramiche da lui collezionate, attraverso cui Cambellotti ha costruito un linguaggio unico e riconoscibile, capace ancora oggi di parlare al presente», sottolinea il Comitato scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti. UN AUTODIDATTA TRA EPOCHE E GEOGRAFIE Nel 1940 Duilio Cambellotti si definì con sobrietà “un autodidatta”. Figura centrale delle arti decorative in Italia, costruì il proprio linguaggio per assorbimento continuo: dalle ceramiche raccolte a Costantinopoli ai ricami di sete cinesi, fino ai motivi geometrici della moda parigina degli anni Venti. Senza aderire a scuole, attraversò epoche e geografie diverse, traducendo storia e natura in un repertorio di forme essenziali – l’albero, lo scudo, il cavallo – che ricorrono in tutta la sua produzione. Nelle sale di Castel Sant’Angelo questa visione trova la propria sintesi: fronde e cavalli, panoplie e vessilli, drappi e bandiere appartengono al medesimo ordine. Non c’è gerarchia tra natura e guerra: tutto diventa ornamento. I TESSILI, PER LA PRIMA VOLTA ESPOSTI Nella Sala delle Colonne, sotto la corona d’alloro dipinta a trompe-l’œil, i due piani della mostra si incontrano senza sovrapporsi: le opere dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti dialogano con la decorazione della volta, mentre i tessili, tra cui le stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimoniano la ricerca silenziosa da cui quel linguaggio è nato. Sono le tracce di un apprendimento condotto fuori dalle accademie, di un autodidatta che guarda il mondo e lo restituisce trasformato. PAESAGGI SONORI Il percorso espositivo è accompagnato da due composizioni sonore concepite come paesaggi immersivi articolati su piani distinti. Il primo nasce dalla fusione di una texture elettroacustica – ottenuta dal suono del violoncello eseguito in sautillé, con arco leggero e balzato – e di elementi elettronici astratti e armonici. Il secondo è costruito a partire da suoni naturali: bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo, nitriti e sbuffi, trasformati attraverso un riverbero spaziale che restituisce una percezione lontana e immersiva, proveniente da un ambiente ampio e sospeso nel tempo. ACCESSIBILITÀ Tenendo conto delle caratteristiche architettoniche del monumento, che rendono alcuni ambienti di Castel Sant’Angelo non agevolmente accessibili alle persone con difficoltà motoria, l’esposizione sarà visitabile anche attraverso un virtual tour immersivo consultabile sui propri dispositivi. L’attenzione all’accessibilità costituisce inoltre un elemento centrale del progetto espositivo. In collaborazione con Handy Systems Onlus, al percorso visivo della mostra si affiancano i paesaggi sonori, la riproduzione tridimensionale di alcuni elementi decorativi delle sale e la traslitterazione in Braille dei contenuti, con l’obiettivo di restituire al visitatore anche un’esperienza tattile e sonora dell’esposizione. UNA FORMAZIONE, UN’IDENTITÀ La mostra propone Cambellotti come figura esemplare di un’Italia che costruisce la propria identità visiva attraverso l’incontro con l’altro, la pratica delle arti applicate e la tensione costante tra forma e significato. È inserita nel cartellone delle iniziative per la Giornata Nazionale del
Essere un corpo vissuto. Una prospettiva neofenomenologica. Presentazione del libro

20 maggio 2026, ore 17.00 – 19.00 Il 20 maggio 2026 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la presentazione del libro Essere un corpo vissuto, Una prospettiva neofenomenologica (Edizioni ETS, 2026), di Tonino Griffero, nell’ambito della mostra La forza del corpo di Roberto Ferri. Il libro prende le mosse da una constatazione fondamentale: tutto ciò che facciamo, pensiamo e proviamo accade anzitutto nel corpo per come lo viviamo, e solo in parte nel corpo inteso in senso organico-anatomico. Può accadere, ad esempio, che una persona avverta una condizione di malessere pur essendo clinicamente sana; in questi casi, tale esperienza è spesso ricondotta superficialmente a fattori di natura psicologica. Partendo da questa evidenza, l’autore affronta in chiave neofenomenologica le principali teorie del corpo vissuto sviluppate nel corso del Novecento. L’indagine si fonda su un approccio filosofico che privilegia le esperienze elementari e corporee della vita quotidiana – come respirare, mangiare, dormire, ecc. – estendendosi alle dimensioni ecologiche, ambientali e situazionali, che le attraversano. Punto di riferimento teorico è il progetto della Nuova Fenomenologia sviluppato da Hermann Schmitz. Il volume muove dalla critica del processo millenario di progressiva marginalizzazione del corpo vissuto a favore della psiche e del corpo anatomico, mettendo in luce l’esigenza di una riflessione più articolata su tale ambito. Lo studio si inserisce nel progetto di un’estetica patica e atmosferologica, fondata sull’ipotesi che i sentimenti non siano meri stati interiori, ma forze diffuse nello spazio vissuto e che risuonano nel corpo (vissuto, appunto) di chi le prova. L’autore si interroga pertanto sulla distinzione tra corpo fisico e corpo vissuto, chiedendosi se essa sia, almeno in parte, una questione linguistica, e mette in discussione la capacità delle neuroscienze di rendere conto adeguatamente del corpo per come viene sentito. Il percorso teorico si confronta con la tradizione filosofica (specialmente fenomenologica) del Novecento, ma muovendo, tra l’altro, dalla concezione nietzscheana del corpo come “Grande Ragione” e dal noto silenzio heideggeriano sul tema, fino a delineare le successive teorie fenomenologiche del Leib, ovvero del corpo vissuto. Distinguendo tra il corpo che siamo (corpo-soggetto) e il corpo che abbiamo (corpo-oggetto), il libro sostiene la tesi secondo cui è proprio attraverso il corpo vissuto che l’essere umano è essenzialmente nel mondo. In questa prospettiva, il corpo si configura come il luogo in cui si riflettono le impressioni dell’ambiente. A partire da interrogativi semplici quanto radicali – di quale corpo parliamo quando siamo allegri o tristi, pimpanti o stressati? Quando non ci sentiamo bene, nonostante le analisi mediche non rilevino nulla di patologico? Quando tentiamo di descrivere come ci sentiamo qui e ora? – il volume ripercorre la storia della distinzione filosofica tra corpo vissuto e corpo fisico, da Schopenhauer a Schmitz, passando per Nietzsche, Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, e molti altri, offrendo altresì una propria interpretazione della contemporanea teoria della “risonanza”. Per il suo rigore teorico e l’ampiezza della prospettiva, Essere un corpo vissuto si propone come uno strumento di supporto indispensabile per qualsiasi disciplina – dalla filosofia alla teoria sociale, dall’antropologia alla psicopatologia – che intenda esplorare in chiave fenomenologica la dimensione dell’embodiment, prescindendo sia dal costruttivismo culturalista sia dal riduzionismo neuroscientifico. Introducono Giampiero Moretti, Professore Ordinario di Critica letteraria e Letterature comparate presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, e Gilberto Di Petta, Psichiatra e psicopatologo, direttore della Scuola di Psicoterapia Fenomenologico-Dinamica di Firenze e dirigente medico presso il SPDC del P.O. “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Sarà presente l’autore. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Comunicato stampa