Oltre il Pantheon. Un nuovo percorso di visita negli spazi della Basilica di Nettuno

Da martedì 25 novembre sarà possibile vivere una nuova esperienza di visita al Pantheon: apre al pubblico il percorso “Oltre il Pantheon”, che permette di accedere agli ambienti della Basilica di Nettuno, spazi finora quasi sconosciuti che si sviluppano dietro la Rotonda e che, attraverso le loro stratificazioni, restituiscono “in controluce” la storia del monumento dall’età romana fino ai nostri giorni. Questi spazi custodiscono testimonianze significative della storia millenaria del Pantheon e del paesaggio che lo circondava: frammenti marmorei, elementi decorativi, affreschi, architetture liturgiche che, nel corso dei secoli, sono stati via via rimossi dalla Rotonda per far posto a nuovi assetti ed esigenze del culto. Accanto a questi materiali trovano posto i reperti archeologici provenienti soprattutto dagli scavi di isolamento di fine Ottocento, che documentano non solo le trasformazioni del Pantheon, ma anche quelle della Basilica di Nettuno e, in generale, del Campo Marzio. Da questo insieme ricco e stratificato nasce oggi un percorso che affianca ricomposizioni architettoniche, modelli tridimensionali accurati, ricostruzioni digitali e dispositivi immersivi, restituendo una lettura più ampia e articolata della storia del monumento e del suo contesto urbano. Un percorso tra Pantheon romano e Pantheon cristiano L’itinerario si apre con un videomapping immersivo proiettato sulla parete che separa gli ambienti del percorso dalla Rotonda. La “scomposizione” visiva del diaframma murario diventa qui un vero dispositivo narrativo: un gioco di luci e proiezioni quasi cinematografico che ricostruisce con rigore gli “effetti speciali” dell’Oculus, mostrando come il Pantheon fosse concepito come una sorta di grande strumento cosmico. Il pubblico assiste così al viaggio della luce attraverso l’edificio nei momenti più significativi del calendario antico, percependo il monumento nel suo rapporto originario con il tempo, il cielo e il ritmo dell’anno solare. La prima parte del percorso è dedicata al Pantheon degli imperatori e al paesaggio antico che lo circondava. L’uso integrato di modelli tridimensionali, ricostruzioni digitali e materiali provenienti dagli scavi consente di seguire l’evoluzione del tempio nelle sue diverse fasi, di vedere ricomporre la Basilica di Nettuno nelle sue volumetrie originarie e di leggere, attraverso una grande proiezione interattiva, le trasformazioni del Campo Marzio nel corso dei secoli. Un tavolo multimediale accompagna il visitatore nella ricostruzione delle fasi edilizie e delle metamorfosi del complesso monumentale, offrendo al pubblico un’esplorazione attiva dell’evoluzione architettonica del Pantheon. La seconda sezione è dedicata al Pantheon cristiano e si apre con un insieme di opere che restituiscono, con forza evocativa, la storia del tempio dopo la consacrazione del 609. Cuore della sala è la ricostruzione quasi a grandezza reale del ciborio di VIII secolo, con i suoi eleganti pavoni affrontati — simbolo di eternità e rinascita — riportati alla leggibilità grazie a un attento lavoro di studio e ricomposizione. Accanto, un affresco staccato nel corso degli interventi per la realizzazione delle tombe reali rivelano frammenti preziosi della decorazione originaria, mentre la ricostruzione dell’edicola seicentesca, smontata negli anni Sessanta e conservata in frammenti negli ambienti retrostanti, torna oggi nella sua monumentalità: per la prima volta il pubblico può coglierne la forma compiuta e immaginare la presenza dell’icona della Madonna del Pantheon che vi era custodita. Grazie all’installazione di un nuovo ascensore interno, il percorso è oggi accessibile anche alle persone con difficoltà motorie, ampliando la fruibilità degli spazi e garantendo un’esperienza inclusiva. Modalità di visita Le visite al percorso “Oltre il Pantheon” si svolgono tutti i giorni, con esclusione della prima domenica del mese, in gruppi contingentati di massimo 25 persone. Ogni visita ha una durata di 45 minuti. Biglietti individuali Il biglietto individuale comprende: Visita speciale negli spazi della Basilica di Nettuno (45 minuti): 10,00 € (non sono previste riduzioni; unica gratuità ammessa: under 18) Ingresso al Pantheon con fruizione non accompagnata: 5,00 €, con riduzioni e gratuità di legge L’ingresso alla Rotonda avviene attraverso un accesso dedicato posto all’interno degli spazi della Basilica di Nettuno. I biglietti individuali sono acquistabili tramite l’app e la piattaforma Musei Italiani, disponibile per sistemi iOS e Android e tramite il totem dedicato sul posto Informazioni per le guide turistiche Il percorso “Oltre il Pantheon” è organizzato come visita tematica accompagnata a cura dell’Istituto e, nei turni ordinari, non prevede spiegazioni da parte di guide esterne. Slot orari: 08:30, 09:30, 15:30 dal lunedì al venerdì ; 08:30, 09:30 il sabato ; 13.30, 14.30 la domenica Le guide con piccoli gruppi che acquistano i biglietti individuali possono: scegliere di partecipare alla visita speciale insieme ai propri visitatori, purché senza interventi esplicativi durante il percorso; oppure usufruire del proprio ingresso gratuito al Pantheon, accogliendo il gruppo all’interno della Rotonda al termine della visita dedicata alla Basilica di Nettuno. Per le guide turistiche dell’Unione Europea che desiderino condurre il proprio gruppo anche negli spazi della Basilica di Nettuno sono disponibili slot dedicati (08:30, 09:30, 15:30 dal lunedì al venerdì ; 08:30, 09:30 il sabato ; 13.30, 14.30 la domenica) prenotabili telefonicamente al numero 06.39.96.79.50. Il costo per la prenotazione dell’intero turno è di 150,00 euro, ai quali vanno aggiunti i titoli d’ingresso ordinario al Pantheon per la guida (gratuito) e per ciascun partecipante. Gli slot sono riservati a gruppi fino a 25 persone più la guida e devono essere prenotati entro tre giorni dalla data prescelta. Come prenotare Biglietti individuali: tramite app Musei Italiani e totem in sede Slot per guide turistiche esterne: telefono 06.39.96.79.50

Laura Anfuso. Dentro. Presentazione del libro

Il 17 novembre 2025, a partire dalle ore 16.30, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma, guidato da Luca Mercuri, ospiterà la presentazione del libro Dentro, silloge poetica di Laura Anfuso e l’esposizione di libri d’artista Esili soffioni viaggiavano, di Alfonso Filieri realizzati in collaborazione con Laura Anfuso. L’incontro sarà introdotto dalla Dott.ssa Veronica Brancati, assistente per la tutela, l’accoglienza e la vigilanza presso la Casa Museo Hendrik Christian Andersen. Interverranno Diego Ferrante, curatore della postfazione del volume Dentro; il Maestro Alfonso Filieri, autore dell’opera riprodotta nella copertina del libro; Donatella Trotta, autrice di Semi di cielo tra finitudine e infinito; e Riccardo Pieroni, curatore del progetto grafico del catalogo Esili soffioni viaggiavano. L’evento rappresenta un dialogo tra parola poetica e arte visiva, in un percorso che intreccia linguaggi e sensibilità differenti, valorizzando la sinergia tra poesia, pittura e libro d’artista. Laura Anfuso indaga la pienezza della parola che emerge per sintesi e sottrazione. La sua scrittura si muove tra la necessità di dire liberamente, senza “costringere” le parole a volersi piegare ad un significato rigido, imposto come tema, e una continua lettura critica della realtà, con la costante volontà di accogliere il dolore e la fragilità umana e di sollecitare una condivisione più che sollevare una troppo facile e mortificante denuncia. In questo senso, la parola poetica è nido di un sentire autentico che custodisce una molteplicità di livelli e trame sensibili e gode di una luce singolare anche nello spazio originale del libro d’artista. Sono infatti numerose le collaborazioni artistiche, tra cui quella con Alfonso Filieri (Edizioni Orolontano), con Luciano Ragozzino (Edizioni Il ragazzo innocuo: Orthoptera e Raggio), con Lucio Passerini (Edizioni Il Buon Tempo: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Acrostici di Laura Anfuso), con Daniele Catalli (DFRG PRESS: Di Ferite Stelle – Daniele Catalli, “Di Ferite Stelle” – The MCBA Prize). Ha collaborato anche con l’Atelier InSigna (Gianna Bentivenga – Maria Pina Bentivenga), Marcella Basso, Brunella Baldi, Laura Bertazzoni, Valeria Brancaforte, Vito Capone, Loretta Cappanera, Luisella Carretta, Mei Chen Tseng, Alessia Consiglio, Eleonora Cumer, Andrea Delluomo, Elisabetta Diamanti, Felice Feltracco, Salvatore Giunta, Silvana Leonardi, le MagnificheEditrici, Lia Malfermoni, Roberto Mannino, Claudia Melotti, Yurika Nakaema, John David O’Brien, Daniela Piga, Lydia Predominato, Paola Sapori, Lucia Sforza, Stefano Turrini. La sua silloge poetica, Anima, è stata pubblicata con una Nota di Stefano Iori nella Collana “quindici per quindici” delle Edizioni Terra d’ulivi. Laura Anfuso ha partecipato a diverse presentazioni e mostre in gallerie, biblioteche, musei e librerie.

Antonella Cappuccio, Theatrum Mundi. Presentazione del catalogo della mostra

La Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della città di Roma guidata da Luca Mercuri, ospita la presentazione del catalogo della mostra Antonella Cappuccio – Theatrum Mundi, a cura di Maria Giuseppina Di Monte, Tiziano M. Todi e Martina Casadio. L’appuntamento si aprirà alle ore 18.00 con una visita guidata alla mostra, seguita alle ore 18.30 dalla presentazione del volume, edito da Studio Urbana Editore d’Arte e prodotto dalla Fondazione Premio Antonio Biondi in occasione dell’esposizione. Il catalogo raccoglie testi critici e immagini delle opere di Antonella Cappuccio, artista e scenografa che, con la serie Theatrum Mundi, ha restituito nuova vita ad alcuni tra i più celebri costumi teatrali e cinematografici della Sartoria Farani, eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di unire tradizione sartoriale, ricerca artistica e memoria visiva. Alla presentazione interverranno Antonella Cappuccio e i curatori della mostra, insieme a Luigi Canali per la Fondazione Premio Antonio Biondi. Sarà ospite della serata Alba Orti, presidente dell’Associazione Nannarè, realtà impegnata nella valorizzazione di iniziative che vedono le donne romane protagoniste di percorsi culturali e sociali di rilievo, capaci di ottenere risultati significativi grazie alla forza dell’impegno collettivo. La mostra Antonella Cappuccio – Theatrum Mundi presenta una selezione di grandi tele dedicate a costumi divenuti simbolo di epoche, personaggi e visioni sceniche, reinterpretati dall’artista con una pittura intensa e luminosa che trasforma il tessuto in racconto, la forma in memoria, il segno in emozione. Il percorso, articolato tra citazione e invenzione, invita il visitatore a riflettere sul legame tra arte, teatro e vita, trasformando le sale del museo in un vero e proprio spazio della rappresentazione. La Casa Museo Boncompagni Ludovisi, già dimora storica dei principi Boncompagni, rappresenta oggi un punto di riferimento per la valorizzazione dell’arte italiana e delle arti applicate, luogo in cui si intrecciano memoria, eleganza e ricerca contemporanea. La sua vocazione a promuovere il dialogo tra le arti visive e le arti del vivere trova in questa mostra e nella sua pubblicazione un esempio significativo di collaborazione tra istituzioni culturali, artisti e maestranze. In occasione dell’evento, il Museo rimarrà eccezionalmente aperto fino alle ore 22.00, offrendo al pubblico l’opportunità di visitare la mostra e partecipare a momenti di approfondimento guidato. La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre 2025.

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate – 4 novembre 2025

Martedì 4 novembre 2025, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:   Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede.  Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede.  Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede.  Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede.  Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani)  Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede.  Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 /ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione. Per maggiori informazioni:  https://cultura.gov.it/evento/4-novembre-2025

NORDIC TABLE DESIGN 1900-1970. Una silenziosa rivoluzione femminile

Mostra a cura di Fabia Masciello Casa Museo Hendrik Christian Andersen 4 novembre 2025 – 1 febbraio 2026 La mostra racconta settant’anni di design nordico femminile attraverso una selezione di oggetti per la tavola e analizza il ruolo che designer, artigiane, architette, artiste, imprenditrici, provenienti da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno avuto nella trasformazione della società del XX secolo. La sua realizzazione è avvenuta in collaborazione con le Ambasciate di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia a Roma, e con il supporto del Council of Ministers’ Culture and Art Programme e del Nordisk Kulturfond. Ideata e curata da Fabia Masciello, l’esposizione riunisce centrotrenta pezzi in prestito da musei, archivi, collezioni private e aziende iconiche del Nord Europa, e mette in luce come il design per la tavola sia stato molto più di una questione estetica o funzionale: un campo di sperimentazione di nuovi modelli sociali, di emancipazione e di ridefinizione dei ruoli domestici e familiari. Una rivoluzione, silenziosa ma profonda, portata avanti da queste donne che nel realizzare oggetti belli, funzionali e accessibili a tutti, hanno dimostrato come un semplice gesto quotidiano può essere un atto di libertà e di ribellione. Il loro approccio progettuale è umanista, e coniuga creatività, estetica e funzionalità con empatia verso il fruitore e attenzione ai suoi bisogni reali, alla ritualità e all’inclusività. Aino Aalto, Estrid Ericson, Nora Gulbrandsen, Marianne Westman, Herta Bengtson, Ulla Procopè, Grethe Meyer e molte altre designer, spesso rimaste nell’ombra di colleghi, compagni e mariti con cui hanno lavorato, ci guidano in questo viaggio affascinante in cui gli oggetti riflettono le battaglie culturali e i cambiamenti sociali avvenuti tra l’inizio del Novecento e la fine degli anni Settanta. L’esposizione si articola in quattro sezioni. La prima si apre con la nascita del design democratico nei paesi nordici, agli inizi del Novecento, un periodo in cui le donne — fino ad allora confinate alla sfera domestica — iniziano a reclamare un ruolo attivo nella vita politica e lavorativa. Negli anni Venti e Trenta conquistano visibilità le prime designer, direttrici di dipartimenti nelle fabbriche di porcellana, imprenditrici che, con determinazione, sfidano un contesto lavorativo dominato dagli uomini per portare avanti la propria ricerca creativa, parallelamente alle battaglie per il riconoscimento dei diritti femminili. La seconda sezione racconta il clima di rinascita e ottimismo che caratterizza gli anni Cinquanta, seguito dai cambiamenti del gusto negli anni Sessanta, in un contesto di crescente affermazione di professioniste nel mondo lavorativo del design. La terza sezione esplora le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, un periodo in cui le donne, sempre più divise tra casa e lavoro, iniziano a ridurre il tempo dedicato alle attività domestiche, ridefinendo così ruoli, abitudini e dinamiche familiari. Contemporaneamente, la ribellione agli ideali borghesi favorisce l’emergere di uno stile di vita più libero e informale. Il design della tavola si fa specchio di questi cambiamenti, puntando su una maggiore informalità e valorizzando la convivialità e la socializzazione. La mostra si conclude con un omaggio alle operaie, a quella forza spesso invisibile che, con impegno quotidiano, ha contribuito a costruire non solo oggetti, ma anche storie, valori e identità collettive. Spesso il design è associato all’idea di lusso, status, visibilità. Questa mostra sceglie invece di spostare lo sguardo altrove: su un design silenzioso, necessario e durevole, che abita la quotidianità e la trasforma. Al centro le donne che — partendo dalla tavola, cuore della vita domestica e luogo simbolico di relazione, cura, condivisione — hanno ripensato e riscritto il vivere quotidiano. La mostra sarà accompagnata da un programma di incontri, talk, laboratori e visite guidate. 13 novembre ore 18.00 Educare alla bellezza: due case museo tra passato e presente 22 novembre ore 11.00 Icone del design norvegese: Turi Gramstad Oliver si racconta a Roma Visite guidate a cura di Fabia Mascello  Domenica 11 gennaio ore 11.00 Domenica 18 gennaio ore 11.00 Domenica 25 gennaio ore 11.00 prenotazione obbligatoria via mail dms-rm.museoandersen@cultura.gov.it (max 20 persone a visita) le visite guidate sono incluse nel biglietto d’ingresso alla mostra e alla casa museo Si ringraziano: Aarikka, Almedhals, Arabia, Artek, Costa Verde, Ellen Keys Strand, FDB Møbler, Figgjo Norway,  Fritz Hansen, Georg Jensen, Grethe Meyer Design, Iittala, Nanna Ditzel Design, Rörstrand, Rörstrand Museum, Svensk Tenn, Telemark Museum. Comunicato stampa La mostra è prorogata fino al 1 febbraio 2026.

#domenicalmuseo – 2 novembre

Domenica 2 novembre torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:  Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 /ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione.

LA PREVENZIONE È IL NOSTRO CAPOLAVORO. I musei si illuminano di rosa per ricordare l’importanza della prevenzione dei tumori del seno.

La prevenzione è il nostro capolavoro. Anche quest’anno i Musei italiani si impegnano a favorire la partecipazione attiva e la consapevolezza dei cittadini nell’ambito della VI Campagna nazionale di sensibilizzazione sui tumori del seno, realizzata nel quadro dell’Atto di intesa siglato fra il Ministero della Cultura e Susan G. Komen Italia. Tra le iniziative previste, per quarantacinque giorni i luoghi della cultura si illuminano a turno di rosa con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema della salute femminile e sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione e, al contempo, riscoprire i luoghi più belli del patrimonio culturale nazionale. La staffetta ideale di solidarietà è stata inaugurata al Colosseo, che si è tinto di rosa la sera di lunedì 23 settembre, ed è in corso in tutto il territorio nazionale fino all’evento conclusivo del 7 novembre a Roma. Aderiscono all’iniziativa anche i seguenti musei del nostro istituto: Castel Sant’Angelo Pantheon Museo Nazionale degli Strumenti Musicali che si illumineranno di rosa la sera di lunedì 3 novembre, dalle ore 21.00 alla mezzanotte. Per ulteriori informazioni: www.prevenzione.komen.it

Apertura serale straordinaria alla Casa Museo Mario Praz. Sabato 18 ottobre

Dell’amor mio e della mia terra. Le Romanze di Hortense e altri brani musicali In occasione dell’apertura straordinaria serale, la Casa Museo Mario Praz propone un evento speciale che intreccia musica, arte e storia, in perfetta armonia con l’atmosfera evocativa della collezione del celebre anglista: arredi, dipinti e oggetti d’arte del periodo neoclassico, con particolare attenzione all’iconografia napoleonica e allo stile Impero. Protagonista della serata sarà l’arpista Giuliano Marco Mattioli, che eseguirà un raffinato programma musicale ispirato alle Romances di Hortense de Beauharnais, figlia di Giuseppina Bonaparte e regina consorte d’Olanda. I brani, tratti dal repertorio napoleonico, saranno eseguiti su un’arpa Érard a movimento semplice del 1797/98, strumento storico coevo alla collezione Praz, che ne conserva un esemplare originale oggi non funzionante. L’evento prevede due esibizioni musicali, alle ore 19:00 e alle ore 21:00, ciascuna seguita da una visita guidata alla casa a cura del personale del museo. Giuliano Marco Mattioli: arpista e musicologo (1980), si è distinto in numerosi concorsi nazionali ed è regolarmente ospite di festival internazionali. La sua ricerca sul legame tra la famiglia Bonaparte e la ditta Érard è stata presentata nel 2021 al Palazzo Reale di Milano, in occasione del bicentenario napoleonico. È autore del volume La famiglia Érard. Un percorso storico fra documenti e strumenti musicali (Zecchini Editore, 2022), primo studio sistematico sulla celebre dinastia di costruttori di strumenti musicali attivi tra Parigi e Londra. L’ingresso è consentito esclusivamente su prenotazione, con due turni disponibili alle ore 19:00 e alle ore 21:00. Programma della serata ore 19:00 – Concerto e visita guidata Johann Sebastian Bach (1685-1750) / Camille Saint-Saëns (1835-1921) – Sonata n. 3 BWV 1005: III. Largo Henriette Renié (1875-1956) – Feuille d’automne – Esquisse Hortense de Beauharnais (1783-1837) –12 romances: II. La patrie Albert Roussel (1869-1937) – Impromptu op. 21 Hortense de Beauharnais (1783-1837) –12 romances: VIII. Conseils à mon frère Albert Zabel (1834-1910) – Rêve d’amour op. 21 ore 21:00 – Concerto e visita guidata Giovanni Paisiello (1740-1816) / John Elouis (1752-1817) – Son già tuo bell’idol mio (da Nina) Gabriel Fauré (1845-1924) – Une Châtelaine en sa tour… op. 110 Hortense de Beauharnais (1783-1837) –12 romances: III. Nous Vasily I. Vinogradov (1874-1948) – Variazioni sul tema russo “Nochenka” Hortense de Beauharnais (1783-1837) –12 romances: XII. Il m’aimait tant Albert Zabel (1834-1910) – Rêve d’amour op. 21

ROMA E L’INVENZIONE DEL CINEMA. Dalle origini al cinema d’autore, 1905–1960. Mostra a Castel Sant’Angelo

Roma, 14 ottobre 2025 – Si è tenuta oggi, a Castel Sant’Angelo, l’anteprima istituzionale della mostra “ROMA E L’INVENZIONE DEL CINEMA. Dalle origini al cinema d’autore, 1905–1960”, inaugurata dal Direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri, e illustrata dal curatore Gian Luca Farinelli, alla presenza del Presidente della Commissione VII Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati Federico Mollicone. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 15 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026. Era il 20 settembre 1905 quando, davanti a Porta Pia, la proiezione de La presa di Roma inaugurava la storia del cinema italiano: in quella serata simbolica nacque un’arte nuova, popolare e nazionale, con Roma come protagonista e, allo stesso tempo, scenografia della modernità. A raccontare questo legame indissolubile tra la città eterna e la settima arte sarà la mostra “ROMA E L’INVENZIONE DEL CINEMA. Dalle origini al cinema d’autore, 1905–1960”, allestita a Castel Sant’Angelo e prodotta dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, istituto del Ministero della Cultura diretto ad interim da Luca Mercuri, insieme alla Cineteca di Bologna, diretta da Gian Luca Farinelli, curatore del progetto espositivo. La mostra è realizzata in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Archivio Luce Cinecittà. Castel Sant’Angelo si conferma come spazio capace di accogliere e promuovere il dialogo tra linguaggi e discipline – commenta il Direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri. Questa mostra ci accompagna fino alle origini del cinema e racconta la relazione della settima arte con Roma, città che fin dall’inizio ne è stata protagonista e palcoscenico. È un progetto corale che restituisce al pubblico il fascino di una stagione fondativa della nostra cultura, e lo fa in un luogo che è non solo un monumento iconico della città, ma anche un grande attrattore culturale a livello nazionale e internazionale. Con questa mostra, inaugurata nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, celebriamo la storia del cinema italiano e il ruolo di Roma come culla dell’immaginario nazionale. “Roma e l’invenzione del cinema” è un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale che restituisce vita alla nostra storia e la rende accessibile alle nuove generazioni, riaffermando il valore universale del cinema come patrimonio condiviso. Ringrazio tutte le istituzioni coinvolte per il loro contributo a questo importante progetto, che grazie alla sinergia con i musei nazionali e la rete degli Istituti Italiani di Cultura estende la vitalità della Festa del Cinema di Roma, rafforzando la diplomazia culturale e la diffusione del cinema italiano nel mondo, afferma il Presidente della Commissione VII Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati Federico Mollicone. Si esprime così il curatore della mostra Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna: «Forse nessuna città al mondo ha così profondamente inciso la propria immagine in quella della Settima Arte, Roma è stata molto più di una location per il cinema italiano (e internazionale), diventando, fin dalle origini, dal primo film, La presa di Roma, protagonista delle opere e della Storia del cinema. I Diva film degli anni 10 e 20 affermano l’immagine di una Roma monumentale, in dialogo con la modernità. Il neorealismo e poi progressivamente grazie alle commedie degli anni 50 e definitivamente, grazie a Fellini e Pasolini, Roma non sarà più solo il suo centro monumentale, ma anche i nuovi quartieri, l’Eur e le borgate. La mostra, attraverso immagini rare e inediti, racconta la storia di una grande relazione, quella tra Roma e il Cinema». Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso oltre sessant’anni di storia, con materiali rari e inediti: dalle prime dive del cinema muto come Francesca Bertini e Lyda Borelli alle grandi stagioni di Cinecittà, che influenzarono Hollywood, al cinema del Fascismo, con la nascita dell’Istituto Luce, del Centro Sperimentale di Cinematografia e di Cinecittà, al Neorealismo, con le immagini indelebili di Roma città aperta e Ladri di biciclette, che fece conoscere al mondo una nuova Italia, fino alla commedia all’italiana e alla “Hollywood sul Tevere”, che consegnarono Roma al mito internazionale, fino alle invenzioni visionarie di Federico Fellini, che trasformarono Roma in mito universale. Fotografie e frammenti cinematografici restituiscono il dialogo unico tra Roma e il cinema, una relazione che ha saputo trasformare la memoria storica della città in linguaggio moderno e in patrimonio condiviso. Roma, città della storia e dell’immaginario, torna così ad affermarsi come luogo d’origine e cuore pulsante della cultura cinematografica italiana e internazionale, capace di incarnare il passato e il presente, e di diventare specchio e simbolo di un immaginario universale. Se la storia pesa su Roma come su nessun’altra città, il cinema le ha permesso di reinventarsi, di parlare al mondo, di farsi mito contemporaneo. Da La presa di Roma a Fellini, passando per Rossellini, De Sica, Magnani, Sordi, e tanti altri, la mostra racconta come Roma abbia saputo essere – insieme set e protagonista – l’anima del cinema italiano. Comunicato stampa Nell’ordine, da sinistra: Francesca Bertini in Tosca (Alfredo De Antoni, 1918) © Cineteca di Bologna-Fondo Marco Bortolotti Antonio Cifariello, Maurizio Arena e Franco Fabrizi in Racconti romani (Gianni Franciolini, 1955). Via del Tulliano: sulla sinistra l’Arco di Settimio Severo, a destra il Tempio di Saturno al Foro Romano. Foto di Leo Massa / Fondo Reporters Associati / © Archivio Fotografico Cineteca Nazionale – CSC Piero Morgia e Franco Citti in Accattone (Pier Paolo Pasolini, 1961 ). Sullo sfondo, il quartiere Ostiense e il Gazometro. Foto di Angelo Pennoni / Fondo Iannarelli / © Archivio Fotografico Cineteca Nazionale – CSC Anita Ekberg davanti alla Fontana di Trevi sul set di La dolce vita (Federico Fellini, 1960) © Cineteca di Bologna / Reporters Associati & Archivi Marcello Mastroianni e Anita Ekberg sul set di La dolce vita (Federico Fellini, 1960) © Cineteca di Bologna / Reporters Associati & Archivi Sophia Loren e Marcello Mastroianni sul set di Peccato che sia una canaglia (Alessandro Blasetti, 1954) © Luce Cinecittà

I lunedì di Castello. Dal 13 ottobre al 29 dicembre, aperture straordinarie pomeridiane a Castel Sant’Angelo a 5 euro

A partire da lunedì 13 ottobre e fino alla fine dell’anno, Castel Sant’Angelo propone l’iniziativa “I lunedì di Castello”: ogni lunedì pomeriggio, in quella che è normalmente la giornata di chiusura settimanale, il monumento sarà eccezionalmente aperto al pubblico con orario 14.00 – 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00) e con biglietto straordinario a soli 5 euro. Un’occasione speciale per cittadini e turisti per visitare il Castello in un momento inedito della settimana, con la possibilità di vivere gli spazi monumentali in una diversa atmosfera e con maggiore tranquillità. Tariffe speciali: 5 euro intero 2 euro ridotto Gratuità previste per legge I biglietti sono acquistabili esclusivamente in biglietteria e non sono previste prenotazioni. Nota: nella settimana dell’8 dicembre, festività nazionale, l’apertura straordinaria sarà spostata eccezionalmente a martedì 9 dicembre, con le stesse modalità. https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2025/10/Angelo-Montelupo-3.mp4