Presentazione del libro LE MAESTRE DELL’ARTE di Livia Capasso

Sabato 13 aprile alle ore 17.00 presso la Casa Museo Hendrik Christian Andersen si terrà la presentazione del volume di Livia Capasso LE MAESTRE DELL’ARTE (edizioni Nemapress 2021). E’ una storia dell’arte al femminile, scritta con l’intento di riparare alla parzialità e alla distorsione presente nei manuali scolastici, per ridare alle artiste quella visibilità negata da pregiudizi e stereotipi, riconoscere una loro costante presenza, sottolinearne lo spirito di indipendenza e autonomia, la voglia di emergere, la caparbietà nell’affrontare le difficoltà, non ultime le loro innegabili qualità stilistiche. I primi capitoli procedono più speditamente, data la scarsità di presenze femminili. Dal ‘700 in poi il numero delle artiste aumenta considerevolmente, così come aumentano le letterate, le filosofe, in quanto vengono meno tanti divieti. Nel Novecento, poi, la richiesta di partecipare alla vita politica, all’istruzione, si affianca al diritto di creare. Ma solo dagli anni Sessanta, Settanta del Novecento le donne, sulla spinta dei movimenti femministi, consapevolmente hanno rivendicato il loro posto accanto a quello degli uomini e sono entrate in massa nel mondo dell’arte, non solo come artiste, ma anche come critiche e collezioniste. Su undici capitoli de Le maestre dell’arte gli ultimi sette (244 su 430 pagine) riguardano la presenza femminile nel campo della scultura, pittura, architettura del Novecento, e registrano un protagonismo femminile in tutti i settori della produzione artistica, e in tutte le aree geografiche, dalle grandi città di paesi sviluppati a realtà degradate di paesi dove regnano miseria e negazione di diritti civili. Ma la strada da percorrere per una piena visibilità e una parità di opportunità è ancora lunga, se ancora scarsa è la presenza femminile nei manuali scolastici, se nei musei c’è ancora una predominanza di autori maschili, se per emergere devono dimostrare un talento eccezionale e a parità di valore guadagnano meno dei loro colleghi. Alla presentazione del volume interverranno oltre all’autrice, Maria Giuseppina Di Monte direttrice della Casa Museo Hendrik Christian Andersen, Milena Gammaitoni, docente di Sociologia presso l’Università Roma Tre, Gabriella Anselmi, presidente di Alef, in rappresentanza di Toponomastica Femminile.  Livia CapassoNapoletana di origine, si è laureata con lode in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico nel 1972 alla Federico II di Napoli; ha insegnato Storia dell’arte in vari licei, da Nord a Sud del paese, fino al 2010, e ora vive a Roma. Mamma di tre figli e nonna felice, alla cura della famiglia e alla passione per l’insegnamento unisce l’impegno nell’analizzare e diffondere il tema della parità di genere: socia cofondatrice dell’associazione Toponomastica femminile, in cui ha ricoperto le cariche di vicepresidente e tesoriera, attivista in varie APS impegnate nella lotta alle discriminazioni, soprattutto quelle di genere, e nell’abbattimento degli stereotipi, quali Alef, Fildis, Rete per la parità, è organizzatrice e relatrice in convegni e seminari. È componente della giuria nel concorso nazionale “Sulle vie della parità”. Partecipa a progetti finanziati con la finalità di assicurare la memoria delle donne, soprattutto quelle dimenticate dalla storia.  Scrive regolarmente articoli sulle stesse tematiche su giornali on line e su riviste cartacee.   La presentazione del volume è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Casa Museo.

#domenicalmuseo – 7 aprile

Domenica 7 aprile torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo che prevede l’ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali la prima domenica del mese. La Direzione aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso alle ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso le casse e i totem presenti in sede. Galleria Spada (8.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione. Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È consigliata la prenotazione (al costo di 1 euro; tutte le info su www.gebart.it). Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00.) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani). Per maggiori informazioni:  https://cultura.gov.it/domenicalmuseo

DIALOGHI. Le case museo romane. Esperienze e buone pratiche

Domenica 7 aprile a partire dalle ore 15.30 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei statali di Roma guidata dal Direttore Generale Musei Prof. Massimo Osanna ospiterà il seminario DIALOGHI. LE CASE MUSEO ROMANE. ESPERIENZE E BUONE PRATICHE. La casa museo appartenuta allo scultore norvegese naturalizzato statunitense ha avviato da tempo una riflessione sul tema delle Case Museo che ha avuto come esiti recenti due mostre fotografiche: Riflessioni di Archiscultura. Fotografia Scultura Architettura (25 ottobre 2023 – 16 febbraio 2024) e AbitarTe. Le Case Museo romane (24 febbraio 2024 – in corso fino al 14 aprile 2024). Quest’ultima, in particolare, a cura del Collettivo amatoriale il LABirinto, approfondisce solo una parte del composito mondo delle Case Museo avendo come prospettiva quella di ampliare lo sguardo su tutte le altre realtà. Le case coinvolte in questa prima fase, oltre la Casa Museo H.C. Andersen, sono state la Casa Giorgio de Chirico, Casa Keats-Shelley, Casa Mario Praz e Casa Scelsi. Gli scatti esposti sono scaturiti dalle suggestioni suscitate da questi luoghi unici, spesso ispirate e talora riferibili alle foto d’archivio conservate nelle stesse case museo, con l’obiettivo di far conoscere aspetti meno evidenti e meno usuali e di farlo attraverso le rivisitazioni e lo sguardo contemporaneo. Il seminario proposto in occasione delle Giornate nazionali delle Case dei personaggi illustri (6 e 7 aprile 2024) promossa dall’Associazione Nazionale Case della Memoria nasce pertanto dall’esigenza di mettere a fuoco un tema che sta assumendo sempre maggior rilievo istituzionale e interesse da parte del pubblico grazie alle testimonianze, esperienze e buone pratiche dei direttori e curatori delle collezioni di alcune case museo italiane. Un pomeriggio, dunque, di confronto sullo stato dell’arte e sugli aspetti gestionali, normativi, comunicativi, di promozione e di valorizzazione delle singole realtà. Il seminario è a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Maddalena Paolillo. PROGRAMMA: Saluti istituzionali Maria Giuseppina Di Monte Direttore Casa Museo Hendrik Christian Andersen Interventi di Maria Giuseppina Di Monte Direttore Casa Museo Hendrik Christian Andersen Maddalena Paolillo Assistente fruizione e accoglienza Casa Museo Hendrik Christian Andersen Valentina Filamingo Assistente tecnico Ufficio promozione e comunicazione Direzione Musei statali di Roma Matilde Amaturo Direttore Casa Museo Boncompagni Ludovisi Francesca Condò Direttore Casa Museo Mario Praz Adriano Rigoli Fondatore e Presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Marco Capaccioli Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Simonetta Antellini Direttore della Casa Museo Giorgio de Chirico Luca Caddia vice Curatore Keats-Shelley House Irmela Heimbächer Presidente Fondazione Isabella Scelsi Giuseppe Carci Università degli Studi “Guglielmo Marconi”  Cecilia Bibbò State University of New York (SUNY) at Albany Nicoletta Cardano Curatrice storica dell’arte, già Sovrintendenza Capitolina Ingresso libero fino a esaurimento posti. Comunicato stampa

Anna Maria Scocozza INDUMENTI POETICI

“La mia narrazione artistica è la conseguenza di un fare ispirato, sempre in bilico tra sogno e realtà, tra declino e rinascita, tra spirito e materia, tra estetica ed etica, tra realtà e sublimazione poetica” (Anna Maria Scocozza) Mercoledì 3 aprile alle ore 16.30 aprirà al pubblico la mostra di Anna Maria Scocozza dal titolo INDUMENTI POETICI. LA BELLEZZA DELLA CARTA RICREATA. Le sue opere scultoree di carta offrono una visione unica, coinvolgente e personale dell’esistenza e dello spazio emotivo femminile. Apparentemente  i suoi “indumenti poetici” sembrano oggetti di consumo;  sono invece “contenitori di senso”, specchi per guardarsi dentro e suscitare meraviglia. Le opere dell’artista sono visioni da indossare con l’anima, che prendono in prestito – e utilizzano come pretesto, come metafora – un “guardaroba poetico” tutto al femminile: abiti, lingerie, scarpe, e altri indumenti, realizzati in carta e cartone riciclato, che spingono lo spettatore ad una riflessione sul riuso e sul guardare agli scarti in un’ottica di “Rinascita creativa”. Il riuso è qui inteso non solo come fonte di bellezza, ma anche come stimolo a un’educazione sempre più sostenibile, come valore e dovere umano. La pratica artistica di Anna Maria Scocozza diventa uno strumento per risolvere e riparare con la bellezza le intime lacerazioni e sofferenze dei percorsi umani femminili. La carta (in particolare quella riciclata) racconta così storie al femminile impregnate di vissuto e ricordi. La mostra è curata da Valentina Filamingo e sarà aperta al pubblico fino a giovedì 11 aprile. In collaborazione con l’Associazione di volontariato Museum odv. Anna Maria Scocozza nasce a Roma nel 1965 dove vive e lavora. Diplomata in Costume e Moda, ha frequentato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma la Scuola libera del nudo e moltissimi corsi di specializzazione di pittura e decorazione. Negli ultimi anni la sua ricerca artistica si è focalizzata sulla realizzazione del “Guardaroba poetico”, e precedentemente sull’acquarello e sui libri d’artista. Costruisce gli “Indumenti poetici” con ciò che viene rifiutato, inutilizzato: vecchi libri riciclati, destrutturati e ricreati, talvolta filati, a formare una stoffa di carta, che utilizza come metafora poetica, visioni da indossare per descrivere la realtà, anche quella più dolorosa; simboli visivi, archetipi umani, che ci accompagnano nel nostro difficile viaggio terreno e spirituale. Strappi come cicatrici, che diventano feritoie da dove la luce illumina e custodisce preparandoci per nuove fioriture. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero e le sue opere si trovano presso Musei, Fondazioni e Collezioni italiane e straniere. Tra le mostre recenti: Triennale Internazionale du papier Musèe Charmey, Svizzera (2023); Mostra dalla carta d’Archivio alle carte d’Artista presso l’Archivio di Stato di Roma Sant’Ivo alla Sapienza (2022); Mostra personale “L’ anima si veste di carta”. Torretta di San Francesco-Repubblica di San Marino (2022); Concorso “Indoor” XI edizione della Lucca Biennale Cartasia, Villa Bottini Lucca (2021); Mostra personale “Vestimenti poetici in carta riciclata” VII Edizione inserita nella Mostra Internazionale del Libro d’Artista, presso il Museo Civico Ex Monastero di Santa Chiara Noto (2021).

Castello racconta Castello. Visite guidate gratuite a cura del personale del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. Calendario di aprile

Informiamo i visitatori che, per motivi organizzativi, le visite guidate gratuite condotte dal nostro personale, previste per il mese di aprile, saranno sospese. Il servizio riprenderà regolarmente nel mese di maggio. Prosegue nel mese di aprile il progetto di visite guidate all’interno del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, a cura dello staff. Le visite, gratuite e in lingua italiana, si svolgeranno nei seguenti giorni: martedì 9 e mercoledì 10 martedì 16 e mercoledì 17 martedì 23 e mercoledì 24 martedì 30 Per ogni giorno sono previste 2 visite: ore 10.30, ore 15.30 Durata: 1 ora e mezzo circa Per ciascuna visita: max 10 persone Prenotazione obbligatoria entro le 48 ore precedenti all’indirizzo mail: dms-rm.visitecastello@cultura.gov.it Visita gratuita previo pagamento del biglietto d’ingresso, secondo i canali ordinari previsti.

Festività pasquali nei musei della Direzione

In occasione delle prossime festività pasquali, i musei della Direzione assicureranno al pubblico la più ampia fruizione possibile. Di seguito il calendario delle aperture: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Nella prima settimana di aprile non è previsto riposo settimanale. Pantheon Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Non effettua riposo settimanale. Museo Boncompagni Ludovisi Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Nella prima settimana di aprile non è previsto riposo settimanale. Galleria Spada Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Chiuso martedì 2 aprile per l’ordinario giorno di riposo settimanale. Museo Hendrik Christian Andersen Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Nella prima settimana di aprile non è previsto riposo settimanale. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Nella prima settimana di aprile non è previsto riposo settimanale. Museo Mario Praz Aperto a Pasqua (domenica 31 marzo) e Pasquetta (lunedì 1 aprile). Chiuso martedì 2 aprile per l’ordinario giorno di riposo settimanale. Ricordiamo inoltre che il Parco Archeologico di Veio sarà aperto al pubblico nei giorni 3 aprile (dalle ore 10.00 alle ore 13.00; visita solo su prenotazione inviando una email a booking@csli-roma.eu) e 4 aprile (dalle ore 9.30 alle ore 12.30). Vi aspettiamo, augurandovi Buona Pasqua! Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/pasqua-2024 https://cultura.gov.it/evento/pasquetta-2024

Dantedì al Pantheon. 25 marzo 2024

Pantheon, 25 marzo 2024, ore 10.00 e ore 17.00 Nella Giornata dedicata a Dante Alighieri, la Direzione e lo staff del Pantheon, Basilica di Santa Maria ad Martyres, propongono al pubblico interessato due visite speciali, evocanti il genio del Sommo Poeta: ore 10.00 “Vergine madre, figlia del tuo Figlio…” (Paradiso, XXXIII) – Itinerario artistico-teologico della Via Crucis al Pantheon, a cura della dott.ssa Annalisa Mucerino. L’iniziativa è volta all’approfondimento dei riferimenti simbolico-scritturistici presenti nelle 14 formelle bronzee della Via Crucis e negli arredi sacri (ambone e altare) collocati nella Basilica, scaturiti dal genio dello scultore contemporaneo Federico Severino e del teologo don Angelo Pavesi. Particolare enfasi verrà data alla IV stazione, che, nel celebrare l’intimo incontro della Madre e del Figlio lungo la via dolorosa, offre una toccante trasposizione figurativa dell’Inno alla Vergine che san Bernardo di Chiaravalle proferisce nel Paradiso dantesco. ore 17.00 “La faccia sua mi parea…” (Inferno, XXXI) – Dante e la Pigna del Pantheon, a cura del dott. Manuel Ruta Florio. L’iniziativa è volta a ripercorrere l’affascinante storia della Pigna di bronzo, citata dal Sommo Poeta nella prima cantica della Divina Commedia e attualmente esposta nell’omonimo cortile dei Musei Vaticani. Raro esempio di gigantesca scultura bronzea rimasta quasi intatta, la Pigna ha attraversato oltre 2000 anni di storia, come del resto è avvenuto per il “Tempio dedicato a tutti gli Dei”, realizzato originariamente da Agrippa e ricostruito nelle forme attuali dall’imperatore Adriano, dopo l’incendio del 110 d.C. Le visite, gratuite e associate al costo del solo biglietto d’ingresso, sono prenotabili al link https://www.museiitaliani.it, previa registrazione sulla piattaforma digitale di acquisto.

d’Oro e Turchese. Le ceramiche Borghese di Pratica di Mare

Dal 26 marzo al 26 maggio 2024 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Matilde Amaturo e afferente alla Direzione Musei statali di Roma guidata dal Direttore Generale Musei Prof. Massimo Osanna ospiterà la mostra d’Oro e Turchese. Le ceramiche Borghese di Pratica di Mare, a cura di Daria Borghese. L’esposizione celebra il centenario dell’apertura della Fabbrica di Ceramiche Artistiche di Pratica di Mare (1924-2024) e si compone di circa trecento oggetti che raccontano la storia della manifattura ceramica e della donna che la ha fortemente voluta, fondata e portata avanti per decenni: Maria Monroy, moglie di Camillo Borghese. I manufatti in mostra, come le sfarzose suppellettili per la tavola che brillano per l’oro, l’argento e il turchese, gli oggetti copiati dai ritrovamenti archeologici dell’antica Lavinium e i divertenti animalia, dimostrano come la manifattura di Pratica di Mare abbia avuto un proprio carattere distintivo. Maria Monroy Borghese intraprese l’attività del laboratorio con l’intento di offrire occasioni di lavoro, in una zona economicamente depressa e, allo stesso tempo, promuovere l’apprendistato soprattutto per donne nubili con figli. L’intero progetto è quindi una storia al femminile, risultato dell’intreccio tra l’antico mestiere del ceramista, la filantropia dell’aristocrazia romana e le teorie pedagogiche del tempo. Ai direttori di produzione, che si avvicendano negli anni, da Renzo Cellini a Francesco Caraglia, si affianca il talento della principessa Borghese cui spetta l’ideazione artistica dei manufatti, la messa a punto delle tecniche di cottura. La fabbrica che continua la sua produzione di ceramiche anche dopo la morte della principessa, avvenuta nel 1964, chiude nel 2011. Le ceramiche in mostra sono una preziosa testimonianza della produzione romana e laziale, di cui la Casa Museo Boncompagni Ludovisi conserva ed espone le opere di diversi artisti: da Duilio Cambellotti alla Manifattura Tidei di Grottaferrata, alla Scuola delle Mura della Famiglia Randone a Olga Modigliani, per citarne alcuni. SCHEDA INFORMATIVA Mostra d’Oro e Turchese. Le ceramiche Borghese di Pratica di Mare Mostra 26 marzo – 26 maggio 2024 Casa Museo Boncompagni Ludovisi Cura della mostra Daria Borghese Allestimento Isabella Ciracì Altamura Catalogo Artemide Edizioni Cura del catalogo Daria Borghese con la collaborazione di Anna Ruotolo Premessa On. Min. Gennaro Sangiuliano Prefazione Prof. Massimo Osanna Introduzione al catalogo Barbara Jatta Francesca Cappelletti Testi critici di Matilde Amaturo Daria Borghese Valentina Filamingo Pier Paolo Pancotto Luca Pesante Fotografie Giulio Archinà Comunicato stampa

Note perdute. Il restauro del Liuto di Vendelino Tieffenbrucker. Mostra al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Sabato 16 marzo, alle ore 13.00, apre al pubblico la mostra Note Perdute. Il restauro del Liuto di Vendelino Tieffenbrucker, in esposizione fino al 3 novembre 2024. La mostra è dedicata al restauro del particolare strumento musicale del XVI secolo ridotto a “rudere”, realizzato grazie al generoso finanziamento della Fondazione Paola Droghetti onlus e alla condivisione del progetto con il corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia: un caso virtuoso di partecipazione tra soggetti privati e istituzioni dello Stato. Si tratta di un liuto con la cassa aperta e mancante del piano, perduto probabilmente in occasione della sua trasformazione in mandola, il cui autore è un illustre liutaio tedesco trapiantato in Italia, come si legge nella etichetta di carta incollata nella cassa, “In Padua Vendelinus Tieffenbrucker”. Insieme al liuto saranno esposti chitarroni, arciliuti, tiorbe e strumenti modificati che consentiranno al visitatore di spaziare tra la molteplicità di strumenti a corde pizzicate che animavano il panorama musicale del Cinque e Seicento. Si tratta di uno strumento presente nei più varieganti ambienti del tempo legati al sacro, alla vita di corte o a quella civile e addirittura paesana. La pratica dello strumento fu riservata nel Rinascimento a musicisti professionisti, per poi diffondersi agli amatori appartenenti alle famiglie aristocratiche e agli strati più alti e culturalmente raffinati della società e infine anche agli ambienti meno colti. Come evidenzia il Professor Massimo Osanna, Direttore Generale Musei e direttore avocante della Direzione Musei statali di Roma, il restauro del liuto Tieffenbrucker rappresenta un vero caso studio che candida il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a divenire punto di riferimento per il confronto pluridisciplinare e internazionale: un luogo che per varietà ed estensione cronologica delle collezioni potrà offrire temi di studio e materiali per la messa a punto di linee guida operative e buone pratiche per la definizione di piani di manutenzione programmata o interventi complessi. Questo progetto è particolarmente degno di merito perché all’intervento seguono l’immediata pubblicazione dei risultati e una mostra che espone al pubblico le diverse fasi e perché si è scelto di rivolgersi a un oggetto fortemente segnato dalle vicende vissute. Questo progetto di restauro fa parte dell’impegno costante della Fondazione nel supportare i giovani laureati nel settore del restauro e della conservazione artistica, fornendo loro l’opportunità di acquisire esperienza pratica e di entrare nel mondo del lavoro, dichiara Vincenzo Ruggieri, presidente della Fondazione Paola Droghetti onlus. Nel caso del liuto in questione, un prezioso esempio di strumento musicale storico, la Fondazione ha affidato il lavoro di restauro al giovane Riccardo Angeloni, primo laureato presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia che è l’unica sede in Italia a offrire il sesto percorso formativo professionalizzante dedicato agli strumenti musicali, strumenti e strumentazioni della scienza e della tecnica, previsto dalla riforma dell’insegnamento del restauro. L’abilitazione al restauro degli strumenti musicali è oggi possibile grazie ad un percorso formativo molto recente. Dal 2016 ad oggi, afferma Massimiliano Guido, Presidente del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali Università degli Studi di Pavia, il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia è l’unica sede in Italia a offrire il sesto percorso formativo professionalizzante dedicato agli strumenti musicali, strumenti e strumentazioni della scienza e della tecnica, previsto dalla riforma dell’insegnamento del restauro. Di conseguenza, siamo gli unici ad avere abilitato alla professione di restauratore dei beni culturali dei giovani che si siano formati non solo nella pratica della bottega, ma anche attraverso il serrato confronto metodologico proprio dell’insegnamento delle discipline teoriche, scientifiche e tecniche, alla base della concezione moderna e più avanzata della conservazione. L’iniziativa si inserisce in una fase particolarmente attiva del Museo, che è oggetto di un delicato lavoro di riallestimento del Museo attraverso un’azione di miglioramento dell’attuale assetto, estesa ai diversi livelli: architettonico, museologico ed impiantistico. I lavori sono ancora in corso ma il museo è sempre aperto. Grazie alla presenza di cantieri trasparenti i visitatori hanno la possibilità assistere al restauro delle opere che saranno poi esposte, e di vedere all’opera le diverse professionalità. Il progetto generale è curato dalla direttrice del Museo Sonia Martone che afferma: la riorganizzazione museale procede di pari passo con una mirata campagna di schedatura e aggiornamento degli studi delle sezioni del museo, volta alla verifica dello stato di conservazione e alla definizione di un piano della manutenzione programmata delle opere esposte e di quelle conservate nei depositi. A distanza di un anno dalla prima ricognizione condotta, sono stati elaborati gli indirizzi per la pianificazione di interventi di restauro che affrontino sistematicamente le classi e le tipologie di strumenti. Compito del museo è effettuare ricerche, collezionare, conservare, interpretare ed esporre, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze. Tali istanze trovano piena espressione intorno al liuto Tieffenbrucker e alle sue storie. Comunicato stampa

Quale restauro? L’approccio interdisciplinare alla conservazione degli strumenti musicali: problematiche e casi particolari – Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Il 16 marzo dalle ore 15.00 si terrà, nell’auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, la conferenza Quale Restauro? L’approccio interdisciplinare alla conservazione degli strumenti musicali: problematiche e casi particolari. Nello spirito inclusivo del museo, l’incontro è concepito nella forma di seminario pubblico di discussione e tutti potranno partecipare e rivolgere domande ai relatori. Quale restauro? L’approccio interdisciplinare alla conservazione degli strumenti musicali: problematiche e casi particolari Convegno nella forma di seminario pubblico di discussione Vincenzo Ruggieri, Presidente della Fondazione Paola Droghetti Giorgio Sobrà, Delegato alla Direzione dell’Istituto Centrale per il Restauro -ICR Interventi Problemi generali Sonia Martone, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Renato Meucci, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Massimiliano Guido, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia Angela Romagnoli, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia L’apporto della diagnostica e della chimica del restauro  Marco Malagodi, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali e Laboratorio Arvedi di Diagnostica non Invasiva CISRic Federico di Iorio, Politecnico di Torino e Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale Il restauro come atto critico  Luciana Festa, Dipartimento di Musicologia e B.C. / ICR Serena Sechi, Istituto Centrale per il Restauro Riccardo Angeloni, Dipartimento di Musicologia e B.C. Modera Sonia Martone, direttrice del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Intervento musicale di Pietro Prosser Il convegno è stato realizzato grazie al contributo della Direzione generale Educazione, Ricerca e istituti Culturali.