{"id":18411,"date":"2021-11-26T18:58:15","date_gmt":"2021-11-26T17:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/al-museo-nazionale-di-castel-santangelo-dal-30-novembre-la-mostra-il-museo-e-possibile-storie-di-collezionismi-recuperi-e-restauri-a-castel-santangelo\/"},"modified":"2021-11-26T18:58:15","modified_gmt":"2021-11-26T17:58:15","slug":"al-museo-nazionale-di-castel-santangelo-dal-30-novembre-la-mostra-il-museo-e-possibile-storie-di-collezionismi-recuperi-e-restauri-a-castel-santangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/al-museo-nazionale-di-castel-santangelo-dal-30-novembre-la-mostra-il-museo-e-possibile-storie-di-collezionismi-recuperi-e-restauri-a-castel-santangelo\/","title":{"rendered":"Al Museo Nazionale di Castel Sant&#8217;Angelo dal 30 novembre la mostra &#8216;IL MUSEO [\u00c8] POSSIBILE &#8211; Storie di collezionismi, recuperi e restauri a Castel Sant\u2019Angelo&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL MUSEO [\u00c8] POSSIBILE<\/strong><br \/>\n<strong>Storie di collezionismi, recuperi e restauri a Castel Sant\u2019Angelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Mostra<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>30 novembre 2021 \u2013 30 gennaio 2022<\/strong><\/p>\n<p>Da circa un anno Castel Sant&#8217;Angelo \u00e8 sottoposto a lavori di manutenzione straordinaria necessari a ridare decoro e lustro a uno dei pi\u00f9 significativi monumenti di Roma, nell&#8217;ottica di rendere pi\u00f9 concreti, visibili e godibili i suoi variegati e complessi ambienti, la sua preziosa decorazione cinquecentesca e le collezioni di dipinti, arredi e armi storiche, fino ad ora in gran parte nei depositi. Sono state recentemente interessate da un nuovo progetto illuminotecnico la Sala Paolina e la cosiddetta Biblioteca, gi\u00e0 fruibili con la nuova suggestiva illuminazione. Lo saranno a breve anche la cosiddetta \u201cArmeria inferiore\u201d, dove sar\u00e0 raccontata in maniera permanente la storia iconografica del Castello, e le altre sale \u201cfarnesiane\u201d accanto alla Paolina (Perseo e Amore e Psiche) e accanto alla Biblioteca (Adrianeo e Festoni, Cagliostra), dove sono in corso lavori di ristrutturazione, resi necessari per migliorare l&#8217;offerta museale. In attesa di riallestire le opere delle collezioni del Museo Nazionale di Castel Sant&#8217;Angelo (istituito nel 1925) nelle sale ad esse destinate originariamente, si \u00e8 deciso quindi di realizzare un allestimento temporaneo, che le proponga al pubblico secondo una nuova ottica espositiva e che ne faccia comprendere la straordinaria variet\u00e0. La mostra, curata da Mariastella Margozzi, Laura Salerno e Michele Occhioni, si propone di valorizzare e conferire nuova luce a opere poco conosciute, nonostante il loro indiscutibile pregio, celate all\u2019attenzione che meritano e sottratte alla visione perch\u00e9 in gran parte conservate nei depositi del Castello. Molti dei pezzi esposti non sono collegati alla storia di Castel Sant&#8217;Angelo che all\u2019epoca dell\u2019istituzione del Museo si era trovato per lo pi\u00f9 privo di mobilio ornamentale e di quadreria, considerate anche le diverse funzioni che vi si svolsero in precedenza, come quella di carcere e caserma. La collezione di dipinti e arredi che oggi ammiriamo \u00e8 frutto della sintesi di due distinte donazioni, quella del collezionista e mercante d\u2019arte romano Mario Menotti del 1916 e quella della famiglia fiorentina Contini Bonacossi del 1928, favorite dalla volont\u00e0 del generale Mariano Borgatti, allora direttore del Castello, al quale va ascritto il merito (oltre quello di aver pianificato, programmato e realizzato una significativa campagna di restauro estesa a gran parte del monumento) di averlo voluto trasformare in contenitore di contenuti storici e artistici. Le svariate provenienze e la corposa miscellanea di materiale collezionato, che rispecchia il gusto dei donatori, ma anche del mercato dell&#8217;arte del periodo, si riflette nella successione cronologica delle opere in mostra. In tal senso evidente, ad esempio, \u00e8 la sovrabbondanza di opere della scuola veneta, ambito geografico al quale si riferiva particolarmente il gusto di Mario Menotti. Alessandro Contini Bonacossi invece, mercante d\u2019arte oltre che collezionista, avvalendosi della consulenza dell\u2019allora giovane storico dell\u2019arte Roberto Longhi, aveva acquistato insieme alla moglie Vittoria molteplici opere sul territorio italiano, alcune delle quali furono oggetto di donazione al Museo di Castel Sant\u2019Angelo per contrastare la fama di venditore di opere d\u2019arte italiane all\u2019estero e acquisendo quella di mecenate illuminato. Per questa donazione i coniugi Contini Bonacossi ottennero il titolo nobiliare di conti. Un&#8217;altra donazione venne disposta da Alessandro Contini Bonacossi nel 1939 a favore del Museo degli Uffizi di Firenze. I numerosi manufatti giunti a Castel Sant&#8217;Angelo vennero allestiti, sotto la direzione dei donatori, in sette sale disadorne dell&#8217;appartamento pontificio, con l&#8217;obiettivo di presentare una ricostruzione ambientale d\u2019epoca, quasi la scenografia di un film in costume ambientato nel tardo Rinascimento, che comunque assecondava anche i criteri degli allestimenti museali allora in voga. L&#8217;allestimento rispetta, per quanto possibile, il criterio cronologico, coniugandolo in alcuni casi al concetto di \u201cmaggiore visibilit\u00e0\u201d, in accordo al quale si tende a valorizzare capolavori ingiustamente dimenticati o ignorati. Si potranno rivedere alcuni manufatti legati fin dalla loro origine a Castel Sant\u2019Angelo, come ad esempio il monumentale busto del Salvatore, che ha prestato il nome all\u2019omonimo cortile in cui a lungo \u00e8 stato esposto, che da molti anni non era visibile al pubblico, o la bellissima scultura lignea della Madonna con bambino di scuola umbro-laziale della fine del XIII secolo. Tra le opere esposte figurano nomi assai noti, quali Jacopo della Quercia, Ambrogio Zavattari e la sua bottega, Carlo Crivelli, Dosso Dossi, Sebastiano del Piombo, Andrea Pozzo, Pietro Bracci, oltre alla bottega di Pieter Paul Rubens e a copie da famosi capolavori quali Il Festino degli Dei di Giovanni Bellini o Il Riposo nella Fuga in Egitto di Federico Barocci. Sar\u00e0 esposto anche il San Girolamo nella selva di Lorenzo Lotto, del 1509, datazione rispondente al periodo romano dell\u2019artista, come ci ricordano del resto la posa del santo, citazione del Diogene adagiato sulle scale della Scuola di Atene di Raffaello nelle Stanze Vaticane, e l\u2019edificio visibile nel paesaggio sulla destra, che si pu\u00f2 identificare con Castel Sant\u2019Angelo. Adeguato rilievo \u00e8 dato anche al polittico quattrocentesco dei fratelli Zavattari, proveniente incompleto dalla collezione Contini Bonacossi e ricomposto nel 2000 degli altri due pannelli mancanti, acquistati dallo Stato sul mercato antiquariale. Ma ci sar\u00e0 anche l\u2019Apparizione dell\u2019Arcangelo Michele sul mausoleo di Adriano dell&#8217;ambito di Ventura Salimbeni, un soggetto strettamente legato alla storia della Mole: secondo la tradizione, infatti, nell\u2019anno 590, di fronte alla processione voluta da papa Gregorio Magno per scongiurare la pestilenza che affliggeva Roma, l\u2019arcangelo Michele apparve sopra il mausoleo rinfoderando la spada insanguinata, a simboleggiare la fine del morbo. Ceramiche istoriate e mobilio, tra cui due preziosi cassoni nuziali di manifattura toscana, completano l&#8217;esposizione e restituiscono al pubblico la ricchezza e l&#8217;eterogeneit\u00e0 dei materiali che il Museo di Castel Sant&#8217;Angelo conserva.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>scarica il <a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/CSA-cs-mostra-IL-MUSEO-\u00e8-POSSIBILE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">COMUNICATO STAMPA<\/a><\/p>\n<p><strong>Per informazioni:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ufficio comunicazione e social network<\/strong>: dms-rm.social@beniculturali.it<br \/>\n<strong>Ufficio Mostre:<\/strong> dms-rm.mostre@beniculturali.it<br \/>\n<strong>Sito web:<\/strong> <a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/\">https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/<\/a><br \/>\n<strong>FB:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma\">https:\/\/www.facebook.com\/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma<\/a><br \/>\n<strong>IG:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/direzionemuseistataliroma\/\">https:\/\/www.instagram.com\/direzionemuseistataliroma\/<\/a><br \/>\n<strong>YT:\u00a0<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/c\/DirezioneMuseiStatalidellaCitt\u00e0diRoma\">https:\/\/www.youtube.com\/c\/DirezioneMuseiStatalidellaCitt\u00e0diRoma<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/CSA-locandina-Il-Museo-\u00e8-possibile.jpg\" sizes=\"(max-width: 709px) 100vw, 709px\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/CSA-locandina-Il-Museo-\u00e8-possibile.jpg 709w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/CSA-locandina-Il-Museo-\u00e8-possibile-229x300.jpg 229w\" alt=\"\" width=\"709\" height=\"928\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MUSEO [\u00c8] POSSIBILE Storie di collezionismi, recuperi e restauri a Castel Sant\u2019Angelo Mostra 30 novembre 2021 \u2013 30 gennaio 2022 Da circa un anno Castel Sant&#8217;Angelo \u00e8 sottoposto a lavori di manutenzione straordinaria necessari a ridare decoro e lustro a uno dei pi\u00f9 significativi monumenti di Roma, nell&#8217;ottica di rendere pi\u00f9 concreti, visibili e godibili i suoi variegati e complessi ambienti, la sua preziosa decorazione cinquecentesca e le collezioni di dipinti, arredi e armi storiche, fino ad ora in gran parte nei depositi. Sono state recentemente interessate da un nuovo progetto illuminotecnico la Sala Paolina e la cosiddetta Biblioteca, gi\u00e0 fruibili con la nuova suggestiva illuminazione. Lo saranno a breve anche la cosiddetta \u201cArmeria inferiore\u201d, dove sar\u00e0 raccontata in maniera permanente la storia iconografica del Castello, e le altre sale \u201cfarnesiane\u201d accanto alla Paolina (Perseo e Amore e Psiche) e accanto alla Biblioteca (Adrianeo e Festoni, Cagliostra), dove sono in corso lavori di ristrutturazione, resi necessari per migliorare l&#8217;offerta museale. In attesa di riallestire le opere delle collezioni del Museo Nazionale di Castel Sant&#8217;Angelo (istituito nel 1925) nelle sale ad esse destinate originariamente, si \u00e8 deciso quindi di realizzare un allestimento temporaneo, che le proponga al pubblico secondo una nuova ottica espositiva e che ne faccia comprendere la straordinaria variet\u00e0. La mostra, curata da Mariastella Margozzi, Laura Salerno e Michele Occhioni, si propone di valorizzare e conferire nuova luce a opere poco conosciute, nonostante il loro indiscutibile pregio, celate all\u2019attenzione che meritano e sottratte alla visione perch\u00e9 in gran parte conservate nei depositi del Castello. Molti dei pezzi esposti non sono collegati alla storia di Castel Sant&#8217;Angelo che all\u2019epoca dell\u2019istituzione del Museo si era trovato per lo pi\u00f9 privo di mobilio ornamentale e di quadreria, considerate anche le diverse funzioni che vi si svolsero in precedenza, come quella di carcere e caserma. La collezione di dipinti e arredi che oggi ammiriamo \u00e8 frutto della sintesi di due distinte donazioni, quella del collezionista e mercante d\u2019arte romano Mario Menotti del 1916 e quella della famiglia fiorentina Contini Bonacossi del 1928, favorite dalla volont\u00e0 del generale Mariano Borgatti, allora direttore del Castello, al quale va ascritto il merito (oltre quello di aver pianificato, programmato e realizzato una significativa campagna di restauro estesa a gran parte del monumento) di averlo voluto trasformare in contenitore di contenuti storici e artistici. Le svariate provenienze e la corposa miscellanea di materiale collezionato, che rispecchia il gusto dei donatori, ma anche del mercato dell&#8217;arte del periodo, si riflette nella successione cronologica delle opere in mostra. In tal senso evidente, ad esempio, \u00e8 la sovrabbondanza di opere della scuola veneta, ambito geografico al quale si riferiva particolarmente il gusto di Mario Menotti. Alessandro Contini Bonacossi invece, mercante d\u2019arte oltre che collezionista, avvalendosi della consulenza dell\u2019allora giovane storico dell\u2019arte Roberto Longhi, aveva acquistato insieme alla moglie Vittoria molteplici opere sul territorio italiano, alcune delle quali furono oggetto di donazione al Museo di Castel Sant\u2019Angelo per contrastare la fama di venditore di opere d\u2019arte italiane all\u2019estero e acquisendo quella di mecenate illuminato. Per questa donazione i coniugi Contini Bonacossi ottennero il titolo nobiliare di conti. Un&#8217;altra donazione venne disposta da Alessandro Contini Bonacossi nel 1939 a favore del Museo degli Uffizi di Firenze. I numerosi manufatti giunti a Castel Sant&#8217;Angelo vennero allestiti, sotto la direzione dei donatori, in sette sale disadorne dell&#8217;appartamento pontificio, con l&#8217;obiettivo di presentare una ricostruzione ambientale d\u2019epoca, quasi la scenografia di un film in costume ambientato nel tardo Rinascimento, che comunque assecondava anche i criteri degli allestimenti museali allora in voga. L&#8217;allestimento rispetta, per quanto possibile, il criterio cronologico, coniugandolo in alcuni casi al concetto di \u201cmaggiore visibilit\u00e0\u201d, in accordo al quale si tende a valorizzare capolavori ingiustamente dimenticati o ignorati. Si potranno rivedere alcuni manufatti legati fin dalla loro origine a Castel Sant\u2019Angelo, come ad esempio il monumentale busto del Salvatore, che ha prestato il nome all\u2019omonimo cortile in cui a lungo \u00e8 stato esposto, che da molti anni non era visibile al pubblico, o la bellissima scultura lignea della Madonna con bambino di scuola umbro-laziale della fine del XIII secolo. Tra le opere esposte figurano nomi assai noti, quali Jacopo della Quercia, Ambrogio Zavattari e la sua bottega, Carlo Crivelli, Dosso Dossi, Sebastiano del Piombo, Andrea Pozzo, Pietro Bracci, oltre alla bottega di Pieter Paul Rubens e a copie da famosi capolavori quali Il Festino degli Dei di Giovanni Bellini o Il Riposo nella Fuga in Egitto di Federico Barocci. Sar\u00e0 esposto anche il San Girolamo nella selva di Lorenzo Lotto, del 1509, datazione rispondente al periodo romano dell\u2019artista, come ci ricordano del resto la posa del santo, citazione del Diogene adagiato sulle scale della Scuola di Atene di Raffaello nelle Stanze Vaticane, e l\u2019edificio visibile nel paesaggio sulla destra, che si pu\u00f2 identificare con Castel Sant\u2019Angelo. Adeguato rilievo \u00e8 dato anche al polittico quattrocentesco dei fratelli Zavattari, proveniente incompleto dalla collezione Contini Bonacossi e ricomposto nel 2000 degli altri due pannelli mancanti, acquistati dallo Stato sul mercato antiquariale. Ma ci sar\u00e0 anche l\u2019Apparizione dell\u2019Arcangelo Michele sul mausoleo di Adriano dell&#8217;ambito di Ventura Salimbeni, un soggetto strettamente legato alla storia della Mole: secondo la tradizione, infatti, nell\u2019anno 590, di fronte alla processione voluta da papa Gregorio Magno per scongiurare la pestilenza che affliggeva Roma, l\u2019arcangelo Michele apparve sopra il mausoleo rinfoderando la spada insanguinata, a simboleggiare la fine del morbo. Ceramiche istoriate e mobilio, tra cui due preziosi cassoni nuziali di manifattura toscana, completano l&#8217;esposizione e restituiscono al pubblico la ricchezza e l&#8217;eterogeneit\u00e0 dei materiali che il Museo di Castel Sant&#8217;Angelo conserva. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; scarica il COMUNICATO STAMPA Per informazioni: Ufficio comunicazione e social network: dms-rm.social@beniculturali.it Ufficio Mostre: dms-rm.mostre@beniculturali.it Sito web: https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/ FB: https:\/\/www.facebook.com\/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma IG: https:\/\/www.instagram.com\/direzionemuseistataliroma\/ YT:\u00a0 https:\/\/www.youtube.com\/c\/DirezioneMuseiStatalidellaCitt\u00e0diRoma<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"footnotes":""},"categories":[68,69,70,110],"tags":[],"pp_force_visibility":null,"pp_subpost_visibility":null,"pp_inherited_force_visibility":null,"pp_inherited_subpost_visibility":null,"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18411"}],"collection":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18411\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}