L’ANGELO E LA LUNA – edizione 2026

Torna anche quest’anno L’Angelo e la luna, il Festival di circo contemporaneo, danza, musica e teatro promosso dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri: un ciclo di eventi serali che intrecciano linguaggi contemporanei e patrimonio culturale, offrendo nuove modalità di fruizione degli spazi monumentali di Castel Sant’Angelo. Dal 2 luglio al 4 ottobre 2026, il Festival, curato da Anna Selvi, propone quindici spettacoli (quarantuno repliche) di artisti nazionali e internazionali che animeranno i molteplici ambienti del Castello: dalla Corte di Alessandro VI alla Sala Paolina, dal Bastione San Matteo alla Sala Apollo, dal Cortile dell’Angelo alla Terrazza panoramica. Attraverso spettacoli, concerti, performance itineranti, danza e circo contemporaneo, la rassegna coinvolgerà progressivamente l’intero percorso di visita, valorizzando gli spazi di Castel Sant’Angelo attraverso forme espressive capaci di mettere in relazione patrimonio, contemporaneità e nuovi pubblici. Castel Sant’Angelo è oggi sempre più un luogo di produzione culturale e di partecipazione – commenta il Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, Luca Mercuri – capace di affiancare alla visita nuove occasioni di esperienza e conoscenza. Con L’Angelo e la luna il Castello prosegue il proprio dialogo con i linguaggi della contemporaneità, offrendo nuove modalità per conoscere e vivere uno dei monumenti più significativi del patrimonio culturale italiano. La musica, il teatro, la danza e il circo contemporaneo ampliano le forme di fruizione del monumento, rafforzandone il rapporto con la città e contribuendo a coinvolgere pubblici sempre più ampi e diversificati. Il primo appuntamento (giovedì 2 luglio ore 21.00) sarà con il concerto della band Baba Yaga, fra le realtà emergenti più interessanti della scena internazionale, che con la loro musica autentica e il sound energico e virtuosistico portano a Roma il loro ultimo album dal titolo Grenzenlos, tra brani balcanici, melodie klezmer, swing vivace e jazz gitano. Segue lo spettacolo teatrale di Lorenzo Gioielli, con Marco Cavalcoli e Lorenzo Tomio dal titolo L’anima del mondo. Per Adriano imperatore, nostro contemporaneo (venerdì 10 luglio ore 21.00): un racconto reale, ma anche un omaggio poetico e musicale all’imperatore Adriano, ideatore del mausoleo da cui ebbe origine Castel Sant’Angelo. Uno spettacolo che intreccia racconto, musica e riflessione, il cui titolo evoca un principio antico, ovvero l’idea che esista una forza creatrice che non domina il mondo, ma lo plasma, lo ordina, lo rende degno di essere abitato. Non manca il consueto appuntamento per i più piccoli, a cui è dedicato lo spettacolo di danza Cuor di Coniglio (per bambini dai 6 anni in su, giovedì 16 luglio ore 21.00), una favola moderna realizzata dalla Compagnia Dimitri / Canessa che, attraverso il linguaggio del teatro fisico e della clownerie, invita a riflettere sull’accettazione di sé e delle proprie fragilità. Segnando un nuovo passaggio della consolidata collaborazione artistica di Michelangelo Lupone e Ricky Bonavita, Segni – Excursus (giovedì 23 luglio 2026 ore 21.00) porterà a Castel Sant’Angelo una serata di musica e danza contemporanea, con un’articolata regia musicale e coreografica, diverse azioni sulla scena e altrettanti personaggi che la popolano. Per cinque giorni, dal 28 al 30 luglio e ancora il 1° e 2 agosto, Il castello degli angeli ostinati, spettacolo di circo, musica e storie di ostinata meraviglia ideato dal drammaturgo circense Giacomo Costantini, tra i protagonisti del circo contemporaneo italiano, darà vita a un racconto itinerante che integra le molteplici forme espressive del circo con la musica dal vivo, il teatro e la letteratura. Il progetto è vincitore per la seconda volta del bando della Direzione Generale Spettacolo per la valorizzazione degli spettacoli dal vivo nei musei. A seguire (mercoledì 5, giovedì 6 agosto ore 19.00 e 21.45) Promenade, creazione itinerante site-specific di e con Ambra Senatore, coreografa e direttrice del Centro Coreografico Nazionale di Nantes dal 2016 al 2025, in complicità con gli interpreti. Anche questo lavoro è particolarmente adatto ai bambini dagli 8 anni in su. Nelle stesse date ma sul palcoscenico (mercoledì 5, giovedì 6 agosto ore 20.30) Ambra propone Partita, relazione giocosa fra la coreografia e la musica del compositore Jonathan Kingsley Seilman, che si dispiega sulla variazione e sull’interpretazione, tra musica, danza e parola, partendo dal pretesto della memoria. In scena anche 100 Miles – The Journey Continues (mercoledì 12 agosto 2026 ore 21.00), concerto in cui il sestetto formato da Nico Gori, Dario Cecchini, Fabrizio Savino, Cettina Donato, Dario Rosciglione e Mimmo Campanale cerca di dare risposta alla domanda: “Che musica avrebbe immaginato oggi Miles Davis, immerso nei linguaggi sonori e nelle influenze del nostro tempo?”. Da Parigi il danzatore e coreografo Gennaro Lauro, vincitore del bando Residenze 2025 e del bando CollaborAction#3 di Anticorpi XL, porta in scena, nella Sala Paolina, Mondo (mercoledì 26 agosto 2026 ore 19.00 e 21.30): epilogo del suo attuale lavoro di ricerca su ciò che egli stesso definisce la “supremazia del risultato”, la smania di compimento, il desiderio di una narrazione accurata che possa valere per sempre. Mentre dalla Svizzera arrivano i coreografi e danzatori Sasha Riva e Simone Repele, attivi da anni in un comune percorso artistico, con una coinvolgente Soirée accompagnati dal violinista Leonardo Mazzarotto (mercoledì 2 settembre 2026 ore 19.00 e 21.30). Il Festival prosegue (mercoledì 9 settembre 2026 ore 21.00) con Filippo Nigro, protagonista e regista assieme a Fabrizio Arcuri, che portano in scena un racconto di autofiction scandito da “liste di cose per cui vale la pena vivere”: questo è Every Brilliant Thing. A seguire (mercoledì 16 settembre 2026 ore 19.00 e ore 21.30) AeReA del duo Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, progetto vincitore del Premio Hermès Danza Triennale Milano, si realizza attorno a un oggetto simbolo di appartenenza e nel contempo di separazione: la bandiera. Attraverso un approfondito studio cinetico dell’antica tradizione dello sbandieramento – pratica nata sui campi di battaglia e poi evoluta in pratica coreografica – la performance ne rielabora il codice, facendo luce sul valore simbolico della bandiera all’interno della contemporaneità. Il 23 e 24 settembre (ore 21.00) ancora due serate dedicate al grande teatro con il