{"id":29811,"date":"2026-05-12T14:50:07","date_gmt":"2026-05-12T14:50:07","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/?p=29811"},"modified":"2026-05-12T15:07:23","modified_gmt":"2026-05-12T15:07:23","slug":"essere-un-corpo-vissuto-una-prospettiva-neofenomenologica-presentazione-del-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/essere-un-corpo-vissuto-una-prospettiva-neofenomenologica-presentazione-del-libro\/","title":{"rendered":"Essere un corpo vissuto. Una prospettiva neofenomenologica. Presentazione del libro"},"content":{"rendered":"<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\"><strong>20 maggio 2026, ore 17.00 \u2013 19.00<\/strong><\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\">Il 20 maggio 2026 la Casa\u00a0Museo Hendrik Christian Andersen,\u00a0diretta\u00a0da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all\u2019istituto Pantheon\u00a0e\u00a0Castel\u00a0Sant\u2019Angelo\u00a0\u2013\u00a0Direzione\u00a0Musei\u00a0nazionali\u00a0della\u00a0citt\u00e0\u00a0di\u00a0Roma\u00a0guidata\u00a0da\u00a0Luca\u00a0Mercuri,\u00a0ospita la\u00a0presentazione del libro\u00a0<i>Essere un corpo vissuto, Una prospettiva neofenomenologica<\/i>\u00a0(Edizioni ETS, 2026),\u00a0di Tonino Griffero, nell\u2019ambito della mostra\u00a0<i>La forza del\u00a0corpo<\/i>\u00a0di Roberto Ferri.<\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\">Il libro prende le mosse da una constatazione fondamentale: tutto ci\u00f2 che facciamo, pensiamo e proviamo accade anzitutto nel corpo per come lo viviamo, e solo in parte nel corpo inteso in senso organico-anatomico. Pu\u00f2 accadere, ad esempio, che una persona avverta una condizione di malessere pur essendo clinicamente sana; in questi casi, tale esperienza \u00e8 spesso ricondotta\u00a0superficialmente\u00a0a fattori di natura psicologica. Partendo da questa evidenza, l\u2019autore affronta in chiave\u00a0neofenomenologica\u00a0le principali teorie del corpo vissuto sviluppate nel corso del Novecento. L\u2019indagine si fonda su un approccio filosofico che privilegia le esperienze elementari e corporee della vita quotidiana \u2013 come respirare, mangiare, dormire, ecc. \u2013 estendendosi alle dimensioni ecologiche, ambientali e situazionali, che le attraversano. Punto di riferimento teorico \u00e8 il progetto della\u00a0Nuova Fenomenologia\u00a0sviluppato da Hermann Schmitz.<\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\">Il volume\u00a0muove dalla critica del processo\u00a0millenario\u00a0di progressiva marginalizzazione del corpo vissuto a favore della psiche e del corpo anatomico, mettendo in luce l\u2019esigenza di una riflessione pi\u00f9 articolata su tale ambito.<\/p>\n<p data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\">Lo studio si inserisce nel progetto di un\u2019estetica patica e\u00a0atmosferologica, fondata sull\u2019ipotesi che i sentimenti non siano meri stati interiori, ma forze diffuse nello spazio vissuto\u00a0e\u00a0che risuonano nel corpo\u00a0(vissuto,\u00a0appunto)\u00a0di chi le prova. L\u2019autore si interroga\u00a0pertanto\u00a0sulla distinzione tra corpo fisico e corpo vissuto, chiedendosi se essa sia, almeno in parte, una questione linguistica, e mette in discussione la capacit\u00e0 delle neuroscienze di rendere conto adeguatamente del corpo per come viene sentito. Il percorso teorico si confronta con la tradizione filosofica\u00a0(specialmente fenomenologica) del Novecento,\u00a0ma muovendo, tra l\u2019altro,\u00a0dalla concezione\u00a0nietzscheana\u00a0del corpo come \u201cGrande Ragione\u201d e\u00a0dal noto silenzio heideggeriano sul tema, fino a delineare le\u00a0successive\u00a0teorie fenomenologiche del\u00a0<i>Leib<\/i>, ovvero del corpo vissuto.\u00a0Distinguendo\u00a0tra il corpo che siamo (corpo-soggetto) e il corpo che abbiamo (corpo-oggetto),\u00a0il libro\u00a0sostiene\u00a0la tesi secondo cui\u00a0\u00e8 proprio attraverso il corpo vissuto che l\u2019essere umano \u00e8 essenzialmente nel mondo. In questa prospettiva, il corpo si configura come il luogo in cui si riflettono le impressioni dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\">A partire da interrogativi semplici quanto radicali \u2013\u00a0di quale corpo parliamo quando siamo allegri o tristi, pimpanti o stressati? Quando non ci sentiamo bene, nonostante le analisi mediche non rilevino nulla di patologico? Quando tentiamo di descrivere come ci sentiamo qui e ora?\u00a0\u2013\u00a0il volume ripercorre la storia della distinzione filosofica tra\u00a0corpo vissuto\u00a0e corpo fisico,\u00a0da Schopenhauer a Schmitz, passando per Nietzsche, Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, e molti altri,\u00a0offrendo altres\u00ec una propria interpretazione della\u00a0contemporanea teoria della \u201crisonanza\u201d.<\/p>\n<p data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\">Per il suo rigore teorico e l\u2019ampiezza della prospettiva,\u00a0<i>Essere un corpo vissuto<\/i>\u00a0si propone come uno strumento di supporto indispensabile per qualsiasi disciplina\u00a0\u2013 dalla filosofia alla teoria sociale, dall\u2019antropologia alla psicopatologia \u2013 che intenda esplorare in chiave\u00a0fenomenologica la dimensione dell\u2019embodiment, prescindendo sia dal costruttivismo culturalista sia dal riduzionismo neuroscientifico.<\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\"><em>Introducono Giampiero Moretti, Professore Ordinario di Critica letteraria e Letterature comparate presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cL\u2019Orientale\u201d, e Gilberto Di Petta, Psichiatra e psicopatologo, direttore della Scuola di Psicoterapia Fenomenologico-Dinamica di Firenze e dirigente medico presso il SPDC del P.O. \u201cSanta Maria delle Grazie\u201d di Pozzuoli.<\/em><br \/>\n<em>Sar\u00e0 presente l\u2019autore.<\/em><\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\"><em>\u00a0Ingresso libero fino a esaurimento posti.<\/em><\/p>\n<p data-ccp-border-bottom=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-bottom=\"0px\" data-ccp-border-between=\"0px none #000000\" data-ccp-padding-between=\"0px\"><strong><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/CS_libro-GRIFFERO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comunicato stampa<\/a><\/strong><\/p>\n<style>\/*! elementor - v3.15.0 - 09-08-2023 *\/<br \/>\n.elementor-widget-image{text-align:center}.elementor-widget-image a{display:inline-block}.elementor-widget-image a img[src$=\".svg\"]{width:48px}.elementor-widget-image img{vertical-align:middle;display:inline-block}<\/style>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1086\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-768x1086.jpg\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-768x1086.jpg 768w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-212x300.jpg 212w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-724x1024.jpg 724w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-1448x2048.jpg 1448w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/GRIFFERO_vert-scaled.jpg 1810w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>20 maggio 2026, ore 17.00 \u2013 19.00 Il 20 maggio 2026 la Casa\u00a0Museo Hendrik Christian Andersen,\u00a0diretta\u00a0da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all\u2019istituto Pantheon\u00a0e\u00a0Castel\u00a0Sant\u2019Angelo\u00a0\u2013\u00a0Direzione\u00a0Musei\u00a0nazionali\u00a0della\u00a0citt\u00e0\u00a0di\u00a0Roma\u00a0guidata\u00a0da\u00a0Luca\u00a0Mercuri,\u00a0ospita la\u00a0presentazione del libro\u00a0Essere un corpo vissuto, Una prospettiva neofenomenologica\u00a0(Edizioni ETS, 2026),\u00a0di Tonino Griffero, nell\u2019ambito della mostra\u00a0La forza del\u00a0corpo\u00a0di Roberto Ferri. 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Il volume\u00a0muove dalla critica del processo\u00a0millenario\u00a0di progressiva marginalizzazione del corpo vissuto a favore della psiche e del corpo anatomico, mettendo in luce l\u2019esigenza di una riflessione pi\u00f9 articolata su tale ambito. Lo studio si inserisce nel progetto di un\u2019estetica patica e\u00a0atmosferologica, fondata sull\u2019ipotesi che i sentimenti non siano meri stati interiori, ma forze diffuse nello spazio vissuto\u00a0e\u00a0che risuonano nel corpo\u00a0(vissuto,\u00a0appunto)\u00a0di chi le prova. L\u2019autore si interroga\u00a0pertanto\u00a0sulla distinzione tra corpo fisico e corpo vissuto, chiedendosi se essa sia, almeno in parte, una questione linguistica, e mette in discussione la capacit\u00e0 delle neuroscienze di rendere conto adeguatamente del corpo per come viene sentito. 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