{"id":18419,"date":"2021-11-08T11:51:00","date_gmt":"2021-11-08T10:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/il-13-novembre-al-museo-andersen-inaugura-la-mostra-giovanni-hajnal-sulle-orme-di-dante-dalla-lettura-al-segno-grafico\/"},"modified":"2021-11-08T11:51:00","modified_gmt":"2021-11-08T10:51:00","slug":"il-13-novembre-al-museo-andersen-inaugura-la-mostra-giovanni-hajnal-sulle-orme-di-dante-dalla-lettura-al-segno-grafico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/il-13-novembre-al-museo-andersen-inaugura-la-mostra-giovanni-hajnal-sulle-orme-di-dante-dalla-lettura-al-segno-grafico\/","title":{"rendered":"il 13 novembre al Museo Andersen inaugura la mostra &#8216;Giovanni Hajnal. Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>Si aprir\u00e0 al pubblico il 13 novembre 2021 al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della Citt\u00e0 di Roma, diretta da Mariastella Margozzi, la mostra <strong><em>GIOVANNI HAJNAL Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione, gi\u00e0 curata da Mariastella Margozzi e Laura Salerno presso l\u2019Abbazia di Santo Spirito al Morrone, si sposta ora nella casa-<em>atelier <\/em>di Hendrik Christian Andersen per mostrare al pubblico le acqueforti realizzate dall\u2019artista ungherese Giovanni Hajnal che reinterpreta in maniera del tutto singolare i passi pi\u00f9 coinvolgenti della <em>Divina Commedia <\/em>di Dante Alighieri, in occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario dalla scomparsa del Sommo Poeta.<\/p>\n<p>Il legame tra Giovanni Hajnal, personalit\u00e0 poliedrica che ha saputo incidere il suo nome tra i grandi della storia dell\u2019arte contemporanea e il Sommo Poeta Dante Alighieri si \u00e8 instaurato, intrecciato e mai pi\u00f9 interrotto, grazie a un autentico colpo di fulmine. In tale frangente Hajnal subisce una potentissima esperienza di arricchimento esistenziale, oltre a una conturbante impressione immaginativa, di empatia con l\u2019opera dell\u2019inarrivabile maestro. Da quel preciso istante principia nell\u2019immaginario compositivo e iconografico di Hajnal una fascinazione cos\u00ec stravolgente per le tre Cantiche dantesche tale da tradurne e trascriverne i passi pi\u00f9 notevoli, preziosi e significativi eternandoli attraverso la propria magistrale arte incisoria.<\/p>\n<p>Dal 1980 Giovanni Hajnal matura l\u2019idea di illustrare in maniera programmatica episodi che lo avevano letteralmente stregato vivificando cos\u00ec l\u2019epopea di incisioni a tema dantesco, sentendosi particolarmente vicino ai versi dedicati alla sua terra natia, l\u2019Ungheria, enucleandone, mediante un segno rigido, autoritario e solenne, non solo l\u2019imperituro legame sentimentale con il proprio paese d\u2019origine ma anche il profondo rapporto tra il Vate e quella straordinaria nazione.<\/p>\n<p>Le opere presenti in mostra, realizzate con la tecnica dell\u2019acquaforte, sono permeate da una strabiliante duttilit\u00e0 espressiva. Esse scandiscono, mediante un <em>iter <\/em>stilistico multiforme e variegato che abbraccia oltre vent\u2019anni, il viaggio dantesco nei tre regni oltremondani della religione cattolica, effigiandone con estrema perizia compositiva principalmente i moti interiori, resi grazie al calibrato impiego di un segno che si fa aedo di accattivanti slanci emotivi e contrappunti sensori, che si compenetrano in linee marcate, forme geometrizzanti, volumi imponenti e brulicanti assetti spaziali tesi a trascinare il pubblico all\u2019interno di una fiaba magica e al contempo grottesca. L\u2019<em>ars creandi <\/em>di Hajnal mutua dal passato per mirare al futuro, un avvenire ripensato e riplasmato originalmente attraverso un innovativo linguaggio figurativo che mostra di saper armoniosamente coniugare la minuzia della cultura espressiva nordica con la linea calda e magmatica di matrice mediterranea. Le incisioni esposte esprimono l\u2019universo dei sentimenti umani, cantano i conflitti interni, i brividi della paura di rimanere intrappolati e ancorati a qualcosa che non ci appartiene, le speranze di un\u2019umanit\u00e0 in cerca di assoluzione. Hajnal traduce, superando i dettami del messaggio sacrale o simbolico insito nelle sue creazioni, i problemi dell\u2019uomo moderno: l\u2019antinaturalismo formale, le distorsioni grafiche, il dinamismo compositivo non fanno altro che trasporre l\u2019inquietudine, il disagio esistenziale che affligge il nostro tempo e rappresentano una via di fuga dal labirintico incedere di un presente che forse percepiamo di volta in volta sempre pi\u00f9 ingombrante.<\/p>\n<p>Non \u00e8 casuale la scelta di esporre le opere dell\u2019artista ungherese al Museo Hendrik Christian Andersen. Anche lo scultore norvegese naturalizzato statunitense Andersen \u00e8 sensibile come Giovanni Hajnal al richiamo dantesco. Nel 1921 realizza un bassorilievo in marmo raffigurante \u201cDante e Beatrice\u201d in due versioni, una conservata presso il Museo, l\u2019altra presso il chiostro dell\u2019Abbazia di Vallombrosa (Reggello, Firenze) dove era solito soggiornare durante l\u2019estate.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Museo Hendrik Christian Andersen<br \/>\nvia Pasquale S. Mancini, 20 \u2013 00196 Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>GIOVANNI HAJNAL<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Mostra a cura di Mariastella Margozzi e Laura Salerno<br \/>\n13 novembre 2021 \u2013 12 febbraio 2022\u00a0 &#8211; Inaugurazione 13 novembre ore 17.00<br \/>\n(nel rispetto delle norme anti Covid-19)<\/p>\n<p><strong>Contatti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mail<\/strong>: dms-rm.museoandersen@beniculturali.it<br \/>\n<strong>Tel<\/strong>. + 39 06 3219089<br \/>\n<strong>Sito web:<\/strong> <a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/istituti\/museo-hendrik-christian-andersen-roma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/istituti\/museo-hendrik-christian-andersen-roma\/<\/a><br \/>\n<strong>FB<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/MuseoHendrikChristianAndersen\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">MuseoHendrikChristianAndersen<\/a><br \/>\n<strong>TW<\/strong>: @MuseoAndersen<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-cs-HAJNAL-Sulle-orme-di-Dante-dalla-lettura-al-segno-grafico.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">COMUNICATO STAMPA<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-Locandina-A3-Mostra-Hajnal-719x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 719px) 100vw, 719px\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-Locandina-A3-Mostra-Hajnal-719x1024.jpg 719w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-Locandina-A3-Mostra-Hajnal-211x300.jpg 211w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-Locandina-A3-Mostra-Hajnal-768x1093.jpg 768w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-Locandina-A3-Mostra-Hajnal-1079x1536.jpg 1079w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Andersen-Locandina-A3-Mostra-Hajnal.jpg 1161w\" alt=\"\" width=\"719\" height=\"1024\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si aprir\u00e0 al pubblico il 13 novembre 2021 al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte e afferente alla Direzione Musei Statali della Citt\u00e0 di Roma, diretta da Mariastella Margozzi, la mostra GIOVANNI HAJNAL Sulle orme di Dante dalla lettura al segno grafico. L\u2019esposizione, gi\u00e0 curata da Mariastella Margozzi e Laura Salerno presso l\u2019Abbazia di Santo Spirito al Morrone, si sposta ora nella casa-atelier di Hendrik Christian Andersen per mostrare al pubblico le acqueforti realizzate dall\u2019artista ungherese Giovanni Hajnal che reinterpreta in maniera del tutto singolare i passi pi\u00f9 coinvolgenti della Divina Commedia di Dante Alighieri, in occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario dalla scomparsa del Sommo Poeta. Il legame tra Giovanni Hajnal, personalit\u00e0 poliedrica che ha saputo incidere il suo nome tra i grandi della storia dell\u2019arte contemporanea e il Sommo Poeta Dante Alighieri si \u00e8 instaurato, intrecciato e mai pi\u00f9 interrotto, grazie a un autentico colpo di fulmine. In tale frangente Hajnal subisce una potentissima esperienza di arricchimento esistenziale, oltre a una conturbante impressione immaginativa, di empatia con l\u2019opera dell\u2019inarrivabile maestro. Da quel preciso istante principia nell\u2019immaginario compositivo e iconografico di Hajnal una fascinazione cos\u00ec stravolgente per le tre Cantiche dantesche tale da tradurne e trascriverne i passi pi\u00f9 notevoli, preziosi e significativi eternandoli attraverso la propria magistrale arte incisoria. Dal 1980 Giovanni Hajnal matura l\u2019idea di illustrare in maniera programmatica episodi che lo avevano letteralmente stregato vivificando cos\u00ec l\u2019epopea di incisioni a tema dantesco, sentendosi particolarmente vicino ai versi dedicati alla sua terra natia, l\u2019Ungheria, enucleandone, mediante un segno rigido, autoritario e solenne, non solo l\u2019imperituro legame sentimentale con il proprio paese d\u2019origine ma anche il profondo rapporto tra il Vate e quella straordinaria nazione. Le opere presenti in mostra, realizzate con la tecnica dell\u2019acquaforte, sono permeate da una strabiliante duttilit\u00e0 espressiva. Esse scandiscono, mediante un iter stilistico multiforme e variegato che abbraccia oltre vent\u2019anni, il viaggio dantesco nei tre regni oltremondani della religione cattolica, effigiandone con estrema perizia compositiva principalmente i moti interiori, resi grazie al calibrato impiego di un segno che si fa aedo di accattivanti slanci emotivi e contrappunti sensori, che si compenetrano in linee marcate, forme geometrizzanti, volumi imponenti e brulicanti assetti spaziali tesi a trascinare il pubblico all\u2019interno di una fiaba magica e al contempo grottesca. L\u2019ars creandi di Hajnal mutua dal passato per mirare al futuro, un avvenire ripensato e riplasmato originalmente attraverso un innovativo linguaggio figurativo che mostra di saper armoniosamente coniugare la minuzia della cultura espressiva nordica con la linea calda e magmatica di matrice mediterranea. Le incisioni esposte esprimono l\u2019universo dei sentimenti umani, cantano i conflitti interni, i brividi della paura di rimanere intrappolati e ancorati a qualcosa che non ci appartiene, le speranze di un\u2019umanit\u00e0 in cerca di assoluzione. Hajnal traduce, superando i dettami del messaggio sacrale o simbolico insito nelle sue creazioni, i problemi dell\u2019uomo moderno: l\u2019antinaturalismo formale, le distorsioni grafiche, il dinamismo compositivo non fanno altro che trasporre l\u2019inquietudine, il disagio esistenziale che affligge il nostro tempo e rappresentano una via di fuga dal labirintico incedere di un presente che forse percepiamo di volta in volta sempre pi\u00f9 ingombrante. Non \u00e8 casuale la scelta di esporre le opere dell\u2019artista ungherese al Museo Hendrik Christian Andersen. Anche lo scultore norvegese naturalizzato statunitense Andersen \u00e8 sensibile come Giovanni Hajnal al richiamo dantesco. Nel 1921 realizza un bassorilievo in marmo raffigurante \u201cDante e Beatrice\u201d in due versioni, una conservata presso il Museo, l\u2019altra presso il chiostro dell\u2019Abbazia di Vallombrosa (Reggello, Firenze) dove era solito soggiornare durante l\u2019estate. Museo Hendrik Christian Andersen via Pasquale S. 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