Al Museo Andersen l’8 marzo inaugura la mostra “Sabina Alessi. I sette vizi capitali”

In occasione della Giornata Internazionale della donna il Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della città di Roma, diretta da Mariastella Margozzi, presenta al pubblico la mostra di Sabina Alessi e del suo gruppo di lavoro, costituito dagli studenti del corso di decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma. La mostra nasce dall’accordo, sottoscritto fra il Museo Hendrik C. Andersen e l’Accademia di Belle Arti di Roma, finalizzato alla cooperazione e allo scambio all’insegna della valorizzazione del Museo, dei giovani artisti e della loro docente, Sabina Alessi, italo belga che vive e lavora a Roma. Il progetto scaturisce dalla frequentazione del Museo da parte degli studenti dell’Accademia che hanno approfondito, durante le visite, i temi relativi al percorso artistico e umano che Hendrik Christian Andersen ci ha lasciato in eredità. La mostra si pone in contrappunto con gli ideali utopistici alla base del progetto del World Center of Communication attraverso il quale Andersen voleva “creare una nuova Bibbia, un qualcosa che aiuti quelli che verranno dopo di noi a sentire il loro spirito come una parte di quello di Dio. […] dimostrare come le differenze […] non facciano alcuna differenza”, come emerge dal Diario dattiloscritto della cognata Olivia Cushing. I sette vizi capitali rappresentati da sette opere, ciascuna ben connotata e distinta per forma, colore e materiale – dall’ovale in marmo per la superbia al triangolo in ceramica per l’invidia, solo per citarne alcuni – si pongono quindi in contrasto con i “bianchi sogni di un altro mondo” di Hendrik Christian Andersen che, sebbene non espressamente, ha perseguito un ideale d’arte e vita improntato alla glorificazione della virtù, come fanno bene comprendere alcuni evocativi passaggi del Diario di Olivia che ne esalta la dedizione e lo sforzo per il raggiungimento di uno scopo più alto e spirituale. Le idee di Hendrik Andersen erano condivise dall’amata cognata Olivia Cushing, sua guida spirituale, ispirata dalla lettura dei saggi di Ralph Aldo Emerson, uno dei più influenti esponenti del movimento trascendentalista americano del XIX secolo, che nei suoi primi scritti sottolineò l’importanza di una vita buona e giusta ispirata dal rispetto per gli altri e dal perseguimento di finalità etiche. Nel programma iconografico della città ideale di Hendrik Andersen, questi concetti si traducono nella ricerca dell’equilibrio delle forme e nell’armonioso dialogo fra le sculture che l’artista ha messo al centro del suo progetto urbanistico. L’arte e la bellezza per Hendrik Andersen diventano il mezzo per cambiare l’umanità. Chi varca la soglia del Museo si stupisce, si emoziona e, seguendo l’itinerario che si snoda dal pian terreno al primo piano, dove sono esposte le opere della collezione, giunge al secondo dove, attraverso la proposta espositiva, la lettura del passato si attualizza nell’interpretazione contemporanea. La valenza didattica del progetto costituisce un valore aggiunto in quanto gli studenti sono stati coinvolti in tutte le fasi progettuali, di realizzazione e cura degli apparati, allestimento e organizzazione. Nella giornata della donna la mostra vuole essere un omaggio a tutte le donne artiste alle quali il Museo Hendrik Andersen ha sempre dedicato particolare attenzione e interesse attraverso molteplici iniziative e anche quest’anno l’impegno prosegue attraverso la mostra di un’artista donna e delle studentesse dell’Accademia coinvolte nel progetto. Sabina Alessi è nata a Bruges nel 1968. Consegue il Baccalaureat alla Scuola Europea di Bruxelles. Nel 1992 si diploma all’Accademia di Belle arti di Roma. Nel 1990-91 tiene la sua prima mostra personale al Lavatoio Contumaciale di Roma, dove afferma la sua ricerca incentrata su dei quadri-struttura, in cui i segni sono determinati compositivamente dalla stessa forma struttura del telaio. Prosegue la sua ricerca formale con altri interventi inclusa la XII Quadriennale di Roma, nel 1996. L’attività degli anni ultimi l’ha vista impegnata in una mostra personale ad Empoli (FI) presso la gal-leria Filarete, e nella realizzazione di una scultura in Acciaio Corten,” Onda 2030” per il nuovo Ret-torato dell’Università di Tor Vergata a Roma e in ultimo nel 2021 nella partecipazione con una se-rie di opere al progetto dal titolo Tomaso Binga Locus; Transumanze creative, presso la Fondazione Filiberto e Bianca Menna, e successivamente presso la Brigade Gallery in Danimarca. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove vive e lavora Scarica il COMUNICATO STAMPA

il 14 marzo al Museo Boncompagni “Corrispondenze e riflessi: paesaggio e arte contemporanea. Conversazione con Stefano Baldisseri”

Il 14 marzo si celebra la Giornata Nazionale del Paesaggio. Per l’occasione, l’artista Stefano Baldisseri affronterà al Museo Boncompagni Ludovisi il tema del paesaggio nelle sue varie declinazioni – paesaggio naturale, paesaggio urbano, paesaggio della memoria, paesaggio simbolico – a partire dall’estetica fino alla storia sociale dell’arte esponendo nove olii su tela realizzati tra il 1993 e il 2020. A partire dalle ore 17.00 l’artista accompagnerà il pubblico nella lettura dei dipinti in dialogo con alcune opere della collezione permanente del Museo. Le sue opere saranno esposte fino al 19 marzo. Stefano Baldisseri è laureato presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Impegnato in diverse discipline, sia artistiche, dalle arti visive, alla musica alla storia dell’arte, che scientifico-tecnologiche, persegue un punto di incontro di modelli concettuali e stilistici tra il mondo artistico e quello scientifico. Le sue opere saranno esposte fino al 19 marzo. Finissage 19 marzo ore 17.00.

Al Museo Boncompagni dall’8 marzo “La bellezza dell’intelligenza. Nuove acquisizioni e restauri”

Nel mese che celebra la Festa Internazionale della donna (8 marzo) e in cui ricorre la nascita di Palma Bucarelli (Roma, 16 marzo 1910 – 25 luglio 1998), il Museo Boncompagni Ludovisi presenta un nuovo percorso dedicato alla figura della nota storica e critica d’arte. La Bellezza dell’Intelligenza mette in mostra le più recenti acquisizioni museali consistenti in quattro esemplari unici di gioielli d’artista appartenuti a Palma Bucarelli e acquisiti dalla nipote Barbara Lazzarini per le collezioni del Museo Boncompagni Ludovisi: un pendente, una collana, un anello e un paio di occhiali con orecchino che recano la firma di grandi artisti del Novecento come Lorenzo Guerrini, Umberto Mastroianni e Gastone Novelli. Alcuni abiti del guardaroba di Palma Bucarelli donati al Museo nel 1996 e nel 2010 sono stati sottoposti a un accurato e attento restauro che ha permesso la pulitura e il consolidamento dei tessuti e degli elementi decorativi. Così in una nuova veste sono stati allestiti modelli da giorno, pomeriggio, cocktail, sera databili tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta del Novecento che recano le firme di note sartorie romane e napoletane oggi scomparse. Gli abiti e i gioielli indossati da Palma Bucarelli nelle diverse occasioni delineano la sua identità di donna carismatica e all’avanguardia e testimoniano lo stretto legame fra arte, moda e innovazione vissute sempre alla ribalta dell’interesse mediatico. Mercoledì 8 marzo alle ore 16.30 il pubblico potrà scoprire il nuovo percorso grazie a una visita guidata con il direttore del Museo Matilde Amaturo, la curatrice del restauro degli abiti Nicoletta Vicenzi e con la collaborazione di Elisa Ciafrei che illustrerà le tecniche dei gioielli (per prenotazioni 06 42824074 fino a esaurimento posti). Scarica il COMUNICATO STAMPA

La Direzione Musei Statali della città di Roma partecipa a ‘M’illumino di meno’

La Direzione Musei Statali della città di Roma partecipa a M’illumino di Meno, la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili organizzata annualmente da Rai Radio2 e il programma Caterpillar. Giovedì 16 febbraio, in serata, i seguenti musei spegneranno le luci per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (dalle 20 alle 21) Pantheon (dalle 20 alle 21) Museo Boncompagni Ludovisi (dalle 19 alle 20) Museo Hendrik Christian Andersen (dalle 19 alle 20) Per maggiori informazioni https://cultura.gov.it/comunicato/24182

Museo Hendrik Christian Andersen-FORME BREVI – SCRITTURE SINCRETICHE

Sabato 25 febbraio presso il Museo Hendrik Christian Andersen si terrà il seminario FORME BREVI – SCRITTURE SINCRETICHE, in collaborazione con la cattedra di Semiotica del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. Il seminario è a cura della Prof. ssa Isabella Pezzini (Sapienza Università di Roma) e del Prof. Riccardo Finocchi (Università di Cassino). Negli ultimi anni è apparsa sul web una nuova modalità di comunicazione che ha registrato una impressionante circolazione discorsiva. Comprensibile a tutti e usata da un numero elevato (e in continua crescita) di utenti, essa è caratterizzata dalla combinazione di immagini, suoni e parole per produrre testi, generalmente piuttosto brevi, mobilitando un repertorio ampio ed eterogeneo di risorse semiotiche ed estetiche. Si pensi, ad esempio, ai “meme” audiovisivi o alle funzionalità e app dedicate, quali Instagram Stories o Tik Tok di cui anche i Musei stanno facendo un uso frequente. È interessante notare come, sul piano dell’espressione, questa scrittura sincretica esternalizzi e testualizzi le procedure tipicamente multimodali e sinestetiche che caratterizzano il lavoro più originario della nostra immaginazione. Le manifestazioni testuali di questa forma espressiva sono state fin qui raccolte in corpus più o meno omogenei, utilizzando criteri di classificazione che hanno dato luogo a un numero molto elevato di definizioni, quali remix, rimediazione, rimontaggio, re-enactement, rilocazione, intermedialità, postmedialità (Bolter, Casetti, Eugeni, Grusin, Noë) ecc. Ci si potrebbe tuttavia chiedere, in via preliminare, se il modo migliore per comprendere e studiare questa modalità espressiva sincretica non consista nell’interpretarla a partire dal suo orientamento caratteristico verso un formato breve (riferibile anche all’idea di “forme semplici” di Jolles) che si avvale di una scrittura sincretica, in quanto tale capace di essere appresa, interiorizzata e performata, nonché di evolvere secondo linee di sviluppo che sono solo in parte preventivabili benché riferibili a pratiche comunicative che tendono a pertinentizzare le stesse modalità di blending espressivo. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a un fenomeno che potrebbe riservare conseguenze culturali analoghe a quelle ascrivibili alla scrittura lineare e alla stampa a caratteri mobili (Havelock, McLuhan, Ong). Il seminario si propone di esplorare secondo diversi approcci il rapporto significativo tra scritture sincretiche e forme brevi. PROGRAMMA 9.30 Apertura seminarioMaria Giuseppina di Monte – Saluti istituzionali 09.45 Introduzione ai lavoriIsabella Pezzini, Sapienza Università di RomaAnne Beyaert-Geslin, Université Bordeaux-Montaigne ​10.45 – 11.15 discussione 11.30 – 13.00 prima tavola rotonda – Le forme brevi in prospettiva estetica Introduce Pietro MontaniDario Cecchi, Angela Maiello, Tommaso Casini, Serafino Murri 13.00 – 15.00 pausa pranzo 15.00 – 18.00 seconda tavola rotonda – Le forme brevi in prospettiva semiotica Introduce Riccardo FinocchiTiziana Migliore, Bianca Terracciano, Paolo Peverini, Franciscu Sedda, Marc Bogo, Luigi Virgolin, Leonardo Romei DiscussantPierluigi Cervelli, Michele Dentico, Paolo Sorrentino, Riccardo Bertolotti 18.00 Discussione finale e aggiornamento del progetto Download PROGRAMMA

Museo Boncompagni Ludovisi-LA MODA IN CARTA VELINA

LA MODA IN CARTA VELINA Mercoledì 15 febbraio alle ore 17.00 il Museo Boncompagni Ludovisi, diretto da Matilde Amaturo e afferente alla Direzione Musei Statali della città di Roma, diretta da Mariastella Margozzi propone al pubblico la conferenza intitolata “La Moda in carta velina”, curata da Maria Rita Spinetti. Dire “Belle Époque” richiama alla mente immagini di mondanità e frivolezza, di donne belle ed eleganti che frequentano il teatro, le feste e gli atelier di grandi sarti, rigorosamente francesi. Accanto a questa élite viveva tuttavia un mondo femminile con gli stessi obblighi di vita sociale, ma non con le stesse possibilità economiche. In un tempo in cui la “signora” doveva avere l’abito adatto non solo per ogni avvenimento, ma per ogni ora del giorno, seguire la moda era un vero problema quotidiano. Un grande aiuto veniva dai “cartamodelli” che in carta velina fornivano, in varie misure, le forme del vestito da riportare sulla stoffa e permettevano di relizzare l’abito ammirato su un disegno. Questi cartamodelli, che si trovano ancora in alcune mercerie, comparvero dalla fine dell’Ottocento nei giornali dedicati alla moda o in cataloghi pubblicati dalla stessa ditta produttrice. La Moda Universale Butterick è un esempio di questi cataloghi, piacevole da sfogliare per le illustrazioni, ma soprattutto per i commenti e i consigli che le accompagnano e che descrivono con efficacia il mondo variegato delle sartine e delle signore “dalle mani d’oro” che potevano, con l’aiuto dei cartamodelli, essere sempre “distintissime” seguendo la moda del giorno. In occasione della conferenza saranno esposti alcuni numeri della Moda Universale Butterick. Maria Rita Spinetti, già insegnante di Lettere, ha conseguito il Diploma per i Beni Culturali della Chiesa presso l’Università Gregoriana di Roma e pubblicato articoli sull’iconografia cristiana. Da sempre affascinata dalla ceramica, ha seguito corsi sulla materia a Sèvres e visitato i laboratori della manifattura. In passato ha organizzato visite guidate a tema sulle collezioni di maioliche e porcellane del Museo di Palazzo Venezia. Ingresso fino a esaurimento posti con prenotazione telefonica obbligatoria​

Alla Galleria Spada dal 2 al 27 febbraio la mostra ‘Prospettive. Fotografare la Galleria Spada”

La Direzione Musei Statali della città di Roma, assieme alla Galleria Spada e in collaborazione con l’ICCD-Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e la RUFA-Rome University of Fine Arts , presenta la mostra Prospettive. Fotografare la Galleria Spada, che si terrà dal 2 al 27 febbraio 2023 negli spazi dell’illustre collezione barocca di Piazza Capodiferro. Nato all’interno di un progetto sulla documentazione fotografica dei beni culturali, Prospettive è un esperimento che ha coinvolto le classi RUFA del terzo anno di Fotografia e Audiovisivo; lavorando sia nella quadreria che nel Giardino Segreto, dove si trova la celebre Prospettiva del Borromini, gli allievi hanno potuto documentare opere e spazi e sviluppare una personale interpretazione di un museo così ricco di spunti e dettagli. Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle superfici, dei materiali e della luce. E naturalmente alle “prospettive”. Marmo, legno, tele, intagli e dorature sono diventati così il soggetto delle immagini, tanto da restituire una dimensione quasi tattile, uno strato materico che si aggiunge a quello visivo. La mostra propone pertanto una serie di calibrati interventi installativi di immagini all’interno del percorso museale, istituendo un dialogo tra le fotografie realizzate e gli spazi del museo. Attraverso un gioco di rimandi e riflessi, se da una parte si è cercato di “nascondere” le fotografie nelle sale tra gli arredi barocchi, dall’altra le si è lasciate emergere attraverso il contrasto dato dai supporti utilizzati, come il plexiglass e il pvc. Ne scaturisce un percorso fatto di illusioni, in cui le opere e le immagini delle opere stesse si affiancano senza contraddizioni, mantenendo intatta ogni preziosa atmosfera della Galleria. Il catalogo pubblicato in occasione della mostra, curata da Adriana Capriotti e Giorgio di Noto, è stato coordinato da David Mozzetta e dà conto non soltanto delle opere esposte, ma anche di una più ampia selezione delle fotografie eseguite nel corso del progetto svoltosi presso la Galleria. La collaborazione tra RUFA e la Direzione Musei Statali della città di Roma e ICCD, rispettivamente guidati da Mariastella Margozzi e da Carlo Birrozzi, nonché con la Galleria Spada diretta da Adriana Capriotti, ha trovato attuazione attraverso un progetto portato avanti dal docente RUFA Giorgio Di Noto. Prospettive. Fotografare la Galleria Spada a cura di Adriana Capriotti e Giorgio Di Noto. 1 – 27 febbraio 2023

Il 26 gennaio al Museo di Castel Sant’Angelo si celebra il ‘Giorno della Memoria’ – presentazione opera di Bruno Canova

Nell’ambito delle attività organizzate dalla Direzione Musei Statali della città di Roma per celebrare il Giorno della Memoria, la Direzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo presenta al pubblico l’opera dell’artista Bruno Canova: 1938 dal ciclo L’arte della guerra. Bruno Canova, internato in un lager tedesco nel 1944 come partigiano, è un testimone che ha scelto di usare il linguaggio delle arti visive per contribuire al grande mosaico collettivo della memoria, alla volontà e alla necessità di continuare a trasmettere alle generazioni future il ricordo dell’orrore della Shoah e della cancellazione violenta di tutti gli avversari del regime nazista. Per dare la propria testimonianza sulla tragedia in cui è stato coinvolto e sulle atrocità a cui è sopravvissuto, affinché non si ripetessero e non venissero dimenticate, Bruno Canova, con grande impegno civile, ha lavorato dalla fine degli anni Sessanta alla sua scomparsa, avvenuta nel 2012, alla grande mostra L’arte della guerra, dedicata alle crudeltà delle guerre di tutti tempi. La mostra ha toccato moltissime città italiane, in un progetto articolato dove hanno un’importanza particolare le opere dedicate alle Leggi Razziali, alla persecuzione degli ebrei e alla Shoah. In questi lavori Canova unisce la sua formazione di avanguardia (legata alla grafica di Albe Steiner, Max Huber e alla fotografia di Luigi Veronesi) a una personale rielaborazione del collage futurista e dadaista e alla sua vocazione iconica di disegnatore e pittore. Queste opere, frutto di lunghe ricerche storiche, utilizzano manifesti, ritagli di giornale e documenti originali inseriti nel corpo dell’opera, elementi verbovisivi, campiture quasi informali, disegni e parti dipinte Nel ciclo L’arte della guerra Canova ha lavorato parallelamente a un libro e a dei dipinti dove talvolta compaiono gli stessi elementi documentari, utilizzati sia nelle pagine del volume che all’interno dei dipinti, attraverso modi compositivi diversi, ma con la stessa volontà di dare una testimonianza il più possibile oggettiva e rigorosa degli eventi storici trattati. Il risultato è di grande forza espressiva e di dolente partecipazione, legata indubbiamente alla sua esperienza diretta, dove i simboli non restano sospesi come fredde evocazioni ma diventano elementi strutturali della potenza drammatica di opere colme di una intensa e sofferta capacità di testimoniare ed evocare fatti e cose talmente spaventosi da giungere alla soglia dell’indicibile. Nella pagina del libro dedicata all’emanazione delle Leggi Razziali del 1938 in Italia e ai loro effetti nelle scuole e nelle università, compaiono per esempio gli stessi ritagli delle prime pagine dei quotidiani Il Messaggero e Il Corriere della Sera utilizzati poi nell’opera 1938. Nel quadro 1938, realizzato nel 1973, infatti, lo sciagurato e tragico esito finale dell’emanazione delle Leggi Razziali che colpivano studenti e professori ebrei si chiarisce non solo nella grande stella gialla che campeggia nell’opera, ma ancora più intensamente nel filo spinato, evidente allusione ai campi di sterminio, che l’artista ha accennato con la matita sulla destra del quadro, mentre i fogli di studi di calligrafia di bambini incollati al supporto aumentano lo stridore dolente della denuncia del razzismo italiano e delle sue terribili conseguenze. L’opera, in mostra al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo fino al 19 febbraio, verrà presentata da Mariastella Margozzi, Direttrice del Monumento e dei Musei Statali della città di Roma, e dal professor Lorenzo Canova, storico e critico d’arte, figlio dell’artista Bruno Canova, che ha generosamente messo a disposizione il dipinto. La Direzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo per celebrare il Giorno della Memoria presenta al pubblico l’opera di Bruno Canova 1938 dal ciclo L’arte della guerra Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, 26 gennaio 2023 ore 11.00 Sala della Biblioteca — — — — — — — — — — — Scarica il COMUNICATO STAMPA

Festività di fine anno nei Musei della Direzione Musei Statali della città di Roma

Con l’arrivo delle festività di fine anno, i musei della Direzione Musei Statali della città di Roma assicureranno al pubblico la più ampia fruizione possibile. Di seguito il calendario delle aperture/chiusure: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Aperture: 8 dicembre, 24 dicembre, 26 dicembre, 31 dicembre, 1 gennaio, 2 gennaio, 6 gennaio Chiusure: 25 dicembre, 27 dicembre, 3 gennaio Museo Hendrik Christian Andersen Aperture: 8 dicembre, 24 dicembre, 26 dicembre, 31 dicembre, 1 gennaio, 2 gennaio, 6 gennaio Chiusure: 25 dicembre, 27 dicembre, 3 gennaio Museo Boncompagni Ludovisi Aperture: 8 dicembre, 24 dicembre, 26 dicembre, 31 dicembre, 1 gennaio, 2 gennaio, 6 gennaio Chiusure: 25 dicembre, 27 dicembre, 3 gennaio Galleria Spada Aperture: 8 dicembre, 24 dicembre, 26 dicembre, 31 dicembre, 1 gennaio, 2 gennaio, 6 gennaio Chiusure: 25 dicembre, 27 dicembre, 3 gennaio Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Aperture: 8 dicembre, 24 dicembre, 26 dicembre, 27 dicembre, 31 dicembre, 1 gennaio, 2 gennaio, 6 gennaio Chiusure: 25 dicembre e 3 gennaio Pantheon Sempre aperto eccetto il 25 dicembre. Il 1 gennaio, in occasione della prima domenica del mese, non sarà necessaria la prenotazione per visitare il Pantheon. Vi aspettiamo, augurandovi Buone Feste!

dal 13 dicembre al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo la mostra “Franca Bettoja Tognazzi. La moda di un’attrice”

Franca Bettoja, attrice, apprezzata interprete de L’uomo di Paglia di Pietro Germi nel 1958, moglie di Ugo Tognazzi, uno degli attori più amati dal grande pubblico, viene raccontata attraverso un cospicuo numero di abiti da sera che segnano gli eventi mondani di Roma e i red carpet dei festival cinematografici, in un periodo di grande rinascita e affermazione del Cinema italiano dagli anni ’50 agli anni ’70. Sono gli stessi anni che hanno visto l’attrice partecipare più volte a film italiani ed esteri, a fianco di famosissimi attori e registi dell’epoca. Il suo gusto, sempre elegante e insieme personalissimo e fuori dal coro, si esprime sia attraverso la scelta di stilisti famosissimi quali Schuberth e le Sorelle Fontana, sia attraverso la predilezione di tessuti preziosamente ricamati e modelli personalizzati fatti realizzare da note sartorie romane, ultime eredi di un mestiere di alto e raffinato artigianato. Il guardaroba di gala di Franca Bettoja, oltre a sottolineare la sua riservata – ma nello stesso tempo istrionica – personalità, testimonia il gusto di un’epoca in cui si può affermare senz’altro che “l’abito faceva il monaco”, soprattutto nel mondo del Cinema. Oltre ottanta abiti della Bettoja sono stati acquisiti per le collezioni di Moda del Museo Boncompagni Ludovisi, che fa parte della Direzione Musei Statali della città di Roma, dove a esposizione finita saranno depositati ed esposti nell’ambito della già vasta collezione di Moda del secolo XX. La mostra di Castel Sant’Angelo, curata da Mariastella Margozzi con Laura Salerno, presenta al pubblico circa cinquanta abiti da cocktail e da sera di Franca e una rilevante rassegna fotografica che racconta il percorso della sua vita di attrice e di donna. Essa rappresenta la prima apertura al mondo della Moda del Museo nazionale di Castello, che ha completamente riadattato un importante ambiente espositivo, un tempo deposito della Collezione delle Armi antiche e dagli anni ’70 contenitore di una piccola esposizione dei cimeli militari risorgimentali. Anche la Moda, come specchio dei tempi, potrà essere da adesso raccontata nel contesto monumentale di grande prestigio quale è Castel Sant’Angelo e testimoniare quanto essa sia parte integrante della cultura del nostro Paese. L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da De Luca Editori d’Arte, sempre a cura di Mariastella Margozzi, autrice del saggio introduttivo, con Laura Salerno, autrice della biografia dell’attrice e della filmografia, nel quale vengono riprodotti tutti gli abiti esposti, il più delle volte indossati da modelle messe cortesemente a disposizione dall’agenzia Glamour Moda e Management e fotografate da Gaia Schiavinotto. Franca Bettoja Tognazzi. La moda di un’attrice Armerie Superiori di Castel Sant’Angelo dal 13 dicembre 2022 al 12 marzo 2023 LA MOSTRA E’ PROROGATA FINO AL 19 MARZO — — — — — — — — — Direzione Musei Statali della città di Roma dmsrm.futuretechlead.com Ufficio Promozione e Comunicazione dms-rm.comunicazione@cultura.gov.it Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo www.castelsantangelo.beniculturali.it Ufficio stampa PAV: Maya Amenduni mayaamenduni@gmail.com +39 3928157943 Scarica il COMUNICATO STAMPA