{"id":27438,"date":"2024-12-20T08:40:11","date_gmt":"2024-12-20T08:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/due-presepi-storici-napoletani-in-esposizione-a-castel-santangelo-un-dialogo-tra-tradizione-arte-e-storia-fino-al-12-gennaio-2025\/"},"modified":"2026-02-11T06:46:59","modified_gmt":"2026-02-11T06:46:59","slug":"due-presepi-storici-napoletani-in-esposizione-a-castel-santangelo-un-dialogo-tra-tradizione-arte-e-storia-fino-al-12-gennaio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/due-presepi-storici-napoletani-in-esposizione-a-castel-santangelo-un-dialogo-tra-tradizione-arte-e-storia-fino-al-12-gennaio-2025\/","title":{"rendered":"Due presepi storici napoletani in esposizione a Castel Sant\u2019Angelo: un dialogo tra tradizione, arte e storia fino al 12 gennaio 2025"},"content":{"rendered":"<p>In occasione delle festivit\u00e0 natalizie, Castel Sant\u2019Angelo ospita due presepi provenienti dalla Certosa e Museo di S. Martino a Napoli, esemplari significativi di una produzione basata sulla capacit\u00e0 di sintesi tra esperienza artigianale, creativit\u00e0 artistica e sperimentazione innovativa dei materiali.<\/p>\n<p>Nella <strong>Sala della Biblioteca<\/strong>, \u00e8 allestito un monumentale <strong>presepe in sughero e legno con dettagli in stoffa e terracotta<\/strong>, finora conservato in deposito. L\u2019opera, realizzata nel 1871 da Lorenzo Taglioni, ingegnere al servizio del re Ferdinando II di Borbone, costituisce un complesso lungo quasi due metri che lega indissolubilmente meccanica ed arte, spirito tecnico e spirito estetico. <strong>Grazie a un calibrato meccanismo<\/strong>, infatti,<strong>\u00a0il modello in sughero del celebre Tempio di Nettuno dell\u2019antica Paestum, si apre, con effetto teatrale, assumendo la forma di un presepe con pastori<\/strong>. La trasformazione del tempio di Nettuno in presepe napoletano \u00e8 illustrata con l\u2019ausilio di un video che manda a ciclo continuo le operazioni di apertura e di chiusura, mentre degli specchi collocati a terra ricordano al pubblico che il presepe nasconde i prospetti esterni del tempio.<\/p>\n<p>L\u2019imponente costruzione \u00e8 un <em>unicum<\/em>\u00a0proprio per la relazione che l\u2019architettura classica instaura con la storia cristiana, diventando la cornice per l\u2019intero presepe e i suoi abitanti, oltre duecento personaggi vestiti secondo il costume del Regno di Napoli e delle due Sicilie. L\u2019esposizione offre cos\u00ec un&#8217;occasione per riflettere sulla complessa relazione tra il passato classico e quello cristiano che accomuna l\u2019opera in mostra e la sede ospitante, creando uno spazio di dialogo tra culture e architetture.<\/p>\n<p>La mostra si inserisce all\u2019interno di un importante progetto di tutela e valorizzazione del presepe di sughero che, nell\u2019ottica di un programmatico recupero di beni provenienti dai depositi, per l\u2019occasione verr\u00e0 sottoposto a un intervento di restauro e risanamento conservativo, reso necessario dall\u2019alterabilit\u00e0 dei materiali impiegati in sughero e legno e dal suo funzionamento meccanico. Tale intervento si inquadra in una prospettiva pi\u00f9 ampia, che traduce la volont\u00e0 critica di conferire nuova luce a tutte quelle opere e quegli oggetti custoditi in luoghi esclusi dalla pubblica visione, al fine di promuovere un racconto museale che sia sempre rinnovato e che possa stimolare costantemente il pubblico, educandolo a un approccio, al contempo familiare e istruttivo, al nostro prezioso patrimonio culturale.<\/p>\n<p>Nel <strong>Giretto coperto di Pio IV<\/strong>, accessibile attraverso l\u2019ascensore principale del Monumento, \u00e8 invece allestito il <strong>presepe in ceroplastica<\/strong>, realizzato in cera, sughero e legno da Padre Benedetto Sferra nel 1744 per destinarlo alla sacrestia della chiesa di S. Maria a Caponapoli. <strong>All\u2019interno di una scatola scenica, l\u2019artista ha ricostruito un contesto rurale popolato di dettagli quotidiani e di figure dal forte impatto scenografico ed emotivo,<\/strong>\u00a0in linea con la pi\u00f9 genuina tradizione del presepe napoletano settecentesco. Tale esposizione offre cos\u00ec l\u2019occasione per apprezzare un\u2019opera di eccezionale valore storico-documentario, che testimonia l\u2019utilizzo delle cerae pictae, ossia di figure in cera a pieno rilievo ravvivate dal colore, caduto in disuso e soppiantato dal ricorso a materiali pi\u00f9 resistenti all\u2019usura. L\u2019opera si contraddistingue infatti per l\u2019impiego di una cromia accesa e armoniosa, dalla notevole sensibilit\u00e0 evocativa, che consente di creare un sentimento di connessione con il riguardante e di partecipazione all\u2019evento religioso.<\/p>\n<p><em>\u201cSono lieto <\/em>\u2013 commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna \u2013 <em>che Castel Sant\u2019Angelo, con l\u2019allestimento di due presepi napoletani di grande interesse, celebri una tradizione profondamente radicata nella nostra cultura, offrendo al pubblico un\u2019opportunit\u00e0 per riscoprire opere di rilevante valore storico e artistico. Questo progetto riflette pienamente la missione dei musei contemporanei: essere luoghi dinamici, in grado di rinnovarsi e di creare dialoghi significativi tra culture, epoche e tradizioni. Attraverso il restauro e la valorizzazione, confermiamo l\u2019impegno a rendere accessibile un patrimonio spesso meno conosciuto, nel segno di una missione che unisce tutela, educazione e partecipazione.\u201d<\/em><\/p>\n<p>I due presepi in mostra a Castel Sant\u2019Angelo, accomunati dalla loro vocazione scenica e teatralizzante, consentono di apprezzare peculiari interpretazioni della tradizione universale del presepe, che naturalmente ha sviluppato caratteristiche e sfumature regionali diverse, contribuendo a creare una significativa ricchezza di stili.<\/p>\n<p><strong>I presepi saranno fruibili al pubblico fino al 12 gennaio 2025.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CS_PRESEPI-STORICI-A-CASTEL-SANTANGELO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Comunicato stampa<\/strong><\/a><\/p>\n<style>\/*! elementor-pro - v3.15.0 - 09-08-2023 *\/<br \/>\n.elementor-gallery__container{min-height:1px}.elementor-gallery-item{position:relative;overflow:hidden;display:block;text-decoration:none;border:solid var(--image-border-width) 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La trasformazione del tempio di Nettuno in presepe napoletano \u00e8 illustrata con l\u2019ausilio di un video che manda a ciclo continuo le operazioni di apertura e di chiusura, mentre degli specchi collocati a terra ricordano al pubblico che il presepe nasconde i prospetti esterni del tempio. L\u2019imponente costruzione \u00e8 un unicum\u00a0proprio per la relazione che l\u2019architettura classica instaura con la storia cristiana, diventando la cornice per l\u2019intero presepe e i suoi abitanti, oltre duecento personaggi vestiti secondo il costume del Regno di Napoli e delle due Sicilie. L\u2019esposizione offre cos\u00ec un&#8217;occasione per riflettere sulla complessa relazione tra il passato classico e quello cristiano che accomuna l\u2019opera in mostra e la sede ospitante, creando uno spazio di dialogo tra culture e architetture. 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Nel Giretto coperto di Pio IV, accessibile attraverso l\u2019ascensore principale del Monumento, \u00e8 invece allestito il presepe in ceroplastica, realizzato in cera, sughero e legno da Padre Benedetto Sferra nel 1744 per destinarlo alla sacrestia della chiesa di S. Maria a Caponapoli. All\u2019interno di una scatola scenica, l\u2019artista ha ricostruito un contesto rurale popolato di dettagli quotidiani e di figure dal forte impatto scenografico ed emotivo,\u00a0in linea con la pi\u00f9 genuina tradizione del presepe napoletano settecentesco. Tale esposizione offre cos\u00ec l\u2019occasione per apprezzare un\u2019opera di eccezionale valore storico-documentario, che testimonia l\u2019utilizzo delle cerae pictae, ossia di figure in cera a pieno rilievo ravvivate dal colore, caduto in disuso e soppiantato dal ricorso a materiali pi\u00f9 resistenti all\u2019usura. 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