Eventi di febbraio a Casa Pasolini

Domenica 1 febbraio, ore 11.30 Concerto raccontatoJ. S. Bach: Variazioni Goldberg BWV 988, versione per trio d’archi Leonardo Spinedi, violinoLorenzo Rundo, violaAngelo Maria Santisi, violoncello Le Variazioni Goldberg sono una delle più celebri pagine del repertorio bachiano. Pasolini aveva una passione profonda per Johann Sebastian Bach: ne studiò lo stile (anni ’40) e richiamò spesso Bach come «musica alta» nei suoi film e nei suoi scritti. Nella pratica cinematografica Pasolini utilizzò pagine di Bach come commento sonoro in più film importanti (es. Accattone e Il Vangelo secondo Matteo) e ricorre a brani tratti dalla Passione secondo Matteo, Concerti brandeburghesi, Offerta musicale ecc. Il concerto è proposto da Passo Civico ETS in collaborazione con Roma Tre Orchestra. Direzione artistica: Valerio Vicari. L’evento sarà trasmesso in live streaming sul canale YouTube @casapasolini. È possibile assistere in presenza fino a esaurimento posti con obbligo di prenotazione scrivendo a cultura@passocivico.org Partecipanti: **i posti a sedere sono limitati per la dimensione ridotta della casa**Prenotazione: in presenza obbligatoria, scrivendo a cultura@passocivico.org; online senza prenotazione sul canale youtube @casapasoliniCosto: gratuitoOrari: ritrovo davanti al museo alle 11:15 con il codice qr del biglietto prenotato. Trasmissione dalle 11.30 sul canale youtube @casapasolini   Domenica 8 febbraio, ore 15.30-17.30Terzo incontro del gruppo di lettura PPP – pagine di Pasolini Cos’è un gruppo di lettura? Un gruppo di lettura è una microcomunità aperta che grazie al confronto su un autore o un volume di mese in mese esercita la possibilità di sentirsi meno soli in una società i cui ritmi tendono sempre di più ad isolarci ciascuno nelle proprie solitudini. Un luogo dove si esercita la possibilità di confrontarsi e di confortarsi grazie alle pagine condivise. A chi si rivolge?  Non ci rivolgiamo a cultori della materia ma a semplici appassionati e curiosi di tutte le età che abbiano voglia di scoprire insieme la figura di Pasolini.  Cosa si fa ad un gruppo di lettura? Si discute insieme delle letture del mese e si approfondiscono gli aspetti che hanno destato più l’attenzione del gruppo, con la possibile partecipazione di un ospite speciale. Questo terzo incontro sarà dedicato a “Una vita violenta”.  L’iniziativa è gratuita e aperta ad un massimo di 15 partecipanti con prenotazione obbligatoria. È necessario prenotare il biglietto gratuito “gruppo di lettura” sulla piattaforma www.museiitaliani.it. L’appuntamento è all’interno del museo alle ore 15.30 (con ingresso possibile dalle ore 15.00 per visitare la casa). Il gruppo di lettura è proposto da Il Talento di Roma APS in collaborazione con Passo Civico ETS, a cura di Chiara Mazza. NOTA: A causa degli spazi ristretti della casa non saranno a disposizione sedie per tutti i partecipanti, ma verranno forniti cuscini.   Domenica 15 febbraio, ore 10.00 e ore 12.00Visita guidata Rebibbia e la Casa Pasolini: un territorio da raccontare La visita guidata nasce per inserire la Casa Museo Pasolini nel contesto urbano e culturale che la circonda, offrendo ai partecipanti uno sguardo più ricco e consapevole sulla storia del territorio. Partendo dall’esterno del museo, esploreremo Rebibbia, ricostruendone l’evoluzione urbanistica e le trasformazioni sociali. Il percorso toccherà alcuni luoghi simbolici della street art come forma di riqualificazione cittadina, con riferimenti ad artisti di fama internazionale come Blu, e con una passeggiata nei pressi delle zone rese celebri da Zerocalcare: proprio lì dove compare il suo iconico “mammut” … che, come scopriremo insieme, mammut non è davvero. La visita si concluderà all’interno della Casa Museo Pasolini, il cuore dell’esperienza, che potrà essere così apprezzato ancora di più grazie al quadro storico e territoriale appena condiviso. La visita ha la durata di un’ora e un quarto ed è a titolo gratuito per un massimo di 15 partecipanti per turno. Per partecipare occorre soltanto prenotare il biglietto gratuito al museo alle ore 10.00 oppure alle ore 12.00 e trovarsi di fronte al museo per iniziare la visita all’esterno. La visita guidata è proposta da Passo Civico ETS a cura di Alba Serino.   Sabato 21 febbraio, ore 16.00Tour online sul quartiere di Torpignattara  Prosegue il ciclo gratuito di tour online Viaggio virtuale nelle periferie di Roma, con due appuntamenti al mese, in lingua italiana e inglese.  Questo nuovo incontro conduce a Torpignattara, quartiere stratificato e vitale, profondamente legato alla biografia e all’immaginario di Pier Paolo Pasolini. Esploreremo un’area di Roma in cui storia urbana, architettura popolare e linguaggi contemporanei – dalla street art alle trasformazioni sociali più recenti – convivono e si intrecciano.  Attraverso la video-conferenza e l’uso di immagini, mappe e materiali video, i partecipanti esploreranno l’evoluzione del quartiere lungo l’antica via Casilina, osservando edifici, spazi pubblici e interventi artistici che raccontano l’identità multiculturale e resistente di Torpignattara, spesso assente dai percorsi turistici tradizionali.  Il tour propone un viaggio digitale pensato per raccontare, coinvolgere e offrire nuove chiavi di lettura, preparando anche a una futura scoperta dei luoghi dal vivo. Per partecipare è necessario compilare il form al seguente link: https://forms.gle/9fhtmy6NMCwn2daS7   Il ciclo è proposto da Passo Civico Comitato ETS, a cura di Alba Serino.   Saturday February 21, 5.00 p.m.Online tour of Torpignattara The free online series Virtual Journey through Rome’s Suburbs continues, with two monthly appointments offered in Italian and English.  This session explores Torpignattara, a vibrant and layered neighbourhood deeply connected to the life and work of Pier Paolo Pasolini. Through its urban history, popular architecture and contemporary street art, the tour reveals a part of Rome shaped by social change, cultural diversity and everyday life.  Using images, maps and video materials, participants will discover the evolution of the area along Via Casilina, gaining new perspectives on a district rarely included in traditional tourist itineraries.  A digital journey designed to engage, inform and prepare visitors for a future on-site exploration.  The series is presented by Passo Civico ETS, curated by Alba Serino.  To register for the event: https://forms.gle/wGHMYCx7XP64G3jB8   Domenica 22 febbraio, ore 10.00 Visita guidata per famiglie A caccia di mammut Pronti a un’avventura a ritmo di bambino? Domenica mattina vi aspettiamo alle 10.00 davanti a Casa Pasolini, punto di partenza di un viaggio esplorativo tra colori, murales e animali preistorici. Seguiremo le impronte (enormi!) di un misterioso mammut che ci guiderà alla scoperta della street art nascosta tra le vie della zona.  Entreremo poi al Museo del Pleistocene, dove il passato più remoto riaffiora attraverso tracce di animali e piante di un mondo lontanissimo nel tempo. Forse si è nascosto qui il mammut… o forse no?   La visita, condotta da archeologi, è pensata per famiglie con bambini dai 7 ai 10

Memoria e Oblio

In occasione della Giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma, guidata da Luca Mercuri, presenta la mostra bibliografica Memoria e Oblio, a cura di Veronica Brancati. L’esposizione è visitabile fino al 15 febbraio. L’esposizione presenta volumi legati dal tema della Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale, provenienti sia dalla biblioteca storica del museo sia da collezioni private. Testi di autori italiani, stranieri ed ebrei dialogano tra loro promuovendo una riflessione sulla questione ebraica. La perdita, l’assenza, la dignità umana e la responsabilità della memoria costituiscono testimonianze storiche che consentono di contrastare l’indifferenza. Accanto ai testi sono esposti tre libri d’artista che rimandano anch’essi al tema del ricordo. Queste opere incarnano il duplice aspetto della memoria: da un lato, il dovere di ricordare gli errori e le sofferenze del passato per non ripeterli e per crescere come individui e società; dall’altro, il tema dell’oblio, la necessità di lasciar andare il dolore, i traumi e le esperienze negative. La memoria come accumulo di ricordi e riflessione sul tempo è sottolineata dalle opere Oblio, Memories e Sul filo della memoria. L’esposizione si propone come spazio di introspezione e invita il pubblico a non dimenticare le vittime dell’Olocausto, ribadendo il valore e l’importanza del ricordo come atto civile e morale. L’arte del libro diventa strumento per ricordare, educare, comprendere, trasmettere la storia e stimolare la riflessione. Nell’ambito della mostra è prevista una visita guidata il 27 gennaio alle ore 16.00 con la curatrice. Comunicato stampa

Rassegna concertistica “Giacomo Manzù” 3°edizione   

Anche quest’anno, dal 18 gennaio, riprende la rassegna concertistica “Giacomo Manzù”, in collaborazione con il Centro di cultura Domus Danae.   18 GENNAIOOre 17.00Proiezione di cortometraggiAssociazione Traccecinematografiche Film Fest APS Ore 18.00Concerto                          Filippo Tenisci, pianoforte     1 FEBBRAIOOre 17.00Proiezione di cortometraggiAssociazione Traccecinematografiche Film Fest APS Ore 18.00ConcertoTommaso Marino, pianoforte   15 FEBBRAIO Ore 17.00Proiezione di cortometraggiAssociazione Traccecinematografiche Film Fest APS Ore 18.00ConcertoSilvia D’Augello, pianoforteAlessandro Marini, violino   1 MARZO Ore 17.00Proiezione di cortometraggiAssociazione Traccecinematografiche Film Fest APS Ore 18.00ConcertoAlfredo Conte, pianoforte   15 MARZOOre 18.00ConcertoGabriele Joima, pianoforte   29 MARZO Ore 18.00ConcertoSofia Adinolfi, pianofortein collaborazione con l’Sss. VA Culture – 1 premio Concorso Pianistico G. Abbadessa   Premio “Airone D’Oro” al termine di ogni concerto il pubblico darà un proprio voto di gradimento.   Ogni concerto è compreso nel biglietto di ingresso del Museo. Ingresso per il museo 6.00 euro a persona Abbonamento eventi annuale Museo Manzù 8.00 euro a persona

Robert Redford e la Nuova Hollywood (1969-1980) – Rassegna cinematografica

Prosegue presso la Casa Museo Boncompagni Ludovisi la rassegna cinematografica Robert Redford e la Nuova Hollywood (1969–1980), dedicata a una delle figure più emblematiche del cinema americano del secondo Novecento. La rassegna si inserisce nel percorso della mostra Omaggio a Robert Redford. Moda Musica e Film che presenta una selezione di abiti ispirati ai film di Robert Redford, mettendo in dialogo cinema, moda e costruzione dell’immaginario visivo. Il ciclo di proiezioni è curato dallo storico del cinema, documentarista e docente di storia dell’arte e del cinema Raffaele Simongini, che accompagnerà il pubblico con introduzioni critiche volte a contestualizzare i film nel loro periodo storico, culturale e produttivo, mettendone in luce temi, linguaggi e ricadute sull’immaginario collettivo. Calendario delle proiezioni – ore 17.00 • 25 gennaio: Butch Cassidy and the Sundance Kid (1969) • 31 gennaio: The Sting – La stangata (1973) • 8 febbraio: The Way We Were – Come eravamo (1973) • 15 febbraio: Three Days of the Condor – I tre giorni del Condor (1975) • 7 marzo: All the President’s Men – Tutti gli uomini del Presidente (1976) • 15 marzo: Ordinary People – Gente comune (1980), regia di Robert Redford Le proiezioni sono incluse nel prezzo del biglietto del museo fino ad esaurimento posti. I film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.   Comunicato stampa

Omaggio a Robert Redford. Moda Musica e Film

Dal 18 dicembre 2025 al 15 marzo 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma guidata da Luca Mercuri ospita la mostra Omaggio a Robert Redford. Moda Musica e Film. La mostra è collegata alla rassegna cinematografica a cura di Raffaele Simongini, storico del cinema e docente all’Accademia di Belle Arti Statale di Napoli e alla RUFA- Rome University of Fine Arts. La Mostra coniuga le arti visive con quelle performative, a sottolineare la centralità del cinema e il suo essere incubatore di tendenze, comportamenti e stili di vita. Robert Redford, di recente scomparso, icona del cinema degli anni 70, spirito libero, anticonformista e critico, interprete di film memorabili che hanno forgiato il gusto ma anche il modo di essere e di pensare di quegli anni, ne è la prova. In un’epoca in cui il dialogo fra arte, cinema e fotografia era maggiormente improntato alla sperimentazione, i suoi film si pongono come un momento di cesura rispetto al passato introducendo nuove forme di rappresentazione sia nel genere Western con Butch Cassidy and the Sundance Kid sia in quello del giornalismo investigativo che proprio allora trova un suo spazio e una sua fisionomia e Tutti gli uomini del presidente rappresenta il punto di svolta per l’affermarsi di questo genere. Il tributo al grande artista americano sottolinea come il cinema abbia plasmato, e orientato, e permeato abitudini e modelli di vita e contribuito a determinare scelte etiche edestetiche. La mostra propone una selezione di abiti ispirati ai film in cui ambientazione, scenografia e costumi costituiscono un intreccio dalle mille pieghe, accompagnando lo spettatore in un viaggio nella moda attraverso gli abiti della storica Collezione della Sartoria Farani, partner del progetto. Gli abiti esposti, provenienti per la maggior parte dalla storica sartoria romana Farani, diretta da Luigi Piccolo, richiamano le scene romantiche del Grande Gatsby, dall’omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald o fanno eco alle vicende esilaranti dei due protagonisti della Stangata (Redford e Newman) o ancora alludono a quel mondo di ieri in cui l’Africa è la terra idealizzata dagli Europei che agli inizi del Novecento vi si rifugiarono alla ricerca di un’autenticità perduta come in La mia Africa. Né poteva mancare il mitico caban blu dei Tre giorni del Condor, indossato con jeans e Ray-Ban definendo così l’eleganza discreta e pratica del casual urbano che è diventato uno stile, facendo del cinema uno dei principali veicoli di diffusione di tendenze, abitudini e costumi. Gli abiti mettono in luce i tratti emblematici dell’artista americano che non ha mai enfatizzato il suoessere un sex symbol, vissuto talora con fastidio o indifferenza, rifuggendo dagli stereotipi e dalle etichette opprimenti dello star system hollywoodiano. La mostra si apre con un omaggio musicale del gruppo Apeiron Sax Quartet che eseguirà brani tratti dalle colonne sonore dei film più celebri. A partire da gennaio e fino al 15 marzo 2026 seguiranno le proiezioni di film introdotte dallo storico del cinema Raffaele Simongini, curatore della rassegna cinematografica, frutto della cooperazione con Rome University of Fine Arts e col suo Direttore Fabio Mongelli. Il calendario delle proiezioni sarà disponibile sul sito della Direzione dei Musei nazionali della città di Roma e sui social (FB, X, Instagram) a partire dal 10 gennaio. Comunicato stampa

Salvatore Dominelli. OLTRE IL DECORO. Tra pigmento e geometria.

Dal 13 dicembre 2025 al 1 febbraio 2026 la Casa Museo Boncompagni Ludovisi diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della Città di Roma guidata da Luca Mercuri ospiterà la personale di Salvatore Dominelli intitolata Oltre il decoro. Tra pigmento e geometria. L’esposizione, curata da Maria Giuseppina Di Monte con la collaborazione di Veronica Brancati, si articola su tre sale e si inserisce in un dialogo armonico con il patrimonio e le tematiche della Casa Museo Boncompagni Ludovisi. Custode di una preziosa tradizione dedicata alle arti decorative e applicate, la Casa Museo rappresenta il contesto ideale per valorizzare e approfondire il percorso artistico di Dominelli. L’allestimento propone un’ampia varietà di oggetti: piatti in ceramica, piccole sculture, disegni, paraventi e un tavolino da lavoro che accoglie dodici sculture in gesso, ciascuna evocativa di un mese dell’anno. Le forme che compongono il corpus dell’esposizione nascono da un’attenta e partecipe osservazione della realtà da parte di Dominelli, che trae ispirazione dagli elementi del mondo che lo circonda. Piatti, paraventi, sculture e disegni decorano e animano lo spazio e si configurano come supporti di una geometria essenziale. Questi manufatti si esprimono attraverso un linguaggio visivo composto da forme e segni grafici che si intrecciano in contrasti tra il nero e vivaci cromie. La predilezione per la purezza dei colori primari conferisce alle opere una carica espressiva intensa, capace di catturare l’attenzione e coinvolgere emotivamente. Dichiara la curatrice e direttrice della Casa Museo Maria Giuseppina Di Monte «La mostra di Dominelli negli spazi della Casa museo Boncompagni conferma il valore della decorazione non in quanto componente ornamentale, di superficie e quindi subordinata all’architettura e alla pittura ma come indipendente e autonoma, niente affatto esornativa o accessoria. Sono lieta di ospitare una mostra il cui “refrain” sia attraverso gli oggetti esposti che nell’installazioni presentata fa riverberare la preziosità e l’atmosfera romantica del contesto». Salvatore Dominelli nasce a Serra San Bruno, in Calabria, nel 1954. Nel 1972 si trasferisce a Roma, dove nel 1977 consegue il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti. Dagli anni settanta in poi partecipa a numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, tra cui la XII Esposizione Nazionale Quadriennale d’Arte di Roma e la 54ª Biennale di Venezia. Le sue opere sono state esposte in Germania, Austria, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Egitto, Estonia, Finlandia, Libano, Turchia, Siria, Spagna, Malta, Sud Africa, Slovenia e gli Stati Uniti. Comunicato stampa

Apertura al pubblico di Casa Pasolini

Roma, apre al pubblico Casa Pasolini a Rebibbia Un nuovo luogo della cultura del Sistema Museale Nazionale Roma, 26 novembre 2025 – È stata inaugurata oggi Casa Pasolini, in via Giovanni Tagliere 3 a Rebibbia, restituita al pubblico dopo un attento intervento di riqualificazione promosso dal Ministero della Cultura e, in particolare, dalla Direzione generale Musei e dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, nella cui rete di luoghi della cultura l’appartamento entra da oggi a pieno titolo. Hanno partecipato all’inaugurazione: Massimo Osanna, Direttore generale Musei; Luca Mercuri, Direttore ad interim Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma; Pietro Valsecchi, donatore dell’appartamento allo Stato; Mons. Andrea Lonardo, Direttore dell’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Roma; Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Nel corso della cerimonia, l’attore Alessandro Preziosi ha dato lettura di alcuni brani di Pier Paolo Pasolini. La prima casa romana di Pasolini è ora un luogo della cultura del Sistema Museale Nazionale L’appartamento in cui Pasolini visse con la madre tra il 1951 e il 1954 – il primo affittato a suo nome dopo l’arrivo nella Capitale – è stato acquisito al patrimonio dello Stato nel 2024, grazie alla donazione del produttore cinematografico Pietro Valsecchi. Gli interventi hanno riguardato il completo adeguamento impiantistico, il restauro delle finiture originarie e degli arredi pertinenti, la rifunzionalizzazione degli ambienti e l’avvio di una biblioteca tematica destinata a crescere progressivamente. Da oggi Casa Pasolini è aperta gratuitamente da giovedì a domenica, con visite didattiche, iniziative culturali e attività pensate in dialogo con il territorio. Le prenotazioni sono disponibili sull’app Musei Italiani. Un nuovo spazio culturale costruito insieme al territorio La programmazione nasce dalla collaborazione con l’ente del Terzo Settore Passo Civico – Comitato per Roma, incaricato della gestione delle attività educative e di accoglienza, in una cooperazione virtuosa che include anche il Municipio IV di Roma Capitale. Il palinsesto prevede laboratori per le scuole, gruppi di lettura, workshop di scrittura e sceneggiatura, passeggiate narrative, incontri, proiezioni e approfondimenti legati alla letteratura e al cinema. Parte delle iniziative sarà fruibile anche in streaming, così da raggiungere scuole e pubblici più ampi. Le attività saranno avviate progressivamente, con un’impostazione sperimentale e partecipata, calibrata sulla risposta del quartiere e dei visitatori. Una mostra fotografica per raccontare il paesaggio pasoliniano Contestualmente all’apertura dell’appartamento al pubblico, viene inaugurata la mostra fotografica La verità non sta in un solo Sogno ma in molti Sogni. Le case di Pier Paolo Pasolini a Roma, a cura di Matilde Amaturo e Sabrina Corarze, allestita negli ambienti della casa. La mostra – aperta fino al 1° marzo – presenta circa quaranta fotografie provenienti da importanti archivi nazionali e ripercorre, attraverso una selezione essenziale di immagini, il rapporto di Pasolini con la città: dalle sue case ai luoghi che hanno nutrito la sua scrittura e la sua visione cinematografica. Dichiarazioni «Restituire oggi Casa Pasolini alla città significa aprire le porte di un luogo della cultura che diventa pubblico e torna a essere vivo, accessibile e in dialogo con il territorio – commenta il Direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri – L’intervento di riqualificazione e restauro è stato condotto in tempi rapidi e con grande rispetto per gli ambienti originali, integrando solo ciò che era necessario per renderli fruibili e adatti ad accogliere attività, incontri, laboratori e percorsi didattici. Da oggi la casa sarà aperta gratuitamente e stabilmente, quattro giorni alla settimana, con iniziative pensate per tutti i pubblici, molte delle quali fruibili anche in streaming. È un nuovo tassello della rete delle nostre case museo, che amplia l’offerta culturale della Direzione e rafforza una visione condivisa di luoghi capaci di produrre conoscenza e partecipazione» «L’apertura di Casa Pasolini rappresenta un esempio concreto di collaborazione pubblico-privato e di cooperazione efficace fra istituzioni e territorio – commenta il Direttore generale Musei, Massimo Osanna. La donazione di Pietro Valsecchi ha permesso allo Stato di recuperare un luogo significativo della biografia di una delle figure più importanti della cultura italiana del Novecento e di restituirlo al pubblico in modo stabile e strutturato. L’ingresso di Casa Pasolini nella rete del Sistema Museale Nazionale arricchisce la pluralità dei luoghi della cultura, ampliando l’offerta e creando nuove occasioni di fruizione. È un progetto che si inserisce pienamente nelle politiche della Direzione generale Musei e negli indirizzi del Piano Olivetti per la Cultura, che promuove una diffusione più capillare delle attività culturali, la rigenerazione dei territori attraverso la cultura e il coinvolgimento attivo delle comunità. Casa Pasolini nasce con questa vocazione: essere uno spazio aperto, dinamico, capace di generare iniziative, formazione e nuove pratiche di partecipazione culturale» «Il compito della politica è di trovare soluzioni, ed oggi il risultato è agli occhi di tutti: è stata restituita alla collettività la prima Casa di Pasolini a Roma, e ciò significa non solo preservarne la memoria, ma anche riaffermare il ruolo delle periferie, come spazi di cultura, di identità e di futuro – commenta Massimiliano Umberti, Presidente IV Municipio. Qui nasceranno una biblioteca tematica, e stiamo anche lavorando con le scuole affinché questo diventi un patrimonio delle scuole sul territorio municipale; con l’Assessora alla Scuola del IV Municipio si parlava già di fare delle visite a stretto giro nelle scuole perché questa realtà venga vissuta, e debba essere un’apparenza carnale al territorio. La Casa di Pasolini non è solo un museo, ma un simbolo di identità, di partecipazione e di speranza. Grazie al Ministero della Cultura abbiamo moltiplicato queste situazioni sulle periferie, consentendo ai cittadini non solo di ripercorrere quello che è stato ma anche dare un valore inestimabile alle periferie romane che spesso vengono emarginate». «Quando io e mia moglie Camilla abbiamo saputo della vendita della casa di Pier Paolo Pasolini, abbiamo avvertito la responsabilità di intervenire per preservare un luogo così significativo della sua vita. Ho scelto di acquistare l’appartamento e di donarlo allo Stato perché ritenevo che un’istituzione culturale nazionale potesse garantirne la tutela e la restituzione al pubblico nel

Oltre il Pantheon. Un nuovo percorso di visita negli spazi della Basilica di Nettuno

Da martedì 25 novembre sarà possibile vivere una nuova esperienza di visita al Pantheon: apre al pubblico il percorso “Oltre il Pantheon”, che permette di accedere agli ambienti della Basilica di Nettuno, spazi finora quasi sconosciuti che si sviluppano dietro la Rotonda e che, attraverso le loro stratificazioni, restituiscono “in controluce” la storia del monumento dall’età romana fino ai nostri giorni.  Questi spazi custodiscono testimonianze significative della storia millenaria del Pantheon e del paesaggio che lo circondava: frammenti marmorei, elementi decorativi, affreschi, architetture liturgiche che, nel corso dei secoli, sono stati via via rimossi dalla Rotonda per far posto a nuovi assetti ed esigenze del culto. Accanto a questi materiali trovano posto i reperti archeologici provenienti soprattutto dagli scavi di isolamento di fine Ottocento, che documentano non solo le trasformazioni del Pantheon, ma anche quelle della Basilica di Nettuno e, in generale, del Campo Marzio. Da questo insieme ricco e stratificato nasce oggi un percorso che affianca ricomposizioni architettoniche, modelli tridimensionali accurati, ricostruzioni digitali e dispositivi immersivi, restituendo una lettura più ampia e articolata della storia del monumento e del suo contesto urbano.  Un percorso tra Pantheon romano e Pantheon cristiano  L’itinerario si apre con un videomapping immersivo proiettato sulla parete che separa gli ambienti del percorso dalla Rotonda. La “scomposizione” visiva del diaframma murario diventa qui un vero dispositivo narrativo: un gioco di luci e proiezioni quasi cinematografico che ricostruisce con rigore gli “effetti speciali” dell’Oculus, mostrando come il Pantheon fosse concepito come una sorta di grande strumento cosmico. Il pubblico assiste così al viaggio della luce attraverso l’edificio nei momenti più significativi del calendario antico, percependo il monumento nel suo rapporto originario con il tempo, il cielo e il ritmo dell’anno solare.  La prima parte del percorso è dedicata al Pantheon degli imperatori e al paesaggio antico che lo circondava. L’uso integrato di modelli tridimensionali, ricostruzioni digitali e materiali provenienti dagli scavi consente di seguire l’evoluzione del tempio nelle sue diverse fasi, di vedere ricomporre la Basilica di Nettuno nelle sue volumetrie originarie e di leggere, attraverso una grande proiezione interattiva, le trasformazioni del Campo Marzio nel corso dei secoli. Un tavolo multimediale accompagna il visitatore nella ricostruzione delle fasi edilizie e delle metamorfosi del complesso monumentale, offrendo al pubblico un’esplorazione attiva dell’evoluzione architettonica del Pantheon.  La seconda sezione è dedicata al Pantheon cristiano e si apre con un insieme di opere che restituiscono, con forza evocativa, la storia del tempio dopo la consacrazione del 609. Cuore della sala è la ricostruzione quasi a grandezza reale del ciborio di VIII secolo, con i suoi eleganti pavoni affrontati — simbolo di eternità e rinascita — riportati alla leggibilità grazie a un attento lavoro di studio e ricomposizione. Accanto, un affresco staccato nel corso degli interventi per la realizzazione delle tombe reali rivelano frammenti preziosi della decorazione originaria, mentre la ricostruzione dell’edicola seicentesca, smontata negli anni Sessanta e conservata in frammenti negli ambienti retrostanti, torna oggi nella sua monumentalità: per la prima volta il pubblico può coglierne la forma compiuta e immaginare la presenza dell’icona della Madonna del Pantheon che vi era custodita.  Grazie all’installazione di un nuovo ascensore interno, il percorso è oggi accessibile anche alle persone con difficoltà motorie, ampliando la fruibilità degli spazi e garantendo un’esperienza inclusiva.  Modalità di visita  Le visite al percorso “Oltre il Pantheon” si svolgono tutti i giorni, con esclusione della prima domenica del mese, in gruppi contingentati di massimo 25 persone.  Ogni visita ha una durata di 45 minuti.  Biglietti individuali  Il biglietto individuale comprende:  Visita speciale negli spazi della Basilica di Nettuno (45 minuti): 10,00 € (non sono previste riduzioni; unica gratuità ammessa: under 18)  Ingresso al Pantheon con fruizione non accompagnata: 5,00 €, con riduzioni e gratuità di legge  L’ingresso alla Rotonda avviene attraverso un accesso dedicato posto all’interno degli spazi della Basilica di Nettuno.  I biglietti individuali sono acquistabili tramite l’app e la piattaforma Musei Italiani, disponibile per sistemi iOS e Android e tramite il totem dedicato sul posto Informazioni per le guide turistiche  Il percorso “Oltre il Pantheon” è organizzato come visita tematica accompagnata a cura dell’Istituto e, nei turni ordinari, non prevede spiegazioni da parte di guide esterne. Slot orari: 08:30, 09:30, 15:30 dal lunedì al venerdì ; 08:30, 09:30 il sabato ; 13.30, 14.30 la domenica Le guide con piccoli gruppi che acquistano i biglietti individuali possono:  scegliere di partecipare alla visita speciale insieme ai propri visitatori, purché senza interventi esplicativi durante il percorso;  oppure usufruire del proprio ingresso gratuito al Pantheon, accogliendo il gruppo all’interno della Rotonda al termine della visita dedicata alla Basilica di Nettuno.  Per le guide turistiche dell’Unione Europea che desiderino condurre il proprio gruppo anche negli spazi della Basilica di Nettuno sono disponibili slot dedicati (08:30, 09:30, 15:30 dal lunedì al venerdì ; 08:30, 09:30 il sabato ; 13.30, 14.30 la domenica) prenotabili telefonicamente al numero 06.39.96.79.50. Il costo per la prenotazione dell’intero turno è di 150,00 euro, ai quali vanno aggiunti i titoli d’ingresso ordinario al Pantheon per la guida (gratuito) e per ciascun partecipante. Gli slot sono riservati a gruppi fino a 25 persone più la guida e devono essere prenotati entro tre giorni dalla data prescelta.  Come prenotare  Biglietti individuali: tramite app Musei Italiani e totem in sede Slot per guide turistiche esterne: telefono 06.39.96.79.50 

NORDIC TABLE DESIGN 1900-1970. Una silenziosa rivoluzione femminile

Mostra a cura di Fabia Masciello Casa Museo Hendrik Christian Andersen4 novembre 2025 – 1 febbraio 2026 La mostra racconta settant’anni di design nordico femminile attraverso una selezione di oggetti per la tavola e analizza il ruolo che designer, artigiane, architette, artiste, imprenditrici, provenienti da Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno avuto nella trasformazione della società del XX secolo. La sua realizzazione è avvenuta in collaborazione con le Ambasciate di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia a Roma, e con il supporto del Council of Ministers’ Culture and Art Programme e del Nordisk Kulturfond. Ideata e curata da Fabia Masciello, l’esposizione riunisce centrotrenta pezzi in prestito da musei, archivi, collezioni private e aziende iconiche del Nord Europa, e mette in luce come il design per la tavola sia stato molto più di una questione estetica o funzionale: un campo di sperimentazione di nuovi modelli sociali, di emancipazione e di ridefinizione dei ruoli domestici e familiari. Una rivoluzione, silenziosa ma profonda, portata avanti da queste donne che nel realizzare oggetti belli, funzionali e accessibili a tutti, hanno dimostrato come un semplice gesto quotidiano può essere un atto di libertà e di ribellione. Il loro approccio progettuale è umanista, e coniuga creatività, estetica e funzionalità con empatia verso il fruitore e attenzione ai suoi bisogni reali, alla ritualità e all’inclusività. Aino Aalto, Estrid Ericson, Nora Gulbrandsen, Marianne Westman, Herta Bengtson, Ulla Procopè, Grethe Meyer e molte altre designer, spesso rimaste nell’ombra di colleghi, compagni e mariti con cui hanno lavorato, ci guidano in questo viaggio affascinante in cui gli oggetti riflettono le battaglie culturali e i cambiamenti sociali avvenuti tra l’inizio del Novecento e la fine degli anni Settanta. L’esposizione si articola in quattro sezioni. La prima si apre con la nascita del design democratico nei paesi nordici, agli inizi del Novecento, un periodo in cui le donne — fino ad allora confinate alla sfera domestica — iniziano a reclamare un ruolo attivo nella vita politica e lavorativa. Negli anni Venti e Trenta conquistano visibilità le prime designer, direttrici di dipartimenti nelle fabbriche di porcellana, imprenditrici che, con determinazione, sfidano un contesto lavorativo dominato dagli uomini per portare avanti la propria ricerca creativa, parallelamente alle battaglie per il riconoscimento dei diritti femminili. La seconda sezione racconta il clima di rinascita e ottimismo che caratterizza gli anni Cinquanta, seguito dai cambiamenti del gusto negli anni Sessanta, in un contesto di crescente affermazione di professioniste nel mondo lavorativo del design. La terza sezione esplora le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, un periodo in cui le donne, sempre più divise tra casa e lavoro, iniziano a ridurre il tempo dedicato alle attività domestiche, ridefinendo così ruoli, abitudini e dinamiche familiari. Contemporaneamente, la ribellione agli ideali borghesi favorisce l’emergere di uno stile di vita più libero e informale. Il design della tavola si fa specchio di questi cambiamenti, puntando su una maggiore informalità e valorizzando la convivialità e la socializzazione. La mostra si conclude con un omaggio alle operaie, a quella forza spesso invisibile che, con impegno quotidiano, ha contribuito a costruire non solo oggetti, ma anche storie, valori e identità collettive. Spesso il design è associato all’idea di lusso, status, visibilità. Questa mostra sceglie invece di spostare lo sguardo altrove: su un design silenzioso, necessario e durevole, che abita la quotidianità e la trasforma. Al centro le donne che — partendo dalla tavola, cuore della vita domestica e luogo simbolico di relazione, cura, condivisione — hanno ripensato e riscritto il vivere quotidiano. La mostra sarà accompagnata da un programma di incontri, talk, laboratori e visite guidate. 13 novembre ore 18.00Educare alla bellezza: due case museo tra passato e presente 22 novembre ore 11.00Icone del design norvegese: Turi Gramstad Oliver si racconta a Roma Visite guidate a cura di Fabia Mascello  Domenica 11 gennaio ore 11.00Domenica 18 gennaio ore 11.00Domenica 25 gennaio ore 11.00 prenotazione obbligatoria via mail dms-rm.museoandersen@cultura.gov.it (max 20 persone a visita) le visite guidate sono incluse nel biglietto d’ingresso alla mostra e alla casa museo Si ringraziano:Aarikka, Almedhals, Arabia, Artek, Costa Verde, Ellen Keys Strand, FDB Møbler, Figgjo Norway,  Fritz Hansen, Georg Jensen, Grethe Meyer Design, Iittala, Nanna Ditzel Design, Rörstrand, Rörstrand Museum, Svensk Tenn, Telemark Museum. Comunicato stampa   La mostra è prorogata fino al 1 febbraio 2026.

Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museo

Dal 23 settembre 2025 le sale monumentali di Castel Sant’Angelo ospitano la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museo, promossa e realizzata dall’istituto del Ministero della Cultura Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – diretto ad interim da Luca Mercuri – in occasione del centenario dell’istituzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, avvenuta con Regio Decreto del 4 maggio 1925. Si tratta di una tappa fondamentale nella lunga e complessa storia di questo straordinario edificio, nato come mausoleo imperiale e divenuto, nei secoli, fortificazione, residenza papale, carcere e caserma. La nascita del museo segna il momento in cui il monumento viene restituito a una dimensione prettamente culturale: una istituzione pubblica che, da allora come ancora oggi, si impegna a valorizzare l’edificio e le collezioni che custodisce, rivolgendosi a tutti i pubblici, nazionali e internazionali. Le origini di questo percorso affondano le radici in un altro momento simbolico: l’Esposizione del 1911, allestita proprio a Castel Sant’Angelo in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Fu allora che il Castello venne trasformato in spazio espositivo, attraverso una mostra retrospettiva sull’arte italiana dalle origini al presente, che coniugava archeologia, arti figurative, arti decorative, ambientazioni storiche e percorsi tematici. Un’operazione culturale e simbolica che, proprio per la sua ambizione narrativa e sperimentale, contribuì in modo determinante alla riconfigurazione del monumento nel suo nuovo ruolo. La mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museo si ispira a quello straordinario esperimento, rievocandone in chiave contemporanea atmosfere e suggestioni. Il progetto, ideato dal Direttore ad interim del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri, si avvale del contributo di un comitato scientifico composto da Matilde Amaturo, Luigi Gallo, Ilaria Miarelli Mariani e Mario Scalini. “Questa mostra – commenta Luca Mercuri – rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire un momento fondativo della storia del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e, insieme, per riflettere sul ruolo civile del patrimonio culturale nella costruzione di una memoria condivisa. Concepita come un omaggio all’Esposizione del 1911, l’iniziativa restituisce, in chiave critica e contemporanea, lo spirito sperimentale di quella straordinaria impresa espositiva, capace di coniugare rigore scientifico e impatto narrativo, memoria e innovazione. Il percorso mette in dialogo opere provenienti da importanti musei italiani con materiali straordinari custoditi nei depositi del Castello, alcuni dei quali restaurati per l’occasione e non esposti al pubblico da decenni. Si tratta, dunque, non solo di una mostra, ma di una vera e propria operazione culturale che, grazie anche a prestiti d’eccellenza, restituisce centralità alla funzione pubblica del museo: custodire e al tempo stesso condividere il patrimonio, recuperare il passato per guardare al futuro. Un progetto che parla alla città e a tutti i pubblici, e che rinnova il legame profondo tra Castel Sant’Angelo, la sua storia e la sua vocazione culturale.” L’allestimento si snoda in alcuni degli ambienti più rappresentativi del Castello – dalle Sale di Clemente VIII, alla Sala della Giustizia, fino all’appartamento di Clemente VII e alla magnifica Sala di Apollo. Si comincia con gli acquerelli di Ettore Roesler Franz, provenienti dal Museo di Roma: vedute raffinate che documentano una Roma che stava sparendo sotto le trasformazioni urbanistiche richieste dal suo nuovo ruolo di Capitale del Regno. Spicca poi lo straordinario dipinto di Umberto Prencipe con veduta di Roma nel Quattrocento, dal Museo Boncompagni Ludovisi, concepito proprio per la mostra del 1911: le sue dimensioni monumentali, il chiarore dell’alba che sta per sorgere, il respiro della composizione hanno ispirato il titolo della mostra odierna, L’alba di un museo. Dalla collezione Gorga, anch’essa protagonista della mostra del 1911, emergono certamente i celebri strumenti musicali ma anche oggetti archeologici come una suggestiva stele tardoantica raffigurante un pretoriano. Quest’ultima, insieme alle eccezionali lastre romaniche scolpite, restaurate per l’occasione e restituite dai depositi del Museo delle Civiltà, omaggia la sezione dedicata nel 1911 alla lavorazione del marmo. Notevole è poi la scultura in gesso colorato di Giovanni Prini, con l’incontro tra il pontefice Eugenio IV e il castellano Antonio da Rido, appartenente alla sezione dedicata nel 1911 al racconto dei costumi e degli abiti storici. Spicca poi l’Elia nel deserto dagli Uffizi, opera di Daniele da Volterra, allievo di Michelangelo, che rende omaggio alla sezione “michelangiolesca” del 1911. Dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini proviene la Veduta del Tevere a Castel Sant’Angelo del Vanvitelli, immagine storica che lega il monumento al suo paesaggio urbano, mentre dall’Accademia di San Luca arriva una scultura in terracotta del Giambologna, allegoria di fiume, testimonianza del collezionismo accademico romano. Una sezione specifica è dedicata a Bartolomeo Pinelli, artista che nella Roma dell’Ottocento seppe rappresentare con straordinaria forza visiva i mestieri popolari e le scene di vita quotidiana: le opere esposte si inseriscono in un filone che, nella mostra del 1911, intendeva valorizzare le espressioni dell’arte e della tradizione popolare, documentando il volto più autentico della città. Un grande spazio è dedicato alle armi e armature storiche, in dialogo ideale con la sezione “uomini in arme” del 1911. Accanto a prestiti prestigiosi – come due celate provenienti dal Bargello di Firenze – si segnalano numerose opere restaurate per l’occasione dai depositi del Castello: tra queste, una straordinaria armatura medicea della seconda metà del XVI secolo. L’allestimento restituisce con efficacia la forza espressiva di questi oggetti, che dialogano idealmente con il ritratto di Alfonso I d’Este di Battista Dossi, proveniente dalla Galleria Estense di Modena, figura nota anche per la sua passione per l’artiglieria. Una sezione importante è dedicata a Giovan Battista Piranesi. Le celebri Carceri d’invenzione, realizzate come metafora delle prigioni dell’anima, prendono idealmente ispirazione proprio dalle prigioni storiche di Castel Sant’Angelo. Le stampe, tirate appositamente dalla Regia Calcografia per la mostra del 1911, sono oggi esposte in un allestimento che ne sottolinea il legame con la funzione carceraria del monumento, affiancate da oggetti che ne evocano la storia. Il percorso prosegue con una sezione archeologica, dove incisioni di Piranesi dedicate ai monumenti antichi – tra cui Castel Sant’Angelo – anch’esse stampate dalla Regia Calcografia nel 1911 e conservate nei