{"id":18300,"date":"2022-12-07T09:56:39","date_gmt":"2022-12-07T08:56:39","guid":{"rendered":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/dal-13-dicembre-al-museo-nazionale-di-castel-santangelo-di-nuovo-accessibili-le-sale-farnesiane\/"},"modified":"2022-12-07T09:56:39","modified_gmt":"2022-12-07T08:56:39","slug":"dal-13-dicembre-al-museo-nazionale-di-castel-santangelo-di-nuovo-accessibili-le-sale-farnesiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/en\/dal-13-dicembre-al-museo-nazionale-di-castel-santangelo-di-nuovo-accessibili-le-sale-farnesiane\/","title":{"rendered":"dal 13 dicembre al Museo Nazionale di Castel Sant&#8217;Angelo di nuovo accessibili le Sale Farnesiane"},"content":{"rendered":"<p>Dal 13 dicembre saranno nuovamente accessibili al pubblico, dopo il necessario riallestimento, tutte le Sale Farnesiane che si trovano ai piani alti del Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo.<\/p>\n<p>I fastosi ambienti assumono la loro denominazione da Alessandro Farnese, che divenne papa con il nome di Paolo III nel 1534 e volle portare avanti la trasformazione della parte superiore del Castello da fortezza a sfarzosa dimora, con la precisa volont\u00e0 di rinnovare la grandezza di Roma e del pontefice stesso, oltre alla centralit\u00e0 della Chiesa romana, dopo i guasti e le umiliazioni subiti durante il tragico Sacco della citt\u00e0 del 1527. Il papa, uomo colto e innamorato della classicit\u00e0, oltre alla Sala Paolina \u2013 ovvero l\u2019ambiente di rappresentanza, capolavoro del manierismo romano (che in questa occasione \u00e8 stata completamente reilluminata) \u2013 fece decorare le sale pi\u00f9 piccole, ma ugualmente preziose, che riaprono in questa occasione con nuovi allestimenti. Per i lavori, portati avanti negli anni quaranta del Cinquecento, il pontefice si serv\u00ec di diversi artisti, soprattutto dell\u2019abile pittore toscano Piero Buonaccorsi, detto Perin del Vaga, e della sua ampia bottega.<\/p>\n<p>In questa occasione torneranno ad essere visitabili la <strong>Sala di Perseo<\/strong>, quella di<strong> Amore e Psiche<\/strong>, la <strong>Sala dell\u2019Adrianeo<\/strong>, la <strong>Sala dei Festoni<\/strong> e la <strong>Cagliostra<\/strong>, con i formidabili fregi affrescati che, rifacendosi alle Metamorfosi di Ovidio e all\u2019Asino d\u2019oro di Apuleio, esaltano le virt\u00f9 di Paolo III e il percorso di elevazione spirituale dell\u2019anima verso la salvezza, oppure mostrano monumenti di Roma antica, festoni e fantasiose grottesche, riportando pi\u00f9 volte le imprese e gli emblemi della casa Farnese, il giglio e l\u2019unicorno. Nelle sale di Perseo e di Amore e Psiche sono perfettamente conservati anche i soffitti lignei dipinti, sempre opera di Perin del Vaga e dei suoi collaboratori.<\/p>\n<p>I diversi ambienti ospitano oggi la <strong>Quadreria<\/strong> del museo, oltre ad alcune sculture, con un allestimento che segue un criterio cronologico; gran parte delle opere esposte fanno parte di due importanti donazioni, quella di Mario Menotti del 1916 e quella di Alessandro Contini Bonacossi del 1928, e si presentano quindi come provenienti da aree geografiche ed epoche diverse. Tra i dipinti pi\u00f9 importanti si segnalano il Polittico degli Zavattari, un esempio notevole di pittura gotica lombarda databile verso la met\u00e0 del Quattrocento, il San Girolamo nella selva di Lorenzo Lotto, dipinto quando l\u2019artista si trovava a Roma, intorno al 1509, il Bagno di Dosso Dossi, la Giovane donna con unicorno del ravennate Luca Longhi, nella quale \u00e8 forse riconoscibile Giulia Farnese, sorella di Paolo III, e infine la Madonna col Bambino, angeli e santi della tarda attivit\u00e0 di Luca Signorelli. Tra le sculture presenti spiccano il quattrocentesco gruppo ligneo del Compianto sul corpo di Cristo morto e la Piet\u00e0 in terracotta di ambito emiliano, sempre del XV secolo. Non mancano oggetti rari e preziosi, come la Spinetta, uno strumento musicale di met\u00e0 Cinquecento decorato con vivaci grottesche.<\/p>\n<p>In occasione della riapertura delle sale, \u00e8 stata pubblicata anche una guida (De Luca Editori) agli ambienti farnesiani e alle opere esposte, curata dallo storico dell\u2019arte Michele Occhioni.<\/p>\n<p>Castel Sant\u2019Angelo \u00e8 una struttura molto complessa, utilizzata per secoli con diverse funzioni, nascendo come sepolcro dell\u2019imperatore Adriano, morto nel 138 d.C., per poi diventare residenza fortificata, prigione e infine museo. Per aiutare i visitatori a comprendere meglio questa storia incredibilmente lunga e varia, nelle cosiddette <strong>Armerie inferiori<\/strong> \u00e8 stata allestita un\u2019esposizione didattica permanente, che illustra i continui mutamenti dell\u2019edificio, grazie ad una serie di plastici, realizzati nella prima met\u00e0 del secolo scorso, numerose stampe antiche, dipinti e fotografie d\u2019epoca.<\/p>\n<p>Anche per questo allestimento \u00e8 stata pubblicata una guida (De Luca Editori) esplicativa del percorso raccontato nelle stanze delle Armerie inferiori, curata da Michele Occhioni, Mariastella Margozzi, Laura Salerno.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INVITO-Le-stanze-ritrovate-768x728.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"728\" src=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INVITO-Le-stanze-ritrovate-768x728.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INVITO-Le-stanze-ritrovate-768x728.jpg 768w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INVITO-Le-stanze-ritrovate-300x284.jpg 300w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INVITO-Le-stanze-ritrovate-1024x970.jpg 1024w, https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/INVITO-Le-stanze-ritrovate.jpg 1309w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>Incastonata fra le suggestive mura del Cortile delle Fucilazioni, ai piedi della imponente mole adrianea, dopo anni di oblio viene finalmente restituita al pubblico la settecentesca <strong>Cappella dei Condannati<\/strong>, originariamente un portico adibito a magazzino di polvere da sparo, successivamente trasformato in cappella tra il Settecento e l\u2019Ottocento e pi\u00f9 volte rimaneggiato, con l\u2019allestimento di elementi decorativi di spoglio.<\/p>\n<p>Al fine di dotare, finalmente, il Museo di uno spazio polifunzionale per eventi, conferenze, video- proiezioni e didattica \u00e8 stato accolto il progetto di rifunzionalizzazione della Cappella realizzato dagli architetti Federico Lardera ed Egidio Senatore dello studio larderArch, il cui concept trae la sua origine proprio dal commovente nome della ex Cappella, che rievoca il dramma dei condannati a morte imprigionati a Castel Sant\u2019Angelo.<\/p>\n<p>Il nuovo progetto, che \u00e8 stato offerto gratuitamente al Museo, \u00e8 quindi la sintesi di tali antiche cupe atmosfere del Castello e di una serie di citazioni narrative ed artistiche legate al sito, che riemergono, in particolare, attraverso la potenza lirica della celeberrima opera Tosca di Giacomo Puccini, che proprio qui trova la sua pi\u00f9 celebre aria E lucevan le stelle ed il suo tragico epilogo.<\/p>\n<p>Lo spazio \u00e8 stato immaginato come un \u201ctecnologico teatrino\u201d, evocato dai colori dominanti oro e rosso, su cui si stagliano degli inaspettati cilindri acustici, scenograficamente librati tra le campate della Cappella, a riecheggiare i ceri che un tempo accompagnavano le ultime preghiere dei condannati. Nelle cinque vetrate ad arcata trovano posto delle grandi vetrofanie che citano le Carceri d\u2019Invenzione di Piranesi, il grande incisore \u201cossessionato\u201d dal fascino di Castel Sant\u2019Angelo.<\/p>\n<p>Il nuovo spazio, dotato delle pi\u00f9 avanzate strumentazioni audio-video e di una nuova illuminazione architetturale, verr\u00e0 inaugurato il 12 dicembre 2022 con la prima proiezione pubblica del film I Misteri di Castel Sant\u2019Angelo dell\u2019artista Marco Agostinelli, che ha raccontato attraverso danze e musiche, interpretandole con spirito moderno, storie vere e immaginarie avvenute a Castello, quelle di Beatrice Cenci, di Cagliostro, di Tosca, dell\u2019Arcangelo Michele. Le coreografie sono di Enzo Cosimi, i danzatori sono Alice Raffaelli, Luca Della Corte, Lorenzo Caldarozzi e le musiche di Emanuel Dimas de Melo Pimenta; l\u2019operatore video \u00e8 Atej Tutta.<\/p>\n<p><strong>Direzione Musei Statali della citt\u00e0 di Roma<\/strong><br \/><a href=\"http:\/\/dmsrm.futuretechlead.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dmsrm.futuretechlead.com<\/a><br \/>Ufficio Promozione e Comunicazione dms-rm.comunicazione@cultura.gov.it <br \/><strong>Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo<\/strong><br \/><a href=\"http:\/\/www.castelsantangelo.beniculturali.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.castelsantangelo.beniculturali.it<\/a><\/p>\n<p>Ufficio stampa PAV: <br \/>Maya Amenduni <br \/>mayaamenduni@gmail.com <br \/>+39 3928157943<\/p>\n<p>Scarica il <a href=\"https:\/\/direzionemuseiroma.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cs_MN-Castel-SantAngelo_nuovi-allestimenti_DEF_b.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">COMUNICATO STAMPA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 13 dicembre saranno nuovamente accessibili al pubblico, dopo il necessario riallestimento, tutte le Sale Farnesiane che si trovano ai piani alti del Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo. 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Per i lavori, portati avanti negli anni quaranta del Cinquecento, il pontefice si serv\u00ec di diversi artisti, soprattutto dell\u2019abile pittore toscano Piero Buonaccorsi, detto Perin del Vaga, e della sua ampia bottega. In questa occasione torneranno ad essere visitabili la Sala di Perseo, quella di Amore e Psiche, la Sala dell\u2019Adrianeo, la Sala dei Festoni e la Cagliostra, con i formidabili fregi affrescati che, rifacendosi alle Metamorfosi di Ovidio e all\u2019Asino d\u2019oro di Apuleio, esaltano le virt\u00f9 di Paolo III e il percorso di elevazione spirituale dell\u2019anima verso la salvezza, oppure mostrano monumenti di Roma antica, festoni e fantasiose grottesche, riportando pi\u00f9 volte le imprese e gli emblemi della casa Farnese, il giglio e l\u2019unicorno. Nelle sale di Perseo e di Amore e Psiche sono perfettamente conservati anche i soffitti lignei dipinti, sempre opera di Perin del Vaga e dei suoi collaboratori. I diversi ambienti ospitano oggi la Quadreria del museo, oltre ad alcune sculture, con un allestimento che segue un criterio cronologico; gran parte delle opere esposte fanno parte di due importanti donazioni, quella di Mario Menotti del 1916 e quella di Alessandro Contini Bonacossi del 1928, e si presentano quindi come provenienti da aree geografiche ed epoche diverse. Tra i dipinti pi\u00f9 importanti si segnalano il Polittico degli Zavattari, un esempio notevole di pittura gotica lombarda databile verso la met\u00e0 del Quattrocento, il San Girolamo nella selva di Lorenzo Lotto, dipinto quando l\u2019artista si trovava a Roma, intorno al 1509, il Bagno di Dosso Dossi, la Giovane donna con unicorno del ravennate Luca Longhi, nella quale \u00e8 forse riconoscibile Giulia Farnese, sorella di Paolo III, e infine la Madonna col Bambino, angeli e santi della tarda attivit\u00e0 di Luca Signorelli. Tra le sculture presenti spiccano il quattrocentesco gruppo ligneo del Compianto sul corpo di Cristo morto e la Piet\u00e0 in terracotta di ambito emiliano, sempre del XV secolo. Non mancano oggetti rari e preziosi, come la Spinetta, uno strumento musicale di met\u00e0 Cinquecento decorato con vivaci grottesche. In occasione della riapertura delle sale, \u00e8 stata pubblicata anche una guida (De Luca Editori) agli ambienti farnesiani e alle opere esposte, curata dallo storico dell\u2019arte Michele Occhioni. Castel Sant\u2019Angelo \u00e8 una struttura molto complessa, utilizzata per secoli con diverse funzioni, nascendo come sepolcro dell\u2019imperatore Adriano, morto nel 138 d.C., per poi diventare residenza fortificata, prigione e infine museo. Per aiutare i visitatori a comprendere meglio questa storia incredibilmente lunga e varia, nelle cosiddette Armerie inferiori \u00e8 stata allestita un\u2019esposizione didattica permanente, che illustra i continui mutamenti dell\u2019edificio, grazie ad una serie di plastici, realizzati nella prima met\u00e0 del secolo scorso, numerose stampe antiche, dipinti e fotografie d\u2019epoca. Anche per questo allestimento \u00e8 stata pubblicata una guida (De Luca Editori) esplicativa del percorso raccontato nelle stanze delle Armerie inferiori, curata da Michele Occhioni, Mariastella Margozzi, Laura Salerno. Incastonata fra le suggestive mura del Cortile delle Fucilazioni, ai piedi della imponente mole adrianea, dopo anni di oblio viene finalmente restituita al pubblico la settecentesca Cappella dei Condannati, originariamente un portico adibito a magazzino di polvere da sparo, successivamente trasformato in cappella tra il Settecento e l\u2019Ottocento e pi\u00f9 volte rimaneggiato, con l\u2019allestimento di elementi decorativi di spoglio. Al fine di dotare, finalmente, il Museo di uno spazio polifunzionale per eventi, conferenze, video- proiezioni e didattica \u00e8 stato accolto il progetto di rifunzionalizzazione della Cappella realizzato dagli architetti Federico Lardera ed Egidio Senatore dello studio larderArch, il cui concept trae la sua origine proprio dal commovente nome della ex Cappella, che rievoca il dramma dei condannati a morte imprigionati a Castel Sant\u2019Angelo. Il nuovo progetto, che \u00e8 stato offerto gratuitamente al Museo, \u00e8 quindi la sintesi di tali antiche cupe atmosfere del Castello e di una serie di citazioni narrative ed artistiche legate al sito, che riemergono, in particolare, attraverso la potenza lirica della celeberrima opera Tosca di Giacomo Puccini, che proprio qui trova la sua pi\u00f9 celebre aria E lucevan le stelle ed il suo tragico epilogo. Lo spazio \u00e8 stato immaginato come un \u201ctecnologico teatrino\u201d, evocato dai colori dominanti oro e rosso, su cui si stagliano degli inaspettati cilindri acustici, scenograficamente librati tra le campate della Cappella, a riecheggiare i ceri che un tempo accompagnavano le ultime preghiere dei condannati. Nelle cinque vetrate ad arcata trovano posto delle grandi vetrofanie che citano le Carceri d\u2019Invenzione di Piranesi, il grande incisore \u201cossessionato\u201d dal fascino di Castel Sant\u2019Angelo. Il nuovo spazio, dotato delle pi\u00f9 avanzate strumentazioni audio-video e di una nuova illuminazione architetturale, verr\u00e0 inaugurato il 12 dicembre 2022 con la prima proiezione pubblica del film I Misteri di Castel Sant\u2019Angelo dell\u2019artista Marco Agostinelli, che ha raccontato attraverso danze e musiche, interpretandole con spirito moderno, storie vere e immaginarie avvenute a Castello, quelle di Beatrice Cenci, di Cagliostro, di Tosca, dell\u2019Arcangelo Michele. Le coreografie sono di Enzo Cosimi, i danzatori sono Alice Raffaelli, Luca Della Corte, Lorenzo Caldarozzi e le musiche di Emanuel Dimas de Melo Pimenta; l\u2019operatore video \u00e8 Atej Tutta. 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