{"id":30023,"date":"2026-05-19T12:09:12","date_gmt":"2026-05-19T12:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/?p=30023"},"modified":"2026-05-21T07:52:27","modified_gmt":"2026-05-21T07:52:27","slug":"cambellotti-tutto-diventa-forma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/cambellotti-tutto-diventa-forma\/","title":{"rendered":"CAMBELLOTTI. TUTTO DIVENTA FORMA"},"content":{"rendered":"<p>Dal 20 maggio 2026 riaprono al pubblico a Castel Sant\u2019Angelo le Sale Cambellotti \u2013 la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d\u2019Assalto e la Sala della Cavalleria \u2013 decorate da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>La riapertura di questi ambienti, di straordinaria valenza storico-artistica, coincide con un doppio anniversario: il 150\u00b0 dalla nascita dell\u2019artista (1876\u20131960) e il centenario della decorazione.<\/p>\n<p>La mostra <strong><em>Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia<\/em><\/strong>, a cura di Luca Mercuri, direttore dell\u2019Istituto Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma, con la collaborazione scientifica dell\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli, propone una nuova lettura del percorso formativo dell\u2019artista. L\u2019esposizione mette in dialogo le volte dipinte con una selezione di opere provenienti dall\u2019Archivio \u2013 sculture, tempere, disegni, manifesti \u2013 affiancate dai tessili appartenuti all\u2019artista, donati a Castel Sant\u2019Angelo da Francesco Tetro ed esposti al pubblico dopo il loro restauro.<\/p>\n<p>\u00abLa riapertura delle Sale Cambellotti rappresenta una nuova tappa nel percorso di progressiva restituzione al pubblico di spazi storici di Castel Sant\u2019Angelo, dopo l\u2019apertura dell\u2019Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo\u00bb \u2013 dichiara Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma. \u00abQuesto progetto si inserisce inoltre nel lavoro avviato con la mostra <em>Castel Sant\u2019Angelo 1911\u20131925. L\u2019Alba di un Museo<\/em>, dedicata alla stagione delle grandi esposizioni retrospettive che contribuirono alla nascita del Museo nazionale di Castel Sant\u2019Angelo, nell\u2019ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, il cui manifesto era proprio opera di Duilio Cambellotti. Oggi torniamo sull\u2019artista con un progetto volutamente raccolto e costruito in dialogo diretto con le sale da lui decorate, pi\u00f9 vicino a un racconto di formazione e di immagini che a una tradizionale mostra monografica. Le stoffe donate da Francesco Tetro, esposte al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, permettono inoltre di entrare nel laboratorio visivo di Cambellotti e di leggere la sua formazione attraverso materiali, suggestioni e geografie che hanno alimentato il suo immaginario decorativo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuesta mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio\u00bb \u2013 dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. \u00abLa donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l\u2019attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 ampie e diversificate, con particolare attenzione all\u2019accessibilit\u00e0 cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l\u2019esperienza del patrimonio culturale anche all\u2019interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa riapertura delle Sale Cambellotti a Castel Sant\u2019Angelo consente di accedere nuovamente ai cicli decorativi realizzati dall\u2019artista. Questa mostra permette di cogliere la continuit\u00e0 tra la dimensione monumentale delle sale e la ricerca pi\u00f9 intima e quotidiana che emerge nei disegni, nei progetti e nelle sculture conservati dall\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti. Accanto alle opere, trovano spazio anche gli elementi che hanno alimentato il suo immaginario, come stoffe e ceramiche da lui collezionate, attraverso cui Cambellotti ha costruito un linguaggio unico e riconoscibile, capace ancora oggi di parlare al presente\u00bb, sottolinea il Comitato scientifico dell\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti.<\/p>\n<p><strong>UN AUTODIDATTA TRA EPOCHE E GEOGRAFIE<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1940 Duilio Cambellotti si defin\u00ec con sobriet\u00e0 \u201cun autodidatta\u201d. Figura centrale delle arti decorative in Italia, costru\u00ec il proprio linguaggio per assorbimento continuo: dalle ceramiche raccolte a Costantinopoli ai ricami di sete cinesi, fino ai motivi geometrici della moda parigina degli anni Venti. Senza aderire a scuole, attravers\u00f2 epoche e geografie diverse, traducendo storia e natura in un repertorio di forme essenziali \u2013 l\u2019albero, lo scudo, il cavallo \u2013 che ricorrono in tutta la sua produzione.<\/p>\n<p>Nelle sale di Castel Sant\u2019Angelo questa visione trova la propria sintesi: fronde e cavalli, panoplie e vessilli, drappi e bandiere appartengono al medesimo ordine. Non c\u2019\u00e8 gerarchia tra natura e guerra: tutto diventa ornamento.<\/p>\n<p><strong>I TESSILI, PER LA PRIMA VOLTA ESPOSTI<\/strong><\/p>\n<p>Nella Sala delle Colonne, sotto la corona d\u2019alloro dipinta a trompe-l\u2019\u0153il, i due piani della mostra si incontrano senza sovrapporsi: le opere dell\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti dialogano con la decorazione della volta, mentre i tessili, tra cui le stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimoniano la ricerca silenziosa da cui quel linguaggio \u00e8 nato. Sono le tracce di un apprendimento condotto fuori dalle accademie, di un autodidatta che guarda il mondo e lo restituisce trasformato.<\/p>\n<p><strong>PAESAGGI SONORI<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 accompagnato da due composizioni sonore concepite come paesaggi immersivi articolati su piani distinti. Il primo nasce dalla fusione di una texture elettroacustica \u2013 ottenuta dal suono del violoncello eseguito in sautill\u00e9, con arco leggero e balzato \u2013 e di elementi elettronici astratti e armonici. Il secondo \u00e8 costruito a partire da suoni naturali: bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo, nitriti e sbuffi, trasformati attraverso un riverbero spaziale che restituisce una percezione lontana e immersiva, proveniente da un ambiente ampio e sospeso nel tempo.<\/p>\n<p><strong>ACCESSIBILIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>Tenendo conto delle caratteristiche architettoniche del monumento, che rendono alcuni ambienti di Castel Sant\u2019Angelo non agevolmente accessibili alle persone con difficolt\u00e0 motoria, l\u2019esposizione sar\u00e0 visitabile anche attraverso un <strong><a href=\"https:\/\/my.matterport.com\/show\/?m=z6xyadxUHyU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">virtual tour immersivo<\/a><\/strong> consultabile sui propri dispositivi.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione all\u2019accessibilit\u00e0 costituisce inoltre un elemento centrale del progetto espositivo. In collaborazione con Handy Systems Onlus, al percorso visivo della mostra si affiancano i paesaggi sonori, la riproduzione tridimensionale di alcuni elementi decorativi delle sale e la traslitterazione in Braille dei contenuti, con l\u2019obiettivo di restituire al visitatore anche un\u2019esperienza tattile e sonora dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p><strong>UNA FORMAZIONE, UN\u2019IDENTIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>La mostra propone Cambellotti come figura esemplare di un\u2019Italia che costruisce la propria identit\u00e0 visiva attraverso l\u2019incontro con l\u2019altro, la pratica delle arti applicate e la tensione costante tra forma e significato. \u00c8 inserita nel cartellone delle iniziative per la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, dedicata al tema della Formazione.<\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Titolo<\/strong> <strong>Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia<br \/>\n<\/strong><strong>Sede<\/strong> Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Sale Cambellotti (Sala delle Colonne, Sala della Cavalleria, Sala dei Reparti d\u2019Assalto)<br \/>\n<strong>Date<\/strong> 20 maggio \u2013 6 settembre 2026<br \/>\n<strong>A cura di<\/strong> Luca Mercuri<br \/>\n<strong>Con la collaborazione scientifica di <\/strong>Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti<br \/>\n<strong>Promosso da<\/strong> Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma<\/p>\n<p><strong>Info e prenotazioni<br \/>\n<\/strong>Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Lungotevere Castello, 50<br \/>\n<strong>Orari<\/strong> Dal marted\u00ec alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30). Chiuso il luned\u00ec<br \/>\n<strong>Biglietti e tariffe<\/strong> Intero \u20ac 16,00 &#8211; Ridotto \u20ac 2,00 (18-25 anni) &#8211; Gratuit\u00e0 di legge. Il biglietto include l\u2019ingresso a Castel Sant\u2019Angelo e alla mostra.<br \/>\n<strong>Prenotazioni<\/strong> Call center: + 39 06 39967100 (luned\u00ec-venerd\u00ec 9.00-18.00; sabato 9.00-14.00), info@coopculture.it<\/p>\n<p><strong>Ufficio Promozione e Comunicazione e URP<br \/>\n<\/strong>Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma<br \/>\ndms-rm.comunicazione@cultura.gov.it<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cs_CAMBELLOTTI.-TUTTO-DIVENTA-FORMA.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">COMUNICATO STAMPA<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Accedi al <strong><a href=\"https:\/\/my.matterport.com\/show\/?m=z6xyadxUHyU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VIRTUAL TOUR<\/a><\/strong><\/p>\n<style>\/*! elementor - v3.15.0 - 09-08-2023 *\/<br \/>\n.elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=\".svg\"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block}<\/style>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-scaled.jpg\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-scaled.jpg 2560w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-300x169.jpg 300w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-768x432.jpg 768w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/DC_formato16_9-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 20 maggio 2026 riaprono al pubblico a Castel Sant\u2019Angelo le Sale Cambellotti \u2013 la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d\u2019Assalto e la Sala della Cavalleria \u2013 decorate da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 per accogliere le bandiere dei reggimenti disciolti al termine della Prima Guerra Mondiale. La riapertura di questi ambienti, di straordinaria valenza storico-artistica, coincide con un doppio anniversario: il 150\u00b0 dalla nascita dell\u2019artista (1876\u20131960) e il centenario della decorazione. La mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, a cura di Luca Mercuri, direttore dell\u2019Istituto Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma, con la collaborazione scientifica dell\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli, propone una nuova lettura del percorso formativo dell\u2019artista. L\u2019esposizione mette in dialogo le volte dipinte con una selezione di opere provenienti dall\u2019Archivio \u2013 sculture, tempere, disegni, manifesti \u2013 affiancate dai tessili appartenuti all\u2019artista, donati a Castel Sant\u2019Angelo da Francesco Tetro ed esposti al pubblico dopo il loro restauro. \u00abLa riapertura delle Sale Cambellotti rappresenta una nuova tappa nel percorso di progressiva restituzione al pubblico di spazi storici di Castel Sant\u2019Angelo, dopo l\u2019apertura dell\u2019Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo\u00bb \u2013 dichiara Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant\u2019Angelo \u2013 Direzione Musei nazionali della citt\u00e0 di Roma. \u00abQuesto progetto si inserisce inoltre nel lavoro avviato con la mostra Castel Sant\u2019Angelo 1911\u20131925. L\u2019Alba di un Museo, dedicata alla stagione delle grandi esposizioni retrospettive che contribuirono alla nascita del Museo nazionale di Castel Sant\u2019Angelo, nell\u2019ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, il cui manifesto era proprio opera di Duilio Cambellotti. Oggi torniamo sull\u2019artista con un progetto volutamente raccolto e costruito in dialogo diretto con le sale da lui decorate, pi\u00f9 vicino a un racconto di formazione e di immagini che a una tradizionale mostra monografica. Le stoffe donate da Francesco Tetro, esposte al pubblico dopo un accurato intervento di restauro, permettono inoltre di entrare nel laboratorio visivo di Cambellotti e di leggere la sua formazione attraverso materiali, suggestioni e geografie che hanno alimentato il suo immaginario decorativo\u00bb. \u00abQuesta mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio\u00bb \u2013 dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. \u00abLa donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l\u2019attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 ampie e diversificate, con particolare attenzione all\u2019accessibilit\u00e0 cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l\u2019esperienza del patrimonio culturale anche all\u2019interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi\u00bb. \u00abLa riapertura delle Sale Cambellotti a Castel Sant\u2019Angelo consente di accedere nuovamente ai cicli decorativi realizzati dall\u2019artista. Questa mostra permette di cogliere la continuit\u00e0 tra la dimensione monumentale delle sale e la ricerca pi\u00f9 intima e quotidiana che emerge nei disegni, nei progetti e nelle sculture conservati dall\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti. Accanto alle opere, trovano spazio anche gli elementi che hanno alimentato il suo immaginario, come stoffe e ceramiche da lui collezionate, attraverso cui Cambellotti ha costruito un linguaggio unico e riconoscibile, capace ancora oggi di parlare al presente\u00bb, sottolinea il Comitato scientifico dell\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti. UN AUTODIDATTA TRA EPOCHE E GEOGRAFIE Nel 1940 Duilio Cambellotti si defin\u00ec con sobriet\u00e0 \u201cun autodidatta\u201d. Figura centrale delle arti decorative in Italia, costru\u00ec il proprio linguaggio per assorbimento continuo: dalle ceramiche raccolte a Costantinopoli ai ricami di sete cinesi, fino ai motivi geometrici della moda parigina degli anni Venti. Senza aderire a scuole, attravers\u00f2 epoche e geografie diverse, traducendo storia e natura in un repertorio di forme essenziali \u2013 l\u2019albero, lo scudo, il cavallo \u2013 che ricorrono in tutta la sua produzione. Nelle sale di Castel Sant\u2019Angelo questa visione trova la propria sintesi: fronde e cavalli, panoplie e vessilli, drappi e bandiere appartengono al medesimo ordine. Non c\u2019\u00e8 gerarchia tra natura e guerra: tutto diventa ornamento. I TESSILI, PER LA PRIMA VOLTA ESPOSTI Nella Sala delle Colonne, sotto la corona d\u2019alloro dipinta a trompe-l\u2019\u0153il, i due piani della mostra si incontrano senza sovrapporsi: le opere dell\u2019Archivio dell\u2019Opera di Duilio Cambellotti dialogano con la decorazione della volta, mentre i tessili, tra cui le stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimoniano la ricerca silenziosa da cui quel linguaggio \u00e8 nato. Sono le tracce di un apprendimento condotto fuori dalle accademie, di un autodidatta che guarda il mondo e lo restituisce trasformato. PAESAGGI SONORI Il percorso espositivo \u00e8 accompagnato da due composizioni sonore concepite come paesaggi immersivi articolati su piani distinti. Il primo nasce dalla fusione di una texture elettroacustica \u2013 ottenuta dal suono del violoncello eseguito in sautill\u00e9, con arco leggero e balzato \u2013 e di elementi elettronici astratti e armonici. Il secondo \u00e8 costruito a partire da suoni naturali: bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo, nitriti e sbuffi, trasformati attraverso un riverbero spaziale che restituisce una percezione lontana e immersiva, proveniente da un ambiente ampio e sospeso nel tempo. ACCESSIBILIT\u00c0 Tenendo conto delle caratteristiche architettoniche del monumento, che rendono alcuni ambienti di Castel Sant\u2019Angelo non agevolmente accessibili alle persone con difficolt\u00e0 motoria, l\u2019esposizione sar\u00e0 visitabile anche attraverso un virtual tour immersivo consultabile sui propri dispositivi. L\u2019attenzione all\u2019accessibilit\u00e0 costituisce inoltre un elemento centrale del progetto espositivo. In collaborazione con Handy Systems Onlus, al percorso visivo della mostra si affiancano i paesaggi sonori, la riproduzione tridimensionale di alcuni elementi decorativi delle sale e la traslitterazione in Braille dei contenuti, con l\u2019obiettivo di restituire al visitatore anche un\u2019esperienza tattile e sonora dell\u2019esposizione. UNA FORMAZIONE, UN\u2019IDENTIT\u00c0 La mostra propone Cambellotti come figura esemplare di un\u2019Italia che costruisce la propria identit\u00e0 visiva attraverso l\u2019incontro con l\u2019altro, la pratica delle arti applicate e la tensione costante tra forma e significato. \u00c8 inserita nel cartellone delle iniziative per la Giornata Nazionale del<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":30026,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"footnotes":""},"categories":[68,69,71,111,110],"tags":[],"pp_force_visibility":null,"pp_subpost_visibility":null,"pp_inherited_force_visibility":null,"pp_inherited_subpost_visibility":null,"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30023"}],"collection":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30023"}],"version-history":[{"count":42,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30023\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30408,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30023\/revisions\/30408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}