PROGETTO E OGGETTO: ARCHITETTURA E CULTURA. Modelli di fruizione e accessibilità tra musei storici e contemporanei

Venerdì 6 dicembre alle ore 16.00 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidato dal Prof. Massimo Osanna ospita il seminario Progetto e Oggetto. Architettura e cultura. Modelli di fruizione e accessibilità tra musei storici e contemporanei in collaborazione con lo Studio Jadric Architektur. Mladen Jadric Giulio Carlo Argan intendeva il design come un “metodo per la progettazione sia dell’oggetto che della città” e come componente essenziale per l’integrazione sociale: “l’obiettivo è ridurre il divario tra valore estetico e valore economico che devono essere mantenuti in un’adeguata proporzione qualitativa e quantitativa grazie al metodo di progettazione” vuole essere un focus sul concetto di progettazione collettiva che sta destando sempre più interesse fra gli studiosi poiché progettare è un’attività complessa che implica una collaborazione interdisciplinare e necessita del dialogo sia sul piano teorico che su quello pratico. È stata proprio questa l’esperienza vissuta durante la progettazione del Museo della Fotografia a Seoul: senza l’impegno e la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti non sarebbe stato possibile raggiungere un tale risultato. Il progetto è stato realizzato grazie alla sinergia tra due architetti: Mladen Jadric e Yoon Gun-Ju e i loro rispettivi studi di architettura: Jadric Architektur con sede a Vienna in Austria, e 1990uao con sede a Seoul in Corea del Sud, nonché grazie all’apporto di tutti i professionisti coinvolti in questo progetto: curatori d’arte, grafici, membri dei due gruppi di lavoro. Ognuno ha contribuito con la propria sensibilità e il proprio impegno a beneficio della città di Seoul e della fotografia coreana. La comunicazione ha giocato un ruolo cruciale nella cooperazione interculturale e nella pianificazione. Strategie di comunicazione efficaci come visual communication, storytelling and visual representation hanno permesso di superare le barriere linguistiche e promuovere la comprensione reciproca. Federica Dal Falco La concezione contemporanea dei Musei prevede un’innovativa visione della fruizione inclusiva ed accessibile, dove oltre alla tradizionale acquisizione di conoscenze, la visita può essere estesa a fattori empatici ed esperienziali, anche considerando lo sviluppo delle tecnologie digitali. Avviato nel 2016, nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Design Comunicazione visiva e multimediale della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con la Casa Museo Andersen, Museum Experience Design è il progetto interdisciplinare e inter-istituzionale in condivisione tra didattica e ricerca, che propone reinterpretazioni multimediali e interattive dei luoghi e delle opere conservate nelle Istituzioni museali. L’obiettivo è di creare nuovi formati narrativi e relazionali tra visitatori, patrimonio culturale e spazi istituzionali, aprendo la dimensione museale a pubblici sempre più ampi. Il seminario, a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Giuseppe Carci, nella Casa Museo Hendrik Christian Andersen è l’occasione per avviare un dibattito sul tema dell’architettura museale e dell’accessibilità, affrontando questioni molto urgenti e attuali come appunto la fruizione degli spazi pubblici, in particolare museali, che dovrebbero essere sempre più a servizio della comunità, dell’inclusione, integrazione e sostenibilità: temi già considerati fondamentali da Hendrik Andersen negli anni ’30 dello scorso secolo e oggi più che mai emergenziali. Il confronto fra musei contemporanei e musei storici è l’occasione per discutere sulle caratteristiche, peculiarità e prerogative dei vecchi e dei nuovi musei. Intervengono: Mladen Jadric, docente di Progettazione Architettonica e fondatore di JADRIC ARCHITEKTUR ZT (intervento in lingua inglese) Federica Dal Falco, docente di Design presso la Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma. (intervento in lingua italiana) Moderano: Maria Giuseppina Di Monte, Direttore della Casa Museo H.C. Andersen Maddalena Paolillo, Funzionario architetto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma
Oculus Spei di Annalaura di Luggo

Sarà presentata al pubblico, al Pantheon di Roma, martedì 3 dicembre 2024 alle ore 18.30 Oculus-Spei, un’installazione multimediale interattiva dell’artista Annalaura di Luggo con il patrocinio morale del Giubileo. L’appuntamento coincide con la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità nei Musei. L’iniziativa è promossa da Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma con il coordinamento scientifico di Gabriella Musto e la curatela di Ivan D’Alberto, teorico e storico dell’arte contemporanea. L’intervento installativo prende spunto dall’affermazione «Spes non confundit» ovvero «La speranza non delude» che apre la bolla papale del Giubileo del 2025. Annalaura di Luggo costruisce intorno a questa dichiarazione la sua proposta espositiva dove la rappresentazione visiva del fascio di luce dell’Oculus del Pantheon diventa la chiave per aprire 5 Porte Sante ideali. Il pubblico, invitato a bussare concretamente a queste Porte, è traghettato in un’altra dimensione, e ad affiancarlo in questo viaggio sono persone con disabilità che accompagnano l’osservatore in un “pellegrinaggio di speranza”. Questi moderni Virgilio, illuminati e trasfigurati dalla Luce, aprono uno “sguardo inedito” sulla bellezza interiore. Oculus-Spei è, infatti, un invito a compiere un percorso spirituale e culturale attraverso la scoperta dei quattro angoli del mondo simbolicamente rappresentati dalle quattro vele che compongono il logo del Giubileo. Il viaggio culmina in una quinta porta, quella del Carcere di Rebibbia che Papa Francesco ha scelto come Porta Santa aggiuntiva del Giubileo. Qui il fruitore è messo di fronte a sé stesso grazie a un sistema di telecamere gesture recognition in tempo reale: uno spazio trasformativo dove, ancora una volta, è la luce ad attivare una riflessione profonda sulla nostra condizione di esseri umani. Il viaggio tra le Porte Sante diventa così una metafora di una spiritualità universale nel segno di un impegno per le pari dignità di tutti, nell’ottica di una solidarietà espressa attraverso il linguaggio dell’arte, perché come ha dichiarato il pittore tedesco Gerhard Richter: «L’Arte è una forma di speranza». L’affermazione di Richter trova una perfetta aderenza nel lavoro di Annalaura di Luggo poiché interventi come quello pensato per Il Pantheon rappresenta una vera e propria forma di resistenza ai progressivi processi di omologazione della società contemporanea sempre più ammaliata da luoghi comuni. Oculus-Spei è una lente d’ingrandimento sul valore dell’Arte intesa sia come “sguardo” critico dissolvente che con lucidità disvela le molteplici contraddizioni del reale e sia come “sguardo” rinnovato che può aprirci la vista (interiore) a possibili orizzonti. Annalaura di Luggo ci spinge ad una visione analitica dei temi trattati non negando mai la matrice cristiana del suo lavoro, ma ben consapevole quanto l’Arte, nel senso laico del termine, sia capace di andare oltre quel conformismo dilagante che seduce costantemente il nostro presente. Le cinque “porte” che contaminano lo spazio diventano forme enigmatiche in grado di suscitare l’immaginario degli astanti; sono totem arcaici che con il loro disvelamento offrono una rivelazione epifanica. Ed è la “forza generatrice” dell’Arte a materializzare sulla superficie del monolite un deus ex machina pronto ad accompagnare l’uomo verso un percorso di conoscenza. Solo così l’Arte diventa davvero una forma di speranza. Dal 4 dicembre l’installazione sarà visibile durante i consueti orari di visita del Pantheon, previo acquisto del biglietto di ingresso. Per informazioni: dms-rm.pantheon@cultura.gov.it e per prenotare la propria visita: www.museiitaliani.it/musei Biografia Annalaura di Luggo (1970) è nata a Napoli dove vive e lavora. Il suo percorso si muove prevalentemente tra ricerca multimediale, fotografia, video e regia. Le sue opere e le sue installazioni sono realizzate attraverso la fusione di tecnologia e manualità e dialogano con il fruitore che è spesso protagonista dell’azione. Questo è portato a riflettere su questioni sociali e ambientali. Annalaura di Luggo ha affrontato temi come i diritti umani (“Never Give Up”, Carcere Minorile di Nisida; “Human Rights Vision” per la Fondazione Kennedy di New York), la cecità (“Blind Vision” presentato alle Nazioni Unite ed al Consolato Italiano di New York), il mondo animale (“Sea Visions / 7 punti di vista”), la natura e la biodiversità (“Genesis” per la 58ma. Biennale di Venezia). Il progetto, denominato Napoli Eden, con l’utilizzo di alluminio riciclato per la costruzione di quattro grandi installazioni pubbliche site-specific ha incoraggiato il dibattito sulla sostenibilità nel capoluogo campano, ispirando la realizzazione del docu-film “Napoli Eden”, diretto da Bruno Colella, che ne racconta il processo creativo. “Napoli Eden” si è qualificato alle nominations agli Oscar 2021 per la categoria Best Documentary Feature. L’alluminio riciclato e la monumentalità sono presenti anche nell’intervento installativo in “Collòculi > We Are Art”, una grande iride scultorea capace di trasmettere contenuti multimediali ed immersivi. Il lavoro è stato presentato in anteprima presso la Fondazione Banco Napoli del capoluogo campano e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli | MANN. Le fasi di realizzazione di Collòculi sono il focus del documentario “We Are Art Through the Eyes of Annalaura”, diretto dalla stessa artista, la cui narrazione oscilla tra video arte e cinema sperimentale. Il documentario si è qualificato per la “Consideration” agli Oscar 2023, nella categoria Best Documentary Feature e Best Song. Vasta la sua bibliografia, con interventi dei maggiori critici d’arte e personalità internazionali del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Paul Laster, Stephen Knudsen, Rajsa Clavijo, Timothy Hardfield, Paco Barragán, Stefano Biolchini, Hap Erstein, Francesco Gallo, Irene Galuppo, Aldo Gerbino, Giulia Gueci, Marcello Palminteri, Demetrio Paparoni, Gabriele Perretta, Antonello Tolve, Vincenzo Trione, Andrea Viliani. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Tra le mostre personali più recenti si ricordano: “Multum animo vidit” presso il PAN-Palazzo delle Arti, Napoli; “Oscurità e sommersione”, presso il Complesso Monumentale dello Steri a Palermo; “Collòculi / Intro-Spectio”, Museo Nazionale Romano-Terme di Diocleziano; Collòculi @Pompeii, Parco Archeologico di Pompei. Il suo lavoro è trattato da numerose gallerie in Italia e all’estero, ed in particolare da JUS Museum / Arti Contemporanee (Napoli) che promuove le sue opere attraverso mostre pubbliche e private e nelle principali fiere d’arte. Ha realizzato installazioni permanenti (Museo dell’Istituto P. Colosimo di Napoli, Museo del Carcere di Nisida), temporanee ed interattive
Castello racconta Castello. Visite guidate gratuite a cura del personale di Castel Sant’Angelo. Calendario di dicembre

Prosegue nel mese di dicembre il progetto di visite guidate all’interno di Castel Sant’Angelo, a cura dello staff. Le visite, gratuite e in lingua italiana, si svolgeranno nei seguenti giorni: ▪️ martedì 3 alle ore 10.30▪️ mercoledì 4 alle ore 15.30 ▪️ martedì 10 alle ore 10.30▪️ mercoledì 11 alle ore 15.30 ▪️ martedì 17 alle ore 10.30▪️ mercoledì 18 alle ore 15.30 Durata: 1 ora e mezzo circa Per ciascuna visita: max 10 persone Prenotazione obbligatoria entro le 48 ore precedenti all’indirizzo mail: dms-rm.visitecastello@cultura.gov.it Visita gratuita previo pagamento del biglietto d’ingresso, secondo i canali ordinari previsti.
3 dicembre 2024. Giornata internazionale delle persone con disabilità

La nostra direzione aderisce il 3 dicembre alla Giornata internazionale delle persone con disabilità. Proclamata nel 1992 dall’ONU, la giornata dallo slogan Un giorno all’anno tutto l’anno si focalizza sul diritto universale alla piena ed effettiva partecipazione di ciascun individuo alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società e sulla necessità di contribuire all’eliminazione di tutti gli ostacoli che limitano il rispetto dei diritti imprescindibili della persona. Ecco le iniziative nei musei afferenti al nostro istituto: CASTEL SANT’ANGELO CONNESSIONI VIRTUOSE. Alla scoperta del violino con occhi, mani e orecchie Lezione-concerto 3 dicembre ore 11.00 Per informazioni: https://cultura.gov.it/evento/connessioni-virtuose-alla-scoperta-del-violino-con-occhi-mani-e-orecchie PANTHEON Oculus Spei di Annalaura di Luggo Mostra Inaugurazione 3 dicembre ore 18.30 – 21.00 Per informazioni: https://cultura.gov.it/evento/oculus-spei-di-annalaura-di-luggo CASA MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI EsploraForme. Visita tattile alla Casa Museo Percorso tattile 3 dicembre ore 15.30-18.30 Per informazioni: https://cultura.gov.it/evento/esploraforme-visita-tattile-alla-casa-museo CASA MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN L’importanza dell’accoglienza e della relazione in ambito museale Incontro – dibattito 3 dicembre ore 16.30 Per informazioni: https://cultura.gov.it/evento/limportanza-dellaccoglienza-e-della-relazione-in-ambito-museale GALLERIA SPADA Toccar con mano il Seicento: un percorso sensoriale in una collezione barocca Visita guidata 3 dicembre ore 10.30 Per informazioni: https://cultura.gov.it/evento/toccar-con-mano-il-seicento-un-percorso-sensoriale-in-una-collezione-barocca Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/evento/3-12-2024-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita
#domenicalmuseo – 1° dicembre

Domenica 1° dicembre torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari: Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso le casse e i totem presenti in sede Galleria Spada (8.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È consigliata la prenotazione (al costo di 1 euro; tutte le info su www.gebart.it) Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo
Il caleidoscopio delle recenti acquisizioni: da Giacomo Balla a Giò Ponti

Sabato 30 novembre la Casa Museo Boncompagni Ludovisi propone al pubblico una visita guidata per conoscere le opere d’arte entrate recentemente in collezione. La visita itinerante a cura del Direttore e dello staff del Museo si terrà dalle ore 19.00 alle ore 20.30. (non è necessaria la prenotazione – la visita è fino a esaurimento posti ed è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Casa Museo) Il Museo sarà aperto al pubblico fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso e biglietto ore 21.30).
Beatrice Cignitti IL CANTO DEL BUIO E DELLA LUCE

Venerdì 29 novembre 2024 alle ore 17.00 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen diretta da Maria Giuseppina Di Monte, afferente all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma guidato dal Direttore Generale Musei Prof. Massimo Osanna, inaugura la mostra di Beatrice Cignitti “Il canto del buio e della luce”. La mostra, curata da Maria Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini, raccoglie una ventina di opere su carta, disegni in bianco e nero realizzati dall’artista Beatrice Cignitti negli ultimi anni. Essi costituiscono una sorta di dialogo che traccia le connessioni più o meno segrete fra i tre scultori Andersen, Rodin e Michelangelo, di cui Beatrice Cignitti presenta le diverse interpretazioni ispirate ad alcune opere dei tre maestri. “L’esposizione” – scrive Maria Giuseppina Di Monte – “prende il via dalla forza dell’immagine volano (le mani de La Cattedrale ispirata a Rodin) che guida l’artista nel suo percorso che è artistico ed esistenziale, alla ricerca di quel legame profondo fra arte e vita oltre che ricerca del senso e dell’intreccio insolubile fra le due, all’ insegna di un linguaggio poetico-onirico che pervade i lavori di Beatrice Cignitti sospesi fra realtà e sogno, fisicità e spiritualità, occultamento e disvelamento. Un viaggio che ci permette di dialogare col passato e di trarne, pensiamo, utili insegnamenti”. “A ben vedere” – scrive Gabriele Simongini nel testo di presentazione alla mostra – “tutti i disegni di Beatrice Cignitti hanno la qualità dell’apparizione, sembrano arrivare dal profondo più abissale per poi scintillare davanti ai nostri occhi incantati come per dirci la preziosità di ogni cosa”. Beatrice Cignitti è nata a Roma nel 1966. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico “Enzo Rossi” (ex Istituto Statale d’Arte per la decorazione e l’arredo della Chiesa), dove ha studiato sotto la guida dello scultore Giovanni Dragoni, ha proseguito gli studi di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, con il maestro Enzo Brunori. Diplomata nel 1990, ha trascorso un periodo di studio presso la Facultad De Bellas Artes di Tenerife. Ha conseguito il primo premio al concorso di pittura indetto dall’Istituto Catel di Roma presso l’Accademia Tedesca di Villa Massimo nel 1991. Tra le mostre personali si ricordano in particolare quella presso il Complesso del Vittoriano (Altare della Patria) a Roma nel 2000, nel 2001 presso la Galerie Theater di Wolfsburg (Germania) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, nel 2010 presso la Galleria Andrè (Roma), nel 2016 alla Galleria Porta Latina (Roma), e nel 2023 alla Galleria Monogramma (Roma). Su segnalazione di Vittorio Sgarbi, ha partecipato, nel 2011, alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia (Palazzo delle Esposizioni, Torino), e all’edizione 2016 di Spoleto Arte. Ha svolto attività didattica, dal 2017 al 2021 come docente nella Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2021 insegna Disegno all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Hanno scritto di lei: Maria Teresa Benedetti, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Loredana Finicelli, Gianfranco Galante, Guido Giuffrè, Danilo Maestosi, Gabriella Pace, Arnaldo Romani Brizzi, Giuseppe Sevaggi, Gabriele Simongini, Cesare Vivaldi, Marianne Winter. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2025 ed è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Casa Museo. Comunicato stampa
Orange the World – 25 novembre

Il Ministero della Cultura aderisce alla campagna di sensibilizzazione “Orange the World”, promossa da UN Women in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”, istituita nel 1999 dall’Onu. Oggi, 25 novembre, i seguenti musei afferenti al nostro istituto: 🟠 Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 🟠 Casa Museo Hendrik Christian Andersen 🟠 Casa Museo Boncompagni Ludovisi si tingeranno di arancione per diffondere la cultura della promozione dell’uguaglianza di genere e del contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne.
Presentazione del libro d’artista LENTE CAREZZE

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Casa Museo Hendrik Christian Andersen presenta al pubblico il libro d’artista LENTE CAREZZE, a cura di Laura Anfuso e Lucia Sforza. Il libro affronta con rispetto e delicatezza il tema del femminicidio e vuole essere uno spunto per soffermarsi sulla fragilità e sulla cura che essa esige. Le parole di Laura Anfuso rimandano ad un forte senso di sorellanza, all’urgenza di abbracciare la solitudine con la tenerezza che il dolore nasconde e diventano, nell’interpretazione sensibile di Lucia Sforza, lacrime e ferite che è impossibile ignorare. La presentazione si terrà lunedì 25 novembre alle ore 16.30 (ingresso fino a esaurimento posti).
Forme e colori dall’Italia preromana. Canosa di Puglia

È stata inaugurata ieri a Castel Sant’Angelo a Roma, la mostra “Forme e colori dell’Italia preromana. Canosa di Puglia”, a cura di Massimo Osanna e Luca Mercuri, nell’ambito del progetto Il racconto della bellezza, un programma di mostre e iniziative negli Istituti Italiani di Cultura all’estero. Frutto di un accordo di cooperazione sottoscritto nel gennaio 2023 tra la Direzione generale Musei del Ministero della cultura e la Direzione generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il programma ha come obiettivo la valorizzazione e la promozione all’estero del patrimonio culturale italiano, conservato nei depositi dei musei e dei parchi archeologici statali. La mostra è stata inaugurata a luglio 2023 alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella nell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile, è stata poi esposta negli Istituti Italiani di Buenos Aires in Argentina, di San Paolo in Brasile, per poi giungere al Museo Nacional de Antropologìa di Città del Messico, il racconto prosegue a Castel Sant’Angelo, uno dei musei più famosi e visitati d’Italia, per confermare l’importanza e la rilevanza culturale di questo progetto. Dal 19 novembre 2024 al 16 febbraio 2025 è ospitata nelle Salette Pio IV accessibili dal Giretto Breve, aperte al pubblico per l’occasione. All’inaugurazione sono intervenuti il Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) alla Camera dei Deputati, on. Federico Mollicone, il Direttore Generale Musei MiC e curatore della mostra, prof. Massimo Osanna, il Vice Direttore Generale per la diplomazia pubblica e culturale MAECI e Direttore centrale per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, dott. Filippo La Rosa, il Direttore delegato di Castel Sant’Angelo e curatore della mostra, dott. Luca Mercuri, la Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, dott.ssa Stella Falzone e il sindaco di Canosa di Puglia, Vito Malcangio. Hanno inoltre partecipato l’arch. Francesco Longobardi, Direttore delegato del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia, l’arch. Anita Guarnieri Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, la dott.ssa Francesca Romana Paolillo, Soprintendente nazionale per il Patrimonio Subacqueo e Sergio Fontana, Presidente della Fondazione Archeologica Canosina. L’esposizione illustra un momento significativo della storia dell’Italia antica, precedente all’unificazione portata a termine da Roma e si concentra sui Dauni, una popolazione che abitava l’area settentrionale dell’attuale Puglia e parte della Basilicata, mettendo al centro dell’attenzione un popolo dell’Italia preromana e un’epoca della storia del nostro Paese meno nota. I reperti esposti – armature, ceramiche, gioielli e ornamenti – raccontano Canosa, uno dei centri più importanti dell’area dove, tra il IV e il II secolo a.C., i cosiddetti Principi, personalità di spicco dell’élite locale, furono sepolti in ipogei (tombe a camera familiari, scavate nel tufo locale) con un ricco corredo funerario che esibiva lo status sociale del defunto alla comunità. Tra tutti spiccano i vasi policromi e plastici – dal peculiare colore rosa intenso – arricchiti da figurine applicate, che rappresentano una produzione originale delle botteghe canosine dell’epoca, ma anche due oggetti straordinari come il diadema in oro e pietre preziose, decorato da fiori, bacche e foglie mobili, e uno scettro in lamina aurea, custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto, appartenuti in origine a una donna canosina, sicuramente di rango regale. I materiali esposti provengono dai depositi e dalle collezioni di alcuni dei principali musei della Puglia, il Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Museo Archeologico di Santa Scolastica di Bari, nonché della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia e della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo. In mostra sono presenti anche reperti recuperati durante le operazioni di contrasto al commercio clandestino di beni culturali condotte dal Comando Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale. Il prof. Osanna, Direttore generale Musei dichiara: “la mostra racconta la storia di un’Italia ancora poco nota al grande pubblico, che parla di incontri, contaminazioni e dialoghi tra culture diverse. Questi temi, che animavano il Mediterraneo antico, continuano a essere di straordinaria attualità, ricordando l’importanza del confronto e dell’apertura verso l’altro per costruire una società più consapevole e inclusiva”. “Questo progetto costituisce un esempio virtuoso di diplomazia culturale e di come il racconto del nostro patrimonio unito alla promozione dei territori che hanno prodotto e oggi conservano questa ricchezza, sia uno dei nostri maggiori asset, capace di rafforzare la nostra influenza sui principali tavoli geopolitici globali” afferma Filippo La Rosa, Vice Direttore Generale per la diplomazia pubblica e culturale MAECI e Direttore centrale per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero. Vito Malcangio, Sindaco di Canosa di Puglia evidenzia come “lo straordinario patrimonio archeologico di cui Canosa dispone continua a far parlare di sé, sia in Italia che nel mondo. Questo evento inorgoglisce la mia comunità che con gioia è sempre più consapevole che la strada intrapresa per far conoscere le nostre ricchezze storico-culturali, sia quella giusta”. Comunicato stampa LA MOSTRA E’ STATA PROROGATA FINO AL 16 FEBBRAIO 2025 Crediti fotografici: Maximiliano Massaroni