I lunedì di Castello 2026. Dal 3 agosto aperture straordinarie a Castel Sant’Angelo ogni primo lunedì del mese

Dal 3 agosto 2026 tornano le aperture straordinarie a Castel Sant’Angelo ogni primo lunedì del mese. Fino alla fine dell’anno Castel Sant’Angelo propone l’iniziativa I lunedì di Castello: ogni primo lunedì pomeriggio del mese, in quella che è normalmente la giornata di chiusura settimanale, il monumento sarà eccezionalmente aperto al pubblico dalle ore 14.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00), alla tariffa speciale di 5 euro. I biglietti sono acquistabili esclusivamente in biglietteria e non sono previste prenotazioni. Non sono ammessi gruppi. Un’occasione speciale per cittadini e turisti per visitare il Castello in un momento inedito della settimana, con la possibilità di vivere gli spazi monumentali in una diversa atmosfera e con maggiore tranquillità. https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2025/10/Angelo-Montelupo-3.mp4

Modifica importo del titolo di accesso a Castel Sant’Angelo in occasione dell’iniziativa ‘I lunedì di Castello’ dal 3 agosto a dicembre 2026

Si dispone che dal 3 agosto e fino a dicembre 2026 per l’accesso al sito di Castel Sant’Angelo nella fascia oraria 14,00-20,00 si istituisce il biglietto intero speciale temporaneo a pagamento pari a € 5,00, in occasione dell’iniziativa straordinaria “I lunedì di Castello”. Il biglietto d’ingresso ridotto per i giovani sino a 25 anni sarà pari a € 2, integrato con biglietto di visita a pagamento. Al pari di quanto previsto per l’accesso ai musei e luoghi della cultura, sono esentate dal pagamento del titolo di ingresso le seguenti categorie di legge: – i minori di anni 18; – le categorie protette di cui alla L. 68/1999 e s.m.i.; – i docenti accompagnatori delle scolaresche. Resterà invariato il diritto all’accesso gratuito per le categorie di cui al Decreto n. 507/1997 e s.m.i. — — — Scarica il Decreto  

#domenicalmuseo – 2 agosto

Domenica 2 agosto torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:  Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. (A partire dalle ore 19.00 sarà possibile accedere al Castello per l’apertura straordinaria serale, con bigliettazione ordinaria (18 euro, salvo riduzioni e gratuità di legge). L’ingresso serale sarà consentito fino alle ore 22.30. Allo stesso costo del biglietto ordinario (18 euro), alle ore 19.30 e alle ore 21.30 sarà inoltre possibile assistere allo spettacolo circense itinerante “Il Castello degli angeli ostinati”, ideato e curato da Giacomo Costantini, scegliendo al momento dell’acquisto la formula “biglietto + spettacolo”, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per acquistare on line o presso la biglietteria in sede) Pantheon (9.00 – 23.00 / ultimo ingresso ore 22.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini (9.00 – 14.00 / ultimo ingresso ore 13.30) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani)

Ferragosto al museo 2026

In occasione della festività di Ferragosto, i musei dell’Istituto saranno regolarmente aperti al pubblico. Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 agosto sarà possibile visitare con i consueti orari e modalità di visita: Castel Sant’Angelo(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Pantheon(9.00 – 23.00 / ultimo ingresso ore 22.30) Casa Museo Hendrik Christian Andersen(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Casa Museo Boncompagni Ludovisi(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Casa Museo Mario Praz(Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali(9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Museo Giacomo Manzù(9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) Casa Pasolini(sabato 10.00 – 18.00 /ultimo ingresso ore 17.30 e domenica 9.00 – 14.00 / ultimo ingresso ore 13.30) Per ulteriori informazioni:https://cultura.gov.it/evento/ferragosto-al-museo-2026

Ercolano. L’arte di vivere

Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell’antica città preservata dall’eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant’Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L’arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della città vesuviana, fermata per sempre dall’eruzione del Vesuvio. L’esposizione è a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant’Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L’esperienza della mostra Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antichità, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall’alimentazione alla vita quotidiana dell’antica Ercolano, ed è arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra. Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una «camera delle meraviglie» ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualità della vita nell’antica città alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l’obiettivo non è soltanto esporre, ma suscitare stupore. Il visitatore entra quindi nel cuore dell’evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all’eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell’immaginario del vulcano nell’Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attirò a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa. Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la città viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti più sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall’eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell’intimità della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici – cereali e legumi restituiti dagli scavi – documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi. Il racconto prosegue con il vino, tra le attività economiche più floride della Campania antica – Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini più rinomati del suo tempo – e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilità e dell’ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell’alimentazione antica – ientaculum, prandium e cena – tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l’oggetto forse più peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevità della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio. La scelta di Castel Sant’Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma – da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo – offre l’occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacità di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investì Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attività lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico. «Con questa iniziativa – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e curatore della mostra – Castel Sant’Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualità, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant’Angelo è motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realtà di straordinario valore e propone ai visitatori un’esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre più ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.» «Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una città romana – commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali e curatore della mostra –. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall’eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d’uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attività, le abitudini alimentari e le forme della convivialità dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca più recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per

Modifica importo del titolo di accesso a Castel Sant’Angelo dal 1 luglio 2026

Il biglietto di accesso a Castel Sant’Angelo, fatte salve le gratuità di legge, è così rimodulato dal 1 luglio 2026: – intero: euro 18,00; – ridotto: euro 2,00. Al fine di promuovere la conoscenza e la fruizione delle case museo afferenti all’Istituto, il biglietto di Castel Sant’Angelo consentirà, in via sperimentale e promozionale fino al 31 dicembre 2026, l’accesso gratuito alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen e alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi, con diritto a un solo ingresso per ciascuna sede, da effettuarsi nello stesso giorno della visita al Castello oppure nei due giorni successivi. — — Scarica il DECRETO

Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas

Fino al 22 novembre 2026 l’appartamento del Castellano a Castel Sant’Angelo ospita la mostra “Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas”. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con il Lithuanian National Museum of Art, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Anno culturale Lituania–Italia 2026 e sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026. L’iniziativa intende valorizzare i rapporti culturali tra Italia e Lituania, offrendo una nuova chiave di lettura della storia di Castel Sant’Angelo e di Roma, nonché del fascino che il monumento e la città hanno esercitato sugli artisti europei nel corso dei secoli. La mostra presenta una selezione di dipinti di Kanutas Ruseckas, uno dei più importanti artisti lituani del XIX secolo e uno dei principali rappresentanti della pittura romantica. Ruseckas fu tra i fondatori della comunità di artisti lituani e polacchi residenti a Roma. Egli credeva che questa terra, cinta dagli allori della gloria passata e segnata dalle tracce dell’eroismo, sarebbe stata per loro una stella guida. Le opere esposte provengono dal Lithuanian National Museum of Art e sono inserite nel percorso museale di Castel Sant’Angelo dedicato alla tradizione della Girandola, con il quale entrano in dialogo. I dipinti evidenziano infatti lo sguardo che l’artista lituano rivolse a Roma nel corso del suo soggiorno italiano, dove immortalò le vestigia capitoline come il Colosseo, e uno degli eventi più celebri della vita cittadina romana: la Girandola di Castel Sant’Angelo. Organizzata ogni anno il 29 giugno in onore dei Santi Pietro e Paolo, lo spettacolo pirotecnico – fin dall’epoca rinascimentale – ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Castel Sant’Angelo viene dipinto da Ruseckas da un punto di osservazione situato presso lo scomparso Porto Leonino, costruito da Papa Leone XII nel 1827 sulla riva destra del Tevere, nei pressi del Vaticano. L’effetto è così vivido da far percepire non solo le fontane di fuoco che si innalzano dal castello nel cielo notturno di Roma, ma quasi anche il fragore dei fuochi d’artificio che accompagna lo spettacolo.

#domenicalmuseo – 5 luglio

Domenica 5 luglio torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:  Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini (10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo

I SEGNI E LE STORIE. Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento.

A Castel Sant’Angelo apre al pubblico il Bastione di San Marco con la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento” Roma, 26 giugno 2026 – È aperta al pubblico da ieri, 25 giugno, la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”, allestita nel Bastione di San Marco a Castel Sant’Angelo, uno spazio che entra da oggi nel percorso di visita del Monumento. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei, l’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre 2026. La mostra mette in dialogo un prezioso nucleo di documenti dell’Archivio di Stato di Roma, individuati da Franco Russo nel corso delle sue ricerche, con una selezione di coltelli storici della sua collezione e con gli spazi, le collezioni e la storia di Castel Sant’Angelo. Carte processuali, bandi, verbali e atti giudiziari, datati tra il 1611 e il 1865, raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane, spesso accompagnati da sorprendenti sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze: tracce che oggi dialogano con gli oggetti esposti, in particolare con gli esemplari ottocenteschi, restituendo corpo e materia a storie custodite per secoli negli archivi. Questo dialogo permette di osservare l’evoluzione del coltello romano, il tradizionale serratore, che conserva, pur tra adattamenti e trasformazioni, le caratteristiche già documentate nelle fonti seicentesche fino all’Unità d’Italia. Allo stesso tempo, le ricerche condotte sui documenti dell’Archivio di Stato di Roma restituiscono uno spaccato della vita quotidiana nella Roma papale: dai verbali dei tribunali emerge il racconto della strada, con le sue tensioni, i conflitti e gli episodi di sopraffazione; dai bandi, il punto di vista delle autorità. Dallo scarto tra queste due prospettive nasce una delle chiavi di lettura più significative della mostra, che mette in luce il rapporto tra cultura materiale, norme e identità collettiva. Vite comuni, questioni d’onore, episodi di violenza, trasgressioni e necessità compongono così una narrazione corale della Roma popolare, restituendo il volto meno ufficiale della città e uno sguardo ravvicinato su uomini e donne spesso assenti dai grandi racconti storici. Castel Sant’Angelo non è soltanto la cornice della mostra, ma uno dei suoi protagonisti: nelle sue prigioni furono rinchiusi molti personaggi simili a quelli descritti nei documenti. Tra le figure che accompagnano il percorso espositivo vi è il brigante Antonio Gasbarrone, guida simbolica di un’epoca di tensioni e contraddizioni, evocato dalla porta originale di una cella del Castello – restaurata per l’occasione – e dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli, tra i più significativi interpreti della Roma ottocentesca. A suggellare questo legame tra luogo e racconto, un pugnale delle collezioni di Castel Sant’Angelo si aggiunge ai materiali esposti, creando un collegamento ideale con Panopliae, la mostra allestita nell’Armeria Superiore: se questa racconta le armi legate alla guerra e alle corti, I segni e le storie restituisce la dimensione quotidiana dei conflitti. Due percorsi complementari che trovano in Castel Sant’Angelo il contesto ideale per riflettere sul rapporto tra violenza, controllo sociale e convivenza civile. Al centro del progetto restano le fonti archivistiche: grazie alla collaborazione tra Castel Sant’Angelo e l’Archivio di Stato di Roma, documenti normativi e processuali diventano strumenti per comprendere la complessità della società romana tra età moderna e contemporanea, ben oltre la loro funzione amministrativa. I segni e le storie è così un invito a leggere tra le righe della storia, osservando da vicino le tracce di uomini e donne spesso dimenticati dalle narrazioni ufficiali, e a riscoprire, nelle pieghe della memoria archivistica, la complessità di una città e della sua umanità. Comunicato stampa

La Girandola di Castel Sant’Angelo

Il 29 giugno 2026 torna a Castel Sant’Angelo la Girandola, l’iconico spettacolo pirotecnico che affonda le proprie radici nella storia della città. Documentata fin dal 1481 e per secoli legata alla festa dei Santi Pietro e Paolo e alle più solenni celebrazioni della Roma pontificia, la Girandola ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.30 e illuminerà il cielo sopra Castel Sant’Angelo e il Tevere, facendo rivivere uno degli spettacoli più celebri della tradizione romana, riproposto con approccio filologico a partire dalle fonti storiche. Alle ore 21.30 cittadini e turisti potranno godere dello straordinario spettacolo di fuochi d’artificio dal Lungotevere Tor di Nona e dai Ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I.