Ferragosto al museo 2026

In occasione della festività di Ferragosto, i musei dell’Istituto saranno regolarmente aperti al pubblico. Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 agosto sarà possibile visitare con i consueti orari e modalità di visita: Castel Sant’Angelo Pantheon Casa Museo Hendrik Christian Andersen Casa Museo Boncompagni Ludovisi Casa Museo Mario Praz Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Museo Giacomo Manzù Casa Pasolini Per ulteriori informazioni:https://cultura.gov.it/evento/ferragosto-al-museo-2026

Ercolano. L’arte di vivere

Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell’antica città preservata dall’eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant’Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L’arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della città vesuviana, fermata per sempre dall’eruzione del Vesuvio. L’esposizione è a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant’Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L’esperienza della mostra Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antichità, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall’alimentazione alla vita quotidiana dell’antica Ercolano, ed è arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra. Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una «camera delle meraviglie» ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualità della vita nell’antica città alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l’obiettivo non è soltanto esporre, ma suscitare stupore. Il visitatore entra quindi nel cuore dell’evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all’eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell’immaginario del vulcano nell’Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attirò a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa. Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la città viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti più sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall’eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell’intimità della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici – cereali e legumi restituiti dagli scavi – documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi. Il racconto prosegue con il vino, tra le attività economiche più floride della Campania antica – Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini più rinomati del suo tempo – e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilità e dell’ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell’alimentazione antica – ientaculum, prandium e cena – tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l’oggetto forse più peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevità della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio. La scelta di Castel Sant’Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma – da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo – offre l’occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacità di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investì Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attività lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico. «Con questa iniziativa – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma e curatore della mostra – Castel Sant’Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualità, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant’Angelo è motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realtà di straordinario valore e propone ai visitatori un’esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre più ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.» «Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una città romana – commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività Culturali e curatore della mostra –. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall’eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d’uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attività, le abitudini alimentari e le forme della convivialità dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca più recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per

Modifica importo del titolo di accesso a Castel Sant’Angelo dal 1 luglio 2026

Il biglietto di accesso a Castel Sant’Angelo, fatte salve le gratuità di legge, è così rimodulato dal 1 luglio 2026: – intero: euro 18,00; – ridotto: euro 2,00. Al fine di promuovere la conoscenza e la fruizione delle case museo afferenti all’Istituto, il biglietto di Castel Sant’Angelo consentirà, in via sperimentale e promozionale fino al 31 dicembre 2026, l’accesso gratuito alla Casa Museo Hendrik Christian Andersen e alla Casa Museo Boncompagni Ludovisi, con diritto a un solo ingresso per ciascuna sede, da effettuarsi nello stesso giorno della visita al Castello oppure nei due giorni successivi. — — Scarica il DECRETO

Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas

Fino al 22 novembre 2026 l’appartamento del Castellano a Castel Sant’Angelo ospita la mostra “Fuochi sul Tevere: Roma attraverso gli occhi di Kanutas Ruseckas”. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con il Lithuanian National Museum of Art, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Anno culturale Lituania–Italia 2026 e sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026. L’iniziativa intende valorizzare i rapporti culturali tra Italia e Lituania, offrendo una nuova chiave di lettura della storia di Castel Sant’Angelo e di Roma, nonché del fascino che il monumento e la città hanno esercitato sugli artisti europei nel corso dei secoli. La mostra presenta una selezione di dipinti di Kanutas Ruseckas, uno dei più importanti artisti lituani del XIX secolo e uno dei principali rappresentanti della pittura romantica. Ruseckas fu tra i fondatori della comunità di artisti lituani e polacchi residenti a Roma. Egli credeva che questa terra, cinta dagli allori della gloria passata e segnata dalle tracce dell’eroismo, sarebbe stata per loro una stella guida. Le opere esposte provengono dal Lithuanian National Museum of Art e sono inserite nel percorso museale di Castel Sant’Angelo dedicato alla tradizione della Girandola, con il quale entrano in dialogo. I dipinti evidenziano infatti lo sguardo che l’artista lituano rivolse a Roma nel corso del suo soggiorno italiano, dove immortalò le vestigia capitoline come il Colosseo, e uno degli eventi più celebri della vita cittadina romana: la Girandola di Castel Sant’Angelo. Organizzata ogni anno il 29 giugno in onore dei Santi Pietro e Paolo, lo spettacolo pirotecnico – fin dall’epoca rinascimentale – ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Castel Sant’Angelo viene dipinto da Ruseckas da un punto di osservazione situato presso lo scomparso Porto Leonino, costruito da Papa Leone XII nel 1827 sulla riva destra del Tevere, nei pressi del Vaticano. L’effetto è così vivido da far percepire non solo le fontane di fuoco che si innalzano dal castello nel cielo notturno di Roma, ma quasi anche il fragore dei fuochi d’artificio che accompagna lo spettacolo.

#domenicalmuseo – 5 luglio

Domenica 5 luglio torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. L’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma aderisce all’iniziativa del Ministero della Cultura con i seguenti musei e orari:  Castel Sant’Angelo (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Pantheon (9.00 – 19.00 / ultimo ingresso ore 18.30) Non è prevista la prenotazione. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente in sede. Casa Museo Hendrik Christian Andersen (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.45) Non è prevista la prenotazione. Non sono ammessi gruppi. I biglietti gratuiti si ritireranno direttamente presso il totem automatico in sede. Casa Museo Boncompagni Ludovisi (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Museo Mario Praz (Ingressi per gruppi di max 12 persone. Visite di 45 minuti circa, con inizio alle ore 9.00 e ultima visita alle ore 18.00) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (9.30 – 19.30 / ultimo ingresso ore 18.30) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Museo Giacomo Manzù (9.00 – 19.30 / ultimo ingresso ore 19.00) È possibile effettuare la prenotazione on-line (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) oppure ritirare i biglietti cartacei gratuiti presso il totem automatico in sede. Casa Pasolini (10.00 – 18.00 / ultimo ingresso ore 17.30) Prenotazione obbligatoria (www.museiitaliani.it o app Musei Italiani) Per ulteriori informazioni: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo

I SEGNI E LE STORIE. Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento.

A Castel Sant’Angelo apre al pubblico il Bastione di San Marco con la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento” Roma, 26 giugno 2026 – È aperta al pubblico da ieri, 25 giugno, la mostra “I segni e le storie – Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento”, allestita nel Bastione di San Marco a Castel Sant’Angelo, uno spazio che entra da oggi nel percorso di visita del Monumento. Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e con l’organizzazione di Civita Mostre e Musei, l’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre 2026. La mostra mette in dialogo un prezioso nucleo di documenti dell’Archivio di Stato di Roma, individuati da Franco Russo nel corso delle sue ricerche, con una selezione di coltelli storici della sua collezione e con gli spazi, le collezioni e la storia di Castel Sant’Angelo. Carte processuali, bandi, verbali e atti giudiziari, datati tra il 1611 e il 1865, raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane, spesso accompagnati da sorprendenti sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze: tracce che oggi dialogano con gli oggetti esposti, in particolare con gli esemplari ottocenteschi, restituendo corpo e materia a storie custodite per secoli negli archivi. Questo dialogo permette di osservare l’evoluzione del coltello romano, il tradizionale serratore, che conserva, pur tra adattamenti e trasformazioni, le caratteristiche già documentate nelle fonti seicentesche fino all’Unità d’Italia. Allo stesso tempo, le ricerche condotte sui documenti dell’Archivio di Stato di Roma restituiscono uno spaccato della vita quotidiana nella Roma papale: dai verbali dei tribunali emerge il racconto della strada, con le sue tensioni, i conflitti e gli episodi di sopraffazione; dai bandi, il punto di vista delle autorità. Dallo scarto tra queste due prospettive nasce una delle chiavi di lettura più significative della mostra, che mette in luce il rapporto tra cultura materiale, norme e identità collettiva. Vite comuni, questioni d’onore, episodi di violenza, trasgressioni e necessità compongono così una narrazione corale della Roma popolare, restituendo il volto meno ufficiale della città e uno sguardo ravvicinato su uomini e donne spesso assenti dai grandi racconti storici. Castel Sant’Angelo non è soltanto la cornice della mostra, ma uno dei suoi protagonisti: nelle sue prigioni furono rinchiusi molti personaggi simili a quelli descritti nei documenti. Tra le figure che accompagnano il percorso espositivo vi è il brigante Antonio Gasbarrone, guida simbolica di un’epoca di tensioni e contraddizioni, evocato dalla porta originale di una cella del Castello – restaurata per l’occasione – e dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli, tra i più significativi interpreti della Roma ottocentesca. A suggellare questo legame tra luogo e racconto, un pugnale delle collezioni di Castel Sant’Angelo si aggiunge ai materiali esposti, creando un collegamento ideale con Panopliae, la mostra allestita nell’Armeria Superiore: se questa racconta le armi legate alla guerra e alle corti, I segni e le storie restituisce la dimensione quotidiana dei conflitti. Due percorsi complementari che trovano in Castel Sant’Angelo il contesto ideale per riflettere sul rapporto tra violenza, controllo sociale e convivenza civile. Al centro del progetto restano le fonti archivistiche: grazie alla collaborazione tra Castel Sant’Angelo e l’Archivio di Stato di Roma, documenti normativi e processuali diventano strumenti per comprendere la complessità della società romana tra età moderna e contemporanea, ben oltre la loro funzione amministrativa. I segni e le storie è così un invito a leggere tra le righe della storia, osservando da vicino le tracce di uomini e donne spesso dimenticati dalle narrazioni ufficiali, e a riscoprire, nelle pieghe della memoria archivistica, la complessità di una città e della sua umanità. Comunicato stampa

La Girandola di Castel Sant’Angelo

Il 29 giugno 2026 torna a Castel Sant’Angelo la Girandola, l’iconico spettacolo pirotecnico che affonda le proprie radici nella storia della città. Documentata fin dal 1481 e per secoli legata alla festa dei Santi Pietro e Paolo e alle più solenni celebrazioni della Roma pontificia, la Girandola ha contribuito a costruire l’immaginario di Roma, affascinando viaggiatori, artisti e visitatori provenienti da tutta Europa. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.30 e illuminerà il cielo sopra Castel Sant’Angelo e il Tevere, facendo rivivere uno degli spettacoli più celebri della tradizione romana, riproposto con approccio filologico a partire dalle fonti storiche. Alle ore 21.30 cittadini e turisti potranno godere dello straordinario spettacolo di fuochi d’artificio dal Lungotevere Tor di Nona e dai Ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I.

PANOPLIӔ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo inaugura la mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere e riapre le Sale Farnesiane   Dal 20 giugno 2026 Castel Sant’Angelo presenta due importanti novità nel percorso di visita: l’apertura della mostra Panopliæ. Armi, ingegno e potere a Castel Sant’Angelo, dedicata alle collezioni di armi storiche del museo, e la riapertura al pubblico delle Sale Farnesiane, con un nuovo allestimento che ricrea l’atmosfera e le funzioni di un appartamento papale rinascimentale. La mostra: Panopliæ. Armi, ingegno e potere La mostra, a cura di Luca Mercuri, direttore dell’istituto, e di Mario Scalini, studioso di armi antiche e già dirigente del Ministero della Cultura, nasce per riportare alla luce un importante patrimonio conservato per lungo tempo nei depositi del museo. Dopo un’ampia campagna di ricognizione, studio e restauro, una prima selezione delle armi storiche del museo è ora nuovamente a disposizione del pubblico. Il ritorno delle armi è anche un ritorno a casa: in occasione di Panopliæ, infatti, le armi tornano negli ambienti che furono allestiti come Armeria agli esordi del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, restituendo a questi spazi una funzione profondamente legata alla storia del Castello e delle sue collezioni. Nato come mausoleo dell’imperatore Adriano e trasformato nei secoli in fortezza, residenza papale, prigione di Stato e presidio militare per poi diventare Museo Nazionale nel 1925, Castel Sant’Angelo è il luogo ideale per accogliere questo racconto. Le collezioni si sono formate nel corso del Novecento attraverso acquisizioni, donazioni e trasferimenti da altri istituti. Tra gli apporti più significativi figurano la raccolta del collezionista Umberto Zanvettori, acquisita nel 1927, i pezzi provenienti dal conoscitore Remo Fedi negli anni Trenta e Quaranta del Novecento e numerosi manufatti giunti da Palazzo Venezia, dal Bargello, dal Museo Artistico Industriale di Roma e da Capodimonte. Il percorso espositivo si snoda in sei sale e attraversa oltre un millennio di storia, proponendo una lettura per temi ed epoche: il mondo eroico medievale, i grandi committenti del Rinascimento, le corti e le marine del Seicento, la rivoluzione delle armi da fuoco. Tra i pezzi che il visitatore incontrerà lungo il percorso figurano gli elmi corinzi del VI e V secolo a.C., i reperti più antichi esposti; l’elmetto con visiera a ventaglia forse appartenuto a Roberto Sanseverino, condottiero al servizio della Repubblica di Venezia caduto a Calliano nel 1487, presentato accanto a una riproduzione della sua lastra tombale conservata nel Duomo di Trento; una rara Hakenbüchse tedesca del primo Cinquecento, tra le prime armi da fuoco destinate a trasformare le tecniche di guerra; le armature legate alle grandi dinastie italiane, tra cui il corsaletto da barriera del cardinale Odoardo Farnese attribuito al celebre armoraro Pompeo della Cesa e il morione della guardia personale di Pierluigi Farnese. Nella sezione dedicata alla tradizione Medici si segnala, invece, grazie al prestito del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, il ricongiungimento di un petto con la croce di Malta a due pregiate manopole della collezione di Castel Sant’Angelo riconosciute e restaurate come parte di una medesima armatura realizzata per il giovane Giovan Carlo de’ Medici (1611–1663), presentata in dialogo con il suo ritratto proveniente dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi. Non mancano le armi utilizzate dalle milizie pontificie, quelle riferibili alla tradizione milanese, napoletana e veneziana, fino alla scatola del revolver donato nel 1864 a Giuseppe Garibaldi dalla scrittrice Caroline Giffard Phillipson, testimonianza dell’ammirazione che la figura di Garibaldi suscitava nel mondo anglosassone. «Panopliæ – commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – nasce dalla volontà di restituire a Castel Sant’Angelo una delle funzioni che ne hanno caratterizzato la storia museale: le armi tornano infatti negli spazi dell’Armeria, riallacciando il legame tra le collezioni e il monumento che le ospita. La mostra è il risultato di un importante lavoro di studio, ricerca e restauro delle raccolte conservate nei depositi, oggi nuovamente accessibili al pubblico. Castel Sant’Angelo, fortezza e presidio militare al centro di vicende cruciali come il Sacco di Roma del 1527, rappresenta il contesto ideale per raccontare il mondo di corti, dinastie e conflitti cui molti degli oggetti esposti rimandano. La riapertura delle Sale Farnesiane completa questo percorso, restituendo ambienti che tornano a raccontare la propria storia attraverso il dialogo tra architetture, arredi e opere d’arte.» I restauri – condotti da Merj Nesi per l’occasione e, precedentemente, da Antonio Mignemi, Nicola Salvioli e Mari Yanagashita – hanno consentito il recupero di nuclei di grande pregio, dei quali è stata ricostruita la provenienza, restituendo alle raccolte di Castel Sant’Angelo un rilievo di assoluto significato anche in un contesto di straordinaria ricchezza quale è Roma. La riapertura delle Sale Farnesiane Contestualmente riaprono al pubblico le Sale Farnesiane, parte dell’appartamento fatto realizzare da papa Paolo III Farnese negli anni Quaranta del Cinquecento. Le sale sono state oggetto di interventi conservativi, di ritinteggiatura e di un nuovo allestimento. Nelle sale di Amore e Psiche e del Perseo che affiancano la sala di maggior rappresentanza – la Sala Paolina – si è voluta rievocare la funzione originaria degli ambienti all’interno dell’appartamento papale. Arredi, dipinti e oggetti d’epoca ricostruiscono l’atmosfera di una residenza rinascimentale, restituendo alle stanze la loro identità storica, concependo gli spazi come period rooms secondo i più moderni criteri museografici. La Sala di Amore e Psiche, tradizionalmente interpretata come camera da letto del pontefice, è oggi allestita come una camera rinascimentale: al centro si trova un grande letto da pompa in noce di manifattura romana con stemma Farnese, affiancato da un inginocchiatoio per la preghiera privata, un leggio, un tabernacolo con crocifisso e una cassettiera in radica di noce. Alle pareti figurano opere di grande pregio come Il Bagno di Dosso Dossi e la Giovane donna con unicorno di Luca Longhi, nella quale molti riconoscono i tratti di Giulia Farnese, la celebre “Giulia la Bella”, sorella di Paolo III. La Sala del Perseo, probabile studiolo privato di Paolo III, è invece dedicata alla dimensione dello studio e della rappresentazione del potere. Una copia del ritratto di Pierluigi Farnese campeggia al centro sopra una

Festa della Musica 2026

Per la 32ª edizione della manifestazione, dedicata al tema “La voce dei luoghi”, l’Istituto propone un calendario di appuntamenti che prenderà avvio sabato 20 giugno 2026 presso la Casa Museo Boncompagni Ludovisi e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e proseguirà domenica 21 giugno nelle sedi di Casa Museo Mario Praz, Casa Pasolini, Castel Sant’Angelo, Museo Giacomo Manzù, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e Pantheon. «La Festa della Musica rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare il patrimonio dei nostri musei attraverso uno dei linguaggi culturali più universali – dichiara Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo –. I musei dell’Istituto, molto diversi tra loro per storia, architettura e collezioni, partecipano quest’anno con proposte che spaziano dalla musica antica alla contemporaneità, confermando la volontà di offrire ai visitatori occasioni sempre nuove di conoscenza, partecipazione e incontro». Tutti gli eventi musicali sono gratuiti e inclusi nel normale biglietto di ingresso dei musei. PROGRAMMA Casa Museo Boncompagni Ludovisi Sabato 20 giugno ore 18.00 Concerto dedicato alle musiche da ballo del Cinquecento e del Seicento Duo Nova–Castini (flauto e arpa) Con la partecipazione della Compagnia Italiana di Teatro e Danza Concerto dedicato alle musiche da ballo che animavano i ricevimenti nobiliari del Cinquecento e del Seicento. Le melodie saranno eseguite dal flautista Beppe Nova e dall’arpista Elena Castini. L’esecuzione sarà accompagnata dalla partecipazione della Compagnia Italiana di Teatro e Danza, i cui artisti, in abiti storici, danzeranno sulle note delle musiche rinascimentali e barocche. Il concerto è parte della rassegna di spettacoli dal vivo ECHI DI PALAZZO, a cura del Centro di Cultura Domus Danae APS. Casa Museo Mario Praz Domenica 21 giugno ore 17.00 Airport GAD – Live Set [Computer / Controllers / SoundCard / Solenoids] Demetrio Castellucci a cura di Anna Selvi Demetrio Castellucci è compositore e sound designer attivo tra musica, teatro, danza e arti performative. Con il progetto Airport GAD sviluppa una ricerca sonora che combina musica ambient, sperimentazione elettronica e installazione performativa. Biglietti acquistabili online sul portale Musei Italiani, tramite l’app ufficiale o in sede tramite il totem digitale abilitato POS. Casa Pasolini Domenica 21 giugno ore 11.00 Suggestioni sonore. Un viaggio attraverso epoche e stili musicali Concerto per flauto e arpa Andrea Salvi, flauto Giulia Bigioni, arpa a cura di Anna Selvi Un percorso musicale attraverso repertori e atmosfere differenti, affidato al dialogo tra flauto e arpa. Prenotazione obbligatoria. Castel Sant’Angelo Domenica 21 giugno ore 21.30 SOLO H.E.R. Concerto per voce e violino a cura di Anna Selvi H.E.R., violinista, cantante e compositrice, presenta SOLO, concerto per voce e violino nel quale, grazie all’utilizzo di loop station ed effetti elettronici, costruisce paesaggi sonori che ampliano le possibilità espressive dei due strumenti. Museo Giacomo Manzù Domenica 21 giugno ore 17.30 Concerto del Solstizio d’Estate – II edizione a cura della Pro Loco Tor San Lorenzo Massimiliano Drapello, tenore Raffaella Pelella, soprano Fabio Montani, pianoforte Arie dal melodramma e dalla tradizione popolare italiana accompagnate da letture poetiche dedicate all’estate. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Sabato 20 giugno ore 16.30 Aspettando la Festa della Musica! Visita guidata alla collezione di clavicembali del Museo a cura del Maestro Enrico Baiano Sabato 20 giugno ore 17.30 Tutti pazzi per la danza a cura del Maestro Enrico Baiano in collaborazione con il Conservatorio di Musica Santa Cecilia Prenotazione obbligatoria a dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it – tel 06. 7014796 Domenica 21 giugno ore 20.30 Omaggio a Federico García Lorca Un tributo alla poesia e alla musica del poeta Ensemble Vocale Tesaurus Alberto Galletti, direttore Stefano Mingo, chitarra In collaborazione con AGiMus Pantheon Domenica 21 giugno ore 19.15 Sacro e classico Sinfonia n. 49 in Fa minore La passione di F. J. Haydn Concerto per clarinetto e orchestra K 622 di W. A. Mozart Orchestra Latina Philharmonia Francesco Belli, direttore Marco Bonfigli, clarinetto a cura di Anna Selvi L’Orchestra Latina Philharmonia è una formazione orchestrale stabile nata per valorizzare i talenti musicali del territorio pontino. Nel corso degli anni ha sviluppato un’intensa attività concertistica affrontando il grande repertorio sinfonico, cameristico e solistico e collaborando con numerosi interpreti italiani e internazionali. Posti a sedere limitati. Comunicato stampa

Giornate Europee dell’Archeologia 2026: 12, 13 e 14 giugno

Il 12, 13 e 14 giugno 2026 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento annuale dedicato al patrimonio archeologico coordinato a livello europeo dall’Inrap – Institut national de recherches archéologiques préventives sotto l’egida del Ministero della Cultura francese, con il patrocinio del Consiglio d’Europa. Le Giornate sono organizzate in Italia dal Ministero della Cultura e l’edizione di quest’anno è dedicata al tema Archeologia in corso / Archaeology in the making, che pone al centro il processo della ricerca archeologica. Il nostro istituto aderisce all’iniziativa con le seguenti proposte: CASTEL SANT’ANGELO 12 giugno Dal commercio clandestino alla collezione di Castel Sant’Angelo: armi italiche e romane recuperate, restaurate ed esposte in anteprima Conferenza, ore 15.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-a-castel-santangelo-12-giugno 13 giugno Alla scoperta del genio architettonico di Adriano Visita guidata, ore 10.00 Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia Visita guidata, ore 12.00 A come archeologia e come Adriano Visita e laboratorio, ore 16.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-a-castel-santangelo-13-giugno 14 giugno Visite guidate a cura del personale di Castel Sant’Angelo Orari: 9:30 in italiano, 10:30 in italiano, 11:30 in italiano, 12:30 in inglese Il cielo in un Castello Conferenza, ore 16.00 Nel segno della luce Visita guidata, ore 17.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-a-castel-santangelo-14-giugno PANTHEON 12 giugno Gli arredi sacri del Pantheon: un itinerario di arte e fede tra eventi storici e suggestioni architettoniche Visita guidata, ore 11.00 Passeggiando nella Rotonda: l’architettura del Pantheon in dialogo con lo spazio circostante Visita guidata, ore 17.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-al-pantheon-12-giugno 13 giugno La Maestria strutturale e costruttiva del Pantheon Visita guidata, ore 10.00 Il Pantheon decorato, il Pantheon scavato Visita guidata, ore 15.00 Per info:  https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-al-pantheon-13-giugno 14 giugno The moat of the Pantheon: exploring the heart of Campus Martius Visita guidata in lingua inglese, ore 11.30 Il Pantheon spiegato ai bambini Visita dedicata agli under 10, 0re 17.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-al-pantheon-14-giugno CASA MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN Il corpo come utopia e come abisso Percorso di visita Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-alla-casa-museo-hendrik-christian-andersen CASA PASOLINI Casa Pasolini: il patrimonio archeologico di Rebibbia Percorso di visita Rebibbia archeologica: tracce antiche nel paesaggio contemporaneo Visita guidata, domenica 14 giugno, ore 10.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-a-casa-pasolini CASA MUSEO MARIO PRAZ L’archeologia raffigurata nella collezione di Mario Praz Visita guidata, domenica 14 giugno, ore 15.00-19.00 Per info: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dellarcheologia-2026-alla-casa-museo-mario-praz Per saperne di più: https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026