il 5 febbraio al Museo Andersen finissage della mostra ‘Antonio Passa. Homo faber, verso l’infinito 2010-2021’
Il 5 febbraio in occasione del finissage della mostra personale Antonio Passa. Homo faber, verso l’infinito 2010 – 2021 il Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della Città di Roma, diretta da Mariastella Margozzi, è lieto di presentare un libro appena stampato su Antonio Passa e, a seguire, un concerto con pianoforte, violoncello, xilofono, voce e suoni elettronici. Ore 16:00 – Presentazione del libro di Antonello Tolve: Antonio Passa. L’arte come riflessione sull’arte, 1969-2021 – Edizioni Kappabit, 2022 Intervengono: Antonio Passa;Monica Torrusio Ordinario di Storia dell’Arte all’Accademia delle Belle Arti di Roma;Antonello Tolve, Direttore Fondazione Menna e Ordinario all’Accademia delle Belle Arti di Urbino;Marco Contini, CEO Edizioni Kappabit. Ore 17:00 – Concerto, con pianoforte, violoncello, xilofono, voce e suoni elettronici La performance sonora, con cui la mostra Homo faber, verso l’infinito 2010 – 2021 di Antonio Passa trova termine, trae ispirazione dalle opere esposte trasferendo nel mondo acustico, con i suoni e con i ritmi, molteplici aspetti che hanno ispirato Passa per i suoi cinque grandi Pentagoni e per il «Ritratto a tutto tondo di Pitagora» opera, quest’ultima, che ha per principio la Tetraktys. La musica si avvale di intermezzi poetici che raccontano le suggestioni visive e inducono lo spettatore a relazionarsi profondamente con i metalli, tratteggiati, anche con un uso fonico della parola, come tipi umani; del resto per Passa le sue opere sono dei personaggi. Nel brano in ensemble, Tetraktys, l’Artista viene raffigurato mentre traduce in forme e colori, attraverso esperte mani, le intuizioni che progressivamente prendono vita nella sua mente. In questo brano il ritmo pressante dello xilofono non può non rievocare il martellare dei fabbri. Proprio quel martellare ritmico, e intonato, da cui sarebbe scaturita l’intuizione più profonda della storia del nostro pensiero, ovvero il legame fra matematica e natura che Pitagora, così si dice, scoprì presso un fabbro. Un legame antico e di irragionevole efficacia, che tuttora stupisce. Musica di Riccardo SantoboniTesti di Sonia TurchiPianoforte: Sonia TurchiVioloncello: Fiorenzo SantoboniVoce recitante: Caterina Di GiulioMezzosoprano: Svetlana TrofanchoukXilofono e percussioni: Alessio Cavaliere Riprese audio video: Enrico De Bernart Diretta streaming: Erika Valletta L’iniziativa è patrocinata dall’Accademia di Belle Arti di Roma in collaborazione con la Fondazione Filiberto e Bianca Menna, con il Tomav Experience e con la ditta di progettazione e design Supermateria. Info: ingresso libero fino a esaurimento posti. Prenotazione telefonica al + 39 06 3219089 Diretta streaming su: http://kappab.it/?qr=21gj Contatti Museo H.C. Andersen Mail: dms-rm.museoandersen@beniculturali.it Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo – hendrik-christian-andersen-roma/ FB: MuseoHendrikChristianAndersenTW: @MuseoAndersen Comunicato Stampa Finissage
al Museo Boncompagni la mostra ‘Forme e segni nei tessuti e nelle tecniche della moda. Fotografie di Roberto Galasso’ prorogata fino al 18 aprile
la Direzione Musei Statali della città di Roma comunica che la mostra ‘DETTAGLI Forme e segni nei tessuti e nelle tecniche della moda. Fotografie di Roberto Galasso‘ in scena al Museo Boncompagni Ludovisi, a cura di Matilde Amaturo e Valentina Filamingo, precedentemente programmata fino al 30 gennaio 2022, è stata prorogata al 18 aprile 2022. CONTATTI: Mail: dms-rm.museoboncompagni@beniculturali.it Tel. + 39 06 42824074 Sito web:https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo-boncompagni-ludovisi-per-le-arti-decorative-il-costume-e-la-moda-dei-secoli-xix-e-xx/ Facebook:@MuseoBoncompagniLudovisi
il 16 dicembre al Museo Boncompagni inaugura ‘JIA RUSKAJA Danzò e piacque. Costumi, fotografie, documenti (1921 – 1940)’
Il programma di ORCHESTICA VARIATION, progetto dedicato a Jia Ruskaja e alle sue innovazioni coreutiche promosso dalla Fondazione dell’Accademia Nazionale di Danza con il sostegno del Ministero della Cultura – FUS, prosegue con JIA RUSKAJA Danzò e piacque. Costumi, fotografie, documenti (1921 – 1940), una mostra nata grazie alla collaborazione con la Direzione Musei Statali Città di Roma, sotto l’egida della dirigente dott.ssa Mariastella Margozzi. Il progetto espositivo è curato dallo stilista e costumista Giuseppe Tramontano che da sempre ha spaziato dalla danza alla fiction, dal teatro al cinema in un crescendo di creatività e di invenzione. Ad ospitare l’iniziativa, il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX (via Boncompagni 18 – Roma), edificio in stile barocchetto romano donato allo Stato Italiano dalla principessa Blanceflor de Bildt Boncompagni che accoglie oggi numerosi lasciti privati in grado di rievocare il vivace clima culturale dei primi decenni del Novecento, tra cui una collezione di abiti realizzati da celebri stilisti e importanti sartorie che illustrano l’evoluzione della moda italiana del secolo scorso. JIA RUSKAJA Danzò e piacque, nata da un’idea di Chiara Zoppolato, per la parte artistica, e Daniele Cipriani che si occupa della direzione generale, inaugura giovedì 16 dicembre, a partire dalle h 16:30, e sarà aperta al pubblico per 4 mesi (fino al 20.03.2022). Durante l’opening, sarà presentato al pubblico SECRET D’OR – Omaggio a Jia Ruskaja, lavoro del coreografo Michele Pogliani già andato in scena in prima nazionale al RUSKAJA’S DAY (giornata di studio, ricordi e danze realizzata lo scorso 12 dicembre nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia) e nato per celebrare la donna che ha rivoluzionato l’arte coreutica del nostro Paese e quel «modo di essere» in grado di coniugare metodo, innovazione e autenticità. La mostra, patrocinata anche da Confcommercio Imprese per l’Italia – Terziario Donna Roma, propone un inedito e affascinante racconto per abiti di scena indossati dalla stessa Jia Ruskaja o fatti realizzare per le sue produzioni, ma anche documenti storici esposti per la prima volta appartenenti all’archivio storico della Fondazione dell’Accademia Nazionale di Danza. Vesti, tuniche, corsetti e gonne della prima produzione artistica della Ruskaja, oltre a libri, programmi di sala, bozzetti, scritti e immagini in bianco e nero saranno i protagonisti di questo seducente viaggio in grado di ripercorre le tappe principali di un periodo di grande fermento artistico, talora in grado di rievocare anche il mito della classicità, i cui codici e valori estetici si ritrovano nell’Orchestica. Un percorso che, per la prima volta, porterà alla luce i tanti aspetti e le innumerevoli esperienze vissute da Jia Ruskaja, una donna all’avanguardia e che ben rappresenta un più moderno empowerment al femminile, caratterizzato da quella propulsione che risalta risorse e capacità e che distingue donne particolarmente valorose e innovative. La mostra si articola in un percorso espositivo di abiti di scena realizzati dal 1935 al 1939, di cui Ruskaja è stata coreografa, nonché costumista, vere e proprie opere d’arte ideate insieme alla sua disegnatrice personale Eugenia Rossi. I costumi storici selezionati, tutti confezionati da celebri sartorie, come Palmer, Werther, Idarella, note soprattutto in ambiente teatrale, sono stati analizzati e descritti analiticamente attraverso una ricerca scientifica condotta nell’archivio storico della Fondazione da Gianluca Bocchino, attraverso cui è stato possibile ritrovare tutto il materiale documentale per la ricostruzione dello spettacolo di riferimento. La contestualizzazione storica di ciascuna realizzazione, frutto di un’analisi che va dalla sua prima idea creativa sino alla realizzazione materiale, ha reso possibile un vero e proprio storytelling del singolo brano coreografico. A corredo della mostra sono esposti i bozzetti che rivelano la cura e la sapienza con cui Ruskaja ha dato forma alle sue creazioni coreutiche, oltre ai programmi di sala, che descrivono l’attività della scuola ruskajana. Dalla collezione fotografica sono in mostra immagini delle danzatrici che hanno indossato quegli abiti durante gli spettacoli e una selezione di fotografie di Jia Ruskaja, i cui scatti più celebri portano la firma di Anton Giulio Bragaglia e Ghitta Carell, che ripercorrono la sua vita artistica di danzatrice e coreografa. I visitatori saranno condotti in un vero e proprio percorso, fortemente immersivo, in cui ogni abito o elemento a lei collegato è esposto come un’autentica opera in grado di raccontare infinite storie. “Le danze della Ruskaja esprimono attraverso la potenza del linguaggio plastico ogni più profondo stato d’animo. Nitide nel disegno, immediate nell’espressione, le danze appartengono ad un’arte serena, squisitamente mediterranea”. Dal programma di sala Concerto di Danza, Maggio Musicale Fiorentino, 1935 Inaugurazione: 16.12.2021 a partire dalle h 16:30 (solo su invito)Apertura al pubblico dal 17 dicembre 2021 al 20 marzo 2022 CONTATTI: Tel+ 39 06 42824074 Mail: dms-rm.museoboncompagni@beniculturali.it scarica il COMUNICATO STAMPA scarica la CARTOLINA EVENTO
Al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo dal 30 novembre la mostra ‘IL MUSEO [È] POSSIBILE – Storie di collezionismi, recuperi e restauri a Castel Sant’Angelo’
IL MUSEO [È] POSSIBILE Storie di collezionismi, recuperi e restauri a Castel Sant’Angelo Mostra 30 novembre 2021 – 30 gennaio 2022 Da circa un anno Castel Sant’Angelo è sottoposto a lavori di manutenzione straordinaria necessari a ridare decoro e lustro a uno dei più significativi monumenti di Roma, nell’ottica di rendere più concreti, visibili e godibili i suoi variegati e complessi ambienti, la sua preziosa decorazione cinquecentesca e le collezioni di dipinti, arredi e armi storiche, fino ad ora in gran parte nei depositi. Sono state recentemente interessate da un nuovo progetto illuminotecnico la Sala Paolina e la cosiddetta Biblioteca, già fruibili con la nuova suggestiva illuminazione. Lo saranno a breve anche la cosiddetta “Armeria inferiore”, dove sarà raccontata in maniera permanente la storia iconografica del Castello, e le altre sale “farnesiane” accanto alla Paolina (Perseo e Amore e Psiche) e accanto alla Biblioteca (Adrianeo e Festoni, Cagliostra), dove sono in corso lavori di ristrutturazione, resi necessari per migliorare l’offerta museale. In attesa di riallestire le opere delle collezioni del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (istituito nel 1925) nelle sale ad esse destinate originariamente, si è deciso quindi di realizzare un allestimento temporaneo, che le proponga al pubblico secondo una nuova ottica espositiva e che ne faccia comprendere la straordinaria varietà. La mostra, curata da Mariastella Margozzi, Laura Salerno e Michele Occhioni, si propone di valorizzare e conferire nuova luce a opere poco conosciute, nonostante il loro indiscutibile pregio, celate all’attenzione che meritano e sottratte alla visione perché in gran parte conservate nei depositi del Castello. Molti dei pezzi esposti non sono collegati alla storia di Castel Sant’Angelo che all’epoca dell’istituzione del Museo si era trovato per lo più privo di mobilio ornamentale e di quadreria, considerate anche le diverse funzioni che vi si svolsero in precedenza, come quella di carcere e caserma. La collezione di dipinti e arredi che oggi ammiriamo è frutto della sintesi di due distinte donazioni, quella del collezionista e mercante d’arte romano Mario Menotti del 1916 e quella della famiglia fiorentina Contini Bonacossi del 1928, favorite dalla volontà del generale Mariano Borgatti, allora direttore del Castello, al quale va ascritto il merito (oltre quello di aver pianificato, programmato e realizzato una significativa campagna di restauro estesa a gran parte del monumento) di averlo voluto trasformare in contenitore di contenuti storici e artistici. Le svariate provenienze e la corposa miscellanea di materiale collezionato, che rispecchia il gusto dei donatori, ma anche del mercato dell’arte del periodo, si riflette nella successione cronologica delle opere in mostra. In tal senso evidente, ad esempio, è la sovrabbondanza di opere della scuola veneta, ambito geografico al quale si riferiva particolarmente il gusto di Mario Menotti. Alessandro Contini Bonacossi invece, mercante d’arte oltre che collezionista, avvalendosi della consulenza dell’allora giovane storico dell’arte Roberto Longhi, aveva acquistato insieme alla moglie Vittoria molteplici opere sul territorio italiano, alcune delle quali furono oggetto di donazione al Museo di Castel Sant’Angelo per contrastare la fama di venditore di opere d’arte italiane all’estero e acquisendo quella di mecenate illuminato. Per questa donazione i coniugi Contini Bonacossi ottennero il titolo nobiliare di conti. Un’altra donazione venne disposta da Alessandro Contini Bonacossi nel 1939 a favore del Museo degli Uffizi di Firenze. I numerosi manufatti giunti a Castel Sant’Angelo vennero allestiti, sotto la direzione dei donatori, in sette sale disadorne dell’appartamento pontificio, con l’obiettivo di presentare una ricostruzione ambientale d’epoca, quasi la scenografia di un film in costume ambientato nel tardo Rinascimento, che comunque assecondava anche i criteri degli allestimenti museali allora in voga. L’allestimento rispetta, per quanto possibile, il criterio cronologico, coniugandolo in alcuni casi al concetto di “maggiore visibilità”, in accordo al quale si tende a valorizzare capolavori ingiustamente dimenticati o ignorati. Si potranno rivedere alcuni manufatti legati fin dalla loro origine a Castel Sant’Angelo, come ad esempio il monumentale busto del Salvatore, che ha prestato il nome all’omonimo cortile in cui a lungo è stato esposto, che da molti anni non era visibile al pubblico, o la bellissima scultura lignea della Madonna con bambino di scuola umbro-laziale della fine del XIII secolo. Tra le opere esposte figurano nomi assai noti, quali Jacopo della Quercia, Ambrogio Zavattari e la sua bottega, Carlo Crivelli, Dosso Dossi, Sebastiano del Piombo, Andrea Pozzo, Pietro Bracci, oltre alla bottega di Pieter Paul Rubens e a copie da famosi capolavori quali Il Festino degli Dei di Giovanni Bellini o Il Riposo nella Fuga in Egitto di Federico Barocci. Sarà esposto anche il San Girolamo nella selva di Lorenzo Lotto, del 1509, datazione rispondente al periodo romano dell’artista, come ci ricordano del resto la posa del santo, citazione del Diogene adagiato sulle scale della Scuola di Atene di Raffaello nelle Stanze Vaticane, e l’edificio visibile nel paesaggio sulla destra, che si può identificare con Castel Sant’Angelo. Adeguato rilievo è dato anche al polittico quattrocentesco dei fratelli Zavattari, proveniente incompleto dalla collezione Contini Bonacossi e ricomposto nel 2000 degli altri due pannelli mancanti, acquistati dallo Stato sul mercato antiquariale. Ma ci sarà anche l’Apparizione dell’Arcangelo Michele sul mausoleo di Adriano dell’ambito di Ventura Salimbeni, un soggetto strettamente legato alla storia della Mole: secondo la tradizione, infatti, nell’anno 590, di fronte alla processione voluta da papa Gregorio Magno per scongiurare la pestilenza che affliggeva Roma, l’arcangelo Michele apparve sopra il mausoleo rinfoderando la spada insanguinata, a simboleggiare la fine del morbo. Ceramiche istoriate e mobilio, tra cui due preziosi cassoni nuziali di manifattura toscana, completano l’esposizione e restituiscono al pubblico la ricchezza e l’eterogeneità dei materiali che il Museo di Castel Sant’Angelo conserva. ———————————————– scarica il COMUNICATO STAMPA Per informazioni: Ufficio comunicazione e social network: dms-rm.social@beniculturali.it Ufficio Mostre: dms-rm.mostre@beniculturali.it Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/ FB: https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma IG: https://www.instagram.com/direzionemuseistataliroma/ YT: https://www.youtube.com/c/DirezioneMuseiStatalidellaCittàdiRoma
il 13 novembre al Museo Andersen inaugura la mostra ‘Giovanni Hajnal. Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico’
Si aprirà al pubblico il 13 novembre 2021 al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della Città di Roma, diretta da Mariastella Margozzi, la mostra GIOVANNI HAJNAL Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico. L’esposizione, già curata da Mariastella Margozzi e Laura Salerno presso l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, si sposta ora nella casa-atelier di Hendrik Christian Andersen per mostrare al pubblico le acqueforti realizzate dall’artista ungherese Giovanni Hajnal che reinterpreta in maniera del tutto singolare i passi più coinvolgenti della Divina Commedia di Dante Alighieri, in occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario dalla scomparsa del Sommo Poeta. Il legame tra Giovanni Hajnal, personalità poliedrica che ha saputo incidere il suo nome tra i grandi della storia dell’arte contemporanea e il Sommo Poeta Dante Alighieri si è instaurato, intrecciato e mai più interrotto, grazie a un autentico colpo di fulmine. In tale frangente Hajnal subisce una potentissima esperienza di arricchimento esistenziale, oltre a una conturbante impressione immaginativa, di empatia con l’opera dell’inarrivabile maestro. Da quel preciso istante principia nell’immaginario compositivo e iconografico di Hajnal una fascinazione così stravolgente per le tre Cantiche dantesche tale da tradurne e trascriverne i passi più notevoli, preziosi e significativi eternandoli attraverso la propria magistrale arte incisoria. Dal 1980 Giovanni Hajnal matura l’idea di illustrare in maniera programmatica episodi che lo avevano letteralmente stregato vivificando così l’epopea di incisioni a tema dantesco, sentendosi particolarmente vicino ai versi dedicati alla sua terra natia, l’Ungheria, enucleandone, mediante un segno rigido, autoritario e solenne, non solo l’imperituro legame sentimentale con il proprio paese d’origine ma anche il profondo rapporto tra il Vate e quella straordinaria nazione. Le opere presenti in mostra, realizzate con la tecnica dell’acquaforte, sono permeate da una strabiliante duttilità espressiva. Esse scandiscono, mediante un iter stilistico multiforme e variegato che abbraccia oltre vent’anni, il viaggio dantesco nei tre regni oltremondani della religione cattolica, effigiandone con estrema perizia compositiva principalmente i moti interiori, resi grazie al calibrato impiego di un segno che si fa aedo di accattivanti slanci emotivi e contrappunti sensori, che si compenetrano in linee marcate, forme geometrizzanti, volumi imponenti e brulicanti assetti spaziali tesi a trascinare il pubblico all’interno di una fiaba magica e al contempo grottesca. L’ars creandi di Hajnal mutua dal passato per mirare al futuro, un avvenire ripensato e riplasmato originalmente attraverso un innovativo linguaggio figurativo che mostra di saper armoniosamente coniugare la minuzia della cultura espressiva nordica con la linea calda e magmatica di matrice mediterranea. Le incisioni esposte esprimono l’universo dei sentimenti umani, cantano i conflitti interni, i brividi della paura di rimanere intrappolati e ancorati a qualcosa che non ci appartiene, le speranze di un’umanità in cerca di assoluzione. Hajnal traduce, superando i dettami del messaggio sacrale o simbolico insito nelle sue creazioni, i problemi dell’uomo moderno: l’antinaturalismo formale, le distorsioni grafiche, il dinamismo compositivo non fanno altro che trasporre l’inquietudine, il disagio esistenziale che affligge il nostro tempo e rappresentano una via di fuga dal labirintico incedere di un presente che forse percepiamo di volta in volta sempre più ingombrante. Non è casuale la scelta di esporre le opere dell’artista ungherese al Museo Hendrik Christian Andersen. Anche lo scultore norvegese naturalizzato statunitense Andersen è sensibile come Giovanni Hajnal al richiamo dantesco. Nel 1921 realizza un bassorilievo in marmo raffigurante “Dante e Beatrice” in due versioni, una conservata presso il Museo, l’altra presso il chiostro dell’Abbazia di Vallombrosa (Reggello, Firenze) dove era solito soggiornare durante l’estate. Museo Hendrik Christian Andersen via Pasquale S. Mancini, 20 – 00196 Roma GIOVANNI HAJNAL Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico Mostra a cura di Mariastella Margozzi e Laura Salerno 13 novembre 2021 – 12 febbraio 2022 – Inaugurazione 13 novembre ore 17.00 (nel rispetto delle norme anti Covid-19) Contatti Mail: dms-rm.museoandersen@beniculturali.it Tel. + 39 06 3219089 Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo-hendrik-christian-andersen-roma/ FB: MuseoHendrikChristianAndersen TW: @MuseoAndersen COMUNICATO STAMPA
il 6 novembre al Museo Andersen la personale di Antonio Passa – “Homo faber, verso l’infinito 2010-2021”
Si aprirà al pubblico il 6 novembre Homo faber, verso l’infinito 2010 – 2021 la personale di Antonio Passa al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della Città di Roma, diretta da Mariastella Margozzi. L’esposizione, a cura di Maria Giuseppina Di Monte, è patrocinata dall’Accademia di Belle Arti di Roma in collaborazione con la Fondazione Filiberto e Bianca Menna, con il Tomav experience e con la ditta di progettazione e design Supermateria. La mostra presenta i lavori che l’artista ha realizzato nell’ultimo decennio proseguendo nel filone principale della sua ricerca, che affonda le proprie radici nella Pittura Analitica, esplorando in questa nuova occasione l’ampio universo pitagorico. Un percorso lungo quello di Antonio Passa, sul quale eminenti critici d’arte e teorici hanno scritto e riflettuto, primo fra tutti Giulio Carlo Argan, oltre a Filiberto Menna, al quale l’artista è stato legato da profonda stima e amicizia. Fra le menti più lucide e avvedute Passa adotta il suo sofisticato linguaggio di sempre, approfondendo in questi nuovi cicli di lavori, alcuni aspetti del suo discorso nella direzione della rivisitazione delle intuizioni pitagoriche legate ora alla tetraktýs, ora alla struttura pentalfica. In questo viaggio fra arte, scienza e filosofia Passa incontra Pitagora, filosofo e matematico, continuando a verificare i meccanismi percettivi e a marcare il rapporto fra telaio, tela e colore, ragionando sulle loro relazioni e interazioni, quali elementi di base costitutivi della pittura. Su di essi l’artista fonda infatti il proprio discorso poetico nel senso greco del termine ovvero quello di poiein, il fare costruttivo e creativo. Un viaggio fra “costruire e conoscere” direbbe il Paul Valéry di Eupalinos o l’architetto, il dialogo fra Socrate e Fedro incentrato sul tema dell’eternità e della ricerca della verità rispetto alle creazioni umane, siano quest’ultime artistiche o filosofiche. Il testo, che fu pubblicato in Francia un secolo fa, nel 1921, appare alquanto appropriato a illustrare il fulcro intorno a cui la mostra si muove ovvero l’artista come costruttore e conoscitore. Museo Hendrik Christian Andersen Via Pasquale S. Mancini, 20 – 00196 Roma Antonio Passa Homo faber, verso l’infinito 2010-2021 a cura di Maria Giuseppina Di Monte 6 novembre 2021 – 5 febbraio 2022 Sabato 6 novembre ore 11.30 preview stampa ore 16.00 apertura al pubblico (nel rispetto delle norme anti Covid-19) Info e contatti Mail dms-rm.museoandersen@beniculturali.it Tel. + 39 06 3219089 Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo – hendrik-christianandersen-roma/ FB: MuseoHendrikChristianAndersen TW: @MuseoAndersen Scarica il COMUNICATO STAMPA
dal 29 ottobre al Museo Boncompagni la mostra ‘Dettagli – Forme e segni nei tessuti nelle tecniche di moda. Fotografie di Roberto Galasso’
Si aprirà al pubblico il 29 ottobre la mostra DETTAGLI Forme e segni nei tessuti e nelle tecniche della moda. Fotografie di Roberto Galasso presso il Museo Boncompagni Ludovisi afferente alla Direzione Musei Statali della Città di Roma diretta da Mariastella Margozzi.L’esposizione fotografica, a cura di Matilde Amaturo e Valentina Filamingo, resterà aperta al pubblico fino al 30 gennaio 2022.“I dettagli sono importanti, troppo spesso li escludiamo, li eludiamo, abituati a guardare il totale, l’intero, il compiuto, assorbiti dal nostro quotidiano. Nelle fotografie presenti in mostra, si rivolge l’obiettivo della fotocamera alla ricerca del segmento, della porzione, del dettaglio, che abbinato ad altri particolari, compone la totalità dell’abito, disegnando l’opera finale. Estrapolato dal contesto, il dettaglio diventa unicum, opera a sé stante; per chi frequenta l’arte moderna e contemporanea è possibile, in queste fotografie, “lèggere” e riconoscere tratti e stili di artista”.Così Roberto Galasso dà voce ai venti scatti in mostra. Non è l’occhio fotografico delle sfilate, ma l’occhio che scandaglia le trame e riprende con garbo l’interiorità, lo spirito dei filati, delle paillettes e delle canottiglie. Ed apre a indagini, riflessioni e molteplici comprensioni.“Un dialogo multiplo che si muove, attraverso un montaggio eterogeneo, verso suggestioni che richiamano vari periodi della storia dell’arte, dalla pop art, all’arte povera, all’informale, per dileguarsi poi in paesaggi naturali o artificiali, restituendo all’osservatore non solo degli input visivi ma dei veri e propri spazi di osservazione. La sensualità dei tessuti, degli abiti e delle forme che li indossavano, rivivono attraverso le suggestioni dell’arte e della memoria, in un continuum spazio-temporale capace di raccontare storie vissute o semplicemente immaginate”. (Silvia Marsano)Gli scatti di Roberto Galasso aggiungono un tassello alle collezioni del Museo Boncompagni Ludovisi, già intriso di moda tessuta e moda raccontata attraverso immagini pittoriche e scultoree: quello della moda fotografata, il cui dettaglio è “sopravvivenza” e “mutazione” iconografica.Si ringrazia l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale diretto da Leandro Ventura per la collaborazione e la cura della stampa fotografica delle opere in mostra. Museo Boncompagni LudovisiVia Boncompagni 18 DETTAGLIForme e segni nei tessuti e nelle tecniche della modaFotografie di Roberto Galasso Mostra a cura di Matilde Amaturo e Valentina Filamingo 29 ottobre 2021 – 30 gennaio 2022Apertura 29 ottobre ore 17.00(nel rispetto delle norme anti Covid-19) CONTATTI:Mail: dms-rm.museoboncompagni@beniculturali.itTel. + 39 06 42824074Sito web:https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo-boncompagni-ludovisi-per-le-arti-decorative-il-costume-e-la-moda-dei-secoli-xix-e-xx/Facebook:@MuseoBoncompagniLudovisi Comunicato stampa
sabato 16 ottobre al Museo Andersen – UT PICTURA POËSIS Mostra e reading poetico
“Come nella pittura così nella poesia”. Così il poeta latino Orazio sottolinea la corrispondenza tra l’arte figurativa e quella poetica. Un parallelismo che la poesia intrattiene da sempre anche con la musica. Su queste simmetrie si basa la mostra performativa proposta dall’illustratore e poeta Riccardo Frezza al Museo Hendrik Christian Andersen: amore, ricerca del vero e spiritualità sono alcuni dei temi ricorrenti della sua produzione. L’evento propone un’esposizione di illustrazioni con poesie associate e un reading poetico/teatrale accompagnato dalle note musicali di Simone Innocenzi, in un incontro tra forme d’arte complementari. UT PICTURA POËSIS Mostra e reading poetico a cura di Riccardo Frezza Accompagnamento musicale di Simone Innocenzi Sabato 16 ottobre ore 16.00 e ore 17.30Ingresso libero fino a esaurimento posti “La pittura è una poesia muta e la poesia una pittura parlante”. La musica le conduce per mano. L’evento è curato da Maria Giuseppina Di Monte e Valentina Filamingo. Riccardo Frezza è nato a Velletri nel 1982 e risiede ai Castelli Romani. Laureato in Ingegneria, alterna il suo lavoro principale di Informatico a quello di fumettista e illustratore. Si diletta nella poesia e nel teatro. Membro attivo del collettivo Castelli Poetry Slam (Castelli Romani), sulla scena delle Poetry Slam recita le sue poesie di cui realizza illustrazioni associate. Nell’ambito del fumetto esordisce con Edizioni Starcomics per poi proseguire varie collaborazioni con altre case editrici (Noise Press, Bugs Comics, Sergio Bonelli), produzioni televisive (Sky, Canale 9), serie online (Crestomat) e altre realtà (Università Luiss Guido Carli, Assif). Attualmente lavora su uno speciale della serie regolare Samuel Stern della Bugs Comics. Le sue poesie compaiono nell’antologica “Sorrisi sotto pelle” a cura di Agnese Monaco. ——————————— Museo Hendrik Christian Andersensito internet:telefono: 06 3219089
il 29 e 30 giugno il Museo di Castel Sant’Angelo e il Museo Boncompagni ospitano il Cipriani Trio & viola
La Direzione Musei Statali della Città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, diretti da Mariastella Margozzi, e il Direttore del Museo Boncompagni Ludovisi Matilde Amaturo hanno il piacere di ospitare il CIPRIANI TRIO & viola nell’Ambito del Progetto Puglia Sounds – programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale. Il progetto, nato nel 2010, è il primo pubblico in Italia che sviluppa azioni di sistema, interventi mirati, partnership e attività di promozione finalizzate a sostenere le componenti artistiche, professionali, imprenditoriali e istituzionali che concorrono alla produzione, distribuzione e promozione musicale. AROUND THE MUSIC, il progetto musicale in jazz crossover style che sarà ospitato e condiviso a Roma da questa Direzione, è incentrato sulle composizioni di Vincenzo Cipriani (pianista, compositore e organista pugliese, docente presso il Conservatorio di Matera) ed eseguito dal suo gruppo (Vincenzo Cipriani – piano & composer, Piero Massa – viola, Francesco Rondinone – drums e Giuseppe Pignatelli – el. bass). Le composizioni, differenti tra loro per stile, pathos e forma, si caratterizzano da una struttura legata al jazz cameratistico influenzato dalla musica classica, dal funky, latin e alcuni stilemi ritmici e melodici tipici della cultura araba. Elemento di originalità del progetto è la presenza della Viola che in questo contesto assume colori, sfumature e timbri del tutto inusuali. La prima esibizione in programma è il 29 giugno 2021 alle 17.30 presso la Sala Paolina del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. Il progetto proseguirà poi al Museo Boncompagni Ludovisi il giorno seguente 30 giugno sempre alle 17.30 nel giardino del Museo stesso. AROUND THE MUSIC CIPRIANI TRIO & viola Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo 29 giugno ore 17.30 Museo Boncompagni Ludovisi 30 giugno ore 17.30 I concerti si terranno nel rispetto delle norme anti Covid-19 e saranno successivamente pubblicati sulle pagine FB e YOU TUBE della Direzione Musei Statali della città di Roma e del Museo Boncompagni Ludovisi. Il pubblico potrà accedere agli spazi fino ad esaurimento dei posti consentiti. Per informazioni: Ufficio Comunicazione e Promozione: dms-rm.social@beniculturali.it Ufficio Eventi Culturali: anna.selvi@beniculturali.it Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/ FB: https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma IG: https://www.instagram.com/direzionemuseistataliroma/ YT: https://www.youtube.com/c/DirezioneMuseiStatalidellaCittàdiRoma scarica il COMUNICATO STAMPA
inaugura la mostra ‘Atelier Giuseppe Modica 1990-2021’ al Museo H.C.Andersen
Si aprirà al pubblico il 23 giugno 2021 la personale di Giuseppe Modica ‘Atelier Giuseppe Modica 1990 – 2021‘ al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della Città di Roma, diretta da Mariastella Margozzi. L’esposizione, a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini, resterà aperta al pubblico fino al 24 ottobre 2021. “La mostra che il Museo Hendrik Andersen dedica a Giuseppe Modica è un tributo alla sua carriera lunga e prolifica ma, al tempo stesso, un omaggio a Hendrik Christian Andersen nella casa museo dove sono raccolte quasi tutte le sue opere più importanti. Il percorso espositivo s’incentra sul tema dell’atelier, soggetto fra i più studiati dal pittore siciliano, ricorrente nella sua produzione come si vede dai titoli nei quali la parola “atelier” è un vero e proprio leitmotiv. Per Hendrik Andersen l’atelier è stato la sua vita. Nelle due sale del museo al pian terreno è ospitata la collezione permanente, esposta proprio in quelli che erano appunto atelier e galleria ovvero i luoghi dove Hendrik lavorava scolpendo le sue monumentali sculture e dove esponeva per amici, collezionisti e appassionati le sculture una volta fuse in bronzo e destinate, per la maggior parte, a ornare piazze ed edifici della sua città ideale rimasta ahimè irrealizzata”. Nel suo testo in catalogo, introduce così la mostra la curatrice Maria Giuseppina Di Monte. Museo Hendrik Christian Andersen Atelier Giuseppe Modica 1990-2021 23 giugno – 24 ottobre 2021 Mostra a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini Mercoledì 23 giugno ore 11:00 Preview stampa ore 12.30 Apertura mostra ore 17.00 Apertura mostra scarica il COMUNICATO STAMPA