sabato 30 aprile apertura straordinaria del Santuario dell’Apollo a Veio
Il Santuario dell’Apollo a Veio sarà aperto in via straordinaria sabato 30 aprile 2022, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, grazie alla stretta collaborazione tra la Direzione Musei statali della città di Roma e l’Ente Regionale Parco di Veio. Ricordiamo che l’area archeologica di Portonaccio sarà comunque aperta, come da calendario, anche domenica 1° maggio 2022 con il consueto orario, dalle ore 10.00 alle ore 16.00.
al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo il 22-23-24 aprile “Musica in Mostra – contrapposizioni e convergenze”
La Direzione Musei statali della città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, diretti da Mariastella Margozzi, continuano il programma di valorizzazione del sito attraverso una serie di offerte innovative ai propri visitatori.Questa volta il progetto nasce dal confronto con il M° Bruno Aprea, direttore d’orchestra e pianista europeo, Koussevitzky Prize nel 1977, che ha voluto proporre una diversa modalità di approccio all’ascolto della musica, quasi attraversando fisicamente le sue diverse espressioni nel corso dei tempi.E’ così che per 3 giorni consecutivi ed in contemporanea nelle 3 sale più belle di Castel Sant’Angelo il pubblico potrà incontrare in Sala Paolina il pianista Josu de Solaun, già vincitore assoluto delle più prestigiose Competizioni Internazionali come il Concorso “Enescu” di Bucarest, il Concorso “Iturbi” di Valencia ecc. che oltre alle esecuzioni programmate, de Solaun si esibirà anche in improvvisazioni su richiesta dei visitatori.Nella Sala della Biblioteca invece saremo accolti dal Trio “Gioconda De Vito” (Silvia Grasso (violino), Gaetano Simone (violoncello) Maurizio Zaccaria (pianoforte): Brahms e Debussy, Duo Simone – Zaccaria : Schumann, Schubert e Bartok.Infine nella Sala dell’Apollo in un susseguirsi temporale simultaneo di ca. 15 minuti potremo emozionarci con i Canti Gregoriani eseguiti dai Cantori della Cappella Sistina (Michael Alfonsi, Ermenegildo Corsini, Fernando di Carlo e Marco Severin) e quasi simultaneamente immergerci nell’ascolto di brani acusmatici di musica elettronica di autori storici e contemporanei (tra i quali Stockhausen, Harvey, Lupone e altri) a cura del Dipartimento di musica e nuove tecnologie – scuola di musica elettronica del Conservatorio Casella de l’Aquila (coordinamento Maria Cristina de Amicis con Stefano Giacomelli e Daniel Scorranese). In collaborazione con la SIAE. Il progetto si terrà nel rispetto delle norme anti Covid-19 ed il video che sarà girato verrà successivamente pubblicato sulle pagine FB e YOUTUBE della Direzione Musei statali della città di Roma. Il pubblico potrà accedere agli spazi fino ad esaurimento dei posti consentiti. Per informazioni: Ufficio Promozione: dms-rm.social@beniculturali.itUfficio Eventi Culturali: anna.selvi@beniculturali.it cell 333 3443235Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/FB: https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRomaIG: https://www.instagram.com/direzionemuseistataliroma/YT: https://www.youtube.com/c/DirezioneMuseiStatalidellaCittàdiRoma Scarica il COMUNICATO STAMPA
21 aprile ore 11:30 – ‘Nel solco del Divino: Il Pantheon celebra il Natale di Roma’
Il 21 aprile del 753 a.C. si narra che Romolo, il primo Re e fondatore di Roma, figlio della vestale Rea Silvia e del dio Marte, abbia con un aratro tracciato i confini sacri del Pomerium fondando la città Eterna. I romani hanno cominciato a contare il tempo da questa data, con la locuzione “Ab Urbe Condita”, “dalla fondazione della Città”. Tra il 27 e il 25 a.C. venne costruito, dove la tradizione vuole che il fondatore di Roma sia asceso al cielo, il primo Pantheon. Ma questa data, Il 21 aprile, coincide con un’altra eccezionale ricorrenza che collega direttamente la fondazione della città e la costruzione del tempio circolare: ogni anno, da oltre duemila anni avviene nel tempio, uno spettacolo solare unico. La Rotonda si comporta da perfetta meridiana sferica e dall’oculus, un fascio di luce “disegna” all’interno dell’aula l’avvicendarsi delle stagioni e ogni 21 di aprile a mezzogiorno (ora solare) illumina in pieno il portale d’ingresso, con un angolo di 60°. A quell’ora esatta in quello stesso giorno, racconta la leggenda, Augusto per il quale il genero e amico Marco Vipsanio Agrippa aveva fatto costruire e dedicato il Pantheon, varcava la soglia del Tempio e tutto il suo corpo restava immerso nella luce di un rito solare, in un continuo dialogo con il cielo, lasciando in penombra il resto della struttura. Il 13 maggio del 609 d.C., il tempio pagano veniva poi convertito al culto cristiano come Basilica di Santa Maria ad Martyres, in seguito alla donazione dell’edificio a Papa Bonifacio IV da parte dell’imperatore bizantino Foca. Grazie a questa ultima trasformazione la struttura del Pantheon è giunta a noi in eccezionale stato di conservazione, offrendosi come scuola per generazioni di artisti. In occasione della ricorrenza di questa data speciale per la città, che proprio al Pantheon rinnova il mistero di una storia sospesa tra realtà e leggenda, quest’anno la Direzione Musei statali della città di Roma e la Direzione del Pantheon intendono festeggiare con il coro della Insigne Cappella Musicale di Santa Maria ad Martyres, la duplice natura laica e religiosa di questo eccezionale luogo della cultura. scarica il COMUNICATO STAMPA
al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo apertura permanente delle stanze delle Armerie inferiori
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo ha sede in una struttura complessa, che è stata utilizzata per secoli con diverse funzioni, nascendo come sepolcro per poi diventare residenza fortificata, prigione e infine museo. Per aiutare i visitatori a comprendere meglio questa storia incredibilmente lunga e varia, dal 12 aprile sarà aperta un’esposizione didattica allestita nelle stanze delle cosiddette Armerie inferiori, che si aprono sul Cortile dell’Angelo. La secolare vicenda del Castello inizia nel 135 d.C., quando l’imperatore Adriano fece costruire la Mole con l’intento di erigere una tomba monumentale per sé e i suoi successori, che fu terminata solo dopo la sua morte, nel 139 d.C. L’utilizzo successivo del Mausoleo di Adriano come fortezza, carcere o dimora fortificata ne determinò continui mutamenti che fecero perdere memoria della struttura originaria, tanto che a partire dalla fine del XV secolo esistono esclusivamente ipotesi ricostruttive del monumento, formulate per lo più sulla scorta delle esigue fonti antiche o basandosi su ciò che poteva riconoscersi all’interno e all’esterno del Castello. Nelle sale della mostra una serie di plastici, realizzati nella prima metà del secolo scorso, rendono chiaramente visibili queste diverse trasformazioni e vengono accompagnati da numerose stampe, dipinti e fotografie antiche. Per illustrare la storia del monumento fin dalle origini, l’allestimento prevede anche la presenza di alcuni frammenti lapidei scolpiti che testimoniano lo sfarzo della tomba di Adriano, che appariva interamente ricoperta di marmi bianchi. I tentativi, spesso fantasiosi, di ricostruirne l’aspetto fatti nei secoli passati si ritrovano in diverse stampe esposte, tra le quali le incisioni di Antonio Labacco e Giacomo Lauro. Il Castello subì varie modifiche al tempo di papa Alessandro VI Borgia, in carica dal 1492 al 1503, che ne potenziò le strutture difensive. L’aspetto cinquecentesco è testimoniato da varie stampe dell’epoca, come quella del cosiddetto Maestro dell’ala di uccello, precedente al 1549, e da alcuni dipinti. All’epoca il possente edificio era già conosciuto da secoli come Castel Sant’Angelo, in conseguenza di un fatto miracoloso avvenuto nell’anno 590: l’arcangelo Michele apparve sul Castello a papa Gregorio I Magno e alla processione di fedeli da lui guidata, riponendo la spada fiammeggiante nel fodero come segno della fine della pestilenza che affliggeva la città. La mostra dedica uno spazio anche all’illustrazione di questo aspetto, esponendo per esempio un dipinto del primo Seicento, copia in piccolo dal pittore senese Ventura Salimbeni, il cui originale è conservato nella Basilica di San Pietro a Perugia. Una stampa del Bombelli raffigura invece la statua dell’arcangelo Michele, che svetta ancora oggi al vertice dell’edificio, commissionata in occasione del Giubileo del 1750 e realizzata in bronzo dallo scultore fiammingo Peter Anton Verschaffelt. Non viene tralasciata neanche la tradizione della Girandola, lo spettacolo pirotecnico voluto da papa Sisto IV (1471-1484) per la festa dei Santi Pietro e Paolo del 29 giugno 1481 e poi per secoli evento atteso dai romani e dai forestieri, con i fuochi che illuminavano il cielo di Roma e i bagliori che si riflettevano nelle acque del Tevere. Molti grandi artisti, come Michelangelo Buonarroti, Bernardo Buontalenti e Gian Lorenzo Bernini si cimentarono nella progettazione dei giochi pirotecnici e altri cercarono di fissarne nelle loro opere la bellezza e la fugacità, come è possibile vedere nell’acquaforte di Francesco Piranesi o nel dipinto di Franz Theodor Aerni. Alcuni dipinti del Castello e dell’area circostante, con il ponte Sant’Angelo e il fiume Tevere, dimostrano la grande fortuna che il soggetto ha avuto presso gli artisti non solo italiani, ma di tutta Europa, per i quali la grande mole circolare rappresentava di certo uno tra i più amati dei monumenti romani. Alcune fotografie infine aiutano a visualizzare le tante trasformazioni che il Castello e le vicine rive del fiume hanno affrontato tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Orari di visita: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) Prenotazioni: Sabato e festivi prenotazione obbligatoria con un giorno di anticipo (attenzione: prevede commissioni aggiuntive e non garantisce l’accesso prioritario al museo); Prenotazione ingressi tramite Gebart: www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo/ tel. 06 32810 (numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00); Costi: € 12,00 intero; € 2,00 agevolato (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30); Info: castelsantangelo.beniculturali.it; direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/istituti/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2/ FB: https://it-it.facebook.com/MuseoCastelSantAngelo/ IG: https://www.instagram.com/castelsantangelo/
a Castel Sant’Angelo la mostra “Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche”
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo conserva la serie quasi completa di stampe incise da Bartolomeo Pinelli tra il 1824 e il 1826 per illustrare la Divina Commedia di Dante, edite in Roma da Giovanni Scudellari. La tiratura fu eseguita per le Mostre retrospettive organizzate a Castello nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale, utilizzando le matrici originali tutt’ora di proprietà dell’Istituto Centrale per la Grafica. Le acqueforti esposte colgono gli episodi più significativi dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, accompagnate dalle terzine dantesche, rivelando “franchezza di disegno”, “felicità d’invenzione” e “verità di mosse e affetti”, come riporta una positiva recensione dell’epoca. Dalla serie traspare la capacità dell’artista di affrontare temi colti e letterari, superando i consueti soggetti popolareschi e vernacolari che lo avevano reso famoso. Gli entusiasti ammiratori dell’opera ne lodavano la “semplicità sublime”, intravedendo nel Pinelli la capacità di sentire il bello con il cuore “prima anche di averlo studiato con la mente”.L’opera di Pinelli si inserisce in un ricco filone di riscoperta del poema di Dante che percorre l’Europa romantica tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, quando una nuova sensibilità riconosce nella Commedia l’espressione autentica di un potente sentimento individuale, il “sublime”. Pinelli dunque si pone sulla scia di quegli artisti, come William Blake, Johann Heinrich Füssli, John Flaxman e Felice Giani, che traducono le invenzioni dantesche in grandiose immagini di forte impatto visivo.L’opera di Pinelli incontrò da subito una notevole fortuna critica, ma non ebbe un’adeguata diffusione. In ambito romano, la serie completa è posseduta solamente dalla Biblioteca capitolina, dall’Accademia di San Luca, dall’Istituto Centrale per la Grafica e dalla Biblioteca della Fondazione Besso.La serie di Castel Sant’Angelo conta 143 stampe su 145. Le due che la completano, non pervenute a noi per ignote ragioni, sono state ristampate e messe generosamente a disposizione della mostra dall’Istituto Centrale per la Grafica.Le incisioni dantesche sono suddivise in 66 per l’Inferno, 43 per il Purgatorio, 35 per il Paradiso, inclusi i frontespizi e i cosiddetti “riposi” dell’autore a chiusura delle serie, nei quali spiccano gli autoritratti dell’incisore, che amava raffigurarsi con i suoi due cani mastini, fedeli compagni di un’esistenza piuttosto scapestrata. Altri autoritratti del Pinelli sono riconoscibili in diverse tavole illustrative delle tre Cantiche.Bartolomeo Pinelli nacque a Roma il 20 novembre 1781. Ebbe il primo apprendistato presso il padre Giovanni Battista, modesto scultore, per poi frequentare l’Accademia Clementina di Bologna, sperimentare l’uso della camera ottica, cimentandosi nel vedutismo, e in seguito, tornato a Roma, perfezionare i suoi studi all’Accademia di San Luca.Dal 1806, vista la crescente domanda sul mercato di tematiche pittoresche, eseguì numerosi acquerelli con scene popolari, per poi pubblicare nel 1809 una Raccolta di Cinquanta costumi pittoreschi, con la quale si cimentò per la prima volta con l’incisione, fissando l’iconografia idealizzata del popolo romano attraverso un linguaggio lineare, semplificato, ispirato ai modelli classici e animato da un forte senso della linea.Pinelli visse in mezzo al popolo, fu assiduo frequentatore di osterie e taverne e riuscì a cogliere le espressioni caratteristiche, i tipi, i costumi della vita di Roma, ritraendo scene di brigantaggio, di carnevale, di feste, di baruffe, in parallelo con quanto il Belli cantava in poesia. Si impegnò anche nell’interpretazione della letteratura e la storia antiche, pubblicando nel 1811 l’Eneide e, nel 1819 l’Istoria Romana, alle quali fecero seguito altre raccolte di temi storici e letterari. Nonostante l’intensa attività e il notevole successo, il Pinelli morì oppresso dai debiti il 1 aprile 1835, probabilmente consumato dall’abuso di alcol, e fu sepolto nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Alla sua scomparsa fece seguito un mordace sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, intitolato La morte der zor Meo. Una lapide sormontata da un busto bronzeo, opera di Gabriele Vangelli, ne eterna la memoria in Viale Trastevere, nei pressi del luogo dove sorgeva la sua casa natale, oggi non più esistente. Un altro suo ritratto, questa volta in marmo, figura nella serie di busti di personaggi illustri che adornano i viali del parco al Pincio. Museo Nazionale di Castel Sant’AngeloSale Clemente VIII e Clemente VII “Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche” Mostra temporaneadal 12 aprile all’8 maggio 2022 Lungotevere Castello, 50 – 00193 Roma Tel. +39 06 68191100 Orari di visita: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) Prenotazioni: Sabato e festivi prenotazione obbligatoria con un giorno di anticipo (attenzione: prevede commissioni aggiuntive e non garantisce l’accesso prioritario al museo); Prenotazione ingressi tramite Gebart: https://www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo/ tel. 06 32810 (numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00); Costi: € 12,00 intero; € 2,00 agevolato (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30); Info: http://castelsantangelo.beniculturali.it; https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2/ FB: https://it-it.facebook.com/MuseoCastelSantAngelo/ IG: https://www.instagram.com/castelsantangelo/
il giorno di Pasqua l’area archeologica del Santuario dell’Apollo sarà aperta dalle ore 15.00 alle ore 19.00
In occasione della festività di Pasqua, domenica 17 aprile 2022, l’area archeologica del Santuario dell’Apollo sarà aperta dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Invitiamo, pertanto, tutti i nostri visitatori a venirci a trovare dopo pranzo nello splendido contesto archeologico e naturalistico del Parco di Veio. Con l’occasione si rammenta che, a far data dal 1° aprile 2022, decade l’obbligo di green pass, sia base che rafforzato, per l’accesso ai musei, istituti e luoghi della cultura, mentre permane fino al 30 aprile 2022 l’obbligo di indossare la mascherina chirurgica.
la Direzione Musei Statali della città di Roma partecipa a #domenica al Museo
dal 3 aprile torna l’appuntamento con la domenica al Museo, che prevede il LIBERO ACCESSO a tutti i luoghi della cultura statali la prima domenica del mese. Aderiscono alla domenica del mese i seguenti musei della Direzione Musei Statali della Città di Roma: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Galleria Spada Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Museo Boncompagni Ludovisi Museo Hendrik Christian Andersen Pantheon Parco Archeologico di Veio Nei siti del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si pagherà solo il diritto di prevendita di 1 euro (www.gebart.it) Per maggiori info: cultura.gov.it/domenicalmuseo
domenica 3 aprile ‘la Via Crucis al Pantheon – l’Arte incontra la Fede’
Continua il percorso alla ricerca del contemporaneo in uno dei luoghi della cultura più antichi e perfettamente conservati al mondo, con la visita guidata alla scoperta delle formelle della Via Crucis del Maestro Federico Severino. Domenica 3 Aprile 2022 alle ore 17.00 la Direzione Musei Statali della Città di Roma e il Pantheon propongono al pubblico interessato, un inedito percorso artistico-teologico sul tema della Via Crucis al Pantheon, ripercorrendone la narrazione attraverso le formelle appositamente realizzate dallo scultore contemporaneo Federico Severino con l’assistenza del teologo Don Angelo Pavesi. Le finalità artistico-spirituali dell’opera sono esplicitate dagli autori stessi nell’omonimo testo (Ed. La Cittadina, 2010), a cui l’esposizione itinerante si collega direttamente. L’iniziativa è volta all’approfondimento dei riferimenti simbolico-scritturistici presenti nelle 14 formelle bronzee e negli arredi sacri (ambone e altare) collocate nella Basilica, con particolare riguardo all’elemento cristologico, dimostrando la perfetta integrazione dell’opera nel monumento, nel rispetto della sua storia e delle sue peculiarità strutturali, in nome di quell’unica Bellezza sulla quale ogni uomo, sul modello del Verbo Incarnato, è chiamato a riflettere. (Per informazioni e prenotazioni, chiamare lo 06/68300230 oppure rivolgersi al personale del monumento). Scarica la LOCANDINA
Concerti di aprile al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
Nel mese di aprile la programmazione culturale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si arricchisce con tre appuntamenti realizzati in collaborazione con A.Gi.Mus, domenica 3 aprile alle 17,30 Sebastian de la Vallina proporrà alcuni dei brani più significativi del repertorio del Tango argentino, narrando le vicende che hanno determinato la nascita di un genere conosciuto in tutto il mondo facendo vivere l’intima malinconia che pervade ogni nota, passo, abbraccio. venerdì 8 aprile alle 17,30Monsignor Pablo Colino, insigne religioso e musicista spagnolo noto in tutto il mondo, direttore di Coro presso la Filarmonica Romana fino allo scorso anno, si intratterrà con il pubblico in un confronto in musica sulla validità intramontabile del Canto Gregoriano domenica 10 aprile alle 17,30Due giovani talenti, Virginia Di Rocco al pianoforte e Beatrice Martelli, al violino interpreteranno W. A. MOZART – Sonata in Sol Magg. Kv379 L. VAN BEETHOVEN – Sonata in Mib Magg. Op.12,3 J. BRAHMS – Sonata in Sol Magg. Op.78 “Regen-Sonate” Informazioni:Il pubblico in possesso del biglietto di ingresso al museo potrà accedere liberamente ai concerti nel limite dei posti previsti all’interno dell’auditorium. Biglietto: intero 5€ ; agevolato 2€ (dai 18 a 25 anni, fatte salve le indicazioni contenute nel regolamento di ingresso ai luoghi della cultura, consultabili nella pagina delle agevolazioni del sito web del MiC) gratuito la prima domenica di ogni mese http://dmsrm.futuretechlead.com www.agimus.it per informazioni 06. 7014796 – per prenotazioni 06.32810 IG @museodeglistrumentimusicaliFB https://www.facebook.com/MNSM-Museo-Nazionale-degli-Strumenti-Musicali-Pagina-Istituzionale
Al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali ‘Rassegna di musica antica’
Il Museo è un luogo dove il visitatore ha la possibilità di compiere esperienze diversificate: di formazione e di sperimentazione attiva nell’ottica dell’inclusività partecipativa attraverso un approccio interdisciplinare che coinvolge anche altre istituzioni, incentrato sui temi dell’accessibilità, della mediazione e dell’interculturalità. Con questo spirito la Direzione Musei Statali della Città di Roma diretta da Mariastella Margozzi con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, diretto da Sonia Martone hanno siglato una convenzione con il Conservatorio di Santa Cecilia diretto da Roberto Giuliani. Tra le iniziative concordate, si prevede di realizzare progetti che favoriscano la conoscenza della straordinaria collezione di strumenti musicali rinascimentali e barocchi inquadrandoli nei contesti sociali e culturali che li produssero. La rassegna di musica antica (26 marzo – 4 giugno 2022) si svilupperà attraverso visite guidate tematiche, conferenze e concerti che avranno lo scopo di “dare voce” alle opere del museo e avranno come protagonisti gli studenti e i docenti del conservatorio, oltre ad esperti e musicisti di fama internazionale. L’obiettivo è quello creare un’occasione di confronto diretto con il pubblico, di essere fonte ispirazione, soprattutto per le giovani generazioni e per tutti coloro che attraverso la musica e lo studio di uno strumento musicali trovano motivi di espressione e di crescita. Gli appuntamenti previsti sono sette e si svolgeranno il sabato pomeriggio: 26 marzo dalle 15.30 visita guidata agli strumenti a fiato e concerto – L’estetica sonora del flauto traverso nel secolo XVIII: da Bach ai concerti dei flauti italiani 2 aprile dalle 16.30 visita guidata agli strumenti ad arco e concerto – L’arte dell’ornamento tra XVI e XVIII secolo 30 aprile dalle 16.30 visita guidata alle viole da gamba e concerto – Il ‘consort’ ovvero la musica da camera nel periodo rinascimentale 14 maggio dalle 17.30 conferenza e concerto – Il fortepiano Bartolomeo Cristofori del museo, nel tricentenario della costruzione 21 maggio dalle 16.30 visita guidata agli strumenti del continuo e concerto – Domenico Sarro, l’impresario delle Canarie 28 maggio dalle 16.30 visita guidata ai clavicembali concerto nel tricentenario della morte di Johan Adam Reincken 4 giugno dalle 17.30 conferenza e concerto nel tricentenario della morte di Johan Kuhnau Costo del biglietto: 5 euro – riduzioni come da regolamento MIC scarica il COMUNICATO STAMPA scarica la LOCANDINA Ufficio Promozione: dms-rm.social@beniculturali.it Sito web: https://dmsrm.futuretechlead.com Conservatorio di Musica Santa Cecilia FB: https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma https://www.facebook.com/MNSM-Museo-Nazionale.degli-Strumenti-Musicali-Pagina-istituzionale IG: https://www.instagram.com/direzionemuseistataliroma https://www.instagram.com/museodeglistrumentimusicali