a Castel Sant’Angelo dal 1 luglio al 25 settembre torna la rassegna di danza, musica e spettacolo “sotto l’Angelo di Castello”
Accogliere l’arte, il teatro, la musica, la danza come una pratica necessaria alla propria crescita e alla costruzione di bellezza. Uscire dalle proprie case e raccontarsi altrove, in uno dei luoghi più suggestivi di Roma: Castel Sant’Angelo. La Direzione Musei Statali della Città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo, diretti da Mariastella Margozzi, portano avanti con determinazione il progetto di valorizzazione del sito proponendo anche quest’anno una delle manifestazioni tra le più apprezzate della città. Torna infatti nella sua seconda edizione, dal 1° luglio al 25 settembre, “sotto l’Angelo di Castello”, rassegna di danza, musica e spettacolo, sempre attenta ad offrire momenti di scambi culturali diversificati in chiavi di lettura ed osmosi tra i luoghi d’arte e l’arte stessa. “Sulla scia del successo della prima edizione – dichiara la Direttrice Mariastella Margozzi – che seppur in forma ridotta ha colorato l’ultimo scorcio d’estate 2021 con un settembre intenso, la Direzione Musei Statali della Città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo intendono proseguire ed intensificare i momenti di incontro col pubblico di Roma, nonché con i turisti italiani e stranieri che popolano e vivono pienamente l’estate romana. A partire dal 1° luglio al 25 settembre proporremo 15 diversi appuntamenti di grande valore artistico, con cadenza quasi sempre settimanale, dei quali andiamo molto orgogliosi. Si parte dunque con la prima tappa italiana (dopo Atene e Bruxelles) del progetto europeo Microdanze della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, un ambizioso programma di performance danzate, che guarda tanto all’arte pubblica quanto all’innovazione tecnologica. Una particolare attenzione è stata rivolta inoltre alle famiglie, proprio in questo momento storico. Proporremo un trittico di spettacoli a cui possono assistere grandi e piccini a partire dai 6/7 anni sia con la Tosca in versione danza contemporanea e lirica dei Kinkaleri, la classica tra Mozart e burattini, nonché un poliedrico Sergio Bini che affabulerà adolescenti e genitori. E poi storie e personaggi di Roma e del Castello con Latini che ci darà un’immagine inedita della personalità dell’imperatore Adriano. L’attraversamento da Belli a Trilussa con Massimo Verdastro e ancora la Tosca per adulti con 4 cantanti e un’orchestra composta da quattordici elementi in scena. Spazio anche alla danza che attraversa luoghi insoliti del Castello offrendo uno sguardo inconsueto su stanze di norma non aperte al pubblico come la sala delle Colonne decorata da Duilio Cambellotti”. Il progetto culturale “Sotto l’Angelo di Castello: danza, musica, spettacolo” è stato curato e organizzato, per conto della Direzione Musei Statali della città di Roma, da Anna Selvi. La rassegna si apre il 1° luglio con MicroDanze, un ambizioso progetto di performance “danzate”, vincitore del Premio Danza&Danza Progetto Speciale 2021; una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto ideata da Gigi Cristoforetti, alla sua prima in Italia dopo le tappe di Atene e Bruxelles. Le Microdanze sono articolate su tre livelli tra loro connessi. Il primo, quello originario è legato ad una esposizione di danza, il secondo è quello invece della dimensione immersiva, il terzo direttamente connesso con il progetto europeo An Ideal City. Coreografie non frontali e non rigide, ma permeabili al contesto spaziale, capaci di dialogare con universi disciplinari differenti per promuovere l’intimità tra danzatore e spettatore. Nove coreografi – nazionali e internazionali – hanno concepito pezzi brevi, ai quali assistere in successione come se si stesse visitando un museo. Un progetto che sfugge alla dinamica di palcoscenico, creando un continuum tra chi guarda e chi è guardato sollecitando un’esperienza emotiva ed estetica tanto varia quanto originale. Performance ripetuta 3 volte al giorno alle ore 19:00, 20:00 e 21:00 e che replicherà anche il 2 e il 3 luglio. Si prosegue il 6 luglio con Quinteto Astor Piazzolla: Astor Piazzolla con il suo primo quintetto nel 1960, portò il tango alle sue estreme conseguenze, indicando nuove strade da percorrere. La Fondazione Astor Piazzolla, nata per proteggere e diffondere il suo enorme lascito, ha ricreato il quintetto con la direzione di Laura Escalada Piazzolla. Sarà in scena il 10 luglio Smarrita E Soave – Adriano, poeta, tra poeti di e con Roberto Latini, musiche di Gianluca Misiti; una serata intitolata all’animula (vagula, blandula) di Adriano, che riecheggia potente nel monumento a lui dedicato e diventa il ponte possibile tra le rive del passato e del presente. L’angelo e la Mosca – commenti sul teatro dei grandi mistici è la conferenza-spettacolo a cura di Massimiliano Civica che sarà in scena il 14 luglio, una serata di racconti, facezie e buffi indovinelli utilizzati dai grandi Maestri dell’Occidente e dell’Oriente per “contrabbandare” insegnamenti profondi, per aprire il cuore degli uomini ad una comprensione più elevata della realtà, per svelare ciò che c’è oltre il nostro abituale modo di vedere le cose. Le immortali arie dell’opera Tosca di Giacomo Puccini saranno protagoniste il 21 luglio con Arie di Tosca a Castello con Angela Nicoli, Salvatore Cordella, Angelo Nardinocchi accompagnati dall’Entr’Acte Orchestra diretta dal Maestro Silvano Corsi e prodotta da Associazione culturale Parmidia; in scena Angela Nicoli (Floria, Tosca), Salvatore Cordella (Mario Cavaradossi), Angelo Nardinocchi (Barone Scarpia). Uno spettacolo adatto per un pubblico di bambini e adulti quello di e con Sergio Bini, in arte Bustric, dal titolo Il Circo delle Pulci, in scena il 28 luglio, gioco di prospettive tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, magia di trucchi semplici eppure incomprensibili e sorprendenti, piccoli colpi di genio che suscitano nel pubblico la meraviglia. Il 4 agosto, in un nuovo sodalizio artistico, la coppia Ninni Bruschetta-Cettina Donato sarà protagonista di I Siciliani Vero Succo di Poesia; una sinergia unica, entusiasmante. A fare da sfondo all’ispirazione artistica è lo stretto di Messina, patria comune dei due artisti. L’11 agosto sarà la volta di Classic Mit Jazz con il Trio Amadei & Helga Plankensteiner Quartett; l’ensemble è composta da Liliana Amadei (violino), Antonio Amadei (violoncello), Marco Amadei (pianoforte), Helga Plankensteiner (sax), Michael Losh (pianoforte), Stefano Colpi (contrabbasso), Federico Cappelletti (batteria). L’unione di due fonti creative, una classica e l’altra jazz, per riuscire ad abbinare i tempi più belli e conosciuti del repertorio classico per Trio con
Festa della Musica a Castel Sant’Angelo – ‘Jazz and Progressive’
In occasione della Festa della Musica 2022, il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo propone al pubblico il concerto “Jazz and Progressive”. Nel Cortile Alessandro VI si esibiranno: Emanuele Rizzo / tastiera Alessandro Botti / contrabbasso Stefano Cicconetti / batteria Il concerto si terrà martedì 21 giugno alle ore 20.00 ed è incluso nel biglietto d’ingresso al Museo. Ingresso fino a esaurimento posti.
il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo per le Giornate Europee dell’Archeologia
In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo propone il programma di approfondimenti ‘Pillole adrianee’ per condurre il pubblico alla scoperta della storia archeologica del Monumento. Gli approfondimenti sono a cura di A. Gobbi, M. Cardosa, A. Coletta, M. Valenti. Programma: Venerdì 17 giugno, ore 15.00-19.00 – Sala della Biblioteca 15.00-15.30 ”Adriano e le zucche. Topografia e architettura adrianea al centro del potere” 16.00-16.30 “Mogli, amici, amanti. Figure della corte e della famiglia di Adriano” 17.00-17.30 “Da Mausolo ad Adriano. L’evoluzione di un’architettura funeraria” 18.00-18.30 “Il mausoleo di Adriano: riscoperta, distruzione e valorizzazione” Sabato 18 giugno ore 10.00-14.00 – Sala della Biblioteca 10.30-11.00 ”Adriano e le zucche. Topografia e architettura adrianea al centro del potere” 11.30-12.00 “Da Mausolo ad Adriano. L’evoluzione di un’architettura funeraria” 12.30-13.00 “Il mausoleo di Adriano: riscoperta, distruzione e valorizzazione” Domenica 19 giugno ore 10.00-14.00 – Sala della Biblioteca 10.30-11.00 ”Adriano e le zucche. Topografia e architettura adrianea al centro del potere” 11.30-12.00 “Mogli, amici, amanti. Figure della corte e della famiglia di Adriano” 12.30-13.00 “Il mausoleo di Adriano: riscoperta, distruzione e valorizzazione” Le conferenze di approfondimento sono incluse nel biglietto d’ingresso al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. L’accesso è libero fino a esaurimento dei posti.
Avviso Pubblico per l’acquisizione di “MANIFESTAZIONE DI INTERESSE” per la concessione e i servizi educativi e altre attività culturali e didattiche
Il presente Avviso si propone di raccogliere manifestazioni di interesse, da parte dei soggetti di seguito specificati, al fine di individuare un partner con il quale creare un rapporto sinergico in grado di incrementare le attività didattiche ed educative da offrire a bambini e adulti all’interno del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo a Roma. L’avviso con le modalità di presentazione della domanda di iscrizione e i modelli relativi sono pubblicati sul sito della Direzione al seguente link: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/avviso-pubblico-percorsi-educativi-e-attivita-culturali/
A Castel Sant’Angelo inaugura la mostra “Roma città del Giubileo – Trasformazioni ed evoluzioni di una città negli Anni Santi”
Il 24 maggio presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo apre al pubblico la mostra dal titolo: “ROMA CITTA’ DEL GIUBILEO – Trasformazioni ed evoluzioni di una città negli Anni Santi”.L’Evento, ideato ed organizzato dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura di Roma presieduto da Giuseppe Lepore in sinergia con la Direzione dei Musei Statali della città di Roma e del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo diretti da Mariastella Margozzi, ed alla cui realizzazione hanno contribuito anche i docenti del corso di laurea in Architettura e Design Industriale dell’Università San Raffaele Roma, oggi è di particolare attualità soprattutto in questo momento storico, che oltre alla grande difficoltà post-pandemica, il conflitto russo-ucraino sta generando nell’opinione pubblica mondiale un grandissimo senso di disagio nel vivere la quotidianità.Oggi più che mai il mondo ha bisogno di speranza. L’emergenza sanitaria internazionale ed echi di conflitti turbano le nostre coscienze sempre più segnate e smarrite. Ecco perché è importante dare un segno concreto di ripartenza, speranza per il futuro e soprattutto pace. Il prossimo Giubileo del 2025 è quindi un’occasione per svegliare le coscienze di tutti, un momento di riflessione e stimolo per costruire un futuro di fratellanza e pace. La mostra, “Roma città del Giubileo”, realizzata con il patrocinio del MINISTERO DEL TURISMO, della REGIONE LAZIO e con il sostegno dell’Università San Raffaele Roma, Intesa Sanpaolo, Terna S.p.a. il Consorzio LGA Service, Italpol e Pernice Editori è stata pensata non solo per illustrare al grande pubblico la nascita e l’evoluzione di questo grande evento religioso e sociale attraverso i secoli e per celebrare la città che lo ospita: Roma, ma soprattutto per stimolare ad una riflessione: il Giubileo è l’occasione del riscatto morale e della rinascita spirituale.Un argomento così importante e vasto non può che essere affrontato per tematiche al fine di dare una visione la più completa possibile di come l’evento religioso abbia trasformato, non solo la città, con progetti architettonici, artistici e urbanistici, ma anche e soprattutto come abbia segnato nei secoli e in diversi momenti storici e politici la percezione del sacro e del rapporto stesso con Dio influenzando inevitabilmente la società. I temi trattati saranno quindi: La nascita del Giubileo e la sua evoluzione dal Medioevo al Rinascimento; I Papi dei Giubilei; La città si trasforma: progetti ed evoluzioni. Il Giubileo oggi: nuovi progetti e nuove speranze. Le stesse opere scelte per l’esposizione sono una testimonianza concreta di speranza per il loro valore artistico e simbolico. I ritratti papali, le grandi opere architettoniche, le allegorie e gli stessi oggetti sono stimoli per costruire un futuro più umano, ospitale e di pace. Indissolubile il legame tra Roma e il Giubileo della Chiesa Cattolica. Essi sono stati infatti occasioni per uno sviluppo urbanistico, economico, culturale e artistico della città, con interventi intrapresi negli anni precedenti e successivamente rappresentando per Roma un momento importante per la sua trasformazione ed evoluzione urbanistica. Gli interventi urbanistici riconducibili agli Anni Santi si possono distinguere in due categorie diverse: la prima è legata alla necessità di accogliere la grande affluenze di pellegrini e allo stesso tempo dare un’immagine di grandezza e magnificenza di Roma; tali progetti vengono in genere attuati negli anni immediatamente precedenti il Giubileo.La seconda tipologia è la conseguenza dell’Anno Santo e comprende tutti quegli interventi realizzati subito dopo la sua celebrazione. In sostanza quasi tutti i Giubilei sono stati delle grandi occasioni che hanno trasformato in maniera sostanziale e duratura l’aspetto di Roma. La scelta di Castel Sant’Angelo come luogo della mostra non è casuale. Esso rappresenta un luogo importante e simbolico per la storia di Roma, dal periodo romano a quello moderno e contemporaneo, e per i cittadini e pellegrini che hanno affollato la capitale della cristianità nei secoli. Lo stesso castello è un luogo chiave ed emblematico nella storia della Chiesa cattolica e dei diversi Pontefici che lo hanno vissuto, arricchito e trasformato. Il famoso “passetto”, lungo solo 800 metri e che ancora oggi collega la Città del Vaticano con il territorio italiano, è esso stesso un simbolo di unione e di continuità. ROMA CITTA’ DEL GIUBILEO – Trasformazioni ed evoluzioni di una città negli Anni Santi Roma/Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo dal 24 Maggio al 11 Settembre 2022 Organizzazione: Centro Europeo per il Turismo e la Cultura di Roma a cura di Vincenzo Lemmo UFFICIO STAMPA: EFFECI COMUNICAZIONE – Sergio Cerini +39 3356951224 – s.cerini@effecicomunicazione.it INFORMAZIONI: www.castelsantangelo.beniculturali.it SEDE: MUSEO NAZIONALE DI CASTEL SANT’ANGELO – Lungotevere Castello, 50 – ROMA ORARI: dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18,30) APERTURA MOSTRA AL PUBBLICO: martedì 24 Maggio 2022 CHIUSURA AL PUBBLICO: Tutti i Lunedì ————— Scarica il COMUNICATO STAMPA —————
il 14 maggio Notte dei Musei a Castel Sant’Angelo
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo partecipa alla Notte dei Musei 2022 con l’apertura serale straordinaria dalle ore 19,30 alle ore 22,30 (ultimo ingresso alle ore 22). I visitatori potranno accedere al Castello con un biglietto agevolato di 1 euro dalle 19,30 alle 22 del 14 maggio. Oltre alla suggestiva visita del monumento nei suoi spazi esterni panoramici e delle sale interne affrescate, si potrà visitare l’armeria inferiore con il nuovo allestimento dedicato alla storia di Castel Sant’Angelo. Informazioni e prenotazioni: tel. +39 06 32810(Call center prenotazioni attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00)https://www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo
Race for the Cure 2022
La Direzione generale Musei anche quest’anno è in prima linea nel sostenere la prevenzione e la lotta ai tumori del seno partecipando a Race for the Cure, l’evento simbolo della Susan G. Komen Italia, organizzazione senza scopo di lucro che opera dal 2000 su tutto il territorio nazionale.Il protocollo di intesa con il Ministero della Cultura conferma per il 2022 l’ingresso gratuito ai musei statali per gli iscritti alle edizioni della Race for the Cure di Roma (5 – 8 maggio)La Direzione Musei Statali della città di Roma aderisce all’iniziativa con il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, la Galleria Spada e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.Per l’ingresso gratuito sarà sufficiente mostrare la ricevuta di iscrizione o accedere con la maglia con il logo della manifestazione. Per info cultura.gov.it/raceforthecure-2022
al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo il 22-23-24 aprile “Musica in Mostra – contrapposizioni e convergenze”
La Direzione Musei statali della città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, diretti da Mariastella Margozzi, continuano il programma di valorizzazione del sito attraverso una serie di offerte innovative ai propri visitatori.Questa volta il progetto nasce dal confronto con il M° Bruno Aprea, direttore d’orchestra e pianista europeo, Koussevitzky Prize nel 1977, che ha voluto proporre una diversa modalità di approccio all’ascolto della musica, quasi attraversando fisicamente le sue diverse espressioni nel corso dei tempi.E’ così che per 3 giorni consecutivi ed in contemporanea nelle 3 sale più belle di Castel Sant’Angelo il pubblico potrà incontrare in Sala Paolina il pianista Josu de Solaun, già vincitore assoluto delle più prestigiose Competizioni Internazionali come il Concorso “Enescu” di Bucarest, il Concorso “Iturbi” di Valencia ecc. che oltre alle esecuzioni programmate, de Solaun si esibirà anche in improvvisazioni su richiesta dei visitatori.Nella Sala della Biblioteca invece saremo accolti dal Trio “Gioconda De Vito” (Silvia Grasso (violino), Gaetano Simone (violoncello) Maurizio Zaccaria (pianoforte): Brahms e Debussy, Duo Simone – Zaccaria : Schumann, Schubert e Bartok.Infine nella Sala dell’Apollo in un susseguirsi temporale simultaneo di ca. 15 minuti potremo emozionarci con i Canti Gregoriani eseguiti dai Cantori della Cappella Sistina (Michael Alfonsi, Ermenegildo Corsini, Fernando di Carlo e Marco Severin) e quasi simultaneamente immergerci nell’ascolto di brani acusmatici di musica elettronica di autori storici e contemporanei (tra i quali Stockhausen, Harvey, Lupone e altri) a cura del Dipartimento di musica e nuove tecnologie – scuola di musica elettronica del Conservatorio Casella de l’Aquila (coordinamento Maria Cristina de Amicis con Stefano Giacomelli e Daniel Scorranese). In collaborazione con la SIAE. Il progetto si terrà nel rispetto delle norme anti Covid-19 ed il video che sarà girato verrà successivamente pubblicato sulle pagine FB e YOUTUBE della Direzione Musei statali della città di Roma. Il pubblico potrà accedere agli spazi fino ad esaurimento dei posti consentiti. Per informazioni: Ufficio Promozione: dms-rm.social@beniculturali.itUfficio Eventi Culturali: anna.selvi@beniculturali.it cell 333 3443235Sito web: https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/FB: https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRomaIG: https://www.instagram.com/direzionemuseistataliroma/YT: https://www.youtube.com/c/DirezioneMuseiStatalidellaCittàdiRoma Scarica il COMUNICATO STAMPA
al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo apertura permanente delle stanze delle Armerie inferiori
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo ha sede in una struttura complessa, che è stata utilizzata per secoli con diverse funzioni, nascendo come sepolcro per poi diventare residenza fortificata, prigione e infine museo. Per aiutare i visitatori a comprendere meglio questa storia incredibilmente lunga e varia, dal 12 aprile sarà aperta un’esposizione didattica allestita nelle stanze delle cosiddette Armerie inferiori, che si aprono sul Cortile dell’Angelo. La secolare vicenda del Castello inizia nel 135 d.C., quando l’imperatore Adriano fece costruire la Mole con l’intento di erigere una tomba monumentale per sé e i suoi successori, che fu terminata solo dopo la sua morte, nel 139 d.C. L’utilizzo successivo del Mausoleo di Adriano come fortezza, carcere o dimora fortificata ne determinò continui mutamenti che fecero perdere memoria della struttura originaria, tanto che a partire dalla fine del XV secolo esistono esclusivamente ipotesi ricostruttive del monumento, formulate per lo più sulla scorta delle esigue fonti antiche o basandosi su ciò che poteva riconoscersi all’interno e all’esterno del Castello. Nelle sale della mostra una serie di plastici, realizzati nella prima metà del secolo scorso, rendono chiaramente visibili queste diverse trasformazioni e vengono accompagnati da numerose stampe, dipinti e fotografie antiche. Per illustrare la storia del monumento fin dalle origini, l’allestimento prevede anche la presenza di alcuni frammenti lapidei scolpiti che testimoniano lo sfarzo della tomba di Adriano, che appariva interamente ricoperta di marmi bianchi. I tentativi, spesso fantasiosi, di ricostruirne l’aspetto fatti nei secoli passati si ritrovano in diverse stampe esposte, tra le quali le incisioni di Antonio Labacco e Giacomo Lauro. Il Castello subì varie modifiche al tempo di papa Alessandro VI Borgia, in carica dal 1492 al 1503, che ne potenziò le strutture difensive. L’aspetto cinquecentesco è testimoniato da varie stampe dell’epoca, come quella del cosiddetto Maestro dell’ala di uccello, precedente al 1549, e da alcuni dipinti. All’epoca il possente edificio era già conosciuto da secoli come Castel Sant’Angelo, in conseguenza di un fatto miracoloso avvenuto nell’anno 590: l’arcangelo Michele apparve sul Castello a papa Gregorio I Magno e alla processione di fedeli da lui guidata, riponendo la spada fiammeggiante nel fodero come segno della fine della pestilenza che affliggeva la città. La mostra dedica uno spazio anche all’illustrazione di questo aspetto, esponendo per esempio un dipinto del primo Seicento, copia in piccolo dal pittore senese Ventura Salimbeni, il cui originale è conservato nella Basilica di San Pietro a Perugia. Una stampa del Bombelli raffigura invece la statua dell’arcangelo Michele, che svetta ancora oggi al vertice dell’edificio, commissionata in occasione del Giubileo del 1750 e realizzata in bronzo dallo scultore fiammingo Peter Anton Verschaffelt. Non viene tralasciata neanche la tradizione della Girandola, lo spettacolo pirotecnico voluto da papa Sisto IV (1471-1484) per la festa dei Santi Pietro e Paolo del 29 giugno 1481 e poi per secoli evento atteso dai romani e dai forestieri, con i fuochi che illuminavano il cielo di Roma e i bagliori che si riflettevano nelle acque del Tevere. Molti grandi artisti, come Michelangelo Buonarroti, Bernardo Buontalenti e Gian Lorenzo Bernini si cimentarono nella progettazione dei giochi pirotecnici e altri cercarono di fissarne nelle loro opere la bellezza e la fugacità, come è possibile vedere nell’acquaforte di Francesco Piranesi o nel dipinto di Franz Theodor Aerni. Alcuni dipinti del Castello e dell’area circostante, con il ponte Sant’Angelo e il fiume Tevere, dimostrano la grande fortuna che il soggetto ha avuto presso gli artisti non solo italiani, ma di tutta Europa, per i quali la grande mole circolare rappresentava di certo uno tra i più amati dei monumenti romani. Alcune fotografie infine aiutano a visualizzare le tante trasformazioni che il Castello e le vicine rive del fiume hanno affrontato tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Orari di visita: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) Prenotazioni: Sabato e festivi prenotazione obbligatoria con un giorno di anticipo (attenzione: prevede commissioni aggiuntive e non garantisce l’accesso prioritario al museo); Prenotazione ingressi tramite Gebart: www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo/ tel. 06 32810 (numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00); Costi: € 12,00 intero; € 2,00 agevolato (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30); Info: castelsantangelo.beniculturali.it; direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/istituti/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2/ FB: https://it-it.facebook.com/MuseoCastelSantAngelo/ IG: https://www.instagram.com/castelsantangelo/
a Castel Sant’Angelo la mostra “Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche”
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo conserva la serie quasi completa di stampe incise da Bartolomeo Pinelli tra il 1824 e il 1826 per illustrare la Divina Commedia di Dante, edite in Roma da Giovanni Scudellari. La tiratura fu eseguita per le Mostre retrospettive organizzate a Castello nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale, utilizzando le matrici originali tutt’ora di proprietà dell’Istituto Centrale per la Grafica. Le acqueforti esposte colgono gli episodi più significativi dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, accompagnate dalle terzine dantesche, rivelando “franchezza di disegno”, “felicità d’invenzione” e “verità di mosse e affetti”, come riporta una positiva recensione dell’epoca. Dalla serie traspare la capacità dell’artista di affrontare temi colti e letterari, superando i consueti soggetti popolareschi e vernacolari che lo avevano reso famoso. Gli entusiasti ammiratori dell’opera ne lodavano la “semplicità sublime”, intravedendo nel Pinelli la capacità di sentire il bello con il cuore “prima anche di averlo studiato con la mente”.L’opera di Pinelli si inserisce in un ricco filone di riscoperta del poema di Dante che percorre l’Europa romantica tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, quando una nuova sensibilità riconosce nella Commedia l’espressione autentica di un potente sentimento individuale, il “sublime”. Pinelli dunque si pone sulla scia di quegli artisti, come William Blake, Johann Heinrich Füssli, John Flaxman e Felice Giani, che traducono le invenzioni dantesche in grandiose immagini di forte impatto visivo.L’opera di Pinelli incontrò da subito una notevole fortuna critica, ma non ebbe un’adeguata diffusione. In ambito romano, la serie completa è posseduta solamente dalla Biblioteca capitolina, dall’Accademia di San Luca, dall’Istituto Centrale per la Grafica e dalla Biblioteca della Fondazione Besso.La serie di Castel Sant’Angelo conta 143 stampe su 145. Le due che la completano, non pervenute a noi per ignote ragioni, sono state ristampate e messe generosamente a disposizione della mostra dall’Istituto Centrale per la Grafica.Le incisioni dantesche sono suddivise in 66 per l’Inferno, 43 per il Purgatorio, 35 per il Paradiso, inclusi i frontespizi e i cosiddetti “riposi” dell’autore a chiusura delle serie, nei quali spiccano gli autoritratti dell’incisore, che amava raffigurarsi con i suoi due cani mastini, fedeli compagni di un’esistenza piuttosto scapestrata. Altri autoritratti del Pinelli sono riconoscibili in diverse tavole illustrative delle tre Cantiche.Bartolomeo Pinelli nacque a Roma il 20 novembre 1781. Ebbe il primo apprendistato presso il padre Giovanni Battista, modesto scultore, per poi frequentare l’Accademia Clementina di Bologna, sperimentare l’uso della camera ottica, cimentandosi nel vedutismo, e in seguito, tornato a Roma, perfezionare i suoi studi all’Accademia di San Luca.Dal 1806, vista la crescente domanda sul mercato di tematiche pittoresche, eseguì numerosi acquerelli con scene popolari, per poi pubblicare nel 1809 una Raccolta di Cinquanta costumi pittoreschi, con la quale si cimentò per la prima volta con l’incisione, fissando l’iconografia idealizzata del popolo romano attraverso un linguaggio lineare, semplificato, ispirato ai modelli classici e animato da un forte senso della linea.Pinelli visse in mezzo al popolo, fu assiduo frequentatore di osterie e taverne e riuscì a cogliere le espressioni caratteristiche, i tipi, i costumi della vita di Roma, ritraendo scene di brigantaggio, di carnevale, di feste, di baruffe, in parallelo con quanto il Belli cantava in poesia. Si impegnò anche nell’interpretazione della letteratura e la storia antiche, pubblicando nel 1811 l’Eneide e, nel 1819 l’Istoria Romana, alle quali fecero seguito altre raccolte di temi storici e letterari. Nonostante l’intensa attività e il notevole successo, il Pinelli morì oppresso dai debiti il 1 aprile 1835, probabilmente consumato dall’abuso di alcol, e fu sepolto nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Alla sua scomparsa fece seguito un mordace sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, intitolato La morte der zor Meo. Una lapide sormontata da un busto bronzeo, opera di Gabriele Vangelli, ne eterna la memoria in Viale Trastevere, nei pressi del luogo dove sorgeva la sua casa natale, oggi non più esistente. Un altro suo ritratto, questa volta in marmo, figura nella serie di busti di personaggi illustri che adornano i viali del parco al Pincio. Museo Nazionale di Castel Sant’AngeloSale Clemente VIII e Clemente VII “Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche” Mostra temporaneadal 12 aprile all’8 maggio 2022 Lungotevere Castello, 50 – 00193 Roma Tel. +39 06 68191100 Orari di visita: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) Prenotazioni: Sabato e festivi prenotazione obbligatoria con un giorno di anticipo (attenzione: prevede commissioni aggiuntive e non garantisce l’accesso prioritario al museo); Prenotazione ingressi tramite Gebart: https://www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo/ tel. 06 32810 (numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00); Costi: € 12,00 intero; € 2,00 agevolato (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30); Info: http://castelsantangelo.beniculturali.it; https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/istituti/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2/ FB: https://it-it.facebook.com/MuseoCastelSantAngelo/ IG: https://www.instagram.com/castelsantangelo/