SYNTHETIC HISTORIES. ARTEFATTI, MEMORIE E NARRAZIONI CONTROFATTUALI
Mostra
a cura di Chiara Canali
nell’ambito di Rome New Media Week – Edizione Zero. Con la collaborazione di Veronica Brancati e
con il patrocinio della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale
e
POINTS OF VIEW. NUOVE PROSPETTIVE MEDIALI SUL PATRIMONIO
Mostra
a cura di Luca Martinelli
nell’ambito di Rome New Media Week – Edizione Zero. Presenting partner: Fotonica.
Con la collaborazione di Veronica Brancati e con il patrocinio della Regione Lazio e dell’Assessorato
alla Cultura di Roma Capitale
Dal 6 al 12 luglio 2026, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte, Commissario della mostra, e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri ospita, nelle sale del piano terra, le mostre Synthetic Histories. Artefatti, memorie e narrazioni controfattuali, a cura di Chiara Canali in collaborazione con Rome New Media Week (RNMW) e Points of View curata da Luca Martinelli in collaborazione con Fotonica. Le esposizioni sono state coordinate da Veronica Brancati e patrocinate dalla Regione Lazio e dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale. I due progetti si inseriscono nel programma dell’Edizione Zero della Rome New Media Week (RNMW), rassegna annuale diretta da Luca Martinelli, che coinvolge artisti, gallerie e curatori in un percorso di esplorazione e mappatura dei temi e dei network dei nuovi media artistici. Nel percorso espositivo Points of View, gli artisti Torin Blankensmith e Lyell Hintz (Dotsimulate) presentano un’installazione interattiva realizzata con TouchDesigner, composta da una serie di schermi-portale che instaurano un dialogo visivo con la scultura La Notte di Hendrik C. Andersen. Attraverso elaborazioni digitali in tempo reale, l’installazione offre prospettive molteplici e invita il pubblico a osservare i gessi del museo da punti di vista inediti.
Synthetic Histories. Artefatti, memorie e narrazioni controfattuali riunisce i lavori di quattro artiste pioniere nell’impiego della digital art, appartenenti a generazioni e contesti geografici differenti: Giuliana Cunéaz propone la scultura Attrazione magnetica insieme a Matter Waves; Chiara Passa dà vita a un ambiente immersivo in realtà virtuale dal titolo Crying at the Gypsotheque; Auriea Harvey espone la serie scultorea The Mystery, mentre Ana Maria Caballero e Alex Estorick firmano il progetto artifacts. Le opere riflettono su come intelligenza artificiale, realtà virtuale, modellazione tridimensionale e sistemi generativi stiano ridefinendo il nostro rapporto con la storia, la memoria e la costruzione delle immagini. La scelta della Casa Museo H.C. Andersen ha un forte valore simbolico: il monumentale progetto dello scultore per un “Centro Mondiale di Comunicazione” trovava infatti il suo fulcro nella Torre del Progresso, concepita come una vera e propria antenna globale per irradiare e diffondere la conoscenza in tutto il mondo. Questa utopia di una trasmissione universale anticipa a tutti gli effetti la struttura del World Wide Web e delle reti digitali, offrendo la cornice ideale a Synthetic Histories per indagare le nuove forme di creazione e diffusione delle immagini nell’era dell’IA.