Virtual Tour
Virtual Tour Castel Sant’Angelo si impegna a garantire la massima fruizione del proprio patrimonio a tutti i pubblici.Le caratteristiche architettoniche del monumento rendono alcuni spazi difficilmente accessibili alle persone con disabilità o difficoltà motorie.Anche per questo, il Museo ha avviato un progetto dedicato all’accessibilità digitale: la creazione di Virtual Tour immersivi, che consentono di esplorare virtualmente le aree meno accessibili.Il progetto è attualmente in fase di implementazione, ma sono già disponibili visite virtuali agli ambienti del secondo livello, tra cui: • Loggia di Giulio II• Sala Paolina• Corridoio pompeiano• Sala Perseo• Sala Amore e Psiche• Appartamento del Castellano• Sala Cagliostra• Sala dell’Adrianeo• Sala dei Festoni• Sale del tesoro• Sala della Rotonda• Sala delle Colonne Clicca qui per accedere al virtual tour di Castel Sant’Angelo. Virtual tour del Passetto di Borgo Il Passetto, volto a collegare il Vaticano con Castel Sant’Angelo, risale all’impero di Totila che nel VI secolo avviò la fortificazione del Mausoleo di Adriano, poi ampliata in concomitanza con l’edificazione delle mura leonine. Nel 965 si attesta la ricostruzione di un tragitto che univa Vaticano e Castello ad opera di papa Giovanni XIII, ma la posa in opera del collegamento tra il Passetto e il Bastione San Marco a Castel Sant’Angelo risale al 1277, quando papa Niccolò III Orsini trasferì la sede papale dal Laterano al Vaticano e al contempo stabilì che le donne condannate dovessero essere detenute al suo interno. Alessandro VI Borgia durante il suo pontificato (1492-1503) fece poi raddoppiare un piano per ricavarne un passaggio coperto. L’impiego del Corridoio come via di fuga divenne celebre con il Sacco di Roma del 1527, quando papa Clemente VII Medici, inseguito dai Lanzichenecchi, lo percorse e si mise in salvo al Castello, che resistette all’assedio delle milizie imperiali di Carlo V. Ciononostante il 31 maggio Clemente VII fu costretto a firmare un pesante trattato di resa, cui seguì a dicembre la fuga con la complicità dell’artista Benvenuto Cellini, arrivando scortato fino a Orvieto. Nell’ottobre 1528 il Papa rientrò a Roma con i riacquisiti poteri e vi regnò fino alla sua morte, nel 1534. Nel 1565, per volere di papa Pio IV Medici, fu realizzata una nuova cinta muraria intorno ai Palazzi Vaticani e il Passetto perse la qualifica urbana di struttura difensiva. Clicca qui per accedere al virtual tour del Passetto di Borgo.
Castello racconta Castello. Visite guidate gratuite a cura del personale di Castel Sant’Angelo. Calendario di novembre
Prosegue nel mese di novembre il progetto di visite guidate all’interno di Castel Sant’Angelo, a cura dello staff. Le visite, gratuite e in lingua italiana, si svolgeranno nei seguenti giorni: mercoledì 6 martedì 12 e mercoledì 13 martedì 19 e mercoledì 20 martedì 26 e mercoledì 27 Per ogni data sono previste 2 visite: ore 10.30, ore 15.30 Durata: 1 ora e mezzo circa Per ciascuna visita: max 10 persone Prenotazione obbligatoria entro le 48 ore precedenti all’indirizzo mail: dms-rm.visitecastello@cultura.gov.it Visita gratuita previo pagamento del biglietto d’ingresso, secondo i canali ordinari previsti.
VILLA HELENE. STORIA, ARTE, UTOPIA. Il riallestimento della Casa Museo Hendrik Christian Andersen

È stato inaugurato ieri pomeriggio, alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen, afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidato dal Direttore generale Musei Prof. Massimo Osanna, il nuovo allestimento permanente dal titolo VILLA HELENE. Storia, arte utopia, a cura di Maria Giuseppina di Monte, direttrice del Museo, con la collaborazione di Aurora Cubeddu, Valentina Filamingo e Maddalena Paolillo. Grazie alle attività di studio e ricerca, anche su foto d’archivio, compiute in questi anni, e agli interventi di conservazione e restauro, è stato possibile ricostruire una parte degli ambienti del piano nobile di Villa Helene, così come si presentavano negli anni Trenta del Novecento, popolati dagli stessi protagonisti e artefici di questa singolarissima storia, offrendo così ai visitatori una vera e propria immersione nell’atmosfera dell’epoca. “La Direzione Musei nazionali della Città di Roma” – commenta il Direttore generale Musei, Massimo Osanna – “si sta posizionando sempre più come punto di riferimento fondamentale del circuito di case museo che interessano la capitale e il suo territorio. Dopo la riapertura, lo scorso marzo, di Casa Praz, il ricco palinsesto di mostre di Casa Andersen e Casa Boncompagni Ludovisi, l’acquisizione da parte del MiC di Casa Pasolini a Rebibbia e l’inserimento del Museo Manzù di Ardea nella rete museale dell’istituto, il riallestimento del piano nobile della Casa Museo Hendrik C. Andersen rappresenta un nuovo, importante traguardo. Grazie a una cospicua attività di ricerca, a interventi di conservazione e restauro nonché di miglioramento della fruizione, infatti, Villa Helene esprime oggi a pieno la missione di una Casa Museo: offrire al visitatore un viaggio esperienziale non solo in una specifica epoca, ma nella vita, nella mente, nelle passioni di personaggi illustri, il cui segno è ancora vivo e vitale nella cultura del nostro presente”. “La casa di Hendrik Andersen” – aggiunge Maria Giuseppina Di Monte, direttrice del Museo – “contiene oltre alla singolare collezione di sculture, dipinti e disegni, anche un grande patrimonio archivistico e un’interessante biblioteca che sono stati fonte di preziose informazioni nella ricostruzione degli ambienti che furono dimora dell’artista. Attraversando le stanze della casa ci immergiamo in un tempo e in uno spazio altro rispetto a quello sincronico della vita. La selezione delle opere, pertanto, è stata dettata non solo dalla volontà di una ricostruzione filologica ma anche da quella di garantire un’autentica esperienza estetica al fine di un più pieno godimento del luogo e di ciò che in esso è contenuto”. Il riallestimento si propone di rievocare il vissuto e le preferenze del tempo, privilegiando le relazioni tra gli oggetti ancora presenti nella casa. Si tratta di un’occasione straordinaria per dare un volto ai vari membri della famiglia di Hendrik, come il fratello Andreas, la musa e sorella adottiva Lucia, la mamma Helene, il fratello minore Arthur e l’adorata cognata Olivia Cushing, così come la ristretta e affiatata cerchia di amici romani che frequentavano la casa, condividendo con la famiglia Andersen idee, aspirazioni e impegno sociale. I visitatori potranno così godere delle opere d’arte e degli arredi della casa, ma anche “conoscere” meglio i suoi abitanti e frequentatori, avvicinandosi alla prospettiva universalistica e pacifista della loro grande missione: la costruzione di una Città Mondiale, simbolo di un progresso che poggiasse le sue fondamenta sul dialogo tra tutte le nazioni del mondo. Le sculture collocate nelle varie sale rappresentano studi in scala ridotta del corredo iconografico che Andersen immaginava integrato alle sue soluzioni urbanistiche innovative, progettate all’insegna di un modello rispondente alle molteplici esigenze di una società in evoluzione. Con l’apertura del nuovo allestimento la Casa Museo si è dotata di una nuova veste grafica e di un logo con logotipo costituito da una porta stilizzata nella tonalità del colore ottanio, come omaggio alle sfumature blu e verdi delle marine dipinte da Andersen e di alcune scene d’interno, ma anche come invito per il pubblico a varcare la soglia di Villa Helene e scoprire il mondo dell’utopico artista. SCHEDA INFORMATIVA Titolo: VILLA HELENE. Storia, arte, utopia. Il riallestimento della Casa Museo Hendrik Christian Andersen Sede: Casa Museo Hendrik Christian Andersen, via Pasquale Stanislao Mancini 20, 00196 Roma Ingresso: Intero Euro 6,00; ridotto Euro 2,00; gratuità di legge Il biglietto per la Casa Museo è acquistabile presso il totem digitale (abilitato POS) o su https://portale.museiitaliani.it/b2c/#it/buyTicketless/4e7c2220-041e-42aa-9ffc-e21888df1eff Orari: dal martedì alla domenica ore 9.30 – 19.30; ultimo ingresso ore 18.45. Chiuso il lunedì tel. +39 06 3219089 | dms-rm.museoandersen@cultura.gov.it Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/museo-hendrik-christian-andersen/ FB: https://www.facebook.com/MuseoHendrikChristianAndersen/ IG: https://www.instagram.com/museohendrikchristianandersen/ TW: https://twitter.com/museoandersen Ufficio Promozione e Comunicazione Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma dms-rm.comunicazione@cultura.gov.it Comunicato stampa Inquadra il qr code per approfondimenti: Crediti fotografici: Emanuele Antonio Minerva ‐ Ministero della Cultura Crediti fotografici: Maximiliano Massaroni ‐ Direzione Musei nazionali della città di Roma
Castel Sant’Angelo e il Pantheon si illuminano di rosa nel Mese internazionale della prevenzione dei tumori al seno

Nel corso del mese di ottobre, numerosi musei italiani si illuminano a turno di rosa in una staffetta ideale che attraversa tutto il territorio nazionale. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Ministero della Cultura e Komen Italia – l’organizzazione no profit attiva dal 2000 nella lotta ai tumori del seno – per sensibilizzare e promuovere la tutela della salute femminile, riscoprendo al contempo alcuni tra i luoghi più belli del patrimonio culturale italiano. Si innesta nell’ambito delle iniziative previste per il Mese internazionale della prevenzione dei tumori al seno e nella campagna “La prevenzione è il nostro capolavoro“, nella quale i temi della cura e del benessere derivanti dall’esperienza culturale si fondono con la consapevolezza del ruolo che i luoghi della cultura possono assumere nella diffusione di un messaggio di forte rilevanza sociale. Alla staffetta di sensibilizzazione partecipa anche l’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma: la sera di mercoledì 30 ottobre, il Pantheon (a partire dalle ore 20.00) e Castel Sant’Angelo (a partire dalle ore 21.00) si illumineranno di rosa fino alle ore 24.00.
Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate – 4 novembre

Lunedì 4 novembre 2024, in occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate, i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione Chiuso martedì 5 novembre Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso le casse e i totem presenti in sede Nessuna chiusura settimanale Galleria Spada (8.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione Chiusa martedì 5 novembre Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Chiusa martedì 5 novembre Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Chiusa martedì 5 novembre Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È consigliata la prenotazione (al costo di 1 euro; tutte le info su www.gebart.it) Chiuso martedì 5 novembre Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Chiusa martedì 5 novembre Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/4-novembre-2024
#domenicalmuseo – 3 novembre

Domenica 3 novembre torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso le casse e i totem presenti in sede Galleria Spada (8.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È consigliata la prenotazione (al costo di 1 euro; tutte le info su www.gebart.it) Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo
Giovani protagonisti del patrimonio culturale europeo. Edizione 2024

Giunge quest’anno alla terza edizione Young European Heritage Makers Competition, la competizione sul patrimonio culturale rivolta a bambini e ragazzi in età scolare dei Paesi aderenti alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), promossa dal Consiglio d’Europa e coordinata in Italia dalla Direzione generale Musei in collaborazione con la Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura. L’iniziativa è avviata in concomitanza delle GEP 2024 – il cui tema italiano Patrimonio in cammino riprende lo slogan europeo Routes, Networks and Connections, scelto dal Consiglio d’Europa e condiviso dai Paesi aderenti alla manifestazione. L’obiettivo del progetto è avvicinare le fasce più giovani della popolazione al patrimonio culturale, incentivandone la partecipazione attiva, di tipo esplorativo e conoscitivo, promuovendo o rafforzando la consapevolezza del concetto di cultura. Il concorso, inoltre, costituisce un’occasione per conoscere il punto di vista dei più giovani, capire cosa essi ritengono identitario del nostro patrimonio culturale e trarne spunto per modulare le future attività istituzionali. Come partecipare Bambini e ragazzi sono invitati a raccontare per immagini una testimonianza materiale/ immateriale/digitale del patrimonio culturale del proprio territorio, spiegando qual è il suo significato per la comunità di riferimento e la sua connessione con il patrimonio culturale europeo. L’elaborato può essere costituito, in alternativa, da: un’immagine (foto, dipinto, ritratto, presentazione powerpoint) accompagnata da un testo descrittivo (di massimo 800 parole, in italiano o in inglese); un video di massimo 5 minuti. La partecipazione è suddivisa secondo due fasce d’età: bambine e bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni (scuola primaria): il gruppo potrà essere costituito da minimo due partecipanti fino a un’intera classe. ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 17 anni (scuola secondaria): il gruppo potrà essere costituito da minimo due partecipanti fino a cinque partecipanti. È prevista anche la possibilità di partecipazione individuale, previo consenso sottoscritto dei genitori da allegare alla domanda di partecipazione. Ogni gruppo dovrà essere seguito, nella creazione del proprio progetto, da un mentore maggiorenne, autorizzato a lavorare a contatto con i bambini e i ragazzi coinvolti (insegnante, servizio educativo, bibliotecario, operatore didattico, professionista museale, ecc.). Il ruolo del mentore è quello di coordinare e seguire l’attività e di trasmettere l’elaborato finale, non di intervenire sul processo di esplorazione del patrimonio da parte dei bambini/ragazzi e sulla loro libertà di espressione. Ciascun mentore potrà lavorare anche con più gruppi di bambini/ragazzi, aiutandoli eventualmente nella redazione del testo descrittivo in italiano o in inglese. Finalità e obiettivi Le finalità, su cui la commissione nazionale elabora i criteri di valutazione, sono: Coinvolgere i bambini e i ragazzi incoraggiando e identificando i futuri #HeritageMakers d’Europa. Per questo, i bambini e i ragazzi sono chiamati a narrare, a raccontare una storia che interpreti i siti e le opere che li circondano e che loro considerano patrimonio culturale. Permettere ai giovani di usare i mezzi di espressione e comunicazione a loro più congeniali. Per questo si chiede loro di utilizzare un formato visivo, come video, fotografie, disegni e immagini, accompagnato da un testo scritto nella propria lingua o, se possibile, in inglese. Incoraggiare i giovani protagonisti (Young European Heritage Makers) a ricercare la storia europea nel patrimonio materiale, immateriale, naturale e/o digitale che li circonda, e la sua attinenza con il tema delle Giornate europee del patrimonio 2024 Patrimonio in cammino. Trasmissione degli elaborati I mentori dovranno caricare i lavori direttamente in digitale dal 1 ottobre 2024 al 31 dicembre 2024 attraverso il modulo disponibile sulla piattaforma europea dedicata all’iniziativa: https://www.europeanheritagedays.com/Young-European-Heritage-Makers cliccando su Send your experience. Sarà sufficiente selezionare dal menu a tendina Country la voce Italy, indicando nella sezione Type se si tratta di un lavoro individuale o di gruppo, e compilando i campi visualizzati con i dati anagrafici e di contatto del mentore e/o del partecipante individuale (il quale, in quanto minorenne, dovrà allegare il consenso scritto dei genitori). Una volta compilato il modulo, la pubblicazione del progetto sul sito non sarà immediata, ma avverrà soltanto dopo la validazione da parte dei referenti nazionali. Il sistema, dunque, salverà il progetto in modalità bozza (Draft). Selezione dei progetti vincitori Una commissione del Ministero della cultura procederà alla pubblicazione sul sito stesso dei progetti ritenuti idonei e, successivamente procederà alla loro valutazione. Infine decreterà entro il mese di gennaio 2025 un finalista italiano per ciascuna fascia d’età. I due progetti selezionati in Italia accederanno in febbraio alla selezione in ambito europeo: nel mese di marzo 2025 saranno resi noti i progetti vincitori tra i Paesi partecipanti. Il gruppo dei vincitori per la categoria 11-17 sarà premiato con una visita a Strasburgo organizzata dal Consiglio d’Europa nel mese di maggio 2025. Per ulteriori info sull’iniziativa scrivere a dg-mu.servizio3@cultura.gov.it, specificando nell’oggetto “Informazioni Concorso giovani europei”.
Wixarika Arte Sacra. Mostra al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Wixarika Arte Sacra. La musica e le tradizioni mistiche nell’Arte Wixarika Roma, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 25 ottobre 2024 – 25 gennaio 2025 In occasione del 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Messico e Italia, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, presenta, insieme all’Ambasciata del Messico in Italia e alla Fondazione Hermes Music A.C., la mostra Wixarika Arte Sacra. La musica e le tradizioni mistiche nell’Arte Wixarika, a cura di Roxana Drexel e Sonia Martone con fotografie di Regina Alcocer. L’esposizione, aperta al pubblico dal 25 ottobre 2024 al 25 gennaio 2025, è dedicata a un’eccezionale collezione di strumenti musicali creati dalla comunità Wixárika di Jalisco, allestiti in dialogo con gli strumenti del Museo. Questi straordinari manufatti, creati sotto l’ispirazione d’arte huichol, appartengono alla collezione della Fondazione Hermes Music e rappresentano a pieno le tradizioni e la mistica della cultura wixárika. I Wixáritari sono un gruppo indigeno che vive principalmente nelle regioni montuose di Jalisco, Nayarit e Zacatecas, in Messico. Hanno mantenuto pressoché intatte le loro tradizioni e la loro visione del mondo, basata su un profondo rapporto con la natura e la sua sacralità, evidente nei rituali, nei pellegrinaggi e, naturalmente, nelle espressioni artistiche. Ogni strumento musicale riflette aspetti peculiari della cultura e del pensiero wixárika e dietro ogni strumento, oltre alle mani del suo creatore, ci sono persone, storie, riti, preghiere, che attendono solo di essere raccontate. “Te yunait haiwit a te mu uwa, nita teyunait yaxeik a te kwate hau hu” “Tutti viviamo sotto lo stesso cielo, ma nessuno vede lo stesso orizzonte” Comunicato stampa
SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche

È stata inaugurata mercoledì 16 ottobre 2024 alle 11.30, alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen di Roma, l’anteprima della mostra “SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche”, con cui si presenta una selezione di 25 opere d’arte contemporanea, sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata e ora restituite alla collettività. La mostra, aperta fino al 21 novembre 2024, costituisce l’anteprima romana di una più ampia esposizione, programmata nei prossimi mesi al Palazzo Reale di Milano (2 dicembre 2024 – 26 gennaio 2025) e al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria (8 febbraio 2025 – 27 aprile 2025). All’inaugurazione sono intervenuti il Sottosegretario di Stato alla Cultura On. Gianmarco Mazzi, il Sottosegretario all’Interno On. Wanda Ferro, il Direttore dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) Prefetto Maria Rosaria Laganà, il Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi. «La mostra SalvArti – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – rappresenta una buona pratica sotto numerosi punti di vista, dalla valorizzazione del patrimonio culturale, anche quale strumento di promozione della legalità, alla collaborazione tra diverse istituzioni. L’esposizione, che si apre a Roma, per poi proseguire a Milano e Reggio Calabria, consente la fruizione di opere di rilevante interesse storico-artistico e al tempo stesso offre un’opportunità di riflessione e dialogo sui temi dei valori civici, della consapevolezza e della responsabilità della cittadinanza, rivolta a tutti i pubblici e specialmente alle giovani generazioni». «È stato finalmente restituito al perimetro della legalità, – dichiara il Sottosegretario all’interno Wanda Ferro – grazie al prezioso lavoro svolto dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine, un patrimonio il cui passato è stato adombrato dall’illecita appartenenza alle organizzazioni criminali. Oggi celebriamo non solo la bellezza di opere d’arte straordinarie, ma intendiamo ribadire che ancora una volta lo Stato è presente e vince nella lotta al crimine organizzato. Impedire alle strutture criminali di disporre di ulteriori fonti di sostegno finanziario significa ostacolare la loro proliferazione nel tessuto economico e sociale, a tutela di una crescita sana della società. Ogni bene confiscato che torna a vivere è un simbolo di riscatto, un esempio concreto di come la legalità abbia trionfato sul crimine organizzato. Il valore di queste opere non investe soltanto la sfera artistica e culturale, ma riguarda la storia che le accomuna, essendo state recuperate attraverso complesse procedure di confisca. Oggi tornano ad essere patrimonio dell’intera comunità». «Ancora una volta affermiamo con convinzione un concetto già concretamente espresso sul nostro territorio – afferma il Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – il potere salvifico dell’arte, della cultura, la sua capacità di generare bellezza e di riaffermare, attraverso una testimonianza potente di recupero e di riproposizione di opere d’arte confiscate, la vittoria del bene sul male, della legalità sulle logiche criminali. Il progetto assume uno straordinario valore istituzionale, con la collaborazione di due realtà territoriali come Reggio Calabria e Milano, con i Ministeri dell’Interno e della Cultura, generando un’alta espressione artistica che assume un’importante valenza anche in chiave sociale. Reggio Calabria ha messo a disposizione la propria esperienza, connettendosi in questa brillante sinergia, che ci accompagnerà nei prossimi mesi attraverso un progetto espositivo a tappe che, siamo certi, sarà l’avvio di nuove ed importanti collaborazioni». «Siamo orgogliosi di contribuire a questa importante iniziativa che, attraverso l’arte, rende visibile il frutto di un impegno collettivo contro la criminalità organizzata – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi – La mostra SalvArti è molto più di una semplice esposizione di opere confiscate: è un segno tangibile di rinascita, di come beni illecitamente sottratti vengano restituiti alla collettività, arricchendo il nostro patrimonio culturale. Milano, con la sua lunga tradizione artistica e il suo impegno per la legalità, è fiera di essere una delle sedi di questo progetto. La cultura può e deve essere uno strumento di riscatto sociale, in grado di educare e sensibilizzare le nuove generazioni sui valori della legalità e della giustizia. È un’opportunità per tutti noi di riflettere sul potere dell’arte come veicolo di cambiamento». Il progetto espositivo L’anteprima romana si inserisce nel più ampio progetto espositivo “Arte per la cultura della legalità”, che comprende anche le due mostre di Milano e Reggio Calabria, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno. L’obiettivo è di restituire alla collettività un patrimonio culturale a lungo invisibile al grande pubblico, ricontestualizzando le opere in sedi museali e dando al contempo risalto al ruolo e all’impegno delle istituzioni coinvolte – fra cui il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di finanza – nel lungo e virtuoso processo necessario per recuperarle e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale da parte del Ministero della Cultura, con il coinvolgimento di Segretariato regionale del Lazio, Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio (Servizio III – Tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico e Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia), Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, Direzione generale Musei, Direzione generale Creatività contemporanea. Dopo la mostra collettiva temporanea che si terrà a Milano e a Reggio Calabria, alcune opere saranno consegnate agli istituti museali di Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza), mentre altre 22 opere, provenienti da Reggio Calabria, ritorneranno in sede dove sono esposte sin dal 2016 nelle collezioni permanenti del Palazzo della Cultura “P. Crupi” dalla Citta Metropolitana di Reggio Calabria, prima realtà museale interamente dedicata alla restituzione alla collettività di un patrimonio culturale confiscato alla criminalità organizzata. La mostra La mostra presenta opere di grafica, pittura, scultura, installazioni e stampe fotografiche, ordinate secondo criteri cronologici e tematici, arricchiti
Presentazione del libro di Bruno Bertucci QUELLO CHE NON SAPEVO

Lunedì 21 ottobre alle ore 16.30 presso la Casa Museo Hendrik Christian Andersen e in collaborazione con l’Associazione di volontariato Museum si terrà la presentazione del libro di Bruno Bertucci QUELLO CHE NON SAPEVO (Luigi Pellegrini Editore). L’autore riflette su tematiche e argomenti che attraversano la nostra esistenza. Alternando brevi poesie a riflessioni originali, a racconti e interviste immaginarie, ma non per questo meno efficaci, dalla prima all’ultima pagina riesce a tenere alta l’attenzione del lettore, che diventa allo stesso tempo spettatore di un periplo letterario di indiscussa originalità e protagonista di un’esperienza emotivamente intensa. Non mancano nel volume considerazioni accattivanti sul significato e sul valore della quotidianità, spesso vissuta in modo superficiale e sottovalutando i valori fondamentali e imprescindibili su cui essa deve avere fondamento. Dialogherà con l’autore il giornalista Santo Strati direttore di Calabria Live. Con la partecipazione speciale del maestro Marco Fiorini. Ingresso fino a esaurimento posti. BRUNO BERTUCCI è nato a Cosenza. È laureato in Pedagogia e Musicologia; pubblicista iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha insegnato all’estero a Casablanca e all’Universidad Católica di Bogotà. Vincitore di tre Borse di Studio dal Ministero degli Affari Esteri del Marocco e una dalla Fondazione R.U.I. per ricerche etnomusicologiche. Critico musicale, ha partecipato a festival musicali in Italia e all’estero. Ha collaborato dapprima al programma musicale “Diapason” e successivamente alla rubrica “Pagine e Fogli” di Radio Vaticana; ha tenuto conferenze e seminari su varie problematiche musicali in Honduras, Colombia, Bulgaria e Marocco. Parla francese, inglese, spagnolo, portoghese e arabo.