Avviso di selezione per il conferimento di incarichi di collaborazione – Convocazione al colloquio tecnico-valutativo
Si pubblicano di seguito gli elenchi dei professionisti convocati a sostenere il colloquio previsto dall’art.6 dell’Avviso di selezione all’esito della prima fase di valutazione. La rinuncia e/o l’assenza ingiustificata nella data e nell’ora stabilita del colloquio comportano l’esclusione dalla procedura selettiva. I colloqui si terranno nei giorni 3, 4, 5 maggio 2023 dalle ore 9:00 presso la sede della Direzione Musei Statali della città di Roma, negli uffici “ex Direzione” siti nel Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello 50, 00193 Roma secondo il calendario allegato. _______ ALLEGATI Calendario convocazioni
Concorso pubblico n.1052 AFAV – Avviso per candidati vincitori
Concorso pubblico per il reclutamento di n.1.052 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato da inquadrare nel profilo professionale di Assistente alla Fruizione, Accoglienza e Vigilanza. AVVISO PER CANDIDATI VINCITORI 1052 AFAV – Pubblicazione elenco delle sedi museali di destinazione afferenti alla Direzione Musei statali della città di Roma. Si pubblica l’elenco delle sedi museali di destinazione afferenti alla Direzione Musei statali della città di Roma. Entro il 12/05/2023 i candidati vincitori del concorso assegnati alla Direzione sono invitati a manifestare la propria preferenza della sede di assegnazione scrivendo all’indirizzo mail dms-rm@cultura.gov.it. Si precisa che l’assegnazione definitiva sarà valutata all’atto della presa di servizio a discrezione della Dirigenza ed in base al numero di posti disponibili per ogni museo. SEDE MUSEO POSTI 15 Galleria Spada 2 Museo Nazionale Castel S.Angelo 7 Pantheon 1 Museo Boncompagni e Museo Andersen 1 Museo M.Praz 2 Veio 2
Festività del 25 aprile e 1 maggio nei Musei della Direzione
In occasione delle prossime festività sarà possibile visitare i musei della Direzione secondo il seguente calendario: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Aperture: martedì 25 aprile (ingresso gratuito; non è prevista la prenotazione) lunedì 1 maggio (ingresso a pagamento; non è prevista la prenotazione) Chiusure: lunedì 24 aprile, martedì 2 maggio Pantheon Aperture: martedì 25 aprile (ingresso gratuito; non è prevista prenotazione) lunedì 1 maggio (ingresso gratuito; è necessaria la prenotazione) Galleria Spada Aperture: lunedì 24 aprile (ingresso a pagamento), martedì 25 aprile (ingresso gratuito) lunedì 1 maggio (ingresso a pagamento) Chiusure: mercoledì 26 aprile, martedì 2 maggio Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Aperture: martedì 25 aprile (ingresso gratuito) lunedì 1 maggio (ingresso a pagamento) Chiusura: martedì 2 maggio Museo Boncompagni Ludovisi Aperture: lunedì 24 aprile (ingresso gratuito), martedì 25 aprile (ingresso gratuito) lunedì 1 maggio (ingresso gratuito) Chiusure: mercoledì 26 aprile, martedì 2 maggio Museo Hendrik Christian Andersen Aperture: lunedì 24 aprile (ingresso gratuito), martedì 25 aprile (ingresso gratuito) lunedì 1 maggio (ingresso gratuito), martedì 2 maggio (ingresso gratuito) Chiusure: mercoledì 26 aprile, mercoledì 3 maggio
Una nuova acquisizione per Castel Sant’Angelo: ‘Germinazione della Pace’ di Giuseppe Carta

Germinazione della Pace è un’opera scultorea di Giuseppe Carta, donata dall’artista e esposta nella zona inferiore di Castel Sant’Angelo. Essa si richiama alla grande installazione di olive in scala gigante esposta ad Assisi sul prato antistante la Basilica di San Francesco il 2 aprile scorso, in occasione della celebrazione della Domenica delle Palme. Come richiamo all’opera di Assisi, il ramo d’ulivo in bronzo dorato e smalto dialoga all’interno di Castel Sant’Angelo con l’edificio seicentesco delle Olearie di Urbano VIII, accanto al quale è collocato. Il suo messaggio di Pace, quanto mai forte in questo momento storico, trova così un simbolico “ponte” tra Assisi, luogo della Pace per eccellenza, e la Basilica di San Pietro, che si staglia appena oltre il Castello. “Nella storia universale dei popoli della Terra, l’Ulivo è presenza costante: è Essere naturale vivente, è monumento della Natura, è Elemento riconciliatore e simbolo di Fede. L’Ulivo è intriso di sacrale rigenerazione ed accompagna la storia e l’evolversi della Conoscenza umana. Le terre italiane feconde di ulivi segnano la vita di figure estremamente importanti per la storia e l’intera umanità e una di queste è certamente il Santo Uomo chiamato Francesco. San Francesco ama il Dio Creatore Padre di tutto il Creato, amore che manifesta seguendo i canoni dell’umiltà, della semplicità e del rispetto. Il Cantico delle Creature da lui composto è una lode a Dio e al suo Creato ‘Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature’. San Francesco loda ogni creatura voluta dal Signore: Il Sole, la Luna, la Terra ‘la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba’. Il Cantico delle Creature è la più bella Ode di tutti i tempi perché tiene nel grembo della sua composizione insegnamenti di amore verso la vita di ogni cosa presente nella Terra.” (scrive l’artista). Giuseppe Carta nella sua opera, pittorica e scultorea, esalta la magnificenza della Natura quale manifestazione continua di Vita e di Crescita, di Germinazione e di Rinascita. I frutti della Terra, i soggetti che predilige e che compongono le sue opere, si manifestano in una narrazione realista che raggiunge anche i più piccoli dettagli. L’artista, che della Natura e dei frutti della Terra ne ha fatto da oltre quaranta anni la sua cifra spirituale e stilistica, sposa la sacralità della Natura che si ricrea continuamente e attraverso la sua arte celebra la magnificenza del Dio Creatore e Padre che ha dato origine e dà vita a tutte le creature.
Determina chiusura del procedimento
In relazione alla Gara per l’affidamento in concessione del servizio di caffetteria, piccola ristorazione e catering presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo si pubblica la seguente DETERMINA
Comunicazione avvio soccorso istruttorio
Procedura aperta ai sensi dell’articolo 60 del d.lgs. 50/2016, per l’affidamento dei servizi di pulizia e di sanificazione presso il Museo nazionale di Castel Sant’Angelo e Passetto di Borgo. Si comunica che si è conclusa da parte della Commissione di Gara la fase relativa all’esame della documentazione amministrativa degli operatori economici che hanno presentato offerta per la gara in oggetto, avvenuta nelle sedute pubbliche telematiche dei giorni 20, 22, 24 e 27 febbraio e dei giorni 2, 6 e 7 marzo 2023 con il seguente esito: – per numero 34 operatori economici è risultato necessario, ai sensi dell’art. 83, comma 9 del D.Lgs. n. 50/2016 e ss.mm.ii., attivare la procedura del soccorso istruttorio per integrare la documentazione amministrativa presentata. A tal fine, si è concesso agli operatori economici di integrare la documentazione amministrativa mediante l’Area Comunicazioni della piattaforma di gara entro le ore 18:00 del giorno 17 aprile 2023. La data per la prosecuzione dei lavori in seduta pubblica telematica verrà comunicata agli operatori economici tramite la sezione comunicazioni della piattaforma di gara. Si comunica che il presente avviso è pubblicato sul profilo del committente. scarica il COMUNICATO STAMPA
Festività pasquali nei musei della Direzione Musei Statali della città di Roma
I musei della Direzione Musei Statali della città di Roma assicureranno al pubblico la più ampia fruizione possibile nel corso delle festività pasquali. Di seguito il calendario delle aperture/chiusure: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Aperture: Pasqua (domenica 9 aprile) e Pasquetta (lunedì 10 aprile, giorno in cui non è prevista la prenotazione) Chiusura: martedì 11 aprile Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Aperture: Pasqua (domenica 9 aprile) e Pasquetta (lunedì 10 aprile) Pantheon Aperture: Pasqua (domenica 9 aprile) e Pasquetta (lunedì 10 aprile) Museo Boncompagni Ludovisi Aperture: Pasqua (domenica 9 aprile) e Pasquetta (lunedì 10 aprile) Chiusura: martedì 11 aprile Galleria Spada Aperture: Pasqua (domenica 9 aprile) e Pasquetta (lunedì 10 aprile) Chiusura: martedì 11 aprile Museo Hendrik Christian Andersen Aperture: Pasqua (domenica 9 aprile) e Pasquetta (lunedì 10 aprile) Chiusura: martedì 11 aprile Vi aspettiamo, augurandovi Buona Pasqua!
dal 27 marzo al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo la mostra-performance “The Sweet Sixties: Narrazioni di Moda”

La Swinging London, la minigonna di Mary Quant, le visioni da indossare di Ossie Clark, le vetrine coloratissime di Carnaby Street a Soho e lo sbarco sulla Luna: l’eredità associata all’immaginario estetico degli anni Sessanta costituisce un bacino semantico reinterpretabile sotto molteplici aspetti. Età violentemente rivoluzionaria soltanto nel suo epilogo, lo scenario degli anni Sessanta agisce in realtà come nume tutelare delle contaminazioni visive tipiche del mondo della moda.Di qui la volontà di indagare il lato straordinariamente dolce della decade “fluttuante” – così il settimanale Time definiva Londra nel 1966 – attraverso un’antologia fatta di atmosfere e citazioni raffinatamente sixties.Dopo i capitoli Robotizzati – Esperimenti di Moda (Palazzo Wegil 2020), Favole di Moda (Teatro Torlonia 2022) e Roma è di Moda – Via Veneto edition ( Via Veneto 2022), e dopo un’accurata ricerca avvenuta in importanti archivi storici come AnnaMode Costumes, Modateca Deanna, archivio Max Mara e Ken Scott, archivio Doria 1905, Stefano Dominella – curatore della performance insieme a Guillermo Mariotto – attinge nuovamente alla moda presentando The Sweet Sixties. Narrazioni di Moda presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma.“Non è la prima volta che il famoso Monumento romano apre le sue porte per presentare una delle più interessanti manifestazioni della nostra creatività, la Moda, con la sua capacità di attraversare e interpretare le epoche storiche e rievocarne le atmosfere e le suggestioni. Nel caso di questa mostra, la rappresentazione degli anni Sessanta attraverso gli stili degli abiti e dei loro creatori, ci consente di rivivere uno dei periodi più densi di innovazione e trasgressione della nostra storia più recente, di coglierne l’entusiastica identificazione dei giovani con un modo di vestire che racconta l’esigenza di allargare i propri orizzonti culturali e geografici.” (Mariastella Margozzi, direttrice del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo).Ecco allora cinquanta look che attraverso l’upcycling uniscono capi storici, vere icone di stile, con abiti e accessori recuperati nei mercatini e nei negozi vintage i quali rappresentano in questo momento il vero trend della moda internazionale, adottato soprattutto dalle giovani generazioni che amano recuperare dal passato per renderlo contemporaneo. Con le scenografie di Virginia Vianello, protagonisti, ancora una volta, gli abiti. Ecco le tinte audaci e naturalistiche firmate dalla genialità creativa di Ken Scott, definito “il giardiniere della moda” proprio per le sue stampe floreali. E poi i lembi di pelle coperti soltanto da 40 cm di tessuto di Mary Quant, fino ai motivi futuristici disegnati da Courrèges, Paco Rabanne e Pierre Cardin. Come non citare i colorati cappotti di Max Mara, rubati al guardaroba maschile e reinterpretati con tinte vivaci. La moda degli anni Sessanta ha riscritto e reimmaginato la silhouette di un’intera generazione. Abiti, scarpe, dischi e accessori – tutto ciò che, in una parola, costituisce lifestyle – diventano il manifesto poetico per raccontare le dolcezze di quegli anni.«Questa è la decade in cui i giovani si sono scoperti tali per la prima volta» racconta Stefano Dominella. «Una dimensione fortemente borghese, all’improvviso, si è trovata a fare i conti con l’effervescenza britannica dei sixties, il ritmo dei Beatles, il fascino di James Bond, la minigonna di Mary Quant e le tendenze in fatto di moda di Soho e Kensington. E poi i film con Doris Day, Brigitte Bardot a Saint Tropez, Catherine Deneuve, Jane Fonda in Barbarella» conclude Dominella.Sono gli anni in cui nasce l’industria delle calze e dei collant, in cui alla cotonatura si sostituisce la linearità tagliente del caschetto, in cui l’alta moda comincia ad attingere dal basso. Sono anche gli anni in cui il poliedrico Elio Fiorucci inventa (e vende) uno stile di vita fatto di jeans e t-shirt con angioletti e cuoricini dando vita ad una vera e propria subcultura internazionale. Subcultura che, a partire dal bersaglio stilizzato della Royal Air Force inglese (s)cucito sui giacconi Parka dei giovani Mod alle prese con il blues e la musica beat, in Italia intercetta le lunghezze d’onda propagate dagli specchietti colorati degli scooter, della Vespa e della Lambretta. Sullo sfondo ci sono le notti passate a ballare nei club notturni e i brani Uno dei Mods (1965) e Vi saluto amici Mods (1966), entrambi scritti da Franco Migliacci.Cinquanta creazioni per cinque capitoli, cinque sale, cinque filoni narrativi per raccontare la parte più leggera e sognante degli anni Sessanta. Un esperimento che, facendo suo il linguaggio della contaminazione visiva e dell’upcycling, guarda alla moda di quegli anni come ad un archivio da consultare e valorizzare attualizzando l’identità culturale di una decade complessa e multiforme.Tutto prende inizio da Carnaby Street, la prima sala, con due look creati e curati da Guillermo Mariotto, co-curatore della performance, che troneggiano al centro dell’ambiente. Ecco le passanti, le cui mise riproducono il look di giovani donne alle prese con una sessione di shopping nelle boutique cult di Londra.Il secondo capitolo riflette invece sulle libere associazioni vestimentarie: da una parte le stampe naturalistiche, rigogliose anche attraverso il plumage coloratissimo di Ken Scott, dall’altra il denim e gli angioletti dichiaratamente pop di Fiorucci.Si arriva così alla terza sala, realtà in cui sono le atmosfere lunari di Courrèges, Pierre Cardin, Paco Rabanne, Valentino Garavani ad essere riscoperte sotto forma di metallo, pvc e cappelli a mo’ di casco. Un presagio stilistico, quello della Space Age, che di lì a poco vedrà un uomo solcare il suolo lunare per la prima volta. E poi è la volta dei colori e dei ricami con cui l’alta moda vestiva i borghesi per le grandi occasioni – le tinte audaci, il glamour e le paillettes iridescenti rivivono grazie ad una selezione di abiti d’archivio tra cui quelli della sartoria Battilocchi, Jole Veneziani, Gattinoni, Lancetti, Mila Schön e Carosa.Infine, nella sala Optical, il ritmo degli Sweet Sixties rallenta e si sofferma sull’accostamento geometrico dei due colori (non colori) per antonomasia: il bianco e il nero. Si finisce con il celebrare l’arte – si citano il testamento creativo di Giuseppe Capogrossi e l’operato dei Pittori maledetti di Roma – e con il ricordare la straordinaria potenza evocativa della moda, che questo progetto in fieri utilizza come
Dagli Stati Uniti all’Italia. La donazione del busto raffigurante Prospero Farinacci

Dagli Stati Uniti all’Italia: questo il viaggio recentemente compiuto dal busto-ritratto di Prospero Farinacci, in via di donazione al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo da parte dell’organizzazione non-profit American Friends of LoveItaly. La scultura è stata prima donata all’AFLI da Marilyn Aronberg Lavin in onore del marito Irving Lavin, professore emerito dell’Institute for Advanced Study e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2019). Attribuito al Bernini dallo stesso professor Lavin, il busto commemorativo raffigura il giurista e intellettuale romano Prospero Farinacci (1544-1618), Datario Pontificio, Uditore Generale della Camera Apostolica e Consigliere della Sacra Consulta sotto i papi Clemente VIII e Paolo V. Attivo giurista, le sue vaste testimonianze letterarie sono state indicate come un importante contributo al progresso della pratica legale. Farinacci è forse più noto come difensore della giovane aristocratica romana Beatrice Cenci, le cui sfortunate vicende si intrecciano con la storia di Castel Sant’Angelo. Accusata di parricidio, fu qui imprigionata e interrogata, per essere infine giustiziata l’11 settembre 1599 insieme ai suoi familiari a piazza di Ponte, di fronte al monumento. In virtù di tale vicenda storica, il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo è apparso la sede naturale più appropriata come destinazione della scultura. Il Museo conserva già un ritratto di Prospero Farinacci: si tratta di un dipinto di Giuseppe Cesari detto Cavalier D’Arpino, datato 1607 e attualmente esposto nel Gabinetto del Delfino e della Salamandra nella cosiddetta Cagliostra. Il busto in marmo in donazione è una rappresentazione più tarda del giurista, forse commissionata come ricordo da collocare nella Biblioteca di San Silvestro al Quirinale, di cui Farinacci era mecenate. Stando all’attribuzione, esso fu realizzato da Gianlorenzo Bernini nel 1619 ed è composto di vari materiali: la testa in marmo di Carrara, il torso in marmo belga e la base in marmo grigio. L’acquisizione della scultura da parte del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo rappresenta un ulteriore tassello per raccontare al pubblico la figura di uno dei protagonisti della sua storia cinquecentesca. Il busto-ritratto è stato collocato nella Sala della Biblioteca del Museo, dove resterà fino alla fine dell’iter di donazione, che sarà perfezionata al termine di tre anni, secondo la legislazione americana. La presentazione avverrà, in forma di conferenza stampa, lunedì 20 marzo alle ore 15.00 presso la Cappella dei Condannati, recentemente restaurata ed arredata come spazio polifunzionale per eventi, conferenze, video-proiezioni e didattica. “Sono felice che il busto di Farinacci venga esposto nel luogo dove ha praticato la sua professione. È da sempre stato il mio desiderio restituire una grande opera d’arte all’Italia in onore di mio marito Irving Lavin e della storia dell’arte, alla quale si è dedicato tutta la vita. Spero che questa donazione possa incoraggiare altri collezionisti, che hanno come noi avuto a cuore la produzione artistica italiana, a imitarci”, afferma la donatrice del busto Marilyn Aronberg Lavin. Secondo Richard Hodges, Presidente di American Friends of LoveItaly e LoveItaly, “Questa donazione è l’esempio perfetto della missione di American Friends of LoveItaly e in particolare dell’attività di LoveItaly in Italia: incoraggiare le persone di tutto il mondo ad esprimere il loro amore e apprezzamento per i tesori italiani attraverso il mecenatismo. La grande generosità dei Professori Lavin è testimonianza del fascino del patrimonio artistico e culturale italiano al quale loro hanno dedicato la vita, con la loro vasta conoscenza delle opere. Siamo onorati di essere coinvolti nel progetto, certi che quest’opera verrà apprezzata dai visitatori di Castel Sant’Angelo per molti decenni a venire. Per concludere, siamo profondamente grati al Dott. Charles Scribner III per aver reso possibile, come segno di profonda amicizia e stima professionale nei confronti dei coniugi Lavin, il lungo viaggio dell’opera da Princeton, USA, a Roma”. Conclude Mariastella Margozzi, Direttore dei Musei Statali della città di Roma: “Il busto di Prospero Farinacci che la American Friends of LoveItaly intende donare al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo per rispettare la volontà della precedente proprietaria, la prof.ssa Marilyn Lavin, è un evento di grande caratura culturale per una serie di motivi: in primis esso è stato attribuito al grande Gianlorenzo Bernini dal prof. Irving Lavin e rappresenta quindi l’acquisizione di un’importante opera scultorea del barocco romano. In secondo luogo la pregevole opera d’arte rientra in Italia dopo oltre un secolo e mezzo da quando è stata legalmente venduta sul mercato antiquariale a collezionisti americani alla fine dell’800. In ultimo, il ritratto di Prospero Farinacci ci restituisce un pezzo importante della storia, lunga e complessa, vissuta da Castel Sant’Angelo alla fine del ‘500 e che ebbe come protagonista una giovane donna, Beatrice Cenci, qui giudicata e imprigionata, che Prospero Farinacci difese d’ufficio senza tuttavia riuscire a salvarla dalla condanna a morte per parricidio. Storie che si intrecciano, quindi, quelle di Bernini, Farinacci, Beatrice Cenci e che, infine, si dipanano tutte alla luce di una passione, come quella dei coniugi Lavin, e di un viaggio di ritorno “alle origini” che ci inorgoglisce e ci rende debitori allo spirito del mecenatismo statunitense. La Direzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo è profondamente grata alla Direttrice della Galleria Borghese, prof.ssa Francesca Cappelletti, per il prezioso contributo personale profuso perché si avviasse il processo di donazione della scultura”. —— Scarica il COMUNICATO STAMPA
8 marzo Giornata internazionale della donna – ingresso gratuito per le donne

Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della donna, l’ingresso per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali sarà gratuito. La Direzione Musei statali della città di Roma aderisce con i seguenti musei: Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Pantheon Galleria Spada Museo Hendrik Christian Andersen Museo Boncompagni Ludovisi Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Per maggiori informazioni: https://cultura.gov.it/comunicato/24257