{"id":18371,"date":"2022-04-09T09:46:42","date_gmt":"2022-04-09T07:46:42","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/a-castel-santangelo-la-mostra-bartolomeo-pinelli-visioni-dantesche\/"},"modified":"2022-04-09T09:46:42","modified_gmt":"2022-04-09T07:46:42","slug":"a-castel-santangelo-la-mostra-bartolomeo-pinelli-visioni-dantesche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/a-castel-santangelo-la-mostra-bartolomeo-pinelli-visioni-dantesche\/","title":{"rendered":"a Castel Sant&#8217;Angelo la mostra &#8220;Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo conserva la serie quasi completa di stampe incise da Bartolomeo Pinelli tra il 1824 e il 1826 per illustrare la Divina Commedia di Dante, edite in Roma da Giovanni Scudellari. La tiratura fu eseguita per le Mostre retrospettive organizzate a Castello nel 1911 in occasione dell\u2019Esposizione Universale, utilizzando le matrici originali tutt\u2019ora di propriet\u00e0 dell\u2019Istituto Centrale per la Grafica. Le acqueforti esposte colgono gli episodi pi\u00f9 significativi dell\u2019Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, accompagnate dalle terzine dantesche, rivelando \u201cfranchezza di disegno\u201d, \u201cfelicit\u00e0 d\u2019invenzione\u201d e \u201cverit\u00e0 di mosse e affetti\u201d, come riporta una positiva recensione dell\u2019epoca. Dalla serie traspare la capacit\u00e0 dell\u2019artista di affrontare temi colti e letterari, superando i consueti soggetti popolareschi e vernacolari che lo avevano reso famoso. Gli entusiasti ammiratori dell\u2019opera ne lodavano la \u201csemplicit\u00e0 sublime\u201d, intravedendo nel Pinelli la capacit\u00e0 di sentire il bello con il cuore \u201cprima anche di averlo studiato con la mente\u201d.<br \/>L\u2019opera di Pinelli si inserisce in un ricco filone di riscoperta del poema di Dante che percorre l\u2019Europa romantica tra la fine del \u2018700 e l\u2019inizio dell\u2019800, quando una nuova sensibilit\u00e0 riconosce nella Commedia l\u2019espressione autentica di un potente sentimento individuale, il \u201csublime\u201d. Pinelli dunque si pone sulla scia di quegli artisti, come William Blake, Johann Heinrich F\u00fcssli, John Flaxman e Felice Giani, che traducono le invenzioni dantesche in grandiose immagini di forte impatto visivo.<br \/>L\u2019opera di Pinelli incontr\u00f2 da subito una notevole fortuna critica, ma non ebbe un\u2019adeguata diffusione. In ambito romano, la serie completa \u00e8 posseduta solamente dalla Biblioteca capitolina, dall\u2019Accademia di San Luca, dall\u2019Istituto Centrale per la Grafica e dalla Biblioteca della Fondazione Besso.<br \/>La serie di Castel Sant\u2019Angelo conta 143 stampe su 145. Le due che la completano, non pervenute a noi per ignote ragioni, sono state ristampate e messe generosamente a disposizione della mostra dall\u2019Istituto Centrale per la Grafica.<br \/>Le incisioni dantesche sono suddivise in 66 per l\u2019Inferno, 43 per il Purgatorio, 35 per il Paradiso, inclusi i frontespizi e i cosiddetti \u201criposi\u201d dell\u2019autore a chiusura delle serie, nei quali spiccano gli autoritratti dell\u2019incisore, che amava raffigurarsi con i suoi due cani mastini, fedeli compagni di un\u2019esistenza piuttosto scapestrata. Altri autoritratti del Pinelli sono riconoscibili in diverse tavole illustrative delle tre Cantiche.<br \/>Bartolomeo Pinelli nacque a Roma il 20 novembre 1781. Ebbe il primo apprendistato presso il padre Giovanni Battista, modesto scultore, per poi frequentare l\u2019Accademia Clementina di Bologna, sperimentare l\u2019uso della camera ottica, cimentandosi nel vedutismo, e in seguito, tornato a Roma, perfezionare i suoi studi all\u2019Accademia di San Luca.<br \/>Dal 1806, vista la crescente domanda sul mercato di tematiche pittoresche, esegu\u00ec numerosi acquerelli con scene popolari, per poi pubblicare nel 1809 una Raccolta di Cinquanta costumi pittoreschi, con la quale si ciment\u00f2 per la prima volta con l\u2019incisione, fissando l\u2019iconografia idealizzata del popolo romano attraverso un linguaggio lineare, semplificato, ispirato ai modelli classici e animato da un forte senso della linea.<br \/>Pinelli visse in mezzo al popolo, fu assiduo frequentatore di osterie e taverne e riusc\u00ec a cogliere le espressioni caratteristiche, i tipi, i costumi della vita di Roma, ritraendo scene di brigantaggio, di carnevale, di feste, di baruffe, in parallelo con quanto il Belli cantava in poesia. Si impegn\u00f2 anche nell\u2019interpretazione della letteratura e la storia antiche, pubblicando nel 1811 l\u2019Eneide e, nel 1819 l\u2019Istoria Romana, alle quali fecero seguito altre raccolte di temi storici e letterari. Nonostante l\u2019intensa attivit\u00e0 e il notevole successo, il Pinelli mor\u00ec oppresso dai debiti il 1 aprile 1835, probabilmente consumato dall\u2019abuso di alcol, e fu sepolto nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Alla sua scomparsa fece seguito un mordace sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, intitolato La morte der zor Meo. Una lapide sormontata da un busto bronzeo, opera di Gabriele Vangelli, ne eterna la memoria in Viale Trastevere, nei pressi del luogo dove sorgeva la sua casa natale, oggi non pi\u00f9 esistente. Un altro suo ritratto, questa volta in marmo, figura nella serie di busti di personaggi illustri che adornano i viali del parco al Pincio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo<\/strong><br \/><strong>Sale Clemente VIII e Clemente VII<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>&#8220;Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mostra temporanea<\/strong><br \/><strong>dal 12 aprile all\u20198 maggio 2022<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Lungotevere Castello, 50 \u2013 00193 Roma<\/p>\n<p>Tel. +39 06 68191100<\/p>\n<p>Orari di visita: da marted\u00ec a domenica dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)\u00a0<\/p>\n<p>Prenotazioni: Sabato e festivi prenotazione obbligatoria\u00a0 con un giorno di anticipo (attenzione: prevede commissioni aggiuntive e non garantisce l\u2019accesso prioritario al museo); Prenotazione ingressi tramite Gebart:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gebart.it\/musei\/museo-nazionale-di-castel-santangelo\/\">https:\/\/www.gebart.it\/musei\/museo-nazionale-di-castel-santangelo\/<\/a><\/p>\n<p>tel. 06 32810 (numero attivo dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle 9.00 alle 18.00);<\/p>\n<p>Costi: \u20ac 12,00 intero; \u20ac 2,00 agevolato (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30);<\/p>\n<p>Info:\u00a0<a href=\"http:\/\/castelsantangelo.beniculturali.it\/\">http:\/\/castelsantangelo.beniculturali.it<\/a>;\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/istituti\/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2\/\">https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/istituti\/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2\/<\/a><\/p>\n<p>FB:\u00a0<a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/MuseoCastelSantAngelo\/\">https:\/\/it-it.facebook.com\/MuseoCastelSantAngelo\/<\/a><\/p>\n<p>IG:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/castelsantangelo\/\">https:\/\/www.instagram.com\/castelsantangelo\/<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"849\" height=\"480\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Castello-Pinelli-visioni-dantesche.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Castello-Pinelli-visioni-dantesche.jpg 849w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Castello-Pinelli-visioni-dantesche-300x170.jpg 300w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Castello-Pinelli-visioni-dantesche-768x434.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 849px) 100vw, 849px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo conserva la serie quasi completa di stampe incise da Bartolomeo Pinelli tra il 1824 e il 1826 per illustrare la Divina Commedia di Dante, edite in Roma da Giovanni Scudellari. La tiratura fu eseguita per le Mostre retrospettive organizzate a Castello nel 1911 in occasione dell\u2019Esposizione Universale, utilizzando le matrici originali tutt\u2019ora di propriet\u00e0 dell\u2019Istituto Centrale per la Grafica. Le acqueforti esposte colgono gli episodi pi\u00f9 significativi dell\u2019Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, accompagnate dalle terzine dantesche, rivelando \u201cfranchezza di disegno\u201d, \u201cfelicit\u00e0 d\u2019invenzione\u201d e \u201cverit\u00e0 di mosse e affetti\u201d, come riporta una positiva recensione dell\u2019epoca. Dalla serie traspare la capacit\u00e0 dell\u2019artista di affrontare temi colti e letterari, superando i consueti soggetti popolareschi e vernacolari che lo avevano reso famoso. Gli entusiasti ammiratori dell\u2019opera ne lodavano la \u201csemplicit\u00e0 sublime\u201d, intravedendo nel Pinelli la capacit\u00e0 di sentire il bello con il cuore \u201cprima anche di averlo studiato con la mente\u201d.L\u2019opera di Pinelli si inserisce in un ricco filone di riscoperta del poema di Dante che percorre l\u2019Europa romantica tra la fine del \u2018700 e l\u2019inizio dell\u2019800, quando una nuova sensibilit\u00e0 riconosce nella Commedia l\u2019espressione autentica di un potente sentimento individuale, il \u201csublime\u201d. Pinelli dunque si pone sulla scia di quegli artisti, come William Blake, Johann Heinrich F\u00fcssli, John Flaxman e Felice Giani, che traducono le invenzioni dantesche in grandiose immagini di forte impatto visivo.L\u2019opera di Pinelli incontr\u00f2 da subito una notevole fortuna critica, ma non ebbe un\u2019adeguata diffusione. In ambito romano, la serie completa \u00e8 posseduta solamente dalla Biblioteca capitolina, dall\u2019Accademia di San Luca, dall\u2019Istituto Centrale per la Grafica e dalla Biblioteca della Fondazione Besso.La serie di Castel Sant\u2019Angelo conta 143 stampe su 145. Le due che la completano, non pervenute a noi per ignote ragioni, sono state ristampate e messe generosamente a disposizione della mostra dall\u2019Istituto Centrale per la Grafica.Le incisioni dantesche sono suddivise in 66 per l\u2019Inferno, 43 per il Purgatorio, 35 per il Paradiso, inclusi i frontespizi e i cosiddetti \u201criposi\u201d dell\u2019autore a chiusura delle serie, nei quali spiccano gli autoritratti dell\u2019incisore, che amava raffigurarsi con i suoi due cani mastini, fedeli compagni di un\u2019esistenza piuttosto scapestrata. Altri autoritratti del Pinelli sono riconoscibili in diverse tavole illustrative delle tre Cantiche.Bartolomeo Pinelli nacque a Roma il 20 novembre 1781. Ebbe il primo apprendistato presso il padre Giovanni Battista, modesto scultore, per poi frequentare l\u2019Accademia Clementina di Bologna, sperimentare l\u2019uso della camera ottica, cimentandosi nel vedutismo, e in seguito, tornato a Roma, perfezionare i suoi studi all\u2019Accademia di San Luca.Dal 1806, vista la crescente domanda sul mercato di tematiche pittoresche, esegu\u00ec numerosi acquerelli con scene popolari, per poi pubblicare nel 1809 una Raccolta di Cinquanta costumi pittoreschi, con la quale si ciment\u00f2 per la prima volta con l\u2019incisione, fissando l\u2019iconografia idealizzata del popolo romano attraverso un linguaggio lineare, semplificato, ispirato ai modelli classici e animato da un forte senso della linea.Pinelli visse in mezzo al popolo, fu assiduo frequentatore di osterie e taverne e riusc\u00ec a cogliere le espressioni caratteristiche, i tipi, i costumi della vita di Roma, ritraendo scene di brigantaggio, di carnevale, di feste, di baruffe, in parallelo con quanto il Belli cantava in poesia. Si impegn\u00f2 anche nell\u2019interpretazione della letteratura e la storia antiche, pubblicando nel 1811 l\u2019Eneide e, nel 1819 l\u2019Istoria Romana, alle quali fecero seguito altre raccolte di temi storici e letterari. Nonostante l\u2019intensa attivit\u00e0 e il notevole successo, il Pinelli mor\u00ec oppresso dai debiti il 1 aprile 1835, probabilmente consumato dall\u2019abuso di alcol, e fu sepolto nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Alla sua scomparsa fece seguito un mordace sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli, intitolato La morte der zor Meo. Una lapide sormontata da un busto bronzeo, opera di Gabriele Vangelli, ne eterna la memoria in Viale Trastevere, nei pressi del luogo dove sorgeva la sua casa natale, oggi non pi\u00f9 esistente. Un altro suo ritratto, questa volta in marmo, figura nella serie di busti di personaggi illustri che adornano i viali del parco al Pincio. Museo Nazionale di Castel Sant\u2019AngeloSale Clemente VIII e Clemente VII &#8220;Bartolomeo Pinelli. Visioni dantesche&#8221; Mostra temporaneadal 12 aprile all\u20198 maggio 2022 \u00a0 Lungotevere Castello, 50 \u2013 00193 Roma Tel. +39 06 68191100 Orari di visita: da marted\u00ec a domenica dalle 9.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)\u00a0 Prenotazioni: Sabato e festivi prenotazione obbligatoria\u00a0 con un giorno di anticipo (attenzione: prevede commissioni aggiuntive e non garantisce l\u2019accesso prioritario al museo); Prenotazione ingressi tramite Gebart:\u00a0https:\/\/www.gebart.it\/musei\/museo-nazionale-di-castel-santangelo\/ tel. 06 32810 (numero attivo dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle 9.00 alle 18.00); Costi: \u20ac 12,00 intero; \u20ac 2,00 agevolato (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30); Info:\u00a0http:\/\/castelsantangelo.beniculturali.it;\u00a0 https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/istituti\/museo-nazionale-di-castel-santangelo-2\/ FB:\u00a0https:\/\/it-it.facebook.com\/MuseoCastelSantAngelo\/ IG:\u00a0https:\/\/www.instagram.com\/castelsantangelo\/<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"footnotes":""},"categories":[68,69,110],"tags":[],"pp_force_visibility":null,"pp_subpost_visibility":null,"pp_inherited_force_visibility":null,"pp_inherited_subpost_visibility":null,"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18371"}],"collection":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18371\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}