{"id":31279,"date":"2026-06-26T09:14:53","date_gmt":"2026-06-26T09:14:53","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/?p=31279"},"modified":"2026-06-26T09:27:04","modified_gmt":"2026-06-26T09:27:04","slug":"i-segni-e-le-storie-scene-di-una-roma-inquieta-tra-seicento-e-ottocento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/i-segni-e-le-storie-scene-di-una-roma-inquieta-tra-seicento-e-ottocento\/","title":{"rendered":"I SEGNI E LE STORIE. Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento."},"content":{"rendered":"<p><strong>A Castel Sant&#8217;Angelo apre al pubblico il Bastione di San Marco<\/strong><br \/>\n<strong>con la mostra &#8220;I segni e le storie &#8211; Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><em>Roma, 26 giugno 2026<\/em> \u2013 \u00c8 aperta al pubblico da ieri, 25 giugno, la mostra \u201cI segni e le storie &#8211; Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento\u201d, allestita nel Bastione di San Marco a Castel Sant&#8217;Angelo, uno spazio che entra da oggi nel percorso di visita del Monumento.<\/p>\n<p>Promossa e realizzata dal Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma, in collaborazione con l\u2019Archivio di Stato di Roma e con l\u2019organizzazione di Civita Mostre e Musei, l\u2019esposizione sar\u00e0 aperta al pubblico fino al 13 settembre 2026.<\/p>\n<p>La mostra mette in dialogo un prezioso nucleo di documenti dell&#8217;Archivio di Stato di Roma, individuati da Franco Russo nel corso delle sue ricerche, con una selezione di coltelli storici della sua collezione e con gli spazi, le collezioni e la storia di Castel Sant&#8217;Angelo. Carte processuali, bandi, verbali e atti giudiziari, datati tra il 1611 e il 1865, raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane, spesso accompagnati da sorprendenti sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze: tracce che oggi dialogano con gli oggetti esposti, in particolare con gli esemplari ottocenteschi, restituendo corpo e materia a storie custodite per secoli negli archivi.<\/p>\n<p>Questo dialogo permette di osservare l&#8217;evoluzione del coltello romano, il tradizionale serratore, che conserva, pur tra adattamenti e trasformazioni, le caratteristiche gi\u00e0 documentate nelle fonti seicentesche fino all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. Allo stesso tempo, le ricerche condotte sui documenti dell&#8217;Archivio di Stato di Roma restituiscono uno spaccato della vita quotidiana nella Roma papale: dai verbali dei tribunali emerge il racconto della strada, con le sue tensioni, i conflitti e gli episodi di sopraffazione; dai bandi, il punto di vista delle autorit\u00e0. Dallo scarto tra queste due prospettive nasce una delle chiavi di lettura pi\u00f9 significative della mostra, che mette in luce il rapporto tra cultura materiale, norme e identit\u00e0 collettiva. Vite comuni, questioni d&#8217;onore, episodi di violenza, trasgressioni e necessit\u00e0 compongono cos\u00ec una narrazione corale della Roma popolare, restituendo il volto meno ufficiale della citt\u00e0 e uno sguardo ravvicinato su uomini e donne spesso assenti dai grandi racconti storici.<\/p>\n<p>Castel Sant&#8217;Angelo non \u00e8 soltanto la cornice della mostra, ma uno dei suoi protagonisti: nelle sue prigioni furono rinchiusi molti personaggi simili a quelli descritti nei documenti. Tra le figure che accompagnano il percorso espositivo vi \u00e8 il brigante Antonio Gasbarrone, guida simbolica di un&#8217;epoca di tensioni e contraddizioni, evocato dalla porta originale di una cella del Castello \u2013 restaurata per l&#8217;occasione \u2013 e dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli, tra i pi\u00f9 significativi interpreti della Roma ottocentesca.<\/p>\n<p>A suggellare questo legame tra luogo e racconto, un pugnale delle collezioni di Castel Sant&#8217;Angelo si aggiunge ai materiali esposti, creando un collegamento ideale con <em>Panopliae<\/em>, la mostra allestita nell&#8217;Armeria Superiore: se questa racconta le armi legate alla guerra e alle corti, <em>I segni e le storie<\/em> restituisce la dimensione quotidiana dei conflitti. Due percorsi complementari che trovano in Castel Sant\u2019Angelo il contesto ideale per riflettere sul rapporto tra violenza, controllo sociale e convivenza civile.<\/p>\n<p>Al centro del progetto restano le fonti archivistiche: grazie alla collaborazione tra Castel Sant&#8217;Angelo e l&#8217;Archivio di Stato di Roma, documenti normativi e processuali diventano strumenti per comprendere la complessit\u00e0 della societ\u00e0 romana tra et\u00e0 moderna e contemporanea, ben oltre la loro funzione amministrativa. I segni e le storie \u00e8 cos\u00ec un invito a leggere tra le righe della storia, osservando da vicino le tracce di uomini e donne spesso dimenticati dalle narrazioni ufficiali, e a riscoprire, nelle pieghe della memoria archivistica, la complessit\u00e0 di una citt\u00e0 e della sua umanit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CS-I-segni-e-le-storie.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Comunicato stampa<\/strong><\/a><\/p>\n<style>\/*! elementor - v3.15.0 - 09-08-2023 *\/<br \/>\n.elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=\".svg\"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block}<\/style>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"2560\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-scaled.jpg\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-scaled.jpg 2048w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-240x300.jpg 240w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-819x1024.jpg 819w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-768x960.jpg 768w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/post-social_isegnielestorie-1638x2048.jpg 1638w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Castel Sant&#8217;Angelo apre al pubblico il Bastione di San Marco con la mostra &#8220;I segni e le storie &#8211; Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento&#8221; Roma, 26 giugno 2026 \u2013 \u00c8 aperta al pubblico da ieri, 25 giugno, la mostra \u201cI segni e le storie &#8211; Scene di una Roma inquieta tra Seicento e Ottocento\u201d, allestita nel Bastione di San Marco a Castel Sant&#8217;Angelo, uno spazio che entra da oggi nel percorso di visita del Monumento. 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Carte processuali, bandi, verbali e atti giudiziari, datati tra il 1611 e il 1865, raccontano episodi di cronaca, conflitti e vicende quotidiane, spesso accompagnati da sorprendenti sagome di coltelli tracciate a margine delle testimonianze: tracce che oggi dialogano con gli oggetti esposti, in particolare con gli esemplari ottocenteschi, restituendo corpo e materia a storie custodite per secoli negli archivi. Questo dialogo permette di osservare l&#8217;evoluzione del coltello romano, il tradizionale serratore, che conserva, pur tra adattamenti e trasformazioni, le caratteristiche gi\u00e0 documentate nelle fonti seicentesche fino all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. 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Castel Sant&#8217;Angelo non \u00e8 soltanto la cornice della mostra, ma uno dei suoi protagonisti: nelle sue prigioni furono rinchiusi molti personaggi simili a quelli descritti nei documenti. Tra le figure che accompagnano il percorso espositivo vi \u00e8 il brigante Antonio Gasbarrone, guida simbolica di un&#8217;epoca di tensioni e contraddizioni, evocato dalla porta originale di una cella del Castello \u2013 restaurata per l&#8217;occasione \u2013 e dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli, tra i pi\u00f9 significativi interpreti della Roma ottocentesca. A suggellare questo legame tra luogo e racconto, un pugnale delle collezioni di Castel Sant&#8217;Angelo si aggiunge ai materiali esposti, creando un collegamento ideale con Panopliae, la mostra allestita nell&#8217;Armeria Superiore: se questa racconta le armi legate alla guerra e alle corti, I segni e le storie restituisce la dimensione quotidiana dei conflitti. 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