Buone Feste al museo – 6 gennaio 2025

In occasione della festività di lunedì 6 gennaio 2025 i seguenti musei saranno aperti al pubblico con orari e modalità di visita ordinari:  Castel Sant’Angelo Il giorno di chiusura settimanale sarà posticipato a martedì 7 gennaio. Pantheon Galleria Spada Casa Museo Boncompagni Ludovisi Il giorno di chiusura settimanale sarà posticipato a martedì 7 gennaio. Casa Museo Hendrik Christian Andersen Il giorno di chiusura settimanale sarà posticipato a martedì 7 gennaio. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Il giorno di chiusura settimanale sarà posticipato a martedì 7 gennaio. Casa Museo Mario Praz

#domenicalmuseo – 5 gennaio

Domenica 5 gennaio torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:  Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso le casse e i totem presenti in sede Galleria Spada (8.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Non è prevista la prenotazione Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per maggiori informazioni:  https://cultura.gov.it/domenicalmuseo

Buone Feste al museo – 1 gennaio 2025

In occasione della festività di mercoledì 1 gennaio 2025 i seguenti musei effettueranno un’apertura straordinaria con gli orari indicati e secondo le consuete modalità di visita:  Castel Sant’Angelo 15.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.00 Pantheon 12.00 – 17.00 / chiusura della bigliettazione fisica ore 16.00; chiusura della bigliettazione on-line ore 16.30 Galleria Spada 11.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00 La Galleria Spada effettuerà ulteriori aperture speciali martedì 24 dicembre (8.30-16.30, con ultimo ingresso ore 16.00) e martedì 31 dicembre (8.30-16.30, con ultimo ingresso ore 16.00). Casa Museo Boncompagni Ludovisi 13.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30 Casa Museo Hendrik Christian Andersen 13.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45 Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.00 Ricordiamo inoltre che tutti i musei dell’istituto saranno chiusi al pubblico mercoledì 25 dicembre.

Apertura al pubblico del Passetto di Borgo

Apre al pubblico Passetto di Borgo Il suggestivo passaggio fortificato tra Vaticano e Castel Sant’Angelo torna fruibile con un programma permanente di visite guidate speciali Oggi, alla presenza del Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, e della Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro, è stata inaugurata la riapertura al pubblico del Passetto di Borgo a Castel Sant’Angelo. Alla vigilia dell’apertura della Porta Santa per l’inizio del Giubileo, dunque, questo suggestivo passaggio fortificato, concepito per collegare il Vaticano a Castel Sant’Angelo, viene restituito ai cittadini romani e ai visitatori italiani e internazionali grazie a un calendario permanente di visite guidate speciali, anche serali, che continuerà a essere ampliato. La riapertura del Passetto è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Speciale di Roma, che ha curato i lavori di messa in sicurezza, conservazione e restauro, e la Direzione Generale Musei / Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della città di Roma, responsabile del progetto di valorizzazione e della nuova narrazione museologica. Le visite guidate, realizzate in collaborazione con Coopculture e acquistabili sull’app e la piattaforma Musei Italiani, permettono di percorrere l’intero tratto del Passetto, dalla Torre del Mascherino su Piazza della Città Leonina, fino al Bastione San Marco a Castel Sant’Angelo. Il percorso alterna due livelli: il livello superiore, scoperto, offre una passeggiata panoramica con viste spettacolari sulla città; il livello inferiore, coperto, rappresenta invece il corridoio “segreto” che consentiva ai Pontefici di spostarsi in sicurezza dagli appartamenti papali al castello fortificato. All’arrivo al Bastione San Marco, i visitatori sono accolti in un ambiente allestito per l’occasione con opere e oggetti che raccontano le vicende storiche legate al Passetto e a Castel Sant’Angelo. Una installazione multimediale, realizzata in collaborazione con Studio Azzurro, offre ulteriori spunti per un’esperienza immersiva. Un virtual tour, infine, disponibile sul sito web di Castel Sant’Angelo, consente di poter fruire del Passetto da qualsiasi luogo e distanza. “Sono particolarmente lieto – dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei – di celebrare la riapertura al pubblico del Passetto di Borgo, dopo anni di chiusura. Questo passaggio fortificato non è soltanto un elemento architettonico di rara suggestione, ma rappresenta un capitolo fondamentale della storia di Roma, capace di raccontare momenti cruciali della città e della sua dimensione universale. Oggi viene restituito ai cittadini e ai visitatori un luogo che invita alla scoperta e alla conoscenza, proponendo un dialogo tra storia, cultura e paesaggio urbano. Le nuove modalità di fruizione, con percorsi guidati diurni e serali, l’allestimento del Bastione San Marco e soluzioni accessibili, confermano l’impegno verso un patrimonio culturale che possa essere sempre più esperienza condivisa, capace di connettere passato e presente in una narrazione viva”. “Il grande intervento del Passetto di Borgo – commenta Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – in collaborazione con la Direzione generale Musei e il Segretariato Regionale del Lazio, non poteva non concludersi che con il restauro realizzato dalla Soprintendenza con i fondi del Giubileo di Porta Angelica, in epoca medioevale parte integrante delle Mura Leonine e oggi ingresso privilegiato a Piazza San Pietro e alla Basilica Vaticana. Ma è con soddisfazione che sottolineo come questi interventi abbiano reso Passetto più accessibile, anche alle persone con difficoltà di deambulazione, grazie a due nuovi ascensori e alla riconfigurazione di alcune pendenze del percorso. Un grande traguardo che offriamo ai visitatori romani e di tutto il modo per il Giubileo”. Questa riapertura del Passetto rappresenta un punto di partenza verso una fruizione sempre più ampia e inclusiva di un monumento tanto significativo e affascinante quanto, per sua natura originaria, concepito per essere impervio, segreto e inaccessibile. Un percorso che oggi si apre al pubblico con l’obiettivo di trasformare quella che era una fortificazione difensiva e una via di fuga in un luogo di scoperta e partecipazione. Grazie al nuovo elevatore installato presso la Torre del Mascherino, a partire da gennaio saranno attivate visite accessibili, pensate per garantire questa esperienza anche ai visitatori con difficoltà motorie. Dalla primavera, inoltre, saranno disponibili pacchetti e attività dedicate alle scuole, con percorsi didattici pensati per avvicinare i più giovani alla storia e al valore di questo luogo. Durante la prossima estate, grazie ai progetti di valorizzazione promossi dal Ministero della Cultura, sarà anche avviato un programma di aperture speciali che permetterà l’accesso e la visita autonoma, offrendo un affaccio privilegiato sulla città eterna. Infine, finanziamenti pari a 2,5 milioni di euro, provenienti dalla programmazione straordinaria Lavori Pubblici, permetteranno all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei Nazionali della città di Roma, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma e la Direzione generale Musei, di proseguire, nel prossimo triennio, con ulteriori interventi mirati alla valorizzazione e tutela del Passetto, consolidando così, sempre di più, questo ampio progetto di fruizione, accessibilità e condivisione del patrimonio culturale. IL PASSETTO DI BORGO: TRA STORIA E MEMORIA Il Passetto di Borgo, progettato per collegare il Vaticano con Castel Sant’Angelo, vanta una storia ricca e stratificata. Le prime fortificazioni dell’area risalgono all’impero del re ostrogoto Totila nel VI secolo d.C. Successivamente, papa Leone IV, nel IX secolo, ampliò le difese costruendo una cinta muraria a protezione del Vaticano e della Basilica di San Pietro, per contrastare i ripetuti attacchi dei Saraceni. Nel 1277, sotto papa Niccolò III Orsini, fu realizzato il collegamento tra il Passetto e Castel Sant’Angelo, con l’intento di garantire un passaggio sicuro per i Pontefici. Successivi interventi, come quello di Alessandro VI Borgia (1492-1503), aggiunsero un passaggio coperto, conferendo al Passetto l’aspetto che conosciamo oggi. La funzione difensiva e strategica del Passetto divenne celebre durante il Sacco di Roma del 1527, quando papa Clemente VII riuscì a sfuggire alle milizie imperiali di Carlo V utilizzandolo come via di fuga verso Castel Sant’Angelo. Questa via sicura permise al Pontefice di mettersi al riparo e, successivamente, di progettare la sua fuga verso Orvieto. Nel 1565, sotto il pontificato di Pio IV Medici, furono realizzate ulteriori modifiche urbanistiche con la costruzione delle mura di Borgo Pio, Vittorio e Angelico, segnando il passaggio del Passetto da struttura

Due presepi storici napoletani in esposizione a Castel Sant’Angelo: un dialogo tra tradizione, arte e storia fino al 12 gennaio 2025

In occasione delle festività natalizie, Castel Sant’Angelo ospita due presepi provenienti dalla Certosa e Museo di S. Martino a Napoli, esemplari significativi di una produzione basata sulla capacità di sintesi tra esperienza artigianale, creatività artistica e sperimentazione innovativa dei materiali. Nella Sala della Biblioteca, è allestito un monumentale presepe in sughero e legno con dettagli in stoffa e terracotta, finora conservato in deposito. L’opera, realizzata nel 1871 da Lorenzo Taglioni, ingegnere al servizio del re Ferdinando II di Borbone, costituisce un complesso lungo quasi due metri che lega indissolubilmente meccanica ed arte, spirito tecnico e spirito estetico. Grazie a un calibrato meccanismo, infatti, il modello in sughero del celebre Tempio di Nettuno dell’antica Paestum, si apre, con effetto teatrale, assumendo la forma di un presepe con pastori. La trasformazione del tempio di Nettuno in presepe napoletano è illustrata con l’ausilio di un video che manda a ciclo continuo le operazioni di apertura e di chiusura, mentre degli specchi collocati a terra ricordano al pubblico che il presepe nasconde i prospetti esterni del tempio. L’imponente costruzione è un unicum proprio per la relazione che l’architettura classica instaura con la storia cristiana, diventando la cornice per l’intero presepe e i suoi abitanti, oltre duecento personaggi vestiti secondo il costume del Regno di Napoli e delle due Sicilie. L’esposizione offre così un’occasione per riflettere sulla complessa relazione tra il passato classico e quello cristiano che accomuna l’opera in mostra e la sede ospitante, creando uno spazio di dialogo tra culture e architetture. La mostra si inserisce all’interno di un importante progetto di tutela e valorizzazione del presepe di sughero che, nell’ottica di un programmatico recupero di beni provenienti dai depositi, per l’occasione verrà sottoposto a un intervento di restauro e risanamento conservativo, reso necessario dall’alterabilità dei materiali impiegati in sughero e legno e dal suo funzionamento meccanico. Tale intervento si inquadra in una prospettiva più ampia, che traduce la volontà critica di conferire nuova luce a tutte quelle opere e quegli oggetti custoditi in luoghi esclusi dalla pubblica visione, al fine di promuovere un racconto museale che sia sempre rinnovato e che possa stimolare costantemente il pubblico, educandolo a un approccio, al contempo familiare e istruttivo, al nostro prezioso patrimonio culturale. Nel Giretto coperto di Pio IV, accessibile attraverso l’ascensore principale del Monumento, è invece allestito il presepe in ceroplastica, realizzato in cera, sughero e legno da Padre Benedetto Sferra nel 1744 per destinarlo alla sacrestia della chiesa di S. Maria a Caponapoli. All’interno di una scatola scenica, l’artista ha ricostruito un contesto rurale popolato di dettagli quotidiani e di figure dal forte impatto scenografico ed emotivo, in linea con la più genuina tradizione del presepe napoletano settecentesco. Tale esposizione offre così l’occasione per apprezzare un’opera di eccezionale valore storico-documentario, che testimonia l’utilizzo delle cerae pictae, ossia di figure in cera a pieno rilievo ravvivate dal colore, caduto in disuso e soppiantato dal ricorso a materiali più resistenti all’usura. L’opera si contraddistingue infatti per l’impiego di una cromia accesa e armoniosa, dalla notevole sensibilità evocativa, che consente di creare un sentimento di connessione con il riguardante e di partecipazione all’evento religioso. “Sono lieto – commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna – che Castel Sant’Angelo, con l’allestimento di due presepi napoletani di grande interesse, celebri una tradizione profondamente radicata nella nostra cultura, offrendo al pubblico un’opportunità per riscoprire opere di rilevante valore storico e artistico. Questo progetto riflette pienamente la missione dei musei contemporanei: essere luoghi dinamici, in grado di rinnovarsi e di creare dialoghi significativi tra culture, epoche e tradizioni. Attraverso il restauro e la valorizzazione, confermiamo l’impegno a rendere accessibile un patrimonio spesso meno conosciuto, nel segno di una missione che unisce tutela, educazione e partecipazione.” I due presepi in mostra a Castel Sant’Angelo, accomunati dalla loro vocazione scenica e teatralizzante, consentono di apprezzare peculiari interpretazioni della tradizione universale del presepe, che naturalmente ha sviluppato caratteristiche e sfumature regionali diverse, contribuendo a creare una significativa ricchezza di stili. I presepi saranno fruibili al pubblico fino al 12 gennaio 2025. Comunicato stampa © Nisus Film

Percorso tattile

  PERCORSO TATTILE ESPLORAFORME   EsploraForme è un percorso tattile tra abiti, sculture e oggetti d’arte decorativa.I tessuti, i marmi, i bronzi, i legni non raccontano solo attraverso la vista.La Casa Museo Boncompagni Ludovisi propone al pubblico un’esperienza estetica basata sul tatto per scoprire alcune opere in collezione. Il percorso tattile disponibile in sede per tutti i visitatori verrà cambiato ogni 3 mesi per garantire la corretta conservazione e integrità delle opere d’arte. Scarica il depliant del percorso. 

Apertura al pubblico dell’appartamento del Castellano

È stata inaugurata ieri la nuova apertura al pubblico dell’appartamento del Castellano che farà parte da oggi del percorso di visita di Castel Sant’Angelo. Sono intervenuti il dott. Luca Mercuri, Dirigente delegato dell’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, il prof. Massimo Osanna, Direttore Generale Musei MiC e l’on. Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) alla Camera dei Deputati. L’appartamento, sino a poco tempo fa adibito a uffici e non accessibile al pubblico, era in origine riservato al Castellano, ossia la massima autorità residente in Castel Sant’Angelo e “militare di carriera”, responsabile del suo funzionamento. Come ricorda la targa che campeggia sulla porta d’ingresso, l’alloggio fu voluto da Zenobio Savelli Palombara (1673-1752), già ufficiale dell’esercito pontificio, dopo che nel 1730 papa Clemente XII Corsini lo nominò vicecastellano. L’appartamento, costruito per la maggior parte tra il 1730 e il 1731, è costituito da tre stanze distinte anticamente, a seconda della posizione, come “verso Ripetta”, “centrale” e “verso San Pietro”. Le tre sale dell’appartamento recano sulle volte ornamenti a grottesche, omaggio ai lavori cinquecenteschi della scuola di Perino del Vaga (1501-47) presenti in Castello. Sulle pareti, invece, spiccano scene con putti intenti in attività perlopiù giocose, caratterizzate dalla tipica grazia rococò. Le volte delle due sale laterali sono decorate con i simboli della casa Palombara, ovvero del casato Savelli, mentre sulla volta della stanza centrale, di dimensioni maggiori, sono gli stemmi di papa Benedetto XIV Lambertini (1740-1758), sotto al cui pontificato il Castellano Zenobio Savelli prestò servizio. L’autore di questi affreschi era rimasto fino a poco tempo fa sconosciuto. Gli studi condotti nell’ambito dei lavori di allestimento e apertura dell’appartamento hanno consentito di restituire i dipinti murali alla mano illustre di Pier Leone Ghezzi (1674-1755), intervenuto nei primi sei mesi del 1731, e a quella di Daniele De Vitten, maestro indoratore e collaboratore dello stesso Ghezzi tra il 1731 e il 1739. La vicinanza di Pier Leone Ghezzi, pittore ufficiale di Castel Sant’Angelo e celeberrimo vignettista, a Zenobio Savelli è del resto confermata da alcune caricature del Castellano eseguite dall’artista. Nel 1750 il padrone di casa Zenobio Savelli pubblicò un libretto intitolato De spari diversi d’artiglieria…, che costituisce un elenco dei fuochi da effettuare a Castel Sant’Angelo in occasione di ogni ricorrenza dell’anno, come la tradizione della Girandola. Il Castellano giocava infatti un ruolo attivo nella preparazione dei fuochi d’artificio insieme ai Bombardieri, corpo di artiglieri deputato all’arte militare e in particolare al maneggiamento delle bombarde. Per questa ragione i tre ambienti ospitano da oggi un’esposizione permanente sulla Girandola e la tradizione pirotecnica di Castel Sant’Angelo, narrata attraverso opere e oggetti della collezione del Castello per la maggior parte provenienti dai depositi sottoposti ad accurati interventi di restauro e conservazione. Prima del loro trasferimento nell’appartamento, le opere sono state recentemente esposte in occasione della mostra La ‘maraviglia’ del tempo. La Girandola e l’arte pirotecnica a Castel Sant’Angelo, aperta dal 27 giugno al 29 settembre 2024. Nella sala centrale dell’appartamento del Castellano sono quindi esposti gli oggetti d’artiglieria che hanno reso possibile l’attuazione degli spettacoli pirotecnici. Ogni Girandola, dalla fine del XV secolo, è infatti una festa dalla struttura mobile, che ha cambiato aspetto man mano che le invenzioni degli artificieri, il miglioramento delle tecniche, la composizione materiale delle polveri hanno consentito di creare spettacoli sempre più articolati e suggestivi. Le due stanze laterali illustrano invece la veste ludica e spettacolare di Castel Sant’Angelo, colta con tanta vivezza nelle grandi tele e nelle incisioni qui esposte. Nella cosiddetta “stanza verso Ripetta”, il dipinto attribuito a Guilliam van Nieulandt II (prima metà del Seicento) è appositamente esposto di fronte alle due incisioni di Giovanni Ambrogio Brambilla e di Nicolas Van Aelst, della seconda metà del Cinquecento, accomunate dalla medesima e fortunatissima inquadratura frontale del Castello e della Girandola. Mentre quadri come quelli di Giuseppe Fidanza e di Franz Theodor Aerni, incentrati su originali punti di vista e sul tentativo di catturare la mobilità delle luci e dei riflessi, testimoniano, ancora nel Settecento e nell’Ottocento, la continua seduzione suscitata da questa veduta. La stanza “verso san Pietro”, dalla quale si scopre la bellissima vista sulla cupola della Basilica, ospita invece una selezione di stampe che attestano la complessa progettazione delle macchine pirotecniche, rivelando le varie suggestioni stilistiche che hanno guidato gli architetti nella realizzazione (dai puntuali riferimenti storici messi in scena da Virginio Vespignani nell’apparato effimero del 1869 riproducente il Mausoleo di Augusto alla pagoda cinese inventata da Gioacchino Ersoch per la Girandola del 1879). Il prof. Osanna, Direttore Generale Musei Mic dichiara: “Con l’apertura al pubblico dell’appartamento del Castellano, il percorso di visita di Castel Sant’Angelo si arricchisce di una tappa di straordinario valore, con sale di grande pregio che da un lato svelano un capitolo poco conosciuto della storia del Monumento, e dall’altro valorizzano il patrimonio conservato nei depositi, rendendo permanentemente accessibili al pubblico opere d’arte e oggetti di grande fascino, legati alla storica tradizione pirotecnica della Girandola. Castel Sant’Angelo raggiunge così un nuovo traguardo nel suo programma di ampliamento degli spazi visitabili, riallestimenti e nuove proposte espositive, rafforzando il legame tra il Monumento e i suoi visitatori”. L’on. Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) alla Camera dei Deputati evidenzia come “Con questa anteprima si arricchisce l’enorme patrimonio che Castel Sant’Angelo rappresenta e contiene. Da sempre lavoriamo per riscoprire spazi chiusi – presenti in tutti i siti culturali della Nazione – e restituirli ai visitatori per rendere la nostra ben ampia offerta culturale ancora più completa. In questo caso specifico, poi, l’apertura dell’Appartamento del Castellano è strettamente collegata alla Girandola, patrimonio culturale immateriale che da secoli esalta il castello. Se la mostra istituzionale “la maraviglia del tempo e l’arte pirotecnica” rappresentava un passo importante nel riconoscimento culturale di questa manifestazione di rievocazione, l’occasione di oggi ne sancisce definitivamente il contributo strutturale nella storia di Castel Sant’Angelo e della città di Roma.” L’Appartamento del Castellano è parte del percorso di visita di Castel Sant’Angelo ed è visitabile da martedì

L’appartamento del castellano

L’appartamento, sino a poco tempo fa adibito a uffici e non accessibile al pubblico, era in origine riservato al castellano, ossia la massima autorità residente in Castel Sant’Angelo e “militare di carriera”, responsabile del suo funzionamento. Come ricorda la targa che campeggia sulla porta d’ingresso, l’alloggio fu voluto da Zenobio Savelli Palombara (1673-1752), già ufficiale dell’esercito pontificio, dopo che nel 1730 papa Clemente XII Corsini lo nominò vicecastellano. L’appartamento, costruito per la maggior parte tra il 1730 e il 1731, si articolava su due livelli ed era composto da sette ambienti, tre al piano superiore e quattro a quello inferiore (che comprendevano anche le attuali sale di ‘Perseo’ e di ‘Amore e Psiche’). La nuova apertura al pubblico interessa, quindi, l’appartamento superiore, costituito da tre stanze che erano distinte anticamente, a seconda della posizione, come “verso Ripetta”, “centrale” e “verso San Pietro”. I lavori di ristrutturazione voluti da Zenobio Savelli conferirono al prospetto esterno del Castello l’aspetto odierno, scandito da finestre. Sino al 1934 era presente sulla facciata anche un grande orologio, montato nel 1746 e dipinto a fresco da Pier Leone Ghezzi. Le tre sale dell’appartamento recano sulle volte ornamenti a grottesche, omaggio ai lavori cinquecenteschi della scuola di Perino del Vaga (1501-47) presenti in Castello. Sulle pareti, invece, spiccano scene con putti intenti in attività perlopiù giocose, caratterizzate dalla tipica grazia rococò. Le volte delle due sale laterali sono decorate con i simboli della casa Palombara, ovvero del casato Savelli, mentre sulla volta della stanza centrale, di dimensioni maggiori, sono gli stemmi di papa Benedetto XIV Lambertini (1740-1758), sotto al cui pontificato il castellano Zenobio Savelli prestò servizio. L’autore di questi affreschi, oggi molto rovinati, era rimasto fino a poco tempo fa sconosciuto. Gli studi condotti nell’ambito dei lavori di allestimento e apertura dell’appartamento hanno consentito di restituire i dipinti murali alla mano illustre di Pier Leone Ghezzi (1674-1755), intervenuto nei primi sei mesi del 1731, e a quella di Daniele De Vitten, maestro indoratore e collaboratore dello stesso Ghezzi tra il 1731 e il 1739. La vicinanza di Pier Leone Ghezzi, pittore ufficiale di Castel Sant’Angelo e celeberrimo vignettista, a Zenobio Savelli è del resto confermata da alcune caricature del castellano eseguite dall’artista. Nel 1750 il padrone di casa Zenobio Savelli pubblicò un libretto intitolato De spari diversi d’artiglieria…, che costituisce un elenco dei fuochi da effettuare a Castel Sant’Angelo in occasione di ogni ricorrenza dell’anno, come la tradizione della Girandola. Il Castellano giocava infatti un ruolo attivo nella preparazione dei fuochi d’artificio insieme ai Bombardieri, corpo di artiglieri deputato all’arte militare e in particolare al maneggiamento delle bombarde. Per questa ragione i tre ambienti ospitano un’esposizione permanente sulla Girandola e la tradizione pirotecnica di Castel Sant’Angelo, narrata attraverso opere e oggetti della collezione del Castello per la maggior parte provenienti dai depositi sottoposti ad accurati interventi di restauro e conservazione. Prima del loro trasferimento nell’appartamento, le opere sono state recentemente esposte in occasione della mostra La ‘maraviglia’ del tempo. La Girandola e l’arte pirotecnica a Castel Sant’Angelo, aperta dal 27 giugno al 29 settembre 2024, una preziosa opportunità per presentare al pubblico una selezione di oggetti e documenti delle collezioni di Castel Sant’Angelo fino ad allora non visibili. Approfondimenti: La targa del castellano     SALA CENTRALE Nella sala centrale dell’appartamento del castellano sono esposti gli oggetti d’artiglieria che hanno reso possibile l’attuazione degli spettacoli pirotecnici. Ogni Girandola è infatti una festa dalla struttura mobile, che ha cambiato aspetto man mano che le invenzioni degli artificieri, il miglioramento delle tecniche, la composizione materiale delle polveri hanno consentito di creare spettacoli sempre più articolati e suggestivi. Le due stanze laterali illustrano invece la veste ludica e spettacolare di Castel Sant’Angelo, colta con tanta vivezza nelle grandi tele e nelle incisioni qui esposte. Didascalie immagini (dall’alto): Vittorio Edel (Parma, 1845 – Roma, 1932) Bombardieri di Castel Sant’Angelo di Roma nell’anno 1669 da disegni d’epoca del Luogotenente Girolamo Lucenti romano / Bombardiers of Castel Sant’Angelo in Rome in the year 1669 from contemporary drawings by the Roman Lieutenant Girolamo Lucenti, 1930 ca., Acquerello / Watercolour Prov., Donazione Marchese Guglielmi (1926) / Donated by the Marquis Guglielmi (1926) Inv. CSA V/262 Zenobio Savelli, Duca di Palombara e Vice Castellano di Castel Sant’Angelo / Duke of Palombara and Vice Chatelain of Castel Sant’Angelo (1663 – 1752), De spari diversi d’artiglieria e mortaletti soliti a farli dalla fortezza di Castel S. Angelo di Roma / Different artillery shots and mortars normally fired from the fortress of Castel S. Angelo in Rome, 1750, Volume, Prov. Donazione Società Amici di Castello (ante 1914) / Donated by the Società Amici di Castello (before 1914) Inv. CSA I/3591 Mascoli o mortaretti per fuochi d’artificio / Bombards or firecrackers for fireworks, Ultimo quarto del sec. XV / Last quarter of the 15th century, Bronzo / Bronze, Inv. CSA VI/2262-2263-2264-2265 Ambito italiano (Brescia?) / Italian School (Brescia?) Buttafuoco da bombardiere / Bombardier’s fire thrower, Seconda metà del sec. XVI / Second half of the 16th century, Acciaio / Steel, Inv. CSA III/1158 Artigianato locale / Local craftsmanship, Modello di bocca da fuoco a mascolo del sec. XV / Model of a 15thcentury breechloading springald, Metà del sec. XX / Mid-20th century, Bronzo, ferro acciaiato, legno, corda e pietra / Bronze, steeled iron, wood, rope and stone Prov. Acquisto (giugno 1968) / Purchase (June 1968), Inv. CSA VI/5447. Nel 1911 Mariano Borgatti allestisce a Castel Sant’Angelo nel bastione San Giovanni delle riproduzioni di artiglierie del tempo di Niccolò V (1447 – 1455). Questo modello coincide con la copia chechiama “Spingarda su affusto a culla e sottaffusto a scaletta (all’italiana: sec. XV)”. / In 1911 Mariano Borgatti set up reproductions of artillery from the timeof Niccolò V (1447 – 1455) at Castel Sant’Angelo in the San Giovanni Bastion. This model coincides with the copy of the springald, shown in the photograph. Artigianato locale / Local craftsmanship, Modello di bombardella-mortaio del sec. XV / Model of a 15th-century bombard or mortar, Metà del sec. XX / Mid-20th century, Ferro acciaiato,

A SWINGIN’ CHRISTMAS SMILE ORCHESTRA

8 dicembre 2024  Castel Sant’Angelo, Roma Sala Paolina ore 15.00 A SWINGIN’ CHRISTMAS SMILE ORCHESTRA Diretta dal M° Catalin Montanaro In occasione delle festività natalizie, Castel Sant’Angelo prosegue il suo impegno nell’integrazione tra arti performative e luoghi di cultura, offrendo esperienze capaci di coinvolgere il pubblico in modo unico e suggestivo. Nel corso degli anni, le sale del Museo hanno ospitato diverse tipologie di musica, spaziando tra generi e stili. Questa volta la protagonista sarà la Smile Orchestra, che proporrà un programma speciale dedicato all’energia e all’eleganza senza tempo delle orchestre swing degli anni ’30. L’ensemble, composto da 19 musicisti, si esibirà sotto la direzione del Maestro Catalin Montanaro. Fondata nel 2016, la Smile Orchestra si è affermata come protagonista di importanti festival internazionali e viene regolarmente invitata a partecipare a prestigiosi eventi istituzionali in tutta Europa. Il concerto sarà registrato e trasmesso online sui canali social della Direzione Musei Nazionali di Roma. L’evento è curato e organizzato da Anna Selvi. In collaborazione con: Siae Il concerto è incluso nel biglietto d’ingresso a Castel Sant’Angelo ed i visitatori potranno accedere alla sala fino ad esaurimento dei posti disponibili. Biglietti acquistabili in loco oppure al seguente link: https://ecm.coopculture.it/index.phpoptioncom_snappviewproductssnappTemplatetemplate3catalogidDC4BA52F-38B6-C624-3EE4-019349DCB9E6langitcartSessionId Gratuità di legge per le persone con disabilità + accompagnatori. Stante la particolare conformazione dei percorsi all’interno di Castel Sant’Angelo, il personale volontario della protezione civile sarà a disposizione per supportare i visitatori con difficoltà motorie.

La Girandola oggi – The Girandola today

La Girandola oggi Dopo essere caduto nell’oblio a cavallo tra il XIX e il XX secolo, lo spettacolo è stato rievocato nel 2006 grazie agli approfonditi studi di Giuseppe Passeri. Inizialmente riproposto sul Colle Vaticano, dal 2008 è stato trasferito a Castel Sant’Angelo, dove è rimasto fino al 2016, anno in cui si è spostato sulla terrazza del Pincio. Nel 2021 lo spettacolo è infine tornato a Castel Sant’Angelo, dove è stato riproposto con successo anche negli anni successivi, consolidandosi come un appuntamento fisso, nel suo luogo di origine. Nel 2024, in occasione della Girandola, Castel Sant’Angelo ha promosso la mostra “La ‘maraviglia’ del tempo. La Girandola e l’arte pirotecnica a Castel Sant’Angelo”, aperta dal 27 giugno al 29 settembre 2024. Questa esposizione ha offerto una preziosa opportunità per presentare al pubblico una selezione di opere, oggetti e documenti delle collezioni di Castel Sant’Angelo, solitamente conservati nei depositi. Molti di questi materiali hanno acquisito nuova visibilità grazie a interventi di restauro e conservazione appositamente effettuati. Oggi questo patrimonio racconta la sua storia nell’allestimento permanente dell’appartamento del Castellano.   The Girandola today After falling into oblivion at the turn of the 19th and 20th centuries, the spectacle was revived in 2006 thanks to Giuseppe Passeri’s in-depth studies. Initially reproposed on the Vatican Hill, from 2008 it was transferred to Castel Sant’Angelo, where it remained until 2016, when it moved to the Pincio terrace. In 2021, the show finally returned to Castel Sant’Angelo, where it was successfully reproposed in the following years, consolidating as a fixed appointment in its place of origin. In 2024, on the occasion of the Girandola, Castel Sant’Angelo promoted the exhibition “The Wonder of Time. The Girandola and the art of pyrotechnics at Castel Sant’Angelo”, which took place from 27 June to 29 September, 2024. This exhibition offered a valuable opportunity to present to the public a selection of works, objects and documents from the Castel Sant’Angelo collections, usually kept in storage. Many of these materials have gained new visibility thanks to specially carried out restoration and conservation works. Today this heritage tells its story in the permanent exhibition in the apartment of the Castellan. La Girandola. I tradizionali fuochi pirotecnici a Castel Sant’Angelo in occasione della festa dei SS. Patroni di Roma Pietro e Paolo (29 giugno 2024). The Girandola. The traditional fireworks at Castel Sant’Angelo on the occasion of the feast of Saints Peter and Paul, Patrons of Rome (June 29th, 2024). https://youtu.be/FzP6xG0ZdyU La Girandola. Intervista allo storico dell’arte Claudio Strinati in occasione della mostra “La ‘ maraviglia‘  del tempo. La Girandola e l’arte pirotecnica a Castel San’Angelo”.The Girandola. Interview with art historian Claudio Strinati on the occasion of the exhibition “The Wonder of Time. The Girandola and the art of pyrotechnics at Castel Sant’Angelo”. https://youtu.be/cR_tE7Jk0qE La Girandola. Intervista all’architetto Giuseppe Passeri in occasione della mostra “La ‘ maraviglia‘ del tempo. La Girandola e l’arte pirotecnica a Castel Sant’Angelo”.The Girandola. Interview with architect Giuseppe Passeri on the occasion of the exhibition “The Wonder of Time. The Girandola and the art of pyrotechnics at Castel Sant’Angelo”. https://youtu.be/0pvB8eQCQ4w