{"id":31876,"date":"2026-07-22T08:17:46","date_gmt":"2026-07-22T08:17:46","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/?p=31876"},"modified":"2026-07-22T08:27:44","modified_gmt":"2026-07-22T08:27:44","slug":"ercolano-larte-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/ercolano-larte-di-vivere\/","title":{"rendered":"Ercolano. L\u2019arte di vivere"},"content":{"rendered":"<p>Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell\u2019antica citt\u00e0 preservata dall\u2019eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall\u2019eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d\u2019uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant\u2019Angelo apre le sue sale monumentali a <em>Ercolano. L\u2019arte di vivere<\/em>, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della citt\u00e0 vesuviana, fermata per sempre dall\u2019eruzione del Vesuvio.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attivit\u00e0 Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell\u2019Istituto Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.<\/p>\n<p>Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant\u2019Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L\u2019esperienza della mostra <em>Dall\u2019uovo alle mele. La civilt\u00e0 del cibo e i piaceri della tavola nell\u2019antichit\u00e0<\/em>, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall\u2019alimentazione alla vita quotidiana dell\u2019antica Ercolano, ed \u00e8 arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra.<\/p>\n<p>Il percorso si apre con una straordinaria <em>Wunderkammer<\/em>, una \u00abcamera delle meraviglie\u00bb ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualit\u00e0 della vita nell\u2019antica citt\u00e0 alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l\u2019obiettivo non \u00e8 soltanto esporre, ma suscitare stupore.<\/p>\n<p>Il visitatore entra quindi nel cuore dell\u2019evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all\u2019eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell\u2019immaginario del vulcano nell\u2019Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la <em>Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli<\/em> (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attir\u00f2 a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa.<\/p>\n<p>Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la citt\u00e0 viva, con le sue botteghe e i <em>thermopolia<\/em>, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti pi\u00f9 sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall\u2019eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell\u2019intimit\u00e0 della <em>domus<\/em>, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici \u2013 cereali e legumi restituiti dagli scavi \u2013 documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi.<\/p>\n<p>Il racconto prosegue con il vino, tra le attivit\u00e0 economiche pi\u00f9 floride della Campania antica \u2013 Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini pi\u00f9 rinomati del suo tempo \u2013 e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilit\u00e0 e dell\u2019ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell\u2019alimentazione antica \u2013 <em>ientaculum, prandium <\/em>e <em>cena<\/em> \u2013 tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l\u2019oggetto forse pi\u00f9 peculiare della mostra: la <em>larva convivialis<\/em>, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevit\u00e0 della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio.<\/p>\n<p>La scelta di Castel Sant\u2019Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma \u2013 da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo \u2013 offre l\u2019occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacit\u00e0 di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che invest\u00ec Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attivit\u00e0 lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico.<\/p>\n<p>\u00abCon questa iniziativa &#8211; commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma e curatore della mostra &#8211; Castel Sant\u2019Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualit\u00e0, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant\u2019Angelo \u00e8 motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realt\u00e0 di straordinario valore e propone ai visitatori un\u2019esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre pi\u00f9 ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abErcolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una citt\u00e0 romana \u2013 commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attivit\u00e0 Culturali e curatore della mostra \u2013. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall\u2019eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d\u2019uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attivit\u00e0, le abitudini alimentari e le forme della convivialit\u00e0 dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca pi\u00f9 recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per comprendere la societ\u00e0 romana e la sua vita quotidiana . Portare questo racconto a Roma amplia le occasioni di conoscenza di un contesto archeologico unico e conferma il ruolo dei musei come luoghi di ricerca, confronto e partecipazione.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPortare Ercolano a Castel Sant&#8217;Angelo significa far compiere alla citt\u00e0 antica un viaggio quasi naturale \u2013 commenta Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano e curatrice della mostra \u2013. \u00a0Si tratta di due luoghi che la storia ha sepolto sotto strati diversi \u2014 uno di cenere e lava, l&#8217;altro di funzioni e<\/p>\n<p>trasformazioni continue \u2014 e che oggi tornano a raccontarsi a vicenda. In questa mostra abbiamo voluto restituire al pubblico non i monumenti, ma la vita: i gesti quotidiani, i sapori, gli oggetti d&#8217;uso che rendono Ercolano una delle testimonianze pi\u00f9 intime e vivide del mondo antico. \u00c8 un progetto che nasce dal dialogo tra le nostre istituzioni e che ringrazio di cuore per aver reso possibile: portare a Roma, nel cuore della Capitale, un pezzo autentico dell&#8217;arte di vivere degli antichi ercolanesi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abErcolano \u00e8 uno straordinario laboratorio a cielo aperto \u2013 dichiara Francesco Sirano, Direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli e curatore della mostra \u2013. La ricchezza dei materiali rinvenuti, insieme alla quantit\u00e0 e alla variet\u00e0 delle testimonianze conservate, porta una luce eccezionale sul tema del cibo nel mondo antico. Sono certo che lo studio di Ercolano, luogo da cui ha preso avvio l\u2019archeologia sistematica occidentale, permetter\u00e0 di approfondire e comprendere meglio anche molti dei reperti custoditi nel Museo archeologico nazionale di Napoli. Ercolano continua dunque a rappresentare una fonte inesauribile di conoscenza e potr\u00e0 riservarci, anche in futuro, nuove e importanti scoperte\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abErcolano. L\u2019arte di vivere \u2013 commenta Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale \u2013 rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura possa generare progetti di alto profilo scientifico e al tempo stesso raggiungere pubblici sempre pi\u00f9 ampi. La circolazione delle opere, la condivisione delle competenze e il dialogo tra musei rafforzano il Sistema museale nazionale, creando nuove occasioni di conoscenza e valorizzando il patrimonio attraverso reti e percorsi condivisi. \u00c8 questa la direzione nella quale intendiamo continuare a investire: una valorizzazione capace di mettere in connessione luoghi, collezioni e persone, ampliando l\u2019accessibilit\u00e0 e la partecipazione culturale.\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/CS_Ercolano_Arte_di_vivere.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Comunicato stampa<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/a><\/p>\n<style>\/*! elementor - v3.15.0 - 09-08-2023 *\/\n.elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=\".svg\"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block}<\/style>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ERCOLANO-LOCANDINA-DIGITAL-1920x1080px.jpg\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ERCOLANO-LOCANDINA-DIGITAL-1920x1080px.jpg 1920w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ERCOLANO-LOCANDINA-DIGITAL-1920x1080px-300x169.jpg 300w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ERCOLANO-LOCANDINA-DIGITAL-1920x1080px-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ERCOLANO-LOCANDINA-DIGITAL-1920x1080px-768x432.jpg 768w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ERCOLANO-LOCANDINA-DIGITAL-1920x1080px-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell\u2019antica citt\u00e0 preservata dall\u2019eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall\u2019eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d\u2019uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant\u2019Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L\u2019arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della citt\u00e0 vesuviana, fermata per sempre dall\u2019eruzione del Vesuvio. L\u2019esposizione \u00e8 a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attivit\u00e0 Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell\u2019Istituto Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant\u2019Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L\u2019esperienza della mostra Dall\u2019uovo alle mele. La civilt\u00e0 del cibo e i piaceri della tavola nell\u2019antichit\u00e0, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall\u2019alimentazione alla vita quotidiana dell\u2019antica Ercolano, ed \u00e8 arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra. Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una \u00abcamera delle meraviglie\u00bb ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualit\u00e0 della vita nell\u2019antica citt\u00e0 alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l\u2019obiettivo non \u00e8 soltanto esporre, ma suscitare stupore. Il visitatore entra quindi nel cuore dell\u2019evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all\u2019eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell\u2019immaginario del vulcano nell\u2019Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attir\u00f2 a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa. Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la citt\u00e0 viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti pi\u00f9 sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall\u2019eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell\u2019intimit\u00e0 della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici \u2013 cereali e legumi restituiti dagli scavi \u2013 documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi. Il racconto prosegue con il vino, tra le attivit\u00e0 economiche pi\u00f9 floride della Campania antica \u2013 Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini pi\u00f9 rinomati del suo tempo \u2013 e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilit\u00e0 e dell\u2019ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell\u2019alimentazione antica \u2013 ientaculum, prandium e cena \u2013 tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l\u2019oggetto forse pi\u00f9 peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevit\u00e0 della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio. La scelta di Castel Sant\u2019Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma \u2013 da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo \u2013 offre l\u2019occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacit\u00e0 di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che invest\u00ec Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attivit\u00e0 lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico. \u00abCon questa iniziativa &#8211; commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma e curatore della mostra &#8211; Castel Sant\u2019Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualit\u00e0, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant\u2019Angelo \u00e8 motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realt\u00e0 di straordinario valore e propone ai visitatori un\u2019esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre pi\u00f9 ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.\u00bb \u00abErcolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una citt\u00e0 romana \u2013 commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attivit\u00e0 Culturali e curatore della mostra \u2013. 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